Regione Siciliana

 

ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE

Dipartimento Regionale Interventi Infrastrutturali

Servizio III – Vigilanza Enti Pubblici – ESA – I.R.V.V. - Riforma Agraria

U.O. n. 7 – Riforma Agraria – Infrastrutture - Meccanizzazione agricola

 

 

SCHEDA INFORMATIVA N. 2

 

 

 

RIFORMA AGRARIA IN SICLILIA

 
 

 

 

 

 

 

 

 


RIFERIMENTI LEGISLATIVI

 

 

 

Legge Regionale  27.12.50.n. 104                     

Legge Regionale  2.8.54 n. 29                            

Legge Regionale 4.4.60 n. 8                              

Legge Regionale  25.07.60 n. 29                      

Legge Regionale 10.8.65 n. 21                          

Legge Regionale 6.12.68 n. 33                           

Legge Regionale  18.7.74  n. 24                        

Legge Regionale  6.4.96 n. 16                            

 


 

 

Legge Regionale  27.12.50.n. 104

 

 

RIFORMA AGRARIA IN SICILIA

 

ART. 1

  La proprietà terriera compresa nel territorio della Regione Siciliana è sottoposta agli obblighi ed ai limiti stabiliti dalla presente legge.

 

ART. 2 ORGANI DELLA RIFORMA

  All'attuazione della Riforma Agraria sovraintende l'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste presso il quale è istituito un Ufficio Regionale per la riforma avente il compito di indirizzare, vigilare e coordinare l'attività degli enti ed organi preposti all'esecuzione della presente legge, anche a mezzo dell'Ispettorato Agrario Compartimentale, che assume la denominazione di Ispettorato Agrario Regionale.

  Nei casi espressamente previsti, l'assessorato si avvale dell'Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano, che assume la denominazione di Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, e dei Consorzi di Bonifica.

  Al riordinamento dell'ente per la riforma agraria in Sicilia e dei consorzi di bonifica sarà provveduto con decreto del presidente della regione, su proposta dell'assessore per l'agricoltura e le foreste, di concerto con quello per le finanze, previa deliberazione della giunta.

  Deve essere funzione preminente dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia quella di valorizzare le premesse per la formazione di cooperative tra lavoratori e di cooperative tra i sorteggiati, di cui al successivo articolo 40 in modo che sia sempre più diffusa nella Regione la conduzione cooperativistica.

 

ART. 3 COMITATI PROVINCIALI DELL'AGRICOLTURA

  Presso gli Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura sono istituiti, con funzioni consultive, i Comitati Provinciali dell'Agricoltura, che sostituiscono quelli attualmente esistenti, ed assumono, oltre alle attribuzioni che hanno questi ultimi, quelle ad essi assegnate dalla presente legge.

  i Comitati sono costituiti con decreti dell'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste.

  del Comitato fanno parte di diritto:

  1) il Capo dell'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura, che lo presiede.

  2) il Capo dell'Ispettorato Ripartimentale Forestale;

  3) l'Ingegnere Capo del Genio Civile;

  4) il Direttore del Consorzio Agrario Provinciale;

  5) un rappresentante dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia;

  6) un rappresentante dell'Associazione Siciliana dei Consorzi di Bonifica.

  ne fanno parte, altresì, i seguenti membri, i quali durano in carica tre anni;

  7) due esperti designati dal Consiglio Regionale dell'Agricoltura e delle Foreste;

  8) due esperti in rappresentanza della cooperazione agricola;

  9) due esperti in rappresentanza dei datori di lavoro agricoli;

  10) un esperto in rappresentanza degli affittuari conduttori diretti, di cui all'art. 3 della legge regionale 8 agosto 1949, n. 47;

  11) due esperti in rappresentanza dei braccianti agricoli e dei coloni e mezzadri;

  12) due esperti in rappresentanza dei coltivatori diretti.

  I componenti di cui ai numeri 6, 8 e seguenti sono designati dalle rispettive associazioni in numero triplo dei membri da nominare.

  Il presidente del comitato chiamerà a partecipare alle riunioni l'agronomo condotto, nella cui circoscrizione si trovano le zone alle quali si riferisce l'argomento da trattare, e potrà pure chiamarvi altre persone fornite di specifica competenza.

  Potrà, altresì, invitare, limitatamente alla trattazione di singole materie riguardanti i cittadini di un dato comune, un rappresentante del comune stesso, designato dalla giunta municipale.

 I  tecnici e i rappresentanti di cui agli ultimi due commi precedenti non hanno diritto a voto.

 

 

ART. 4

  Alle spese per il funzionamento dei comitati, di cui all'articolo precedente, provvede l'assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste.

 

TITOLO I OBBLIGHI DI TRASFORMAZIONE AGRARIA E FONDIARIA

 

ART. 5 PIANI GENERALI DI BONIFICA E DIRETTIVE PER LA TRASFORMAZIONE

  Salvi gli obblighi stabiliti dalle norme vigenti in materia di bonifica e di colonizzazione, l'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste provvede, avvalendosi, ove occorra, dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, alla compilazione di piani generali di bonifica anche in zone non rientranti in comprensori già classificati.

  Per le zone non comprese nei piani di cui al comma precedente stabilisce le direttive fondamentali della trasformazione dell'agricoltura.

  I piani generali e le direttive fondamentali sono approvati con decreto dell'assessore per l'agricoltura e le foreste, sentito il comitato regionale per la bonifica.

  Il decreto di approvazione deve contenere la delimitazione dei terreni compresi nel piano generale e nelle direttive fondamentali ed è pubblicato nella gazzetta ufficiale della regione siciliana e nella gazzetta ufficiale della repubblica.

  L'approvazione dei piani generali comporta, per le zone cui si riferiscono, la classificazione di comprensorio di bonifica di seconda categoria, ai sensi e per gli effetti del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, e successive aggiunte e modificazioni.

  Salvo quanto previsto dall'articolo 7, i piani generali di bonifica e le direttive fondamentali per la trasformazione debbono essere compilati entro il termine di centoventi giorni.

 

ART. 6.   ELEMENTI COSTITUTIVI DEI PIANI GENERALI DI BONIFICA E DELLE DIRETTIVE PER LA TRASFORMAZIONE

  Salvo quanto previsto dalle vigenti leggi di bonifica, i piani generali di bonifica e le direttive fondamentali per la trasformazione devono, di regola, prevedere, in rapporto alla natura ed ubicazione dei terreni ed alla estensione dei fondi, la sistemazione dei seguenti elementi:

a)  viabilità aziendale ed interaziendale;

b)  eventuali approvvigionamenti idrici ed opere irrigue aziendali ed interaziendali;

c)  sistemazione idraulico-agraria del terreno;

d)  opere di piccola bonifica;

e)  costruzioni di abitazioni per i lavoratori, di ricovero per gli animali, di fabbricati adatti e sufficienti ai bisogni ed alla destinazione dell'azienda;

f)  eventuali piantagioni arboree.

 

ART. 7 PIANI GENERALI NEI PERIMETRI DEI CONSORZI DI BONIFICA

  Per le zone comprese nei perimetri dei consorzi di bonifica, questi devono presentare i piani previsti dall'art. 4 del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, nel termine di sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

  Decorso infruttuosamente tale termine, l'assessorato dell'agricoltura e delle foreste provvede, nel termine di centoventi giorni, alla compilazione dei piani in luogo dei consorzi inadempienti.

 

ART. 8 PIANI PARTICOLARI

    I piani particolari devono essere presentati nel termine di 120 giorni dall'avviso, mediante pubblico manifesto a stampa, dell'avvenuto deposito nella segreteria comunale del decreto assessoriale di approvazione del piano generale e delle direttive fondamentali.

  Per i fondi ricadenti in comprensori di bonifica i cui piani siano stati approvati prima della pubblicazione della presente legge, il termine anzidetto decorre dalla data in cui questa entrerà in vigore.

  Gli ispettori provinciali, sentiti i rispettivi comitati dell'agricoltura, possono, per giustificati motivi, prorogare tali termini di non oltre sessanta giorni.

  I piani relativi ai fondi ricadenti nei perimetri dei consorzi di bonifica debbono essere corredati del parere dei rispettivi consorzi.

  Per i proprietari obbligati alle denunzie previste dal successivo art. 29 la presentazione dei piani deve essere effettuata entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto che approva il piano di conferimento, senza diritto a proroga.

 

ART. 9 OMESSA PRESENTAZIONE DEI PIANI PARTICOLARI

  Decorsi infruttuosamente i termini previsti dall'articolo precedente gli ispettori provinciali dell'agricoltura provvedono, entro sessanta giorni, a spese degli inadempienti, alla compilazione dei relativi piani di utilizzazione e di miglioramento.

  Gli inadempienti sono inoltre soggetti ad una penale disposta con decreto dell'assessore in misura pari al doppio dell'importo della spesa sostenuta.

  Per il recupero della spesa e della penale di cui ai commi precedenti, si applicano le norme del testo unico sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello stato.

 

ART. 10 APPROVAZIONE DEI PIANI PARTICOLARI

  I piani particolari, redatti a cura dei privati, comprendenti le opere di miglioramento fondiario, anche indipendenti dal piano generale, sono trasmessi dall' ispettorato provinciale all'ispettore agrario regionale con parere motivato ed entro 60 giorni dalla presentazione.

  L'Ispettore Regionale decide, con le modifiche eventualmente occorrenti, sui piani di cui sopra e su quelli compilati a cura dell'ispettorato provinciale nel termine di trenta giorni dalla ricezione.

  Avverso il provvedimento dell'ispettore regionale è ammesso ricorso all'assessore per l'agricoltura e le foreste entro venti giorni dalla notificazione.

  L'Assessore decide, anche disponendo variazioni ed aggiunte, entro il termine di trenta giorni.

  Trascorsi i sessanta giorni senza che l'assessore abbia provveduto sul ricorso, questo si considera respinto ed il provvedimento dell'ispettore diviene definitivo, per l'effetto dell'eventuale ricorso al consiglio di giustizia amministrativa.

  L'approvazione definitiva del piano particolare equivale al nulla osta utile all'inizio dei lavori, dovendosi intendere gli stessi eseguiti con riserva della riscossione del contributo, ove competa.

 

ART. 11 ESENZIONE DALL'OBBLIGO DI PRESENTARE IL PIANO PARTICOLARE

  I proprietari che abbiano adempiuto agli obblighi nascenti dalle norme in materia di bonifica e di colonizzazione o che, indipendentemente da tali obblighi, abbiano interamente trasformato i loro fondi, sono esonerati, su istanza documentata, dalla presentazione del piano particolare.

  L'istanza è presentata entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto di approvazione del piano generale e delle direttive fondamentali, all'ispettore provinciale dell'agricoltura, il quale, previ gli opportuni accertamenti e sentito il comitato provinciale, la inoltra entro sessanta giorni all'ispettore regionale proponendone l'accoglimento o il rigetto.

  l'Ispettore Regionale decide entro trenta giorni dalla ricezione.

  Il decreto è impugnabile dall'interessato e dall'ente per la riforma agraria in sicilia a norma del terzo comma dell'articolo precedente e l'assessore decide nel termine di trenta giorni.

  In caso di rigetto dell'istanza i termini per la presentazione del piano decorrono dalla data della comunicazione e sono ridotti alla metà dei termini previsti dall'art. 8.

 

ART. 12 VIGILANZA ED ESECUZIONE DEI PIANI

  Sull'attuazione dei piani particolari vigilano gli ispettori provinciali dell'agricoltura, i quali ne informano i comitati provinciali dell'agricoltura.

  Gli ispettorati, per quanto si attiene alla vigilanza, possono avvalersi dell'opera di tutti gli enti sottoposti a vigilanza e tutela da parte dell'assessorato della agricoltura e delle foreste.

  La mano d'opera adibita nell'esecuzione dei piani è computata ai fini dell'applicazione del decreto legislativo del capo provvisorio dello stato 16 settembre 1947, n. 929, e successive aggiunte e modificazioni.

  Senza pregiudizio della razionale destinazione dei terreni, i piani debbono tendere ad introdurre colture ed ordinamenti che consentano il più alto assorbimento di mano d'opera.

 

 

 

ART. 13 SANZIONI CONTRO GLI INADEMPIENTI

  Qualora, prima della scadenza del termine assegnato per l'attuazione del piano particolare, risulti impossibile la tempestiva esecuzione delle opere prestabilite, o quando, scaduto il termine, queste non siano eseguite, l'assessore per l'agricoltura e le foreste, sentito il parere del comitato provinciale, dispone che l'ente per la riforma agraria in Sicilia espropri, a norma dell'art. 42 del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, la parte non trasformata dei terreni di proprietà dell'inadempiente eccedente gli ettari 150, la quale sarà assegnata secondo le disposizioni del titolo III della presente legge.

  Per la restante parte autorizza l'ente per la riforma agraria in Sicilia o i consorzi di bonifica ad eseguire, in luogo e per conto dell'inadempiente, la trasformazione ed i miglioramenti previsti dal piano particolare.

  Per l'esecuzione di tali opere l'ente per la riforma agraria in Sicilia o i consorzi di bonifica si immettono in possesso del fondo senza obbligo di indennizzo al proprietario o a qualsiasi altro avente diritto e ne curano la gestione salvo rendiconto all'atto della restituzione del fondo.

  Nel caso in cui il proprietario abbia bisogno di sussidio alimentare l'ente per la riforma agraria in Sicilia o il consorzio può corrispondere allo stesso un assegno in ogni caso non superiore al 20% della fruttificazione percetta al netto delle imposte.

