Tutto
il nucleo di Porta Sud è relativo all’ultima fase di costruzione
delle fortificazioni (fine V sec. a.C.) ed ingloba murature più
antiche delle fasi edilizie precedenti. La parte superiore dei muri, non
più conservata, doveva essere in mattoni crudi intonacati. Il parapetto
del cammino di ronda era coronato da grandi merli di pietra a sommità
curva; questa tipologia, di origine egiziana, è attestata anche
in altri centri occidentali fenici (ad es. Tharros in Sardegna).
La porta era
difesa da due poderose torri quadrate, lievemente diverse fra loro per
dimensioni ed orientamento; la torre occidentale serviva anche come difesa
al Cothon.
All’interno
della porta si trova un quartiere non facilmente leggibile per il pessimo
stato di conservazione delle murature e per la stratificazione di diverse
fasi edilizie. Il primo impianto è anteriore alla costruzione delle
fortificazioni e risale agli inizi del VII sec. a.C.; l’ultimo si può
datare alla fine del V sec. a.C. e coincide con il massimo sviluppo edilizio
della zona.
L’assedio
siracusano del 397 a.C. , che impone agli abitanti di Mozia drastiche misure
difensive, provoca grandi trasformazioni nell’assetto del quartiere. All’interno
delle mura, davanti alla porta e un po’ piú ad occidente di essa,
vengono scavate due grandi fosse per il recupero di materiali da utilizzare
per la difesa. Con il materiale di risulta dello scavo in corrispondenza
della porta viene costruito uno sbarramento, oggi non più visibile
perché asportato dal Whitaker nel corso dei suoi sondaggi. A questa
ultima fase risale la costruzione di un muro ad andamento curvo che inglobava
nel suo perimetro il quartiere (o ciò che restava di esso) ed il
Cothon.
Con la vittoria
di Dionisio di Siracusa si conclude la tormentata storia del quartiere
e la zona viene definitivamente abbandonata.