giovedì 23 maggio 2013
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Bosco della Ficuzza
Bosco della Ficuzza
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago
Some History:
Il palazzo reale L’edificio, che sorge in fondo ad un ampio spiazzo, delimitato a sinistra da basse costruzioni della stessa epoca, è la Real Casina di Caccia, voluta da Ferdinando IV di Borbone quando, giunto fuggitivo a Palermo, a causa della rivoluzione napoletana (gennaio 1799), cercò luoghi adatti alla caccia ed ai divertimenti, che erano i suoi passatempi preferiti. Il re acquisì territori dove cacciare, rendendoli adatti alla sua persona, vi apportò migliorie e li attrezzò di ogni comodità. In quest’ottica sorsero la Palazzina Cinese a Palermo e la Casina di caccia a Ficuzza, entrambe affidate anche a Venanzio Marvuglia, l’architetto più in voga del tempo. La costruzione, realizzata tra il 1802 ed il 1807, che aveva assorbito notevoli risorse in manodopera e materiali, si affaccia su un vasto piano circondato da abbeveratoi, magazzini, case per chi vi lavorava all’interno e a servizio del Palazzo. La bellezza della Casina sta nella semplicità delle sue linee, la facciata attraversata da due ordini di finestre bordate, nella parte sommitale termina con un cornicione sporgente, poggiato su mensole decorate, dove troneggia lo stemma coronato dei Borbone, abbellito da un festone floreale e dalle statue del dio Pan, protettore dei boschi, e di Diana, dea della caccia. Alle estremità del cornicione sono stati posti due grandi orologi, sotto quello di destra si trova la cappella del Palazzo con ingresso esterno (il re poteva assistere alle funzioni religiose da un balcone, aperto sulla cappella, al quale accedeva dai suoi appartamenti). L’edificio, a pianta rettangolare, si sviluppa su due piani. A pianoterra si trovavano le abitazioni delle guardie e della servitù, le dispense e le cucine. Queste erano collegate da una scala interna alla cantina che era stata ricavata dagli ambienti sotterranei, utilizzati per il riparo della carrozza del re e delle attrezzature, comunicanti all’esterno attraverso un cunicolo. Al piano superiore si accede attraverso uno scalone di marmo rosso locale (estratto da Rocca Busambra, versante meridionale). Vi si trovano gli appartamenti reali per il re, per l’erede Leopoldo e le stanze per gli ospiti. Degli antichi originari splendori, oggi rimane la sala centrale, con volta sostenuta da colonne di marmo con capitelli all’uso neoclassico; le decorazioni e gli affreschi riflettono anche il gusto dell’esotico, in gran voga in quel periodo a Palermo. Alcuni oggetti: quadri, arredi sacri, sculture e curiosità, sono esposti per i visitatori. Entrare nel Palazzo è un’esperienza gradevole e doverosa per chi viene ospitato nel giardino retrostante, attrezzato per un piacevole pic-nic. La Rocca Busambra Si erge, bianca e spettacolare, sul manto verde che ricopre suoli dai declivi più dolci. La sua origine geologica fa dibattere paleontologi e geologi da circa un secolo: solo recenti studi effettuati con tecniche sofisticate hanno consentito di ricostruire la sua storia. La Busambra è una sorta di immensa zattera formatasi nel corso di 200 milioni di anni circa, in un braccio del mare Tetide (l’oceano del Mesozoico) che si trovava incuneato nella Pangea, il continente primordiale: quel braccio di mare era l’antico progenitore del Mediterraneo attuale. Occupava una sua posizione in quello che oggi è il Mar Tirreno e andava formandosi per l’accumulo di organismi fossili, alghe ed animali, che popolavano le acque dove sorgeva il sito d’origine. Con la loro deposizione si vennero a formare strati diversi che andiamo a ritrovare dal basso verso l’alto, a partire dai più antichi: i calcari dolomitici bianchi formati dalla fossilizzazione delle scogliere coralline che popolavano le acque di 200 milioni d’anni fa: coralli, spugne e tappeti algali, (stromatoliti). Più su i calcari rossi caratterizzati dalle ammoniti: molluschi cefalopodi con chiocciola a spirale piana, simili agli odierni nautilus (vedi box nella riserva dei “Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio”), che popolavano gli oceani ai tempi dei dinosauri. Seguono i calcari marnosi bianchi e rosati costituiti dall’accumulo di una quantità immensa di foraminiferi (microorganismi con gusci calcarei) e coccoliti (frammenti d’alghe brune), che andavano costituendo il plancton dei mari a cavallo delle Ere Secondaria e Terziaria (dal Cretaceo - 135 ml di anni fa - all’Eocene - circa 37 ml di anni fa). Seguono poi segni di attività erosive superficiali: la roccia era emersa e veniva squarciata, solcata, aperta dall’acqua piovana e dalle intemperie, per ritrovarsi sommersa dal mare che nuovamente s’innalzava. E così nuovi sedimenti: le calcareniti marnose verdastre, caratterizzate dai denti di squalo. Poi, lento ma inesorabile, il distacco dalla crosta terrestre in cui si era formata: forze tettoniche di inaudita intensità provocarono il distacco di questa dorsale rocciosa e la fecero migrare verso la costa nord-occidentale della Sicilia, ed approdare sulla catena siciliana, strato roccioso che si trova a 10 km di profondità, la cui epoca di costituzione risale a periodi molto più recenti rispetto alla montagna soprastante.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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