giovedì 20 giugno 2019
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Pizzo cane, Pizzo Trigna, Grotta Mazzamuto
News on Fauna:
L’habitat rupestre è il regno del falco pellegrino, abilissimo cacciatore d’uccelli, ma anche dell’aquila reale. Un tempo queste pareti ospitavano i nidi del capovaccaio, piccolo avvoltoio migratore chiamato anche Pasqualino, perché i primi arrivi in Sicilia avvengono nel periodo di Pasqua. La sporadica presenza del capovaccaio, pulitore d’ossa grazie al becco sottile e specializzato, è indice del decadimento della rete alimentare, problema ormai diffuso dappertutto in Italia. Per il resto, le solite presenze legate a questo tipo di ambienti naturali: nel folto del bosco si trovano cince, formidabili insettivori, e lo scricciolo. Sui tronchi, il frenetico rovistare di picchi rossi maggiori e rampichini alla ricerca di cibo. Tra i predatori sono presenti la donnola e la martora, ma anche il gatto selvatico e la volpe. Nelle aree fra bosco e prateria trovano cibo e rifugio anche roditori, tra cui il grosso istrice, e lucertole (campestre e siciliana), ramarri e serpenti come il colubro liscio, il biacco e la vipera. La lepre appenninicaIn questa riserva vive una consistente popolazione di lepre appenninica (Lepus corsicanus De Winton 1898). Presenza di eccezionale importanza perché questo animale, considerato sino a qualche anno fa una sottospecie della lepre europea, pare sia una specie a se stante che vive nelle piccole valli d'alta montagna e nelle aree di macchia mediterranea. Da ricerche condotte a livello genetico, si è potuto stabilire che la lepre appenninica è un endemismo (cioè una specie che vive solo in determinate aree geografiche) del nostro Paese e specificatamente dell'Italia centro-meridionale, della Sicilia e della Corsica, anche se ancora non è stato determinato se possa essere considerata una specie a se stante. Lo zoologo Mario Lo Valvo già nel 1997 riportava la presenza di questo animale in Sicilia. Attualmente la lepre appenninica è un animale "a rischio" per via della concorrenza con le lepri europee introdotte a scopo venatorio, nei suoi stessi habitat. Non è facile distinguere le due specie fra loro: le differenze sono poche e riguardano colorazioni specifiche del pelo in alcuni punti del corpo (nuca, coscia e sfumatura laterale). Sono ancora in corso gli studi mirati a disegnare una mappa della distribuzione della lepre appenninica, delle sue abitudini e della sua biologia, cercando i caratteri distintivi rispetto alla lepre europea e osservando cosa accade in quei luoghi in cui, pur essendo presente la nuova specie, sono stati introdotti a scopo venatorio individui dell'altra.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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