  Ultimata la esecuzione delle opere, l'ente per la riforma agraria in Sicilia o il consorzio di bonifica ha diritto al rimborso della maggiore somma tra la spesa sostenuta e l'aumento di valore conseguito dal fondo per effetto delle opere di trasformazione eseguitevi, nonché a permanere nel possesso del terreno a garanzia del credito vantato e degli interessi, sino alla estinzione.

  In caso di mancato pagamento si procede secondo le norme contenute negli artt. 35 e seguenti della presente legge al trasferimento coattivo di una parte dei 150 ettari rimasti al proprietario, il cui valore corrisponde alla somma dovuta.

 

ART. 14 INDEROGABILITÀ DELL'ATTUAZIONE DEL PIANO

  La mancata o ritardata esecuzione delle opere pubbliche di bonifica non esonera il proprietario dalla esecuzione del piano approvato, salvo che l'ispettore provinciale dell'agricoltura, su conforme parere del comitato provinciale, riconosca che le opere del piano sono strettamente connesse e dipendenti dalle opere pubbliche. in tal caso determina di quale opere del piano può essere ritardata l'esecuzione.

  La esecuzione del piano non può essere ritardata dalla pendenza o dall'esito delle eventuali istanze del privato dirette ad ottenere l'ammissione ai contributi e benefici previsti dalle leggi che regolano la materia.

 

  La decisione dell'Ispettore Provinciale dell'Agricoltura, prevista nel primo comma, deve essere comunicata, entro dieci giorni, all'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia ed al suo rappresentante presso il Comitato Provinciale dell'Agricoltura.

  Contro la decisione dell'Ispettore Provinciale della Agricoltura è ammesso, nel termine di trenta giorni dalla comunicazione sopra prevista, ricorso del presidente dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia all’Assessore per l'Agricoltura e le Foreste che, intesi gli interessati, decide entro sessanta giorni.

 

ART. 15 RAPPORTI PENDENTI

  Entro sessanta giorni dall'approvazione definitiva del piano particolare, il proprietario e gli eventuali titolari di diritti di usufrutto, uso od abitazione sono tenuti a presentare all'approvazione dell'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste, l'atto con cui modificano i loro rapporti al fine di adeguarli al piano e di agevolarne l'esecuzione.

  Ove sia decorso infruttuosamente il termine anzidetto, ovvero l'assessore per l'agricoltura e le foreste dichiari, con suo decreto, che la nuova regolamentazione dei rapporti è incompatibile con l'esecuzione del piano, l'usufrutto, l'uso o l'abitazione sono risoluti di diritto, salva gli interessati la liquidazione delle loro ragioni, che rimangono garantite sul fondo.

  L'avvenuta risoluzione è attestata, ai fini e per gli effetti dell'art. 2655 del codice civile, dall'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste, con certificato da annotarsi a margine della trascrizione degli atti costitutivi dei diritti sopra indicati.

  L'annotazione non può avere luogo senza la prova dell'avvenuta liquidazione.

  Ove le parti non abbiano proceduto d'accordo alla detta liquidazione entro trenta giorni dalla scadenza del termine o dalla comunicazione del decreto, di cui al secondo comma, l'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste, determina, con suo decreto, la rendita da corrispondersi provvisoriamente agli interessati.

  Entro sessanta giorni dalla notificazione di detto decreto le parti possono adire l'autorità giudiziaria per la liquidazione delle loro ragioni.

  I diritti derivanti da contratti di locazione, mezzadria, colonia e compartecipazione, nonché da concessioni a qualsiasi titolo a favore di cooperative, sono regolati dal comma primo del presente articolo.

  Decorso il termine di cui al primo comma, l'assessore, con suo decreto, dichiara se la nuova regolamentazione o, in mancanza, la continuazione dei rapporti sia compatibile con l'esecuzione del piano.

  Ove ne riconosca la compatibilità, approva la nuova regolamentazione dei rapporti o la determina. se dichiara la incompatibilità, i rapporti di cui al settimo comma sono risoluti di diritto.

  Nessun indennizzo è dovuto per effetto dell'anticipata risoluzione, fermo il diritto per gli interessati di essere indennizzati delle migliorie a norma di legge o di contratto.

  I titolari di diritti derivanti dai contratti, di cui al comma settimo, possono, nel termine di un mese dal decreto dell'assessore per l'agricoltura e le foreste, dichiarare che intendono recedere

  Ove esistano altri diritti reali o personali di godimento e le parti non abbiano provveduto a norma del primo comma, ovvero sia intervenuto il decreto di cui al secondo comma del presente articolo, alla esecuzione del piano provvede l'ente per la riforma agraria in Sicilia con l'osservanza delle norme di cui al comma terzo e seguenti dell'articolo 13 della presente legge.

  In nessun caso l'inizio dell'esecuzione del piano può essere ritardata oltre novanta giorni dalla sua approvazione.

 

ART. 16 COOPERATIVE AGRICOLE - CONTRATTI MIGLIORATARI

  L'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste, sentito il consiglio provinciale dell'agricoltura, può esonerare il proprietario dall'attuazione diretta dei piani particolari in quei terreni che siano stati o vengano concessi a cooperative agricole con contratto miglioratario da approvarsi dallo stesso assessore quando le medesime per i precedenti o per l'attrezzatura singola e collettiva dei soci e per la forma di conduzione, diano affidamento del buon esito della trasformazione.

 

TITOLO II OBBLIGHI DI BUONA COLTIVAZIONE

 

ART. 17 ORDINAMENTI COLTURALI

  Salvo quanto disposto nel titolo precedente, a partire dall'annata agraria successiva alla emanazione della presente legge e fino a quando non sarà attuata la trasformazione, i conduttori a qualsiasi titolo di fondi estesi oltre 100 ettari hanno l'obbligo di attuare e mantenere ordinamenti colturali atti a conseguire un razionale sfruttamento del suolo col massimo assorbimento di mano d'opera.

  Per i terreni che, per la loro giacitura ed altitudine oltre che per le condizioni del manto protettivo, richiedono particolari accorgimenti tecnici per la conservazione del suolo, gli ispettori provinciali dell'agricoltura, di concerto con gli ispettori ripartimentali forestali, possono stabilire ordinamenti colturali e criteri di coltivazione anche per aziende estese meno di cento ettari.

 

ART. 18 CRITERI TECNICI GENERALI DI COLTIVAZIONE

  Ai fini dell'applicazione dell'articolo precedente gli ispettori provinciali dell'agricoltura, sentito il comitato provinciale, stabiliscono, per tipi di aziende o per zone omogenee, i criteri tecnici di coltivazione, tenendo conto delle esigenze inerenti ai piani particolari di cui all'articolo 8.

 

ART. 19 VIGILANZA

  Sull'osservanza di quanto disposto dall'articolo precedente vigilano gli Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura, i quali rilasciano, a richiesta degli interessati, copia del verbale di verifica da cui risulti l'adempimento degli obblighi previsti dal presente titolo.

  Tale copia, qualora sia presentata alle commissioni di cui al decreto legislativo presidenziale 24 agosto 1948, n. 21, e successive, modificazioni ed aggiunte, entro centottanta giorni dalla data della verifica, equivale al parere dell'ispettore agrario.

 

 

ART. 20 SANZIONI

  In caso di inosservanza degli obblighi di cui allo art. 17, l'ispettore provinciale dell'agricoltura, sentito il comitato provinciale, determina il numero delle giornate lavorative che il conduttore avrebbe dovuto impiegare.

  Avverso il provvedimento dell'ispettore provinciale è ammesso, entro trenta giorni dalla notifica, ricorso all'ispettore regionale, la cui decisione è definitiva.

  Gli inadempienti sono soggetti ad una penale pari al doppio dell'importo delle giornate stabilite in conformità dei commi precedenti.

  I proventi delle penali sono versati al comune nel cui territorio ricade l'azienda inadempiente e sono dal comune utilizzati per opere pubbliche di interesse agricolo.

 

ART. 21 DISPOSIZIONI COMUNI AI TITOLI PRECEDENTI

  Per i fondi che, all'entrata in vigore della presente legge, risultano concessi in enfiteusi, gli obblighi previsti dai titoli I e II fanno carico agli enfiteuti.

  Per i fondi che, all'entrata in vigore della presente legge, risultano gravati di usufrutto, l'obbligo della presentazione del piano di cui all'art. 8 fa carico al titolare della nuda proprietà.

 

TITOLO III CONFERIMENTO E ASSEGNAZIONE DI TERRENI DI PROPRIETÀ PRIVATA

CAPO I

 

ART. 22 OBBLIGO DEL CONFERIMENTO

  La proprietà privata compresa nel territorio della Regione che ecceda la estensione massima risultante dall'applicazione degli articoli seguenti è soggetta al conferimento straordinario con i criteri e le modalità di cui alle disposizioni che seguono.

 

ART. 23 MODO DEL CONFERIMENTO

  La quota di conferimento è determinata in base al reddito dominicale complessivo, riferito al 1. gennaio 1943, dei terreni di ciascun proprietario, ed al corrispondente reddito medio per ettaro risultante dalla divisione del reddito dominicale per l'intera superficie.

  Le percentuali di conferimento da applicarsi a ciascun proprietario sono quelle risultanti dalla tabella allegata alla presente legge, e si applicano anche con riferimento ai redditi ed alla corrispondente superficie relativa ai terreni posseduti nella regione a titolo di enfiteusi.

 

ART. 24 ESCLUSIONI DAL COMPUTO

  Nel calcolo del reddito medio dominicale non si tiene conto dei terreni qualificati in catasto come boschi o incolti produttivi, nonché di quelli già ceduti gratuitamente dai proprietari per un decennio perché siano eseguite le opere previste dal regio decreto legge 30 dicembre 1923, n. 3267, e di quegli altri che saranno ceduti allo stesso titolo entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge.

  Per le proprietà che comprendono terreni qualificati come agrumeti o terreni irrigui con impianti fissi di presa da sorgenti o corsi d'acqua o da canali o da pozzi e con rete di canalizzazione in muratura o materiale impermeabile e destinati alla cultura ortalizia; o terreni qualificati come vigneti, la quota massima di imponibile, per la quale, in rapporto al reddito medio, non è prevista dalla tabella alcuna percentuale di conferimento, è aumentata di una percentuale pari al rapporto tra il reddito di tali terreni e quello dominicale complessivo.

  Ai fini dell'applicazione del presente articolo si ha riguardo allo stato di coltura dei terreni alla data del 7 giugno 1950.

 

ART. 25 ESENZIONI DAL CONFERIMENTO

  Sono esenti dal conferimento, pur computandosi, a norma e salvi i limiti dell'articolo precedente, ai fini della determinazione della quota da conferire:

a)  i terreni indicati nell'articolo precedente, per la loro intera estensione;

b)  quelli a coltura arborea specializzata.

c)  quelli in cui siano stati interamente adempiuti gli obblighi previsti dalla legge 2 gennaio 1940, n. 1;

d)  quelli irrigui, dotati di stabili opere di canalizzazione, per l'estensione effettivamente irrigabile.

  qualora, per effetto di tali esenzioni, non possa essere in tutto od in parte soddisfatta la quota di conferimento, l'esenzione stessa è condizionata limitatamente alla parte non soddisfatta e per una somma pari a cento volte il corrispondente reddito dominicale riferito al primo gennaio 1943, a graduali investimenti in opere di miglioramento sui terreni dello stesso proprietario, anche in attuazione dei piani di cui agli articoli 8 e 27.

Se, a giudizio dell'ispettorato agrario regionale, gli investimenti predetti non risultino utili, la relativa somma deve essere impiegata nell'acquisto di cartelle fondiarie.

  Ai soli effetti dell'esenzione dal conferimento prevista dal primo comma, si ha riguardo alla condizione dei terreni al 7 giugno 1950.

 

ART. 26 LIMITI DI ESTENSIONE NELLE ZONE LATIFONDISTICHE

  I terreni a coltura estensiva in zone ad economia latifondistica qualificati in catasto come seminativi che, a seguito dell'applicazione delle percentuali di conferimento, residuassero a ciascun proprietario, sono soggetti a conferimento straordinario a norma della presente legge per l'intera estensione eccedente gli ettari duecento.

  restano esclusi dalla superiore estensione:

a)  gli agrumeti;

b)  i vigneti;

c)  i terreni a coltura arborea ed arbustiva specializzata;

d)  i terreni irrigui dotati di stabili opere di canalizzazione per l'estensione effettivamente irrigabile.

  la disposizione di cui al primo comma non si applica a coloro che, a seguito dei conferimenti, rimangono proprietari di terreno per una estensione che comunque non superi in tutta la regione, sia in zone latifondistiche, sia fuori di esse, gli ettari trecento, ivi compresi anche i terreni esenti da conferimento.

  I proprietari che, trovandosi nelle condizioni previste dal primo comma, provvedano entro tre mesi dalla scadenza dei termini di cui agli articoli 35 e 36 della presente legge ad alienazioni o concessioni enfiteutiche a norma del decreto legislativo del presidente regionale 26 giugno 1948, n. 14, dei terreni eccedenti l'estensione di duecento ettari, soggetti all'ulteriore conferimento, sono esonerati limitatamente alla corrispondente parte, dal conferimento medesimo.

  Le agevolazioni di cui alla legge regionale 26 giugno 1948, n. 14, si applicano alle vendite o concessioni enfiteutiche fatte tanto a singoli, che a cooperative.

