sabato 26 settembre 2020
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S. Maria del Bosco
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Monte Genuardo e S.Maria del Bosco
News on Flora:
Sul versante nord-occidentale del monte si trovano boschi naturali frammisti a rimboschimenti di specie esotiche. Sul versante meridionale il fitto e continuo lecceto è interrotto, di tanto in tanto, da nuclei di roverelle (specie di querce caducifoglie), soprattutto laddove il suolo è più profondo, e da individui di acero campestre e orniello. Nel sottobosco numerosi sono gli arbusti come il biancospino comune, la rosa canina, il falso pepe montano, la vitalba e l’edera, e le diverse specie erbacee tra cui l’endemico pigamo della Calabria e il giglio puzzolente. Salendo in quota, la fascia boschiva oltre gli 800 m s.l.m. è caratterizzata dalle roverelle. Sulle parti più elevate del monte domina la prateria montana caratterizzata da molte erbacee dalle fioriture particolari, tra cui spiccano le corolle gialle del senecio di Sicilia, o i delicati fiori violacei del becco di gru, le bianche margheritine della pratolina, o i petali lilacini e gialli dello zafferanetto comune. Qui vivono piante rare come la bivonea gialla o endemiche come l’evax delle Madonie, piantina bassa (1-5 cm) con numerosi capolini (sono infiorescenze tipiche nella famiglia delle cosiddette “margherite”) di colore giallo paglierino, o il giaggiolo siciliano dai fiori gialli o violetti che vive in piccoli gruppi sulle rocce calcaree. Questa vegetazione erbacea tra le rocce affioranti è sporadicamente interrotta da cespugli di rosacee spinose. Sulle pendici del monte, nelle zone più aride e sassose, si insediano la ferula mediterranea, l’asfodelo (dai delicati fiori bianchi venati di rosa) e l’asfodeline dorata, che colonizzano in modo non fittissimo ma regolare la superficie a disposizione colorando di verde, giallo e rosa queste distese pietrose. In località Bosco del Pomo, posta in prossimità dell’ingresso alla riserva, si trovano nuclei di querceto a leccio e roverella e nei dintorni anche impianti artificiali di conifere (cipressi, pino domestico e pino d’Aleppo). Qui incontriamo pure ambienti umidi: due piccoli torrenti sulle sponde dei quali crescono lecci con chiome così fitte da coprirli e poi pioppo nero, salice pedicellato, berretta da prete, carpino nero e fico; due laghetti, di cui il più grande delimitato da una cintura di rovo, prugnolo e roverella e da una delicata fioritura di piante idrofite come le varie specie di ranuncoli acquatici, la lingua d’acqua e la piantaggine d’acqua. Troviamo infine massi colonizzati da flora erbacea, tipica dei luoghi freschi ed ombrosi, da una spessa coltre di muschio, da diverse pteridofite come il polipodio sottile, la felce femmina e l’asplenio maggiore, ed anche da carice e cerfoglio meridionale. Infine, l’area di Santa Maria del Bosco che presenta, oltre le già dette stratificazioni di pillow lavas, un fitto lecceto a fustaia punteggiato da roverelle che, come una splendida cornice verde, circonda l’Abbazia.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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