domenica 25 ottobre 2020
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Cavagrande del Cassibile
News on Fauna:
È nella boscaglia a macchia che vive l’occhiocotto, uccellino tipico della macchia mediterranea. Sui cieli della vallata del Cassibile si può avvistare il falco pellegrino, o ammirare la tecnica di caccia del gheppio mentre, sospeso in aria ad ali aperte, fa lo “Spirito Santo”, o la silhouette del falco lanario. Qui vivono il codibugnolo di Sicilia, la rara coturnice di Sicilia, che saetta velocissima tra le pareti scoscese del canyon, l’upupa che qui nidifica e tanti altri uccelli avvistabili con un buon binocolo. I mammiferi, spesso notturni, e comunque più elusivi, che popolano queste zone, sono rappresentati dal diffidente gatto selvatico, la voracissima martora, l’istrice, le diverse specie di colubri (serpenti) come il coloratissimo leopardino, il liscio e quello di Esculapio. Ma anche da piccoli abitatori dei boschi come il ghiro, il topo quercino, le donnole, il riccio, la lepre appenninica ed il coniglio selvatico. Sui fianchi della vallata, disboscati nel corso dei secoli, domina la prateria ad ampelodesma (la cosiddetta disa, anticamente usata per lavori artigianali), luogo di insediamento di piccoli vertebrati (rettili e uccelli) e di insetti. Chi è appassionato di botanica avrà ben quattrocento specie vegetali da osservare, di cui tre rare come la salvia triloba, il salvione giallo e la ferula nodosa, e almeno ventiquattro specie diverse di orchidee. Il granchio di fiume Un tempo molto diffuso in Sicilia, è un artropode legato agli ambienti d’acqua dolce. Nella nostra isola è a rischio d’estinzione a causa di una gestione scriteriata dei corsi d’acqua. Inquinamento, captazioni idriche selvagge e interventi di sistemazione idraulica, spesso volti alla deviazione o alla cementificazione del letto torrentizio, hanno profondamente alterato la qualità dell’ambiente portando alla riduzione numerica degli individui di questa delicata specie animale. Il suo aspetto è molto simile a quello dei granchi che vivono sulle coste rocciose marine. Si nutre di invertebrati e, probabilmente, attacca anche gli anfibi cui trancia gli arti con le sue forti chele: alla riserva dello Zingaro, ad esempio, sono stati ritrovati discoglossi (anfibi molto simili a rane) con vistose amputazioni. Si muove sui margini della riva, tra i sassi, in prossimità della tana cui fa la guardia.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

Trough this map and the stand by menu on the left, it is possible to access the information of the reserves under DRAFD control. Click on notable areas to visualize the card of the reserve, and browse the map to discover more details on preserved areas.