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La Falsasanicola
Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle ombrellifere (ma sarebbe più corretto dire “apiacee”) il cui nome scientifico è Petagna saniculaefolia Guss. (1827) e secondo la nuova nomenclatura botanica Petagnea gussonei (Sprengel) Rauschert. La falsasanicola deve il suo nome al fatto che le sue foglie somigliano a quelle della Sanicula europaea che è ampiamente diffusa negli stessi ambienti, ma dalla quale si differenzia profondamente sia per l’aspetto (frutti e infiorescenze molto diverse) che per le esigenze ecologiche, molto più specifiche e ristrette per la P. saniculaefolia.
La nostra falsasanicola è una pianta poco evidente, in inverno si nota pochissimo, in quanto appaiono solo le foglie pedicellate che partono direttamente dal rizoma sotterraneo. E’ in primavera che la Petagnia fa il suo exploit: dalla massa fogliare si diparte uno stelo che può ramificarsi, sulle cui cime si formano delle infiorescenze caratterizzate da delicati fiorellini bianchi. Al contrario delle altre ombrellifere, la falsasanicola non ha infiorescenze ad ombrello ma “a cima bipara”, lo stelo si biforca, e presenta da 1 a 3 ramificazioni che fanno la stessa cosa a loro volta per due o tre volte: in cima sta un’infiorescenza formata da un fiore centrale senza stelo, che può essere femminile o ermafrodita e da 3-4 fiorellini maschili saldati più in basso.
La falsasanicola ha alcune caratteristiche che la rendono particolarmente esigente dal punto di vista ecologico: questa pianta, infatti, non ha un sistema di sostegno interno dovuto a tessuti di rinforzo e resta eretta solo grazie al turgore cellulare dovuto alla pressione dell’acqua contenuta dentro la pianta. Per questo motivo la nostra endemica deve vivere a stretto contatto con l’acqua, non importa se direttamente o meno. La sua radice è un rizoma carnoso immerso e infisso sul terriccio fangoso su cui si impiantano spessi feltri di muschi tra i quali dominano diverse specie autoctone: l’acqua non deve essere statica ma fresca e corrente, ben ossigenata, limpida come quella delle sorgenti e dei ruscelli localizzati tra i 400 e gli 800 m di quota. Da questo punto di vista il Vallone Calagni si presenta in condizioni particolarmente favorevoli per l’insediamento di questa pianta (a 640 m di quota) che, sui Nebrodi, è presente solo in pochissime altre stazioni.
Un’altra caratteristica particolare della falsasanicola è che le sue foglie hanno aspetto diverso: le basali sono pentagonali e lobate, con lunghi piccioli, mentre quelle dell’apice sono quasi del tutto prive di picciolo e profondamente incise a formare segmenti (lacinie) più slargati sulla sommità e con margine inciso-dentato. La pianta raggiunge un’altezza variabile tra i 15 ed i 45 cm ed il fusto, che può essere nudo o foglioso, si presenta striato. La P. saniculaefolia fa parte del sottobosco di roverella e nocciolo, insieme ad altre specie rare per i Nebrodi, come la Lysimachia nemorum L. l’Heracleum sphondilium L., var. cordatum Presl e il Rhynchocoris elephas L. Griseb.
In questo contesto si trovano molte piante erbacee di cui parecchie graminacee, ombrellifere, il ranuncolo strisciante dai lucidi petali di colore giallo intenso, il clinopodio dei boschi dalle infiorescenze violette o porporine, il giunco comune e il trifoglio dei prati. Il sottobosco del querceto è popolato dal Geranium versicolor L., dalla Viola reichenbachiana, dalla Sanicula europea, dalla fragolina di bosco, dalla primula, dall’erba roberta per citarne alcune. Nel sito si trovano anche il non ti scordar di mé, la coda cavallina, tipica degli ambienti umidi, il capelvenere e molte specie di muschi (scientificamente più corretto dire “musci”).
Molte sono le piante presenti nel sito, ma per evitare una sterile trattazione rimandiamo il lettore alle pubblicazioni specialistiche sicuramente rinvenibili presso le biblioteche degli orti botanici siciliani.
Il nocciolo
Si trova in forma arbustiva o di alberello, dai fusti sottili, ramificato e flessuoso con pronunciata tendenza a cacciare getti basali che gli fanno assumere l’aspetto cespuglioso. Le foglie, caduche e dal margine irregolarmente dentato, sono di colore verde intenso superiormente e cosparse di peluria inferiormente (strategia per mantenere quanto più possibile l’acqua che fuoriesce dalla traspirazione della pianta).
Fiorisce in inverno, prima della comparsa delle foglie, con lunghe infiorescenze maschili pendule (amenti) raggruppate a 2-4 di colore giallo-brunastro, mentre i fiori femminili, eretti ed infissi sui rami, sono marroni con stili di colore rosso intenso. È conosciuto per il suo frutto (nocciola) che matura in autunno e viene impiegato nell’industria dolciaria. Ricco in tannino, trova impiego tra l’altro nell’industria farmaceutica. Vive anche allo stato spontaneo lungo i corsi d’acqua e le aree umide nelle zone montane e submontane. Ama i suoli profondi, calcarei, ben drenati, al riparo dai venti, in posizioni soleggiate o a mezz’ombra. Nel territorio di Tortorici, Ucrìa, Galati Mamertino e S. Domenica di Vittoria, viene coltivato in forma estesa.