domenica 9 agosto 2020
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Monte Cofano
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Monte Cofano
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In questi ambienti naturali nidificano e stazionano molti uccelli tra cui il falco pellegrino, velocissimo ed abilissimo predatore di uccelli, e la rarissima aquila di Bonelli. E’ l’habitat ideale anche dei corvi imperiali e delle tre specie di rondoni (comune, pallido e maggiore). Sulle scogliere svernano i cormorani e le sule, mentre il martin pescatore e diverse specie di grandi trampolieri sostano di passaggio durante le migrazioni. Molte piccole specie arboricole, come le irrequiete cince o i fringillidi, il pigliamosche e i piccoli mammiferi come l’arvicola di Savi (roditore scavatore che richiede suoli profondi e soffici) o il topo selvatico trovano rifugio nelle boscaglie di leccio insieme al topo quercino che, sorprendentemente, si adatta a vivere anche in piccole cavità rocciose. Le aree aride e aperte sono il regno dell’istrice, grosso roditore la cui presenza si rileva dagli aculei abbandonati sul terreno; nelle praterie e fra la gariga arbustiva non è difficile scovare il coniglio, preda prediletta dell’aquila di Bonelli, ma anche della piccola donnola (che lo assale nonostante la mole più grande della sua preda) e dall’opportunista volpe che non disdegna una dieta onnivora, preferendo raccogliere “quel che c’è”: frutti o grossi insetti in mancanza di prede più grosse. Le rocce che affiorano tra le praterie o l’arbusteto rappresentano ottimi posatoi per uccelli, come il codirosso spazzacamino, la passera lagia o il passero solitario. Nelle zone arbustive, frequentate da piccoli roditori, si notano molti uccelli di macchia tra cui l’immancabile occhiocotto. Mentre nelle aree più pianeggianti si può osservare la sterpazzolina, in quelle più collinari e montane si trova la rara coturnice di Sicilia che, grazie all’istituzione dell’area protetta, qui è in aumento. Nelle zone in cui la gariga si dirada con qualche raro albero, ecco una presenza eccezionale: l’averla capirossa, uccelletto che ha l’abitudine di infilzare le sue prede (insetti) sulle spine di certi cespugli, in modo da avere una “dispensa” sempre pronta. Presenze comuni ed ubiquitarie sono i corvidi come taccole e gazze, che nidificano là dove sopravvivono gli alberi di leccio o sulle colture agricole arboree. Tra i migratori che transitano, ricordiamo anche varie specie d’anatra, gabbiani (soprattutto i “comuni”) e due specie di falconiformi: il falco di palude e il pecchiaiolo, divoratore d’api. E infine un accenno ai rapaci notturni, animali comuni in questa riserva: mentre assiolo e civetta nidificano e cacciano tra gli arboreti e i frutteti, l’allocco e il barbagianni scelgono le cavità rocciose fra le pareti. Fatto, quest’ultimo, che risulta particolarmente interessante nell’allocco, che da frequentatore di boschi si adatta all’ambiente roccioso. La ricchezza in prede (piccoli roditori) permette a questi uccelli di permanere con tranquillità: il cibo assicurato val bene uno sforzo d’adattamento. Il falco pellegrino E’ il falcone per eccellenza: nel suo De Ars venandi cum avibus Federigo II, Stupor Mundi, lo indica come prediletto per la caccia e dà indicazioni per addestrarlo. Di dimensioni medie, ha apertura alare di 60-80 cm e peso tra i 400 e gli 800 grammi; è velocissimo (raggiunge i 250 km orari) e abile cacciatore: le sue prede sono uccelli, soprattutto cardellini, storni e colombi, che raggiunge dopo incredibili picchiate, urtandoli con gli artigli ed afferrandoli durante la caduta. In assenza di uccelli si accontenta eccezionalmente di piccoli mammiferi. Nidifica sulle rupi a strapiombo, meglio se calcaree e quasi sempre inaccessibili. Caccia sia nelle zone elevate delle montagne che nelle vallate o sulle coste marine (e persino in prossimità dei centri abitati). E’ stanziale, abitudinario e molto fedele al sito di riproduzione. Depone le uova (da 1 a 4) alla fine dell’inverno: i piccoli nasceranno dopo un mese e lasceranno il nido solo a maggio. Vengono nutriti quasi esclusivamente dalla madre, mentre il padre caccerà per tutta la famiglia. Pur se minacciato dai falconieri che ne catturano le uova, dai bracconieri e dalla diminuzione delle prede (soprattutto gli uccelli insettivori che risentono del degrado ambientale dovuto all’uso di insetticidi), in quest’area è, forse, l’animale più espressivo. In Sicilia è presente la sottospecie brookei di dimensioni minori e con colori del piumaggio più scuri. Una curiosità: i suoi pulcini depredati dai nidi vengono allevati, addestrati e venduti illegalmente per alimentare il mercato nero dei paesi centro-europei e degli emirati arabi.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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