 

ART. 27 IMPEGNO DI TRASFORMAZIONE DI AZIENDE

  Coloro che, per effetto dell'applicazione delle disposizioni di cui agli artt. 22 e 23 dovessero rimanere proprietari di meno di 200 ettari di terreni aventi le caratteristiche di cui al primo comma dell'art. 26 e costituenti unica azienda, possono chiedere di restare proprietari di 200 ettari, sempre che si impegnino, per atto di sottomissione, con l'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia a rendere l'azienda modello e pilota mediante l'esecuzione del piano approvato dall'ente medesimo entro il numero di anni stabilito, sotto pena di conferimento di tutte le terre costituenti l'azienda alla quale si riferisce l'impegno anzidetto.

  La domanda deve essere presentata entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto di approvazione del piano di conferimento, all'assessore per l'agricoltura e le foreste il quale, con decreto motivato, decide entro trenta giorni, sentito il comitato provinciale dell'agricoltura.

 

ART. 28 GRADUALITÀ DEL CONFERIMENTO

  Il conferimento dei terreni avrà inizio possibilmente da quelli posti nel raggio di 5 chilometri dai comuni, frazioni di comuni o borghi rurali.

 

ART. 29 DENUNCIA E SANZIONI

  Tutti i proprietari o comproprietari di terreni situati nell'ambito della regione, il cui reddito dominicale complessivo, riferito al 1. gennaio 1943 non sia inferiore a l. 30.000, sono tenuti a farne denuncia allo Ente per la Riforma Agraria in Sicilia entro centoventi giorni dalla pubblicazione della presente legge.

  decorso tale termine si applicherà agli inadempienti una penale da due a dieci volte l'imponibile, riferito al 1 gennaio 1943, dei terreni non denunciati.

  indipendentemente dalla predetta penale la estensione da conferire è aumentata del 10 per cento se il ritardo della denuncia oltrepassa i centottanta giorni.

  la denuncia mendace si ha come non presentata agli effetti delle sanzioni previste nel presente articolo.

 

ART. 30 TRASFERIMENTI SUCCESSIVI AL 10 GENNAIO 1948

  La proprietà complessiva, soggetta a conferimento a norma degli articoli 22 e 23 si determina con riguardo al momento dell'entrata in vigore della presente legge.

  Non si tiene conto dei trasferimenti tra vivi registrati dopo il 31 dicembre 1949, qualora comportino una riduzione della superficie da conferire, tranne di quelli derivanti da donazioni in favore di enti morali di assistenza, beneficenza o istruzione, di quelli avvenuti in contemplazione di matrimonio, di quelli derivanti da donazioni a carico del patrimonio di uno dei due coniugi in favore di ciascun figlio fino ad un massimo di lire duemilanovecento di imponibile riferito al 1. gennaio 1943, purché effettuate anteriormente alla scadenza del termine di cui all'art. 29; nonché di quelli diretti alla formazione della piccola proprietà contadina in applicazione del decreto legislativo presidenziale 26 giugno 1948, n. 14 e successive proroghe.

  Non si tiene conto altresì degli atti di vendita o conferimento a società posteriori al 31 gennaio 1948.

  se il conferimento ricade, anche parzialmente, su terreni alienati, gli atti di trasferimento sono nulli di diritto limitatamente alle estensioni da conferire.

  Entro due anni dall'entrata in vigore della presente legge l'ente per la riforma agraria in Sicilia può impugnare gli atti a titolo oneroso compiuti dopo il 1. gennaio 1948 e fino al 31 dicembre 1949, qualora appaiano simulati al fine di sottrarsi in tutto o in parte agli obblighi provenienti dalla presente legge.

 

ART. 31 PROPRIETÀ INDIVISA

  Agli effetti dell'applicazione degli artt. 22 e 23 per i terreni in condominio si tiene conto delle quote spettanti a ciascun comproprietario.

 

ART. 32 QUALITÀ DEI TERRENI DA CONFERIRE

  La quota da conferire deve possibilmente costituire unico appezzamento e deve comprendere i terreni di media qualità, tenuto conto della fertilità, della ubicazione e degli altri elementi che caratterizzano nel complesso le estensioni soggette a conferimento.

  I fabbricati rurali che non hanno funzione di centro aziendale e sono destinati ad abitazione dei coltivatori, con i relativi accessori adibiti alla conservazione dei prodotti agricoli ed al ricovero degli animali, esistenti nei terreni conferiti, sono compresi nel conferimento.

  I fabbricati aventi funzioni di centro aziendale, e gli impianti agricoli, a tipo aziendale, destinati alla irrigazione ed all'approvvigionamento idrico per gli uomini e gli animali, nonché al ricovero degli animali od alla conservazione degli attrezzi e delle macchine agricole o dei prodotti del fondo o alla trasformazione di questi ultimi, sono compresi nel conferimento allorchè il medesimo comprenda l'intero fondo al cui servizio esclusivo detti impianti erano adibiti.

  Nel caso di parziale conferimento del fondo, ove gli impianti ed i fabbricati di cui al comma precedente siano promiscuamente adibiti al servizio dei terreni da conferire e di quelli residui, sia che ricadano negli uni o negli altri, l'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia determina, in sede di formulazione del piano di conferimento, in rapporto alla loro prevalente destinazione e tenuto conto degli obblighi di trasformazione gravanti sul conferente, gli impianti che debbono essere in tutto od in parte conferiti e la relativa indennità a norma del secondo comma dell'articolo 42 del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215.

 

ART. 33 FACOLTÀ DI OFFERTA

  Il proprietario può offrire spontaneamente all'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia la quota da conferire, purchè il terreno offerto soddisfi alle condizioni previste dall'articolo precedente.

  Se l'offerta è accolta prima dell'approvazione del piano di conferimento e comunque non oltre centoottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la quota da conferire è ridotta del 5 per cento.

 

 

 

ART. 34 OFFERTA COLLETTIVA

  Entro centoventi giorni dalla pubblicazione dei piani di conferimento a tenore dell'art. 35, più proprietari soggetti a conferimento possono presentare all'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia un piano di conferimento cumulativo che offra, entro l'ambito della medesima zona agraria, una quota pari alla somma delle quote da ciascuno dovute.

  La quota offerta deve costituire unica estensione, senza soluzione di continuità, e, fermi restando i requisiti indicati nel 1^ comma dell'articolo 32, non deve essere qualitativamente inferiore alla media delle quote singolarmente dovute.

  Con l'accettazione da parte dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia del conferimento collettivo, si intendono sostituite le relative parti dei piani di conferimento.

  la decisione dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, che deve essere data entro sessanta giorni, viene resa pubblica con le norme dell'articolo 35 e contro la stessa è ammesso reclamo ai sensi dell'ultimo comma di detto articolo.

  Per i terreni ricadenti in comprensori di bonifica, la facoltà di cui al primo comma può essere esercitata a mezzo dei relativi consorzi.

 

ART. 35 PIANI DI CONFERIMENTO

  In base alle denuncie di cui all'articolo 29 e agli opportuni accertamenti l'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia elabora, a norma delle disposizioni che precedono, i piani di individuazione dei terreni da conferire.

  I piani sono approvati dall'Ispettore Regionale dell'Agricoltura e pubblicati nella gazzetta ufficiale della regione siciliana e nell'albo pretorio dei comuni nel cui territorio ricadono le proprietà da conferire.

  Gli aventi diritti possono, entro trenta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, reclamare all'Assessore per l'Agricoltura, che decide, sentito il consiglio regionale dell'agricoltura e delle foreste.

 

ART. 36 EFFICACIA DEI PIANI DI CONFERIMENTO

  I piani di conferimento diventano esecutivi, per la parte non impugnata, dopo trenta giorni dalla pubblicazione nella gazzetta ufficiale, e, per quella impugnata, dalla data di pubblicazione nella medesima delle decisioni dell'assessore per l'agricoltura e le foreste.

  Divenuto esecutivo, il piano ha effetto verso i proprietari anche se, in conseguenza di omessa o inesatta denuncia, i terreni siano indicati sotto i nomi di coloro cui risultino intestati in catasto.

  Dalla data in cui le singole parti del piano diventano esecutive i terreni che ne formano oggetto sono trasferiti all'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia al fine di provvedere alla loro assegnazione a norma degli articoli seguenti. la normale gestione dei terreni da conferire continua immutata fino alla scadenza dell'annata agraria.

  le eventuali calorie sono oggetto di particolare valutazione stabilita dall'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia.

CAPO II

 

ASSEGNAZIONE DEI TERRENI CONFERITI

 

ART. 37 TITOLO DELL'ASSEGNAZIONE

  i terreni conferiti a norma del presente titolo e quelli espropriati a norma dell'art. 13 del titolo primo, sono assegnati in proprietà ai lavoratori agricoli di cui all'art. 39.

Per il periodo di venti anni qualsiasi atto tra vivi di disposizione o suddivisione o di affitto o comunque di cessione in uso totale o parziale, avente per oggetto il terreno assegnato, è nullo di pieno diritto.

  durante lo stesso termine i diritti dell'assegnatario non possono essere oggetto di provvedimenti cautelari né di esecuzione forzata, se non a favore dello Ente per la Riforma Agraria in Sicilia.

  All'assegnatario che muore prima di avere pagato l'intero prezzo subentrano i discendenti in linea retta ed, in mancanza, il coniuge non legalmente separato per sua colpa, semprechè abbiano i requisiti richiesti dal successivo articolo 39. in caso contrario il terreno ritorna nella disponibilità dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia per essere destinato a nuove assegnazioni e gli eredi dell'assegnatario hanno diritto ad una indennità nella misura dell'aumento di valore conseguito dal fondo per effetto dei miglioramenti apportati dal loro dante causa, nonché ad essere rimborsati delle quote di ammortamento versate dal dante causa.

 

ART. 38 PIANI DI RIPARTIZIONE

 

  I terreni per i quali i piani di conferimento sono divenuti esecutivi vengono ripartiti in lotti a cura dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia.

  Ogni lotto non può essere minore di tre ettari, né maggiore di sei.

  Possono essere assegnati lotti inferiori a tre ettari quando si tratti di terreni di particolare feracità o posti nelle immediate adiacenze dei centri abitati o suscettibili di trasformazione o miglioramento.

  Per ciascun lotto è fissato nel piano il corrispettivo.

  I piani di ripartizione sono approvati dall'ispettorato agrario regionale e pubblicati nell'albo pretorio dei comuni nei cui territori sono inclusi i terreni lottizzati. di tale pubblicazione è data notizia nella gazzetta ufficiale della regione siciliana.

  L'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, i sindaci ed i proprietari interessati hanno facoltà di ricorrere all'assessorato dell'agricoltura e delle foreste entro trenta giorni dall'annunzio pubblicato nella gazzetta ufficiale, limitatamente all'ammontare del corrispettivo.

 

ART. 39 FORMAZIONE DEGLI ELENCHI

 

  Concorrono all'assegnazione dei lotti i lavoratori agricoli capi - famiglia manuali coltivatori, compresi in appositi elenchi che verranno compilati in ciascun comune, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, a cura di una commissione presieduta dal pretore del mandamento e composta dal sindaco del comune, dal parroco, da un rappresentante dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste, da un rappresentante dell'Opera Nazionale per la Protezione ed Assistenza agli Invalidi di Guerra da designarsi dal consigliere delegato della rispettiva rappresentanza provinciale, da un rappresentante dell'Associazione Nazionale dei Combattenti e Reduci designato dalla competente federazione provinciale, da un tecnico agricolo designato dall'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura, da un rappresentante della Associazione degli Agricoltori, da due rappresentanti dell'Associazione dei Coltivatori Diretti e da quattro rappresentanti dei lavoratori agricoli, designati dalle rispettive associazioni provinciali.

  Il segretario comunale assume le funzioni di segretario della commissione.

  Hanno diritto ad essere inclusi, su loro domanda, da presentarsi non oltre sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge, nell'elenco di ciascun comune, i lavoratori agricoli capifamiglia che svolgono la loro prevalente attività nel territorio del comune stesso, anche se residenti in altro comune, che non siano iscritti nei ruoli delle imposte dirette se non per il reddito relativo alla casa di abitazione e a proprietà rurale il cui imponibile catastale, riferito al 1. gennaio 1943, non superi rispettivamente le l. 100.

  I comuni che abbiano iscritto nei propri elenchi lavoratori non residenti nel loro territorio debbono darne comunicazione, entro cinque giorni dalla scadenza dei termini di cui al comma precedente, ai comuni in cui i lavoratori stessi risiedono al fine della esclusione dai rispettivi elenchi. comma abbiano quello di invalidi di guerra di cui all' articolo 1 della legge 3 giugno 1950, n. 375, o di combattenti o reduci, sono redatti due elenchi a parte.

  Decadono dal diritto all'inclusione negli elenchi e ne sono cancellati coloro che, dopo l'entrata in vigore della presente legge si siano resi colpevoli di delitti non colposi contro la incolumità individuale, e contro il patrimonio mediante violenza.

  A cura dell'amministrazione comunale le disposizioni relative alla compilazione degli elenchi saranno rese pubbliche entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge, mediante affissione nell'albo pretorio con manifesti affissi nel territorio comunale e con altri mezzi.

  Per la mancata iscrizione nell'elenco è ammesso ricorso all'ispettore provinciale dell'agricoltura entro venti giorni dalla pubblicazione dell'elenco nell'albo pretorio. l'ispettore decide definitivamente su conforme parere del Comitato Provinciale.

 

ART. 40 ASSEGNAZIONE DEI LOTTI

  L'assegnazione ha luogo mediante sorteggio da effettuarsi davanti ad un notaio in presenza di un funzionario dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia, previo invito al sindaco del comune, nella seconda domenica successiva alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della notizia di cui al quinto comma dell'articolo 38.

