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Prescrizioni

In Sicilia, ad oggi, non risultano casi di infezioni da Xylella fastidiosa ma, naturalmente, il livello di allerta è alto, per cui, in materia di prevenzione, ci si attiene sia alle prescrizioni della Decisione 789/2015 della Commissione europea, sia alle indicazioni pubblicate dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), massima autorità scientifica in fatto di analisi del rischio, che, nel 2014 e 2015 , ha pubblicato diversi Scientific Reports. Le indicazioni chiariscono che la probabilità più alta che il batterio si diffonda in una zona indenne si verifica:
- Con il commercio di piante infette
- Con lo spostamento, anche casuale, dell’insetto vettore, nel nostro caso in Italia, la cosiddetta “sputacchina” (Philaenus spumarius).
La movimentazione di piante infette, che possono essere asintomatiche, è dunque la via d’ingresso preferenziale di Xylella fastidiosa. Per scongiurare il pericolo d’ introduzione nel territorio regionale, di seguito si riporta un sintetico prospetto della prescrizioni cui devono attenersi gli operatori coinvolti - importatori da paesi terzi, vivaisti, garden-center, commercianti di specie sensibili al batterio - fermo restando che, per ogni approfondimento, potranno essere contattati i nostri uffici fitosanitari provinciali.

Importazione da Paesi terzi
Agli importatori di piante sensibili a Xylella fastidiosa “specificate” da paesi non europei, si ricorda che sono in vigore le nuove misure dettate dalla Decisione della commissione n°789 del 18.05.2015, che, rafforzando le misure contro Xylella fastidiosa, sostituisce abrogandola la precedente Decisione 497/2014, pubblicata solo un anno fa. In particolare si applicano le disposizioni previste dagli articoli 16, 17 e 18, che verranno verificate dagli Ispettori fitosanitari delegati al controllo presso i punti di entrata. Tali misure prevedono azioni diverse a seconda della provenienza delle partite:
- se da Paesi terzi nei quali l’organismo non è presente, il certificato fitosanitario di origine dovrà prevedere nella rubrica “dichiarazione supplementare” l’indicazione di paese indenne; al momento del controllo presso il punto di entrata, in caso di sospetto, il SFR procederà al campionamento della partita ed alle relative analisi;
- se da Paesi terzi nei quali l’organismo è presente, oltre ad essere accompagnato dal certificato fitosanitario di origine, le partite dovranno rispettare le stringenti disposizioni di cui all’art. 17 della Decisione; al momento del controllo presso il punto di entrata, gli Ispettori fitosanitari delegati al controllo procederanno al campionamento della partita ed alle relative analisi.
Commercio all’interno della U.E.
La decisione, in linea generale, vieta lo spostamento delle piante sensibili “specificate” coltivate in zone colpite dal batterio, tuttavia sono previste delle deroghe per tali spostamenti. Pertanto, qualora vivaisti e commercianti dovessero approvvigionarsi di piante specificate sensibili a Xylella fastidiosa dalle zone in cui è stata accertata la presenza del batterio – intera provincia di Lecce, provincia di Brindisi - comune di Oria) si ricorda che tali piante devono essere accompagnate dal passaporto delle piante e che, al momento dell’introduzione di tale materiale nel territorio regionale, vanno subito informati i nostri Uffici fitosanitari di zona, che procederanno agli accertamenti previsti.
ATTENZIONE: la situazione delle aree delimitate e l’elenco dei relativi vivai autorizzati all’emissione del passaporto delle piante è costantemente in evoluzione, motivo per il quale, in caso di dubbio, è necessario contattare i nostri uffici fitosanitari provinciali.
Inoltre è importante non acquistare mai piante di olivo e delle altre specie sensibili al batterio di origine non nota e prive di tracciabilità.

 
 

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