martedì 20 ottobre 2020
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Le Aree Attrezzate Siciliane
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La Timpa di Acireale
Tourist information:
All’occhio affinato ed esperto, la Timpa di Acireale rivela la sua vera natura nella rassegna di fenomeni geovulcanologici naturali che riassumono la storia dell’Etna, il più grande vulcano europeo. Ultima propaggine di un complesso sistema di faglie a gradinate, che inizia sin dal cratere centrale sul versante est e che affonda le sue lave nel mare, la Timpa di Acireale si presenta come la sovrapposizione di strati eruttivi di varie epoche: agli affioramenti degli antichi terreni sedimentari si alternano le antiche lave grigio chiaro della prima formazione etnea e quelle grigio scuro, con i particolari cristalli di augite, della fase successiva. Seguono altri terreni lavici di epoche antiche e storiche fino alle più recenti. La Timpa, che si estende per una decina di km lungo il litorale di Acireale, nella zona sud si innalza con pareti che vanno dai 10 agli 80 metri di altezza. Andando verso nord si trova la zona pianeggiante di Grotta delle Colonne, dove spettacolari basalti colonnari a sezione poligonale caratterizzano la parete. A nord le pareti a strapiombo raggiungono i 120 m s.l.m.. La Timpa ospita lembi di macchia mediterranea sempreverde: le specie sono poche e particolarmente adatte a colonizzare ambienti poveri e inospitali; le forme vegetali sono alberi e arbusti a foglie coriacee in grado di resistere alla disidratazione estiva. Questo è il regno dell’euforbia arborea che fiorisce in inverno e in estate rosseggia sulle lave scure, ormai priva di foglie. I dirupi più impervi sono tappezzati da cuscini di edera e di vitalba, cespugli di capperi e individui di ficodindia. La macchia è costituita dal carrubo e dall’alaterno, dal lentisco, dalla ginestra e dal mirto e, nei siti più impenetrabili, dalle lianose come la stracciabraghe e l’asparago pungente. I viottoli sono fiancheggiati da boschetti di ailanto e dal gelso da carta, specie esotiche introdotte dall’uomo. Nelle zone più basse e scoscese restano i terrazzamenti, destinati alle colture agricole ed oggi in gran parte abbandonati. La Timpa, con i suoi frutti selvatici, offre alla fauna nutrimento sino ad autunno inoltrato. Le specie animali non sono molto numerose: nelle zone di macchia e tra i frutteti si rifugia l’occhiocotto, un uccellino dalle palpebre rosse, e la capinera, mentre la cinciallegra sfrutta anche le macchie di ailanto e di gelso. Nelle zone meno antropizzate vive l’istrice. Di notte, risuona il richiamo inconfondibile dell’assiolo. Sulle rive del mare, nei pressi delle calette che punteggiano la scogliera, caccia il martin pescatore. Durante la stagione migratoria, con un buon binocolo si possono avvistare aironi e grossi rapaci.

Notizie Utili
Partendo da Catania, imboccare la SS 114 (CT-ME): la riserva è compresa tra Capomulini (dopo aver superato Aci Trezza) e Santa Maria degli Ammalati, che si trova presso l’ingresso sud di Acireale. I pullmann possono parcheggiare sulla piazzetta di S. Maria degli Ammalati. In automobile si può invece imboccare la stradina che porta verso le Chiazzette e parcheggiare all’imbocco della trazzera che rappresenta l’inizio del sentiero.
Today, the department is the organization manager of 33 Natural Reserves whose 70.2520 H.a surface represents 80,7% of total lands occupied by Natural Reserves, still established by Sicilian Region.

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