  Il verbale di sorteggio è trascritto a cura del notaio in favore degli assegnatari e contro i proprietari da cui provengono i lotti. esso tiene luogo dell'atto di trasferimento.

  Al sorteggio concorrono gli iscritti negli elenchi del comune nel cui territorio ricade il fondo da assegnare.

  per i mutilati ed invalidi di guerra e per i combattenti o reduci, iscritti negli elenchi a parte di cui all' art. 39, si fa luogo a separato sorteggio di una percentuale di quote delle terre da assegnare pari al rapporto tra i predetti e tutti gli aventi diritto al sorteggio.

  I mutilati ed invalidi di guerra non sorteggiati in base al precedente comma hanno il diritto di partecipare al sorteggio generale.

  Le norme relative ai sorteggi saranno fissate dallo Ispettore Provinciale dell'Agricoltura, su conforme parere del comitato provinciale, per i terreni che interessano comuni della stessa provincia. per i terreni che interessano comuni di due o più provincie, le norme saranno fissate dall'ispettore regionale della agricoltura, sentiti i comitati provinciali interessati.

 

ART. 41 PERMUTE FRA ASSEGNATARI DI LOTTI E CESSIONI

  I sorteggiati, immediatamente dopo il sorteggio e nel relativo verbale, possono permutare i loro lotti.

  Indipendentemente da tale facoltà è ammessa tra gli assegnatari, sempre che avvenga entro centottanta giorni dall'ultimo sorteggio, la permuta dei lotti sorteggiati.

  L'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia ha facoltà di imporre permute fra gli assegnatari al fine di consentire in tutto od in parte la loro permanenza nei lotti coltivati all'atto dell'assegnazione.

  la cessione dei lotti nel periodo previsto nel secondo comma dell'art. 37 può essere consentita dall'ente per la riforma agraria in sicilia, alle condizioni della originaria assegnazione, sempre che sia fatta a favore di altro lavoratore compreso negli elenchi previsti dall' art. 39. qualsiasi patto in contrario è nullo di pieno diritto.

 

ART. 42 INDENNITÀ DI TRASFERIMENTO

  Per l'indennità di trasferimento e le modalità della sua corresponsione si applicano le norme della legislazione statale in materia di riforma fondiaria.

  Fermo restando quanto previsto nel comma precedente, se, al momento della consegna dei terreni, la indennità non è stata definitivamente determinata per pendenza di contestazioni, il proprietario ha diritto, sino al pagamento di essa, al 5% annuo del valore denunciato ai fini dell'imposta straordinaria progressiva sul patrimonio istituita col decreto legislativo 29 marzo 1947, n. 143.

 

ART. 43 RIMBORSO DELL'INDENNITÀ DI TRASFERIMENTO

  La somma anticipata per il pagamento dell'indennità di trasferimento è rimborsata dagli assegnatari mediante rate annuali da stabilirsi applicando le norme della legislazione statale in materia di riforma fondiaria.

 

ART. 44 CONSEGNA DEI TERRENI AGLI ASSEGNATARI E DECADENZA DALLA ASSEGNAZIONE

  La consegna dei terreni agli assegnatari ha luogo alla fine dell'annata agraria in corso all'atto del sorteggio.

  Gli assegnatari hanno l'obbligo di eseguire le migliorie che saranno prescritte dall'Ispettore Provinciale dell'Agricoltura. sull'esecuzione di tale obbligo vigila l'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia.

  in caso di persistente inosservanza dell'obbligo di pagamento o di esecuzione delle migliorie, l'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia può promuovere il trasferimento del lotto ad altro contadino mediante sorteggio a norma dell'art. 40.

  L'inadempiente decade dall'assegnazione appena avvenuto il nuovo sorteggio.

 

ART. 45 ASSISTENZA DELL'ENTE PER LA RIFORMA AGRARIA IN SICILIA

  Spetta all'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia il compito di assistere gli assegnatari di terreni nella progettazione ed esecuzione delle opere di miglioramento fondiario.

  L'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia promuove ed organizza inoltre l'attuazione delle provvidenze, anche di natura sociale, intese a migliorare le condizioni di vita degli assegnatari e ad incrementare la produzione, curando in special modo lo sviluppo della meccanizzazione, della industrializzazione e della cooperazione negli acquisti, vendite e trasformazione dei prodotti, ed in generale a realizzare tutte le iniziative tendenti ad assicurare l'assistenza tecnica, economica e creditizia ai diretti coltivatori, singoli ed associati, nella trasformazione fondiaria e nell'esercizio dell'agricoltura.

  L'assistenza tecnica, affidata dal decreto legislativo presidenziale 14 marzo 1950, n. 5, agli agronomi condotti, è coordinata con l'attività da spiegarsi dall'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia a favore degli assegnatari.

 

ART. 46 DIRITTI SUI FONDI ASSEGNATI

  Ad eccezione delle servitù prediali, i diritti reali di godimento o di garanzia sui fondi assegnati si trasferiscono sulla indennità.

  Analoga conversione ha luogo per i diritti spettanti al concedente del fondo enfiteutico.

  I rapporti aventi per oggetto la conduzione a qualsiasi titolo od il godimento dei terreni assegnati sono risoluti di diritto, con effetto dalla fine dell'annata agraria in corso al momento dell'assegnazione.

  Nessun indennizzo è dovuto per effetto della anticipata risoluzione, salvo ai titolari di diritti derivanti da contratti di locazione, mezzadria, colonia, compartecipazione, nonché di concessione a qualsiasi titolo a favore di cooperative, il diritto ad essere indennizzati delle migliorie a norma di legge o di contratto.

  Fermo restando il disposto dell'art. 32, avvenuta l'immissione in possesso il proprietario o l'avente diritto può richiedere all'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia il rimborso delle migliorie successive alla definitiva determinazione dei valori per l'applicazione della imposta straordinaria progressiva sul patrimonio, accertata e non valutata nella indennità.

  l'importo delle migliorie sarà determinato dall'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia riferendolo al minimo tra lo speso ed il migliorato ed all'evidente utilità del fondo, detratti gli eventuali contributi o sussidi, se percepiti, e rimborsato secondo un adeguato piano di riparto.

 

DISPOSIZIONI FINALI

 

ART. 47 ESENZIONI FISCALI

  I trasferimenti, i pagamenti, le trascrizioni ed in genere tutti gli atti e formalità, comprese le assegnazioni ai lavoratori, da compiersi in esecuzione della presente legge, sono soggetti alla imposta di registro ed ipotecaria di lire 100, salvi gli emolumenti dovuti ai conservatori dei registri immobiliari.

 

ART. 48 SPESE PER L'ATTUAZIONE DELLA RIFORMA

  Alle spese occorrenti per l'esecuzione della presente legge si provvederà con i fondi che saranno destinati alla Regione Siciliana in dipendenza della legge 10 agosto 1950, n. 646, e degli stanziamenti comunque disposti dallo stato per l'attuazione della riforma agraria, anche in riferimento alle leggi concernenti l'agricoltura che prevedono contributi, concorsi e sussidi.


 

ART. 49 MAGGIORI ONERI ED ANTICIPAZIONI A CARICO DELLA REGIONE

  Agli eventuali maggiori oneri derivanti da particolari disposizioni della presente legge ed alle anticipazioni che possono essere richieste ai fini della più rapida attuazione della stessa, sarà provveduto, a carico del bilancio della Regione, entro i limiti che saranno disposti, per ciascun esercizio, con legge di bilancio.

  Per l'esercizio in corso è autorizzata la spesa di l. 300 milioni, cui si fa fronte con gli avanzi di gestione relativi agli esercizi precedenti.

  L'Assessore per le Finanze è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni di bilancio.

 

ART. 50 DIVIETO DI NUOVI ACQUISTI

  Per il periodo di anni venti dalla data di entrata in vigore della presente legge, i limiti previsti nell'art. 26 per i terreni siti nelle zone ad economia latifondistica ed aventi le caratteristiche indicate nel primo comma dello stesso articolo, non possono essere superati attraverso acquisti a qualsiasi titolo.

  L'eventuale superficie eccedente è soggetta a conferimento straordinario a norma del titolo terzo della presente legge.

 

ART. 51 DISPOSIZIONI INCOMPATIBILI

  Approvati i piani di cui all'art. 35 i terreni da assegnare a norma del titolo iii della presente legge non possono essere oggetto di nuove concessioni ai termini del decreto legislativo presidenziale 28 agosto 1948, n. 21 e successive proroghe e modifiche.

 

ART. 52 NORME DA APPLICARE PER I CONFERIMENTI E LE ESPROPRIAZIONI

  Ai conferimenti previsti dalla presente legge si applicano a tutti gli effetti le norme per le espropriazioni per pubblica utilità di cui alla legge 25 giugno 1865, n. 2359 e successive aggiunte e modificazioni. sono dichiarate indifferibili ed urgenti, anche ai sensi e per gli effetti dell'art. 71 della legge anzidetta, tutte le espropriazioni ed i conferimenti previsti dalla presente legge.

 

ART. 53 NORME DI ATTUAZIONE

  Il governo della regione è autorizzato:

a)  ad emanare norme per l'attuazione della presente legge e per il suo coordinamento con le preesistenti disposizioni in materia agraria, di bonifiche e di colonizzazione;

b)  ad emanare su proposta dell'assessore per l'agricoltura e le foreste di concerto con quello per le finanze, le norme, anche in deroga a quelle vigenti, necessarie per una più sollecita e razionale applicazione della presente legge anche per quanto concerne l'ufficio regionale della riforma agraria, gli incarichi ai funzionari ed ai tecnici ed esperti incaricati di particolari studi e quant'altro ritenuto indispensabile per il raggiungimento dei fini su indicati.

 

ART. 54 ENTRATA IN VIGORE

  La presente legge sarà pubblicata nella gazzetta ufficiale della regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

  E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 1

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 1.000 e oltre per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 100.000 a 200.000, 35;

da oltre 200.000 a 300.000, 45;

da oltre 300.000 a 400.000, 52;

da oltre 400.000 a 500.000, 60;

da oltre 500.000 a 600.000, 64;

da oltre 600.000 a 700.000, 68;

da oltre 700.000 a 800.000, 72;

da oltre 800.000 a 900.000, 76;

da oltre 900.000 a 1.000.000, 82;

da oltre 1.000.000 a 1.200.000, 90;

oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 2

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 900 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 100.000 a 200.000, 40;

da oltre 200.000 a 300.000, 50;

da oltre 300.000 a 400.000, 57;

da oltre 400.000 a 500.000, 64;

da oltre 500.000 a 600.000, 70;

da oltre 600.000 a 700.000, 74;

da oltre 700.000 a 800.000, 78;

da oltre 800.000 a 900.000, 82;

da oltre 900.000 a 1.000.000, 86;

da oltre 1.000.000 a 1.200.000, 92;

oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 3

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 800 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 100.000 a 200.000, 47;

da oltre 200.000 a 300.000, 55;

da oltre 300.000 a 400.000, 60;

da oltre 400.000 a 500.000, 66;

da oltre 500.000 a 600.000, 76;

da oltre 600.000 a 700.000, 79;

da oltre 700.000 a 800.000, 82;

da oltre 800.000 a 900.000, 86;

da oltre 900.000 a 1.000.000, 90;

da oltre 1.000.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 4

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 700 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 100.000 a 200.000, 55;

da oltre 200.000 a 300.000, 60;

da oltre 300.000 a 400.000, 65;

da oltre 400.000 a 500.000, 71;

da oltre 500.000 a 600.000, 78;

da oltre 600.000 a 700.000, 82;

da oltre 700.000 a 800.000, 85;

da oltre 800.000 a 900.000, 90;

da oltre 900.000 a 1.000.000, 93;

da oltre 1.000.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 5

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro di

L. 600 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 60.000 a 100.000, 0;

da oltre 100.000 a 200.000, 60;

da oltre 200.000 a 300.000, 65;

da oltre 300.000 a 400.000, 70;

da oltre 400.000 a 500.000, 76;

da oltre 500.000 a 600.000, 80;

da oltre 600.000 a 700.000, 85

da oltre 700.000 a 800.000, 90;

da oltre 800.000 a 900.000, 93;

da oltre 900.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ALLEGATO SUBARTICOLO 6

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 500 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 30.000 a 60.000, 0;

da oltre 60.000 a 100.000, 10;

da oltre 100.000 a 200.000, 65;

da oltre 200.000 a 300.000, 70;

da oltre 300.000 a 400.000, 75;

da oltre 400.000 a 500.000, 80;

da oltre 500.000 a 600.000, 85;

da oltre 600.000 a 700.000, 90;

da oltre 700.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 7

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 400 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 30.000 a 60.000, 15;

da oltre 60.000 a 100.000, 30;

da oltre 100.000 a 200.000, 70;

da oltre 200.000 a 300.000, 75;

da oltre 300.000 a 400.000, 80;

da oltre 400.000 a 500.000, 85;

da oltre 500.000 a 600.000, 90;

da oltre 600.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 8

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 300 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 30.000 a 60.000, 30;

da oltre 60.000 a 100.000, 60;

da oltre 100.000 a 200.000, 75;

da oltre 200.000 a 300.000, 80;

da oltre 300.000 a 400.000, 85;

da oltre 400.000 a 500.000, 90;

da oltre 500.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 9

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 200 per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 30.000 a 60.000, 55;

da oltre 60.000 a 100.000, 70;

da oltre 100.000 a 200.000, 84;

da oltre 200.000 a 300.000, 87;

da oltre 300.000 a 400.000, 90;

da oltre 400.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 10

Percentuali di conferimento per imponibili medi per ettaro

di L. 100 e meno per i seguenti redditi imponibili totali:

da oltre 30.000 a 60.000, 70;

da oltre 60.000 a 100.000, 85;

da oltre 100.000 a 200.000, 90;

da oltre 200.000 a oltre 1.200.000, 95.

