giovedì 21 novembre 2019
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Isole di Linosa e Lampione
News on Fauna:
La berta maggiore La berta è fortemente legata al mito e alla leggenda: nell’antica Grecia si pensava che il lamento dei maschi fosse quello dei guerrieri di Diomede uccisi in battaglia. Tutt’oggi, nelle isole Tremiti questi uccelli vengono chiamati diomedee. La berta maggiore è un uccello procellariforme che vive per quasi tutto l’anno in mare aperto, avvicinandosi alla terraferma solo nel periodo di riproduzione. Già a fine aprile lo stormo si ritrova al completo al sito di nidificazione che a Linosa è localizzato a nord dell’isola. I nidi si trovano in anfratti e nelle grotte di scorrimento lavico venute allo scoperto per crolli delle volte. Le uova, deposte nella seconda quindicina di maggio, sono incubate per 54 giorni: covate da entrambi i genitori, si schiudono intorno al 10-20 luglio. Nelle prime 6-8 settimane le coppie si recano regolarmente al nido per nutrire i piccoli. Al tramonto, dopo una giornata di pesca in mare aperto, gli stormi si riuniscono spostandosi sempre più sotto costa. Al calare del sole, come ad un segnale convenuto, le berte cominciano a volare verso terra. Nelle notti di luna piena si avvicinano ai nidi solo dopo che questa è tramontata, per riprendere il volo alle prime luci dell’alba. E’ incredibile la capacità di orientamento di questi animali che, pur in condizioni di omogeneità del paesaggio, riescono ad individuare il nido a cui restano fedeli per tutta la vita. Ad ottobre-novembre adulti e giovani si involano per svernare nell’Atlantico meridionale. I giovani torneranno a Linosa dopo alcuni anni (forse da due a sei) per nidificare. La popolazione rimane numerosa: fortunatamente sta scomparendo la deprecabile abitudine degli abitanti di Linosa di prelevare le uova per scopi alimentari. La tartaruga marina E’ un animale a rischio d’estinzione: un tempo molto diffusa nel Mediterraneo, si è rarefatta a causa dell’insistente disturbo dell’uomo che ha agito su più versanti distruggendo i siti di nidificazione e di sosta, cacciandola spietatamente e uccidendone i giovani. Trattandosi di una specie a lento accrescimento (gli adulti si riproducono ogni 2-3 anni e con una mortalità giovanile altissima) appare necessario attivare misure di salvaguardia e di controllo. Molti sono i misteri che porta con sé la nostra tartaruga marina: non si conosce ancora l’esatta distribuzione geografica dei suoi siti di nidificazione, il loro numero e la loro esatta posizione. Pare che ogni tartaruga torni a deporre le uova nella stessa spiaggia dov’è nata: nelle afose notti estive, sugli arenili sabbiosi, deposita le uova in buche larghe 7-8 cm e profonde da 20 a 70 cm poste a 5-30 m dalla battigia. Le uova si schiuderanno dopo due mesi e sino ad allora possono essere calpestate dai bagnanti: ecco, quindi, che è necessario recintare e sorvegliare i siti di nidificazione. I piccoli hanno un guscio (carapace) lungo circa 5 cm, striato di scuro, con una piccola cresta dorsale. Istintivamente si orientano verso la battigia e iniziano la loro traversata che spesso si rivela drammatica: ratti, gabbiani ed altri predatori sono in agguato… Ma la certezza della sopravvivenza non è assicurata con l’approdo in mare: pochi sono i piccoli che arrivano all’età matura quando, scomparsa la cresta dorsale e superata la lunghezza di un metro (gli adulti possono pesare da 80 a 450 kg), appaiono con un bellissimo carapace corneo di colore rosso marrone superiormente, spesso colonizzato da alghe e piccoli cirripedi, crostacei che vivono fissati su superfici dure e protetti da gusci pietrosi a forma di piccoli crateri. La Caretta caretta si trova spesso in acque poco profonde, calde e temperate, con deboli correnti (il Mediterraneo è per lei l’habitat ideale) dove si ciba di granchi, molluschi, ricci e pesci. Se scende in profondità si nutre di salpe e meduse: pur essendo carnivora non disdegna le alghe.Vive nel Mediterraneo, nel Mar Nero e anche negli Oceani Indiano e Pacifico. Si allontana moltissimo dal sito di nidificazione dove torna per deporre le uova ogni 2-3 anni ed è normalmente solitaria: si riunisce in branchi solo all’epoca degli accoppiamenti, avvicinandosi alle coste esclusivamente per l’ovideposizione. Pare che in Sicilia siano stati identificati cinque siti di nidificazione: due di questi (Cala Pozzolana di Ponente a Linosa e la spiaggia della foce del Platani) rientrano nelle aree protette gestite dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Un altro sito è quello della spiaggia antistante l’Isola dei Conigli a Lampedusa. Attualmente sono in opera progetti di studio e monitoraggio promossi dall’Unione Europea.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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