venerdì 24 maggio 2013
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Isole di Linosa e Lampione
Some History:
Lontana dalle routes turistiche principali, Linosa è un polo di attrazione soprattutto per gli appassionati esploratori subacquei, ma anche per coloro che amano vivere il mare e il sole in un ambiente tranquillo e rilassante. Punto di approdo per le navi in transito nel Mediterraneo, l’isola è rimasta disabitata fino al 1845, quando Ferdinando II di Borbone inviò il comandante Sanvisente con trenta nuclei familiari e numerosi maestri d’arte per costruire un insediamento, come già era avvenuto a Lampedusa. La carenza di acqua potabile aveva, sino ad allora, scoraggiato i tentativi di colonizzazione. Sicuramente però nei tempi passati era stata base temporanea di greci, romani e saraceni. Per lo più visitata da pescatori stagionali e pirati, quasi certamente, durante le guerre puniche, fu base strategica dei romani contro Cartagine. Rimangono di quell’epoca 150 cisterne per la raccolta delle acque piovane. Il nome dell’isola cambia nel corso dei secoli: lo storico Strabone (62 a.C. – 28 d.C.) la chiamò Gaulos; lo scienziato Plinio il Vecchio (23 – 69 d.C.) ci parla di Aegusa e di Aethusa, nomi che ritornano negli scritti del geografo egiziano Tolomeo (160 d.C.), intendendo col nome di Aethusa, Linosa, e quello di Aegusa, Lampedusa. Dobbiamo arrivare al 1500 circa perché il nome si avvicini a quello attuale: il benedettino Mauralico (1498-1575) la chiamò Lanuresia, lo storico Fazello (1498-1570) Lenusa. Ma è nel 1849 che viene chiamata Linosa dal Cavaliere Sanvisente, capitano di fregata, primo governatore delle Isole Pelagie. L’attuale popolazione è composta da circa 450 abitanti, numero rimasto invariato da decenni poiché l’emigrazione è stata un fenomeno contenuto. Le risorse dell’isola sono piuttosto scarse, basate soprattutto sull’agricoltura e l’allevamento: coltivazioni tradizionali di ortaggi, legumi e viti coprono a malapena il fabbisogno familiare. Da poco tempo è stato introdotto l’allevamento degli ovini. Anche se può sembrare inverosimile, la pesca è poco praticata per la mancanza di infrastrutture (manca un porto adeguato all’attracco d’imbarcazioni da pesca specializzate). Dagli anni Sessanta, il turismo ha incrementato le entrate degli isolani, i quali lo gestiscono con semplicità. Emergenze paesaggistiche Scoglio di Lampione: ad un’ora di barca da Lampedusa, da cui dista 17 km. Cala Pozzolana di Ponente: dal paese, andando verso occidente. Punta Beppe Tuccio: qui immersioni per sub top sino a -32 m dalla superficie. I Faraglioni: sulla costa orientale dell’isola. Cala dei Fili: fondali di sabbie bianche alla distanza di mezzo miglio. Secchitella: costa sud, vicino Cala dei Fili; archeologia subacquea. Secca di Levante: ad est dell’isola; archeologia subacquea. Oasi di tranquillità, lontana dalle principali rotte turistiche, Linosa emerge dal mare con i suoi aspri contrasti: dominano il nero, l’ocra, il rosso dei tufi vulcanici e delle lave, il verde della vegetazione e i colori vivaci delle case. “Isola d’alto mare”, con lo scoglio di Lampione e Lampedusa, appartiene all’arcipelago delle Pelagie. L’origine dell’asse vulcanico afro-siculo di cui fa parte, testimonianza della vivace attività tettonica del Mediterraneo, risale al Pleistocene (circa 500.000 anni fa). Linosa è un’isola tutta da scoprire, appaga il gusto per l’avventura dell’esploratore che ama le immersioni subacquee, gli appostamenti per ascoltare il canto delle berte al tramonto o assistere in notturna alla deposizione delle uova delle tartarughe marine, le passeggiate ricche di spunti paesaggistici e fotografici. Comunque adatta a tutti per l’accessibilità di alcuni tratti di costa, per il clima ventilato, per la gentilezza degli abitanti. Una vacanza a Linosa è a misura d’uomo. Qui i sensi si ricostituiscono (profumi, colori, suoni, sapori…) e il corpo si ritempra lontano dalle automobili, dal frastuono e dall’inquinamento delle città. L’ospitalità nell’isola è di tipo essenziale in quanto Linosa non ha sviluppato un’accoglienza “commerciale”, preferendo valorizzare le risorse già esistenti. Nel corso degli anni comunque sono sorte alcune infrastrutture come i tre diving club che soddisfano le esigenze dei sub in arrivo. Alcune associazioni ambientaliste hanno poi, da tempo, promosso campi-natura e il centro Hydrosphera, insieme al CTS (Centro Turistico Studentesco), cura il monitoraggio dell’ovideposizione delle tartarughe marine (Caretta caretta) a Cala Pozzolana di Ponente. Lampione Frequentato da molte specie di uccelli marini come la berta maggiore, il gabbiano reale, l’uccello delle tempeste, il falco della regina, il cormorano, il labbo e la sula. Lampione (Fanale; Schola; Scoglio degli scolari) appare agli occhi di chi lo scorge come un bizzarro scoglio calcareo di forma trapezoidale sul cui sfondo si staglia la sagoma di un faro facilmente raggiungibile attraverso un breve sentiero. Lungo 700 m, largo 180 e alto 40, l’isolotto, disa-bitato, è paradiso dei sub che possono provare il brivido dell’incontro con lo squalo grigio. Risalente al periodo giurassico, Lampione è scarsamente vegetato: la flora è rappresentata soprattutto dall’erba cristallina stretta, dal giacinto dal pennacchio, dal succiamele ametistino e rossastro, dal malvone maggiore, dalla carota delle scogliere, dal codino lucido e dal Limonium albidum. Qui è facile trovare la lucertola di Malta. Si può raggiungere da Lampedusa da cui dista circa 18 km, con un’ora di navigazione su barche private.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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