 

ATTO ALLEGATO SUBARTICOLO 11

 

La tabella opera per scaglioni di reddito imponibile totale (scaglioni verticali indicati nella prima colonna).

Per imponibili medi unitari non coincidenti con quelli indicati nella testata, si calcoleranno le percentuali mediante una interpolazione lineare (inversa) tra i limiti più vicini (cioè tra le due colonne che racchiudono l’effettivo imponibile medio unitario della proprietà in esame). Per scaglioni di reddito imponibile complessivo superiore a L. 1.200.000 si applicheranno in misura costante le percentuali indicate nell’ultima riga << oltre 1.200.000 >>.

Per le proprietà aventi reddito unitario minore di 100 lire si applicherà la serie di percentuali indicate nella colonna << 100 e meno >>.

Per le proprietà aventi reddito unitario superiore a L. 1.000 si applicherà la serie di percentuali indicate nella colonna << 1.000 e oltre >>.

Per le proprietà aventi reddito medio unitario inferiore a L. 100, l’ esproprio ha inizio da L. 20.000 di reddito imponibile totale. Per lo scaglione da L. 20 mila a L. 30.000 si applica ad esse la percentuale di esproprio fissata nella tabella per lo scaglione da L. 30.000 a L. 60.000 per le proprietà aventi reddito medio unitario di L. 100.

Per le proprietà aventi reddito medio unitario inferiore a L. 100 e reddito totale di oltre L. 60.000, lo esproprio ha inizio da L. 10.000; per le stesse proprietà aventi un reddito totale di oltre 100.000 lire,

 L esproprio si inizia da lire una. In tali casi per lo scaglione sino a 60.000 lire si applica la percentuale di esproprio fissata dalla tabella per lo scaglione da lire 30.000 a 60.000.

Il proprietario ha il diritto a trattenere una quota non superiore al sesto dei terreni da conferire sempre che s’ impegni di eseguire i piani particolari di trasformazione in periodo di tempo almeno di un terzo inferiore a quello stabilito nei piani stessi a mezzo di contratti miglioratari non inferiori a nove anni.

In caso di inadempienza il proprietario è obbligato al conferimento della quota trattenuta maggiorata del 10 per cento

 

 

 

 

 


 

Legge Regionale n 29 del  2.8.1954

 

NORME INTEGRATIVE PER L'ASSEGNAZIONE DEI TERRENI CONFERITI IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE SULLA RIFORMA AGRARIA.
 

ART. 1

Nei casi di decadenza di cui al sesto comma dell' art. 39 della legge regionale 27 dicembre 1950, numero 104, e negli altri casi in cui si accerti che gli iscritti negli elenchi di cui allo stesso art. 39 mancano dei requisiti necessari ai fini dell'inclusione negli elenchi medesimi, la decadenza o la esclusione dagli elenchi è pronunziata dall'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.

ART. 2

Qualora da parte dell'assegnatario vi sia rinunzia espressa all'assegnazione seguita al sorteggio di cui all'art. 40 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, l'assessore per l'agricoltura e le foreste può revocare l'assegnazione medesima previa contestazione all'interessato.

Può altresì essere revocata l'assegnazione delle quote ai contadini, previa contestazione agli interessati:

a) quando l'assegnatario non prende effettivamente possesso della quota assegnata entro i termini fissati dall'E.R.A.S.

b) quando risulta che l'assegnatario abbia acquistato anteriormente al sorteggio terreni per un reddito dominicale superiore a l. 800.

Gli assegnatari, nei confronti dei quali è stata pronunziata la revoca, sono a domanda ammessi ad ulteriori eventuali sorteggi, esclusa la ipotesi di cui alla lettera b).

ART. 3.

Il decreto dell'assessore per l'agricoltura e le foreste che pronunzia la revoca dell'assegnazione annulla tutti gli effetti prodotti dal sorteggio e viene trascritto, a cura dello stesso, nei pubblici registri immobiliari.

ART. 4.

Qualora, avvenuto il sorteggio, risulti la premorienza dell'assegnatario, il lotto sarà assegnato, con decreto dell'assessore per l'agricoltura e le foreste, ad uno dei discendenti in linea retta, anche se non sia capo famiglia e sempre che sia in possesso degli altri requisiti richiesti dall'art. 39 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104.

Il decreto dell'assessore viene trascritto, a cura dello stesso, nei pubblici registri immobiliari.

ART. 5.

Nei casi in cui, ultimati i sorteggi in favore degli aventi diritto, rimangano ancora quote disponibili, lo assessore per l'agricoltura e le foreste può disporre che tali quote vengano sorteggiate tra gli iscritti negli elenchi di uno o più comuni viciniori.

Quanto previsto nel precedente comma si applica anche nei casi in cui non sia stato possibile formare l'elenco comunale previsto dall'art. 39 della legge sulla riforma agraria, per mancanza di domande.

Esaurito il procedimento di cui ai comma precedenti, ove dovesse manifestarsi tuttavia una eccedenza di quote, si può procedere alla compilazione di un apposito elenco di assegnatari, in favore di lavoratori agricoli, anche se proprietari di fondi rustici o enfiteutici, purchè lo siano in misura insufficiente all'impiego della mano d'opera della propria famiglia.

ART. 6

Le quote disponibili in dipendenza dei provvedimenti di revoca e quelle altre di cui al precedente art. 5, sono sorteggiate con le modalità previste dall' art. 40 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104.

ART. 7

Nel caso in cui i lotti da assegnare nella circoscrizione di un comune ricadono in zone coltivate o prevalentemente coltivate da contadini residenti in uno o più comuni viciniori, l'assessore per l'agricoltura e le foreste può disporre che il sorteggio avvenga totalmente o parzialmente in favore dei contadini iscritti negli elenchi dei comuni suddetti.

I contadini che si sono avvalsi della facoltà di cui all'art. 39, terzo comma, della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, possono chiedere infra un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge il trasferimento nell'elenco del comune di residenza.

Sulle domande degli interessati l'assessore per la agricoltura e le foreste provvede con propri decreti.

ART. 8

Qualora agli assegnatari di lotti, di cui all'art. 40 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, venga meno, per effetto dell'annullamento o della modifica di un piano di conferimento o di ripartizione, il titolo all'assegnazione dei lotti, l'assessore per la agricoltura e le foreste può disporre che in favore dei predetti sia sorteggiato separatamente e con precedenza un egual numero di lotti di altro piano di ripartizione.

Analogamente si provvede per i lotti già assegnati che per vincoli giuridici o per obiettiva ed accertata loro natura non possono essere assolutamente utilizzati per coltura agrarie.

Qualora i lotti assegnati si trovino nelle condizioni previste dal primo comma del precedente art. 7 e gli assegnatari non ne abbiano preso effettivamente possesso, l'Assessore per l'Agricoltura e le Foreste può avvalersi della facoltà concessagli dal primo comma del presente articolo.

ART. 9

Quanto previsto dall'art. 3 della legge 18 maggio 1951, n. 333, si applica anche a favore dell'Ente per la Riforma agraria in Sicilia, e dei consorzi di bonifica dell'Isola.

ART. 10

Le disposizioni contenute negli artt. 2, 5 (1^ e 2^, 3^ e 4^ comma), 6 (1^ comma), 7, 8, 9, 10, 11 e 12 della legge 5 luglio 1928, n. 1760, concernente i prestiti agrari di esercizio, sono estesi ai prestiti di esercizio concessi dall'ente per la riforma agraria in sicilia agli assegnatari dei terreni conferiti, ai sensi della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, anche se i prestiti non siano conseguiti sotto forma cambiaria.

L'interesse non può superare quello previsto dall' art. 17, penultimo comma, della legge 12 maggio 1950, n. 230.

 

ART. 11

Per i terreni espropriati ai sensi della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, e successive aggiunte e modificazioni, l'Intendente di Finanza, dietro istanza dei proprietari interessati, dispone che per il pagamento dell'imposta fondiaria, nonché di qualsiasi altra imposta e contributo, afferenti, alla data di rilascio a favore dell'Ente Regionale per la Riforma Agraria in Sicilia, la quota dei cespiti soggetta a conferimento, venga escusso l'ente predetto, cui fa carico anche l'indennità di mora dovuta all'esattore, con divieto all'esattore stesso di compiere qualsiasi procedura a carico dell'iscritto a ruolo.

L'imposta fondiaria e qualsiasi altra imposta o contributo afferenti i lotti assegnati in virtù della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, faranno carico agli assegnatari dal giorno della materiale immissione in possesso.

ART. 12

il proprietario interessato, che posteriormente alla data del rilascio della quota dei cespiti soggetti a conferimento abbia continuato a pagare l'imposta fondiaria nonché qualsiasi imposta o contributo afferente tale quota, ha diritto al rimborso da parte dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia dell'importo delle somme pagate dalla data predetta.

ART. 13

Il primo comma dell'art. 44 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, è così modificato:

La consegna dei terreni agli assegnatari ha luogo entro il mese di ottobre dell'anno in cui avviene il sorteggio, previa diffida ai proprietari da notificarsi a cura dell'ERAS entro il 31 agosto .

ART. 14

La trattenuta del sesto di cui al penultimo comma della tabella allegata alla legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, non è ammissibile ove la domanda relativa sia presentata dopo la pubblicazione del piano di conferimento.

ART. 15

La presente legge sarà pubblicata nella gazzetta ufficiale della regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

 


 

Legge Regionale n. 8 del  4.4.60

 


ASSEGNAZIONE DEI TERRENI DELL'ENTE PER LA RIFORMA AGRARIA IN SICILIA.
 

 

ART. 1

Entro il termine di tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge l'ERAS deve sottoporre all'approvazione dello assessore per l'agricoltura, per ciascuna delle sue aziende, un piano di lottizzazione dei terreni comunque utilizzati o utilizzabili per la coltura agraria o per attività silvopastorali. il piano sarà compilato con i criteri di cui agli articoli seguenti.

La disposizione di cui al comma precedente si applica anche ai terreni che comunque perverranno al patrimonio dell'ERAS. in tal caso il termine di tre mesi decorre dal momento della acquisizione definitiva del diritto di proprietà da parte dell'ERAS.

ART. 2.

L'estensione di ogni lotto deve essere idonea alla formazione della piccola proprietà contadina.

La determinazione dei requisiti previsti dall'art. 1, lettera c) del decreto legislativo 24 febbraio 1948, n. 114, e successive aggiunte e modifiche, è devoluta all'ispettorato regionale dell'agricoltura.

L'assessore per l'agricoltura e le foreste può autorizzare che la estensione massima dei lotti prevista dal primo comma venga superata quando trattasi di terreni la cui utilizzazione può essere soltanto destinata a pascolo o a coltivazioni connesse con l'ordinamento pastorizio.

ART. 3.

Gli assegnatari sono equiparati ai fini degli obblighi di trasformazione e dell'assistenza ai beneficiari della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, sulla riforma agraria in sicilia e successive aggiunte e modificazioni.

ART. 4.

Gli atti di trasferimento di ciascun lotto al rispettivo acquirente devono essere stipulati entro l'annata agraria in corso.

ART. 5.

Il prezzo di trasferimento dei terreni è determinato a norma della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, e successive aggiunte e modificazioni.

Il piano di lottizzazione terrà conto delle migliorie esistenti soltanto ai fini della determinazione dell'estensione dei singoli lotti.

ART. 6.

Qualora gli assegnatari non disponessero in tutto o in parte della somma occorrente, l'ERAS li assisterà gratuitamente, a loro richiesta, affinché possano stipulare un atto di mutuo usufruendo delle facilitazioni previste dalle leggi per la formazione della piccola proprietà contadina.

A tal fine coloro che si rendono acquirenti di terreni dell'ERAS sono parificati ai sensi della legge regionale 11 marzo 1957, n. 24, agli estromessi in dipendenza dell'applicazione della legge 27 dicembre 1950, n. 104.

ART. 7

Ai trasferimenti previsti dalla presente legge si applicano le norme contenute nel secondo e terzo comma dell'art. 37 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, sulla riforma agraria in Sicilia.

ART. 8

Hanno titolo preferenziale per l'assegnazione dei lotti i coloni e loro figli che in atto li coltivano. i contratti di colonia migliorataria in corso al momento della stipula del contratto di compravendita, sono risoluti di diritto dalla stessa data.

Qualora l'assegnatario del lotto non sia lo stesso colono, le eventuali calorie saranno valutate e saranno rimborsate al colono stesso, ponendole a carico dell'acquirente.

Il colono che compra ha diritto di trattenere gli animali tenuti a soccida, e di pagarne il 50% del prezzo in cinque rate annuali uguali, senza interessi. eguale ratizzazione gli sarà praticata per le scorte morte e per gli attrezzi.

ART. 9

Qualora, dopo le assegnazioni previste dall'articolo precedente, residuino ancora dei lotti, questi saranno sorteggiati tra i lavoratori agricoli in possesso dei requisiti previsti dal terzo comma dell'art. 39 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104 .

I lavoratori agricoli che siano in possesso dei requisiti previsti dal comma precedente e non siano inclusi negli elenchi di cui al citato art. 39 possono farne domanda, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla apposita commissione.

