MOZIA - PORTA NORD

Il
nucleo della Porta Nord, che nel suo aspetto finale si presentava come
un corpo fortificato avanzato verso il mare, è il risultato di molti
adattamenti e ricostruzioni in uno dei punti chiave delle difese, certo
pesantemente battuto nel corso dei molti assalti che la città dovette
sostenere.
I due poderosi
bastioni che fiancheggiavano la porta risalgono all’ultima fase delle fortificazioni
di Mozia (fine V sec. a.C.) e sono collegati a due tratti della cinta muraria
più antichi (fine VI – inizi V sec. a.C.) ad andamento obliquo convergente.
All’esterno della porta, tra questa e il litorale, sono stati individuati
tre livelli stradali sovrapposti, il più recente dei quali risale
all’ultima fase di vita della città. I resti di questa pavimentazione,
realizzata con grandi massi calcarei, recano le tracce dei solchi lasciati
dalle ruote dei carri.
Procedendo
verso l’interno, la strada si divide in due ampie carreggiate, della cui
pavimentazione si conserva un primo tratto a grandi lastroni in pietra,
mentre più avanti si conservano tratti di una pavimentazione a ciottoli.
Tre ordini
di porte interne, distanti circa 22 m l’uno dall’altro, rendevano ancora
più sicuro l’accesso alla città. Ciascun ordine era costituito
da tre coppie di porte affiancate (separate da un muro centrale) che si
aprivano in corrispondenza delle due carreggiate stradali.
All’esterno
della porta, quasi di fronte a ciascuna torre, si trovano i resti di due
piccoli edifici di culto, di cui si conservano solo le fondazioni, molto
diversi per dimensioni, forma e orientamento, ma entrambi di impianto contemporaneo
(VI sec. a.C.). E’ certo che i culti che vi si praticavano erano dedicati
a due divinità diverse, venerate dai rispettivi gruppi etnici che
coabitavano a Mozia. Dalle fonti storiche sappiamo, infatti, che a Mozia
si trovavano anche santuari onorati dai Greci (Diodoro Siculo 14, 53, 1-4).