domenica 9 agosto 2020
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Monte Cofano
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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Monte Cofano
News on Flora:
Su Monte Cofano distinguiamo diversi ambienti naturali: quello rupestre, la prateria ad ampelodesma, la gariga con predominanza di palma nana o di euforbia arborea. E poi qualche raro lembo di vegetazione arborea a leccio sui brecciai; una piccola area umida stagionale e infine una forra torrentizia. La vegetazione non è quella che spontaneamente secoli fa ricopriva queste aree: se così fosse, sulle pendici del monte dovrebbero esserci molte aree boscate con lecceta e quercia castagnara (Quercus virgiliana), ma l’opera di disboscamento ed incendio ha mutato l’aspetto di quest’area, portandola ad avere una gran quantità di “disa” (nome locale dell’ampelodesma, robusta graminacea cespugliosa di grandi dimensioni) e di “giummara” (palma nana): piante che resistono all’incendio cacciando nuovi getti, preziose per l’economia locale, poiché vengono impiegate nell’artigianato (per lavori d’intreccio o sfibrate per il crine vegetale) e nella pastorizia. Della palma nana, sino a tempi non lontani, si mangiavano anche i frutti, il midollo (curina) e le radici. L’uomo aveva tutto l’interesse, quindi, a mantenere questo tipo di vegetazione. Dal punto di vista botanico, la vera peculiarità della riserva è rappresentata dall’ambiente rupestre, che accoglie molte piante endemiche di cui alcune esclusive della zona: si tratta per lo più di erbacee adattate ad ambienti estremi, tra cui spiccano per importanza lo sparviere del cofano, l’erica siciliana, il cavolo trapanese, il cavolo di Bivona, il fiordaliso delle scogliere e i perpetuini di Monte Cofano. La disa L’ampelodesma, localmente detto disa, è una graminacea che forma cespi di grosse dimensioni (alti oltre 1,5 m) con foglie scabre molto resistenti, e grandi infiorescenze a pannocchia. Cresce in quei luoghi dove l’incendio, il disboscamento e il pascolo hanno degradato l’antica copertura vegetale. Con le sue forti radici fascicolate, consolida il suolo e soffoca la ricrescita della flora precedentemente insediata. Dopo un incendio ricaccia prontamente nuovi getti: le sue lunghe foglie ancor oggi trovano impiego in lavori artigianali d’intreccio per produrre stuoie, cordami, sacchi, cesti e legacci per l’agricoltura. Sfibrate erano un tempo utilizzate per ottenere il crine vegetale. Dal punto di vista ecologico, la disa va a costituire praterie su ambienti assolati e aridi, essendo adattata a condizioni che per altre piante potrebbero essere proibitive. E’ distribuita lungo le coste del Mediterraneo occidentale.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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