ART. 10

Il termine e le modalità per l'assegnazione dei lotti saranno resi noti con pubblici avvisi da affiggersi a cura dell'ERAS nei comuni in cui ricadono le aziende e, occorrendo, nei comuni viciniori, entro due mesi dalla pubblicazione della presente legge.

ART. 11

gli assegnatari dei lotti hanno diritto, ove si costituiscano in cooperativa, ad acquistare dall'ERAS i fabbricati aziendali, i terreni destinati a bevai e comunque ad usi collettivi e le attrezzature esistenti, utili ai fini aziendali.

A detti trasferimenti si applicano, in quanto compatibili, i benefici previsti nella presente legge per il trasferimento dei lotti e ogni agevolazione prevista dalle leggi in vigore.

Tale diritto di preferenza può essere esercitato dalla cooperativa entro cinque anni dalla data di trasferimento dei lotti.

ART. 12

L’ERAS può trattenere in proprietà in ciascuna azienda appezzamenti di terreno a scopo di istruzione professionale agricola o di sperimentazione agraria o zootecnica. le aree riservate a tale utilizzazione non potranno superare la estensione di un lotto per ciascuna azienda e saranno indicate e delimitate in seno al piano di lottizzazione di cui all'art. 1 e la loro estensione e destinazione ai fini suindicati è soggetta alla approvazione dell'assessore in sede di approvazione del piano di lottizzazione.

ART. 13

In deroga a quanto stabilito nell'art. 1, per l'azienda mangalavite e botti, sita in territorio di Longi, l'ERAS, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, predisporrà, con la collaborazione dell'azienda delle foreste demaniali della regione siciliana, un piano di miglioramento e di utilizzazione a carattere silvo-pastorale, da sottoporre alla approvazione dell'assessore per l'agricoltura e le foreste.

I terreni per i quali il piano prevede sistemazioni idraulico-forestali saranno dall'ERAS ceduti per un decennio all'amministrazione forestale, ai sensi del capo i del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267, e successive aggiunte e modificazioni.

I terreni destinati a pascolo secondo il piano di cui al primo comma saranno ceduti in locazione agli allevatori coltivatori diretti e pastori della zona associati in una cooperativa la cui costituzione sarà promossa dall'ERAS.

ART. 14

I lotti devono essere trasferiti ai compratori liberi da pesi ed ipoteche.

ART. 15

Agli atti compiuti in esecuzione della presente legge si applicano le norme previste dal decreto legislativo 24 febbraio 1948, n. 114, e successive aggiunte e modificazioni.

ART. 16

Le somme versate all'ERAS a partire dall'annata agraria 1958-59 dagli ex coloni divenuti assegnatari saranno considerate a scomputo delle prime rate del prezzo del lotto determinato ai sensi dell'art. 5.

ART. 17

La presente legge sarà pubblicata nella "gazzetta ufficiale" della regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione.


 


Legge Regionale  n. 29 del 25.07.1960

NORME INTEGRATIVE DELLA LEGGE DI RIFORMA AGRARIA IN MATERIA DI VENDITA PER LA FORMAZIONE DELLA PICCOLA PROPRIETÀ CONTADINA.
 

ART. 1

In attuazione della legge regionale 27 dicembre 1950, numero 104, nei casi in cui il conferimento dei terreni a norma della legge stessa ricada su terreni, trasferiti o concessi in enfiteusi nel periodo compreso dal 27 dicembre 1950 al 31 marzo 1951 e in applicazione del decreto legislativo 24 febbraio 1948, numero 114 e successive proroghe e modifiche, i contadini, immessi nei terreni in applicazione delle suddette norme, avranno diritto, indipendentemente dai limiti superficiari e dalla loro inclusione negli elenchi di cui agli articoli 38 e 39 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, e dal sorteggio previsto dall'art. 40 della stessa legge, all'assegnazione dei terreni da loro occupati.

ART. 2.

Entro i limiti superficiari previsti dall'art. 38 della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, avranno diritto ad usufruire delle norme di cui all'art. 1, i coloni, i mezzadri e gli affittuari coltivatori diretti che almeno da cinque anni occupino terreni che, pur compresi in piani di conferimento, non sono stati assegnati alla data dell'occupazione e l'estensione dei terreni occupati risultino da atti, documenti, attestati, certificazioni provenienti da pubblici uffici.

ART. 3.

La presente legge sarà pubblicata nella "Gazzetta Ufficiale" della Regione Siciliana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.


 

Legge Regionale  10.8.65 n. 21

 

 

 Trasformazione dell'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia in Ente di Sviluppo Agricolo.

ART. 1

l'Ente per la Riforma Agraria in Sicilia è trasformato in Ente di Sviluppo Agricolo (ESA) con le attribuzioni ed i compiti già dell'ERAS nonché quelli derivanti dalla presente legge.

ART. 2.

L'Ente di Sviluppo Agricolo ha lo scopo di agevolare e promuovere nel territorio della Regione Siciliana lo sviluppo dell'agricoltura, la riduzione e la progressiva eliminazione degli squilibri zonali e sociali, l'incremento della produttività, il miglioramento delle condizioni di vita e l'elevazione dei redditi di lavoro della popolazione agricola, lo ammodernamento delle strutture aziendali ed interaziendali, la diffusione e lo sviluppo della irrigazione, della viabilità agricola e delle reti di approvvigionamento idrico ed elettrico ed in genere qualsiasi iniziativa ed attività inerenti al progresso e allo sviluppo dell'agricoltura siciliana.

L'ente curerà in particolare l'estensione e lo sviluppo della proprietà coltivatrice contadina e delle sue forme associate, il rifornimento continuativo dei mercati cittadini con prodotti agricoli a basso costo e di qualità garantita mediante opportuni interventi nelle strutture fondiarie agrarie e di mercato.

ART. 3.

In relazione ai fini indicati nell'articolo precedente l'ente svolge i compiti e le funzioni seguenti:

a) cura la redazione del piano di sviluppo dell'intera superficie agraria della regione, articolato in piani zonali nel quadro del piano regionale per lo sviluppo economico e sociale della Sicilia. elabora piani zonali di trasformazione fondiaria ed agraria secondo le direttive del piano di cui sopra e sovraintende alla loro esecuzione. i piani zonali debbono contenere direttive vincolanti ed obbligatorie di trasformazione e miglioramento delle aziende e tempi di attuazione predeterminati.

contro gli inadempimenti agli obblighi di trasformazione e di miglioramento anche in rapporto ai tempi di attuazione, l'ente promuove, direttamente ed anche se su proposta dei coltivatori manuali insediati o, in mancanza, di cooperative agricole, l'espropriazione dei fondi cui si riferiscono gli obblighi.
entro sei mesi l'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, accertata l'inadempienza, dispone l'espropriazione.

alla esecuzione delle opere di trasformazione previste e non realizzate provvede l'ente, il quale si avvale dei coltivatori insediati nei fondi o, in mancanza, di cooperative agricole che ne facciano richiesta.

i coltivatori insediati o, in mancanza, i soci delle dette cooperative agricole, purchè manuali coltivatori, acquisiscono diritto preferenziale nella assegnazione dei lotti;

b) svolge le funzioni ed i compiti previsti dal decreto del presidente della repubblica 23 giugno 1962, n. 948, e dalle altre leggi dello stato recanti norme sugli enti di sviluppo, purchè compatibili con le funzioni ed i compiti attribuiti dalla regione siciliana all'ente;

c) fornisce, sulla base di studi ed indagini di mercato a grandi e medi livelli, indicazioni per l'orientamento produttivo alle imprese agricole, singole ed associate e le assiste tecnicamente, anche mediante la creazione di centri di meccanizzazione e di centri di assistenza, per la trasformazione, il miglioramento e la conduzione;

d) agevola il ricorso dei coltivatori diretti e delle loro cooperative al finanziamento ed al credito di miglioramento, di esercizio e di conduzione. l'agevolazione al credito può avvenire mediante l'assunzione da parte dell'ente delle necessarie garanzie fidejussorie in favore degli interessati e l'adozione di iniziative per la istituzione di mutue e di casse rurali;

e) organizza e gestisce direttamente corsi di istruzione professionale per la preparazione e qualificazione di dirigenti, di dirigenti di cooperative, di tecnici, di coltivatori diretti nonché di lavoratori agricoli di ogni categoria, indirizzandoli verso le forme associative di conduzione e di lavoro; può altresì promuovere, nei modi che saranno stabiliti dall'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste di concerto con gli assessori regionali per il lavoro e la cooperazione e per la pubblica istruzione, corsi e conferenze per la formazione professionale e per l'educazione e preparazione sociale delle categorie agricole;

f) promuove la cooperazione e favorisce il sorgere di iniziative associate di cooperative fra coltivatori, di consorzi di cooperative e consorzi di produttori agricoli in maggioranza coltivatori, per l'acquisto e la gestione di macchine agricole, di altri beni, di attrezzature e di servizi, nonché per la conservazione, trasformazione e collocamento dei prodotti agricoli;

g) promuove iniziative industriali e commerciali in collaborazione con enti pubblici e cooperative per intervenire nelle fasi di trasformazione industriale, conservazione e commercializzazione dei prodotti agricoli nonché per impianti e per attrezzature da affidare a cooperative di coltivatori, a consorzi di cooperative e consorzi di produttori agricoli in maggioranza coltivatori;

h) favorisce la partecipazione di cooperative di coltivatori a complessi industriali mediante la concessione di contributi sugli interessi per i mutui all'uopo occorrenti e la assunzione di garanzie a favore delle stesse cooperative;

i) promuove tecniche tendenti alla selezione e alla tipicizzazione dei prodotti, con particolare riferimento ai mercati di consumo ed all'esportazione;

l) riordina le utenze irrigue esistenti, ai fini di una più equa e meno costosa distribuzione delle acque ad uso agricolo, promuovendo accordi fra gli utenti, revoche e nuove concessioni; elabora un piano di ricerche delle acque, predisponendo i mezzi per la individuazione, il sollevamento e la distribuzione delle stesse;

m) promuove la formazione di nuove proprietà contadine associate o singole;

N) esercita, anche in via surrogatoria, le attribuzioni spettanti in materia di assegnazione di terreni ai contadini, previa espropriazione, ad enti o istituti, ai sensi della legislazione vigente, nell'ambito della potestà legislativa della regione siciliana;

o) utilizza i finanziamenti all'ente assegnati con criteri preferenziali per le aziende diretto-coltivatrici, per le cooperative agricole ed i loro consorzi;

p) promuove e favorisce ogni altra iniziativa ed attività diretta a realizzare le finalità economico-sociali allo stesso devolute da leggi e regolamenti.

ART. 4

Il piano regionale ed i piani zonali di sviluppo agricolo sono sottoposti all'approvazione del governo regionale, sentite le autorità competenti a norma della legge sul piano generale di sviluppo economico e sociale della Sicilia, su proposta dell'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.

Nelle more della elaborazione del piano generale di sviluppo economico e sociale della Sicilia, il piano regionale e i piani zonali di sviluppo agricolo sono approvati dal governo regionale.

ART. 5.

I piani di trasformazione previsti all'art. 3 sono presentati dai concedenti, di intesa con i mezzadri, coloni e compartecipanti, insediati nel fondo.

In caso di disaccordo fra le parti, decide l'ente.

L’affittuario coltivatore diretto o la cooperativa agricola affittuaria hanno diritto di sostituirsi al proprietario nella presentazione ed esecuzione del piano.

In caso di contrasto tra le parti decide l'ente.

Gli affittuari che presentano ed eseguono piani di trasformazione hanno diritto alla assistenza tecnica dell'ente nonché ai contributi ed ai finanziamenti previsti dalle leggi vigenti.

 

TITOLO 002 REDAZIONE, PUBBLICAZIONE ED ESECUTIVITÀ DEI PIANI ZONALI.

ART. 6.

I piani zonali di sviluppo agricolo devono indicare l'ambito territoriale di applicazione, nonché i comuni e le parti dei territori dei comuni compresi nei piani stessi.

Il piano deve contenere l'indicazione degli interventi e delle opere ritenute necessarie e deve essere corredato di una relazione contenente le risultanze degli studi e delle indagini eseguite sulle condizioni della zona, sulle cause della depressione, sulle possibilità e sugli indirizzi della valorizzazione, sui più convenienti mezzi ed iniziative e sui loro prevedibili risultati nonché sul prevedibile ammontare della spesa.

Per ogni zona prevista dal piano regionale di sviluppo agricolo, con decreto dello assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, è costituita una consulta zonale composta:

a) del sindaco, o di un suo delegato, e di due rappresentanti, di cui uno della minoranza, di ciascun comune della provincia o della zona con popolazione superiore a diecimila abitanti, e del sindaco, o di un suo delegato, di ciascun comune della provincia o della zona con popolazione inferiore a diecimila abitanti;

b) di tre rappresentanti, di cui uno della minoranza, eletti dal consiglio provinciale della provincia nel cui territorio è istituito l'ufficio provinciale dell'ente e ricade il maggior numero dei comuni della zona;

c) degli ispettori provinciali dell'agricoltura, competenti per territorio;

d) dei presidenti, o di loro rappresentanti, delle camere di commercio, competenti per territorio;

e) di quattro rappresentanti dei lavoratori agricoli designati rispettivamente dagli organismi della CISL, CGIL, UIL E CISNAL;

f) di tre rappresentanti dei coltivatori diretti, di cui due designati dalla federazione dei coltivatori diretti e uno dalla alleanza coltivatori siciliani;

g) di tre rappresentanti della cooperazione, designati dalla confederazione nazionale delle cooperative, dalla lega nazionale cooperative e dall'associazione generale delle cooperative;

h) di due rappresentanti dell'unione provinciale degli agricoltori dalla stessa designati.

