sabato 24 agosto 2019
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Bosco di Malabotta
News on Flora:
Nel Bosco di Malabotta, per circa 80 ettari domina il cerro, quercia dal portamento regale che può raggiungere i 30 metri di altezza, riconoscibile, oltre che dalle caratteristiche incisioni delle foglie, anche perché le cupule delle sue ghiande, di grosse dimensioni, sono protette da squame lineari ed arricciate. Spesso il cerro si trova consociato al faggio. Salendo in quota, nell’area della riserva che ricade nel territorio di Montalbano Elicona, è insediata una splendida faggeta ancora integra che si estende per circa 80 ettari. Anche la faggeta assume un carattere di relittualità, diverso però da quello rappresentato dall’agrifoglio: il faggio, infatti, è un’essenza forestale di origine nordeuropea arrivata in Sicilia con l’irrigidimento del clima avvenuto nell’ultima glaciazione durata circa 50.000 anni (da 70.000 a 18.000 anni fa circa). Insieme al pino nero, alla betulla bianca e ad altre essenze, il faggio trovò in Europa meridionale nuove possibilità di insediamento grazie al raffreddamento del clima. Col ripristinarsi delle condizioni climatiche temperate, quest’albero, che ha esigenze ecologiche molto specifiche, si è conservato solo alle alte quote, sui versanti settentrionali dei più elevati sistemi montuosi, caratterizzati da clima temperato-freddo. Molto interessante è anche la flora che colonizza le rive e i corsi d’acqua: sulle sponde dei torrenti, come il Licopeti, il Pistone e il Fontanazze, costeggiando le numerose zone umide che scendono verso Nord-Est, Sud-Est e Sud, si potrà apprezzare la tipica flora degli ambienti di ripa, tra cui dominano i salici, i pioppi neri e gli osmundeti (costituiti da felce florida). L’interesse maggiore della vegetazione risiede nella sopravvivenza di specie relitte di ambiente tropicale. La più celebrata è la Woodvardia radicans, felce termofila di medie dimensioni, dal portamento elegante, che fiancheggia i corsi d’acqua nei luoghi riparati. L’agrifoglio E’ una pianta che assume significati ma-gici antichissimi: nei popoli occidentali è di buon augurio scambiarsi rametti di agrifoglio, carichi di rutilanti bacche rosse, nel periodo natalizio. E’ una specie relitta dell’antica flora terziaria (l’era geologica che va da 65 a 2 milioni di anni fa, vedi box sulla riserva “Vallone Calagna”). A quell’epoca l’agrifoglio costituiva dei boschi, mentre attualmente forma quasi sempre degli arbusteti. Nelle zone in cui l’azione del pascolo è notevole, il paesaggio è caratterizzato da arbusti d’agrifoglio dalle forme strane a causa della brucatura del bestiame. Eppure in Sicilia, nel bosco di Piano Pomo sulle Ma-donie, è ancora presente un nucleo di agrifogli giganti che ci riportano a quelle epoche lontane. Il suo aspetto è caratteristico: la chioma ha forma conica e nel periodo invernale si arricchisce di frutti globosi di colore rosso brillante che spiccano meravigliosamente sul fogliame verde scuro. Le foglie hanno margine ondulato-spinoso verso il basso e intero in alto. Alberi monumentali di agrifoglio si trovano in rare stazioni localizzate in Inghilterra, Germania e Norvegia. L’agrifoglio è un albero longevo, che ha la caratteristica di emettere molti getti (polloni) che tendono a fondersi fra di loro, sia nella stessa pianta che tra piante diverse: questo è un indice di grande vitalità che fa ben sperare sul destino di questa pianta che altrove è in regressione, ma in Sicilia assume un ruolo decisamente importante e comprimario a molte specie arboree forestali.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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