La consulta zonale, presieduta dall'ispettore provinciale dell'agricoltura competente per territorio, dura in carica due anni ed è tenuta ad esprimere motivati pareri sulla redazione dei piani zonali.

La consulta può, inoltre, sottomettere all'ente le proprie considerazioni nella fase di esecuzione dei piani zonali ed essere sentita dall'ente su tutto quanto quest'ultimo riterrà di sottoporre alla stessa in ordine ai problemi agricoli della zona.

ART. 7

I piani previsti all'articolo 6 devono essere depositati, a cura dell'ente, nella segreteria dei comuni interessati, per la durata di giorni 30 consecutivi durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione. l'effettuato deposito è reso noto al pubblico mediante avvisi negli albi dei comuni suddetti. nel termine di trenta giorni dopo la scadenza del deposito, i proprietari fondiari, gli enti pubblici, le associazioni sindacali ed ogni altro soggetto interessato possono presentare all'ente i propri reclami, consegnandoli alla segreteria del comune dove è avvenuta la pubblicazione oppure agli uffici dell'ente che ne rilasceranno ricevuta.

La pubblicazione di cui al presente articolo non esonera dall'adempimento delle formalità prescritte dalle vigenti disposizioni per la esecuzione di singole opere.

ART. 8

Scaduto il termine indicato all'articolo precedente, i piani, unitamente ai reclami pervenuti e alle relative controdeduzioni dell'ente, sono trasmessi all'assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste.

L'Assessore, sentito il Consiglio Regionale dell'Agricoltura, decide sui reclami e quindi autorizza l'ente alla redazione dei piani definitivi, salva la facoltà di restituire i piani all'ente stesso indicando le eventuali modifiche da apportare e prescrivendo, ove risulti necessario, l'obbligo di una nuova pubblicazione.

ART. 9

Per il raggiungimento delle finalità previste dal piano generale di sviluppo agricolo e per l'attuazione dei piani zonali, l'ente può, nei limiti delle loro attribuzioni, avvalersi dei consorzi di bonifica mentre provvede a coordinare ed armonizzare l'attività in ordine ai predetti fini.

TITOLO 003 RIORDINAMENTO ED INCREMENTO DELLA PROPRIETÀ COLTIVATRICE

ART. 10.

I limiti superficiari previsti dall'art. 38 della legge 27 dicembre 1950, n. 104, e successive aggiunte e modificazioni sono abrogati.

l'Ente è autorizzato a provvedere, ove possibile, ad integrare i lotti assegnati.

ART. 11.

Le norme di cui all'art. 1 della legge 25 luglio 1960, n. 29, si applicano anche a favore degli attuali possessori, anche se non aventi causa dalla ditta soggetta a conferimento, dei terreni trasferiti o concessi in enfiteusi nel periodo dal 27 dicembre 1950 al 31 marzo 1951 e in applicazione del decreto legislativo 24 febbraio 1948, n.114 e successive aggiunte e modificazioni.

I possessori dei predetti terreni non sono sottoposti agli obblighi degli assegnatari della riforma agraria e possono riscattare i terreni stessi.

L'Ente curerà l'assegnazione dei lotti agli aventi titolo sia in applicazione della legge 25 luglio 1960, n. 29, sia del presente articolo.

I lavoratori agricoli manuali coltivatori, divenuti assegnatari, hanno diritto di essere assistiti gratuitamente dall'ente in tutte le fasi, anche in quelle a carattere cautelare, dell'eventuale procedura di rivalsa nei confronti dei proprietari delle terre conferite per quanto riguarda le somme versate come prezzo di acquisto o canone ed a ogni altro titolo.

Nelle more della controversia sono sospesi il pagamento della indennità di conferimento al proprietario conferente e la riscossione delle rate dovute dall'assegnatario.

ART. 12.

Nei casi di enfiteusi, l'ente, su richiesta degli interessati, può sostituirsi agli stessi per l'affrancazione dei canoni enfiteutici.

Possono ottenere le agevolazioni previste al primo comma i coltivatori che direttamente o abitualmente si dedicano alla coltivazione dei fondi ed all'allevamento e al governo del bestiame, relativamente ai fondi per i quali la complessiva forza lavorativa del nucleo familiare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente.

ART. 13.

I coltivatori di cui all'articolo precedente sono tenuti a rimborsare all'ente, in non più di 40 anni con l'interesse dell'1%, le somme da questo spese per la affrancazione dei canoni enfiteutici.

ART. 14.

Quando la costruzione dei laghetti collinari e relativi impianti arreca evidenti vantaggi allo sviluppo economico-sociale della zona e le opere medesime interessano l'economia dei fondi di più proprietari, in attesa dell'attuazione dei piani previsti all'art. 6, l'ente può assumere l'iniziativa per la realizzazione delle opere stesse, richiedendo, in nome degli interessati, le agevolazioni previste dalle vigenti disposizioni di legge.

il contributo previsto dalle vigenti disposizioni per le opere indicate nel presente articolo è elevato all'87,50% della spesa riconosciuta ammissibile.

All'Ente sarà anticipata l'intera somma occorrente alla realizzazione dell'opera.

Al recupero della quota a carico della proprietà privata si procederà in dieci anni al tasso del 2,50% a partire dall'1 gennaio successivo alla data di collaudo.

Ai laghetti collinari previsti nei precedenti comma sono applicabili le disposizioni degli artt. 1100 e seguenti del codice civile.

Per la riscossione della predetta quota valgono le norme del regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215 e successive aggiunte e modificazioni.

ART. 15.

l'Ente è tenuto a prestare la propria assistenza tecnica, giuridica ed amministrativa ai proprietari, assegnatari e lavoratori agricoli interessati:

a) per la stipulazione degli atti di trasferimento dei beni, registrazioni, annotazioni e trascrizioni comprese, dipendenti dall'attuazione dei piani per la trasformazione della proprietà contadina singola o associata;

b) per la riorganizzazione e la trasformazione aziendale, per la ricomposizione fondiaria e per le relative opere;

c) per la istituzione e la gestione di cooperative, mutue, consorzi, società per gestioni aziendali ed industriali, ai fini del precedente articolo 3 ;

d) per la progettazione e l'esecuzione delle opere di trasformazione agraria.

ART. 16.

Qualora per l'applicazione di quanto previsto dalla presente legge si faccia ricorso alla costituzione di consorzi, i rispettivi statuti debbono prevedere l'attribuzione del voto pro-capite.

TITOLO 004 ORDINAMENTO DELL'ENTE DI SVILUPPO AGRICOLO

ART. 17

Sono organi dell'ente:

1) il consiglio di amministrazione;

2) il presidente;

3) il comitato esecutivo;

4) il collegio sindacale.

ART. 18.

Il Consiglio di Amministrazione è composto di 21 membri: del presidente e di 20 consiglieri, di cui uno con le funzioni di vice presidente, scelto dall'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.

Il presidente è nominato dal presidente della regione su proposta dell'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, previa deliberazione della giunta regionale.

I consiglieri sono nominati dall'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, sentita la giunta regionale. di essi 5 sono scelti tra esperti in materia agricolo-economica; uno in rappresentanza del ministero dell'agricoltura e delle foreste; uno in rappresentanza del ministero del tesoro; uno in rappresentanza dell'assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste; quattro in rappresentanza degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti, rispettivamente designati: uno dall'unione regionale degli agricoltori; due dalla federazione regionale coltivatori diretti; uno dall'alleanza coltivatori siciliani; sei in rappresentanza dei lavoratori agricoli, rispettivamente designati dagli organismi regionali: due dalla CGIL, due dalla CISL, uno dalla UIL, uno dalla CISNAL; due in rappresentanza della cooperazione, rispettivamente designati dagli organismi regionali; uno dalla lega nazionale cooperative, uno dalla confederazione nazionale delle cooperative.

Il consiglio d'amministrazione dura in carica quattro anni ed i membri possono essere confermati.

assistono alle sedute del consiglio i componenti del collegio sindacale previa loro convocazione a pena di invalidità della seduta.

ART. 19.

 Il consiglio d'amministrazione delibera sulle seguenti materie:

A) bilancio preventivo e consuntivo;

B) direttive dell'azione dell'ente, piano generale di sviluppo agricolo e gli altri piani;

C) costituzione di società per azioni, a responsabilità limitata, cooperative, partecipazione in società e nomina dei rappresentanti dell'ente nei relativi consigli di amministrazione e nei collegi sindacali;

D) nomina del direttore generale;

E) regolamenti dell'ente;

F) personale;

G) ogni altro oggetto riguardante l'attività dell'ente stabilito da leggi e regolamenti.

ART. 20

Il presidente rappresenta l'ente, esegue le deliberazioni del consiglio di amministrazione e può delegare parte delle sue funzioni al vice presidente.

In caso di impedimento del presidente, il vice presidente ne assume le funzioni ed i poteri.

ART. 21

Il comitato esecutivo è composto dal presidente, del vice presidente e di 5 consiglieri d'amministrazione nominati dallo stesso consiglio nella sua prima seduta, di cui quattro scelti tra i rappresentanti degli agricoltori, dei coltivatori diretti, dei lavoratori della agricoltura e della cooperazione agricola.

Il comitato esecutivo esercita le attribuzioni demandategli dal consiglio di amministrazione e quelle attribuite dallo statuto dell'ente.

Sono escluse dalle sue attribuzioni le deliberazioni sulle materie di cui alle lettere a), b), d) ed f) dell'art. 19, la partecipazione in società, e le deliberazioni di spesa superiore a 50 milioni.

alle sedute del comitato assiste il collegio sindacale.

ART. 22

Tutte le deliberazioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo, ad eccezione di quelle che impegnano il bilancio annuale dell'ente per somme inferiori a l. 10 milioni, sono trasmesse in copia, entro 5 giorni, all'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.

Le deliberazioni diventano esecutive se nel termine di 20 giorni dalla ricezione non vengono sospese dall'assessore.

La deliberazione sospesa dall'assessore diviene esecutiva qualora non venga respinta nei dieci giorni successivi alla data in cui la decisione di sospensione e pervenuta all'ente.

ART. 23

Fermo restando quanto previsto dalla legge nazionale 21 marzo 1958, n. 259, al controllo della gestione amministrativa e finanziaria dell'ente provvede un collegio sindacale, il quale elegge nel suo seno il presidente.

il collegio è nominato dall'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste ed è composto di cinque membri rispettivamente in rappresentanza del ministero del tesoro, del ministero della agricoltura e delle foreste, della presidenza della regione, della ragioneria generale dell'assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste.

I componenti del collegio sindacale durano in carica quattro anni e possono essere confermati.

Il collegio ha l'obbligo di compilare trimestralmente una relazione sulla gestione dell'ente.

ART. 24

L'esercizio finanziario dell'ente inizia il primo gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

Entro il 30 giugno di ciascun anno deve essere presentato dal presidente del consiglio di amministrazione il bilancio consuntivo dello esercizio finanziario precedente ed entro il 31 ottobre il bilancio di previsione dell'esercizio successivo.

Detti bilanci, unitamente alla relazione del presidente del collegio dei sindaci, vanno inviati, entro 30 giorni dall'approvazione del Consiglio di Amministrazione, all'Assessorato Regionale della Agricoltura e delle Foreste, mentre le deliberazioni che modificano gli stanziamenti di bilancio vanno inviate all'Assessorato appena adottate.

Copie di tali bilanci, previa deliberazione della Giunta Regionale, sono trasmesse alla Giunta di Bilancio della Assemblea Regionale Siciliana.

ART. 25

Il bilancio dell'ente è articolato in tre separate sezioni: la prima relativa alle entrate e alle spese proprie previste per l'attivazione dell'ente stesso, la seconda a quelle riferite alle attività necessarie per l'attuazione della legge di riforma agraria, la terza alle entrate ed alle spese per le attività inerenti alla bonifica, alle ricerche idrogeologiche, all'irrigazione, alla viabilità rurale ed alle infrastrutture di carattere generale nonché alle relative opere connesse.

ART. 26

con decreto del presidente della regione, su proposta dell'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, sentita la giunta regionale, sarà approvato lo statuto dell'ente, contenente le norme per l'amministrazione ed il funzionamento degli uffici, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

ART. 27

Il Presidente della Regione, con decreto motivato, previa deliberazione della giunta regionale adottata su proposta dello assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, può sciogliere il consiglio di amministrazione dell'ente, affidandone la gestione straordinaria ad un commissario, assistito eventualmente da uno o due vice commissari, ai quali potrà essere delegata parte delle funzioni commissariali.

Entro il termine di tre mesi il consiglio di amministrazione dell'ente deve essere ricostituito.

ART. 28

Il regolamento organico relativo alla disciplina giuridica ed economica del personale impiegato e salariato dell'ERAS, da adottare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, dovrà essere uniformato, fatta eccezione per il direttore generale, ai principi dell'impiego statale, distinguendo le carriere in base alla natura ed all'importanza dei compiti ed ai requisiti occorrenti per disimpegnarli. nel regolamento dovranno essere stabilite norme transitorie per disciplinare l'inquadramento in ruolo a sviluppo di carriera pari a quello statale mediante concorsi tra il personale già in servizio presso il suddetto ente al 31 dicembre 1964 in base ai titoli di studio, alle funzioni esercitate, all'anzianità di servizio e di grado nonché all'attività svolta ed al merito, facendo salvo il trattamento economico vigente alla data di entrata in vigore della presente legge.

Il personale che risulterà idoneo nel concorso di cui al primo comma, e che non consegua la sistemazione nei ruoli, sarà collocato in soprannumero nei ruoli stessi per il graduale riassorbimento al verificarsi di vacanze nelle qualifiche e con sviluppo di carriera pari a quello del personale inquadrato nei ruoli medesimi.

Il personale collocato in soprannumero partecipa agli scrutini, agli esami, ed ai concorsi per le promozioni unitamente al rimanente personale di ruolo, rimanendo, se promosso, nella posizione di soprannumerario.

Il personale che, esperiti i concorsi previsti al primo comma, non abbia conseguito l'idoneità od al quale sia preclusa l'ammissione a detti concorsi per avere superato i limiti di età, è mantenuto in servizio conservando la posizione di stato giuridico conseguita al 31 dicembre 1964 ed il trattamento economico conseguito alla data di entrata in vigore della presente legge.

Il regolamento potrà prevedere comandi di personale presso altri enti ed in tal caso l'onere per il trattamento economico diretto ed indiretto del personale comandato sarà a carico dell'ente presso il quale è effettuato il comando.

Fino ad un anno dall'entrata in vigore della presente legge l'ente può adottare provvedimenti per favorire l'esodo volontario del personale.

L'ente non può assumere personale se non per pubblico concorso. tuttavia il consiglio di amministrazione è autorizzato ad assumere non più di venti tecnici laureati con contratti a termine non superiore a tre anni, con trattamento in deroga a quello previsto per il personale dell'ente.

Il direttore generale è nominato a seguito di pubblico concorso per titoli.

ART. 29

l'Ente è organizzato in uffici centrali ed uffici periferici provinciali e zonali.

Gli uffici centrali collaborano al raggiungimento dei fini istituzionali dell'ente a mezzo degli uffici periferici provinciali.

Gli uffici periferici provinciali e zonali collaborano alla redazione dei piani zonali e sovrintendono alla loro esecuzione, secondo le norme della presente legge. provvedono altresì alla attuazione di quanto di competenza dell'ente.

DISPOSIZIONI FINALI

ART. 30

Gli espropri di immobili, a norma della presente legge, sono effettuati con le modalità previste dall'art. 11 e successivi del regio decreto 20 febbraio 1940, n. 247, nonché dalle disposizioni di cui all'art. 15 del regio decreto-legge 16 settembre 1926, n. 1606 .

I trasferimenti, le formalità ipotecarie, le volture catastali ed in genere tutti gli atti e formalità da compiersi in attuazione della ricomposizione fondiaria sono eseguiti in esenzione da ogni tributo salvo i diritti e i compensi spettanti agli uffici finanziari e gli emolumenti dei conservatori dei registri immobiliari che sono ridotti a metà.

ART. 31

Sono applicabili all'ente tutte le esenzioni, riduzioni e agevolazioni tributarie già accordate dalla legislazione vigente all'ERAS, comprese quelle per i centri regionali e per gli altri istituti assorbiti dall'ERAS stesso.

ART. 32

Al funzionamento dell'ente si provvede in linea di massima, per le spese conseguenti alle attività previste per la prima sezione del bilancio, con i finanziamenti accordati dallo stato e dalla regione per l'attuazione degli interventi previsti dal decreto del presidente della repubblica 23 giugno 1962, n. 948 e dalla presente legge; per le spese conseguenti alle attività di cui alla seconda sezione con i finanziamenti disposti dallo stato e dalla regione in materia di esecuzione di opere attinenti alla riforma agraria; per le spese relative alla terza sezione, con i finanziamenti necessari per gli studi, le ricerche e le progettazioni e con le somme spettanti all'ente per spese generali relative all'esecuzione delle opere.

 

ART. 33

Per l'attuazione dei compiti attribuiti dalla presente legge all'ente è autorizzata l'assunzione a carico del bilancio della regione di oneri entro i limiti che saranno fissati, per ciascun esercizio finanziario, con la legge di bilancio.

Per l'esercizio finanziario in corso è autorizzata la spesa di l. 5.000.000.000.

L'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare, a carico del proprio bilancio, all'ente, per la attuazione delle finalità di cui agli artt. 12 e 14, le somme all'uopo necessarie, da determinarsi in rapporto alle effettive esigenze con legge di bilancio.

Le somme così anticipate saranno restituite con versamento in apposito capitolo di entrata del bilancio della regione in rapporto alle modalità di recupero nei confronti dei beneficiari fissate nei citati articoli.

ART. 34.

Per la spesa ricadente nell'esercizio in corso il governo della regione è autorizzato a contrarre, con uno degli istituti incaricati del servizio di cassa della regione, un prestito di l. 5.000.000.000 della durata massima di anni 6 e con la protrazione non eccedente gli anni 5.

All'ammortamento del prestito si provvede mediante iscrizione nel bilancio della regione della spesa di l. 233 milioni per ciascuno degli esercizi dal 1966 al 1970 e di l. 976 milioni per ciascuno degli esercizi dal 1971 al 1976.

ART. 35

Sono abrogati gli articoli 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 17 della legge 12 maggio 1959, n. 21, modificata con la legge 18 luglio 1961, n.3, nonché tutte le disposizioni in contrasto con la presente legge.

ART. 36

La presente legge sarà pubblicata nella "gazzetta ufficiale" della Regione Siciliana è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

 

 

 

 

 

 


Legge Regionale N. 33 del 6.12.68

 

NORME PER L’AFFRANCAZIONE DEI TERRENI DEGLI ASSEGNATARI DELLA RIFORMA AGRARIA IN SICILIA

ART. 1

Gli assegnatari dei terreni espropriati o comunque acquisiti al patrimonio dell'ESA. in applicazione delle leggi 27 dicembre 1950, n. 104, sulla riforma agraria e successive modifiche ed integrazioni e 4 aprile 1960, n. 8, nonché gli assegnatari di lotti ai sensi della legge 20 febbraio 1956, n. 14, dell'art. 1 della legge 25 luglio 1960, n. 29, e dell'art. 11 della legge 10 agosto 1965, n. 21 e i loro eredi e aventi causa possono, in deroga alla disposizione di cui all'art. 37 della legge 27 dicembre 1950, n. 104, riscattare le annualità stabilite con l'atto di assegnazione.

L’esercizio di tale facoltà è subordinato alla condizione che siano trascorsi almeno tre anni dalla data di immissione in possesso dell'assegnatario o dall'avente causa e che lo stesso abbia adempiuto agli obblighi essenziali di coltivazione.

ART. 2

Il prezzo di riscatto è sostituito dai due terzi della indennità di espropriazione corrisposta al proprietario per il lotto assegnato e può essere pagato anche in rate annuali allo interesse dell'1 per cento entro il termine massimo di dieci anni.

Dal prezzo del riscatto vanno dedotte le quote annuali già versate.

ART. 3

Il fondo riscattato è libero e franco da qualsiasi peso e vincoli ipotecari. conseguentemente l'ESA. provvede a sue spese alla immediata cancellazione di iscrizioni ipotecarie limitative della piena e libera disponibilità dei terreni riscattati.

Per il periodo di 10 anni a decorrere dalla data del riscatto il fondo riscattato è soggetto a vincolo di indivisibilità per la vendita, con diritto di prelazione per i confinanti.

ART. 4

Indipendentemente dalla richiesta di riscatto l'ESA procederà ai conteggi relativi ad ogni partita di dare ed avere con gli assegnatari.

Non dovranno in ogni caso essere addebitate agli assegnatari le spese sostenute dall'ESA

a) per strade di allacciamento ai piani di ripartizione e di collegamento fra i singoli lotti;

b) per opere di elettrificazione e di allacciamento idrici;

c) per ricerche idriche per uso irriguo;

d) per costruzione di fabbricati rurali in tutti quei casi in cui essi presentino condizioni statiche e di stabilità tali da non farli ritenere idonei per abitazione.

Non saranno altresì addebitate le anticipazioni ricevute dagli assegnatari nel primo quinquennio di assegnazione del lotto nonché quelle ricevute quali sussidi alimentari concessi dall'ESA. a seguito di calamità naturali o gravi avversità atmosferiche.

le eventuali somme dovute dagli assegnatari saranno, a loro richiesta, rateizzate fino ad un massimo di dieci annualità all'interesse dell'1,50 per cento. se il rimborso è effettuato in unica soluzione, l'ESA. concede una riduzione del 50 per cento del relativo importo.

ART. 5

A tutti gli atti e formalità relativi ai riscatti ed ai trasferimenti previsti dalla presente legge si applicano le riduzioni e le agevolazioni fiscali disposte dall'art. 29 della legge 12 maggio 1950, n. 230, dall'art. 3 della legge 18 maggio 1951, n. 333 e dall'art. 4 della legge 21 marzo 1953, n. 224 .

Il credito dell'ESA. derivante dai piani di ammortamento di cui ai precedenti articoli 2 e 4 è garantito nelle forme e nei modi previsti dall'ultimo comma dell'art. 26 della legge 2 giugno 1961, n. 454.

ART. 6

La presente legge sarà pubblicata nella "Gazzetta Ufficiale" della Regione Siciliana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.


 

Legge Regionale n. 24 del  18.7.74 

 

 

NORME INTEGRATIVE ALLA LEGGE REGIONALE 25 LUGLIO 1960 N.29 SULLA FORMAZIONE DELLA PICCOLA PROPRIETÀ CONTADINA

 

ART.1

Le disposizioni contenute nell'art.2 della legge regionale 25 luglio 1960,n.29, si applicano anche per quei terreni che, pur essendo già stati assegnati in attuazione della legge regionale di riforma agraria 27 dicembre 1950,n.104, e successive aggiunte e modifiche, risultino comunque disponibili.

Hanno diritto all'assegnazione dei terreni indicati al comma precedente i coloni, i mezzadri, gli affittuari coltivatori diretti e i concessionari dell'ente di sviluppo agricolo coltivatori diretti, che da almeno tre anni coltivino i terreni stessi.

ART.2

All'assegnatario temporaneamente emigrato o occupato in altri settori produttivi, anche se ha trasferito il proprio domicilio, non può essere revocata l'assegnazione del lotto che detiene.

ART.3

La presente legge sarà pubblicata nella gazzetta ufficiale della regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione.

 


Legge Regionale 6 Aprile 1996, n. 16

 

RIORDINO DELLA LEGISLAZIONE IN MATERIA FORESTALE E DI TUTELA DELLE VEGETAZIONE. ECOLOGIA

 

 

………………………………………………

 

ART. 31. PIANO PER L'ACQUISIZIONE DEI TERRENI

 

1 .  Al fine di realizzare gli interventi di cui all'articolo 28, nonché il miglioramento ed una maggiore razionalizzazione del demanio forestale e pascolivo, l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura e delle Foreste, tenendo conto anche delle offerte ricevute, è autorizzato a predisporre, nei limiti delle disponibilità finanziarie, un piano di acquisizione di terreni nel rispetto dei seguenti criteri prioritari:

 

a)  boschi con alta funzione protettiva di dimensioni idonee per una razionale gestione;

b)  boschi con alta funzione protettiva anche di ridotte dimensioni, purchè accorpabili con il preesistente demanio o che siano a salvaguardia e tutela di particolari interessi;

c)  terreni destinati a pascolo di dimensioni idonee, ricadenti in bacini idrografici di particolare interesse sistematorio;

d)  terreni destinati a pascolo anche di ridotte dimensioni, purchè accorpabili con il preesistente demanio;

e)  seminativi ed arboreti agrari specializzati di idonee dimensioni, ricadenti in bacini idrografici di particolare interesse sistematorio o accorpabili con il preesistente demanio.

 

2 .  E’, altresì, autorizzata l'acquisizione di aree di particolare interesse naturalistico e/o paesaggistico, ivi compresi specchi d'acqua, pantani, aree nude, rocce e anfratti anche ricadenti all'interno di parchi e riserve naturali.

 

3 .  Sulla base dei criteri prioritari di cui al comma 1, anche in relazione alle dichiarazioni di disponibilità dei proprietari pervenute in virtù dell'articolo 25, entro i sessanta giorni successivi al termine utile per la presentazione delle dichiarazioni di disponibilità, il piano di acquisizione dei terreni viene approvato dall'assessore regionale per l'agricoltura e le foreste previa deliberazione del consiglio di amministrazione dell'AFDRS, sentito il comitato tecnico-amministrativo

dell' AFDRS.

 

4 .  priorità assoluta è data all'acquisizione dei boschi naturali e delle aree di interesse naturalistico anche ricadenti all'interno di parchi e riserve naturali.

 

5 .  La gestione dei boschi e dei complessi boscati, compresi i relativi impianti, appartenenti agli enti economici sottoposti a vigilanza o tutela della Regione ivi compresa l'ESA, ad eccezione dei parchi e delle riserve naturali per i quali si applicano le norme di cui alla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, è affidata all' AFDRS .

 

6 .  I beni di cui al precedente comma, ferme restando le disposizioni previste dall'articolo 21 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98, possono essere affidati in gestione anche agli enti parco.

 

7 .  L'ESA è autorizzato a cedere all' AFDRS  i terreni allo stesso conferiti ai sensi della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, e tutt'ora nella sua disponibilità.

 

8 .  All'articolo 2 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 17 è aggiunto il seguente comma:

"6. la gestione dei complessi boscati di pertinenza dei musei regionali di cui al comma 3, dell'articolo 2 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 17 è affidata all'AFDRS.."

 

……………………..