Regione Siciliana
Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana
Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana

Soprintendenza del Mare
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Ricerche nel luogo della Battaglia delle Egadi
Luglio 2019

Sono riprese le annuali attività di ricerca subacquea tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a Nord - Ovest dell’isola di Levanzo. Le operazioni sono condotte dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la RPM Nautical Foundation e i subacquei altofondalisti della GUE - Global Underwater Explorer.
Quest’anno le indagini si concentrano all'interno dell'area ritenuta più importante per numero di target individuati durante la campagna effettuata nella scorsa estate dalla nave oceaonografica Hercules della statunitense RPM Nautical Foundation, con l'ausilio di side scan sonar e multibeam.
La zona è già nota per la presenza di ben tre rostri, che saranno preparati per il recupero dopo le necessarie operazioni di rilievo e documentazione. Nel frattempo proseguono le operazioni di survey e mappatura dei fondali che rivelano nuovi target costituiti da anfore greco-italiche, anfore puniche, oggetti di bordo e numerosi elmi.
Le ricerche proseguiranno fino al 31 agosto 2019.



Kaukana Project
Luglio 2019
Ha preso il via giorno 24 la III campagna di ricerche archeologiche “Kaukana Project” svolte dalla Soprintendenza del mare in collaborazione con il L.A.D.A. - Laboratorio di archeologia delle acque del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine. Previste le prospezioni subacquee con saggio esplorativo sui relitti “delle colonne di Kamarina” e “Portulisse”. Il focus delle attività si concentrerà principalmente sullo studio della nave lapidaria contenente le due colonne di marmo numidico affondata davanti la costa di Kamarina. Il coordinamento scientifico delle ricerche è dell’archeologo Fabrizio Sgroi, su delega della Soprintendente Adriana Fresina, svolto congiuntamente al responsabile del L.A.D.A., l’archeologo Massimo Capulli. Il team di ricerche è coadiuvato dalle associazioni Centro Subacqueo Ibleo Blu Diving e BcSicilia. Collaborano alle operazioni i militari dell’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Scoglitti messi a disposizione per questa campagna 2019 dal Comandante della Capitaneria di Porto e Guardia Costiera di Pozzallo.
Recuperata a Levanzo un'anfora frammentaria Dressel 2-4
Luglio 2019
A seguito della segnalazione del ritrovamento di un'anfora in località “Cala Fredda” - isola di Levanzo - da parte della Società “Egadi Scuba Diving” di Marsala (TP), la Soprintendenza del Mare ed il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina hanno effettuato un sopralluogo cui è seguito il recupero di un reperto frammentario a rischio di depredazione. Si tratta di un'anfora vinaria da trasporto di età romana del tipo Dressel 2-4, caratterizzata dal collo cilindrico, a volte nettamente distinto dal corpo affusolato, fondo a puntale e anse applicate sotto l'orlo e sulla spalla. Il materiale di costruzione è l'argilla di colore arancio rosato, compatta e grossolana in frattura, a tratti porosa, ricca di piccole inclusioni calcaree, esternamente coperta di ingubbio color crema. Con l'indicazione di Dressel 2-4, si fa riferimento oggi ad una famiglia eterogenea di contenitori, di origine sia mediterranea che europea, che nelle grandi linee traggono ispirazione dalle anfore di Kos; l'area geografica in cui tali contenitori sono prodotti comprende gran parte dell'Europa occidentale, tra cui spicca la provincia Tarraconense, con una presenza, tra I e II secolo d.C., almeno pari a quella delle anfore prodotte in Italia. Tra i centri di produzione uno di quelli bene individuato è Pompei, allo stato attuale delle conoscenze il grosso della produzione di Dressel 2-4 italiche proviene dal Lazio e dalla Campania. L'area di diffusione comprende gran parte dell'Italia, la Gallia fino alla regione renana, la Corsica e il nord Africa. Il reperto, affidato in custodia temporanea all'equipaggio del mezzo nautico della Stazione Carabinieri di Favignana, sarà a breve trasferito presso la struttura museale dell’ex Stabilimento Florio di Favignana.





Il 10 Giugno si ricorda l’Assessore Tusa
Giugno 2019
La Regione Siciliana ricorderà, lunedì 10 giugno, l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, a tre mesi dalla tragica scomparsa nell’incidente aereo in Etiopia. Alle ore 17, nella Cattedrale di Palermo, si terrà una messa di suffragio, celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice. A seguire, nel Palazzo d’Orleans, sono previsti gli interventi commemorativi del governatore Nello Musumeci, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, del rettore dell’Università Fabrizio Micari, della giornalista Donatella Bianchi e dello scrittore e storico Valerio Massimo Manfredi.
Recuperati reperti culturali d'interesse storico a Gela
Giugno 2019
Nell'ambito delle prospezioni subacquee effettuate dalla Soprintendenza del Mare, in collaborazione con il subacqueo gelese Francesco Cassarino e il nucleo subacqueo di BC Sicilia, sono stati recuperati dai fondali di contrada Bulala a Gela, all'interno dell'areale marino compreso tra i siti contrassegnati dalla presenza del relitto della nave da sbarco LST 313 e di un Carro armato, alcuni reperti culturali provenienti dallo sbarco Anglo/Americano del 10.7.1943, che nell'ambito dell'operazione “Husky”, diede avvio alle campagne terrestri degli alleati nel continente europeo. Fatto salvo l'esito di ulteriori verifiche storiche, l'identificazione dei reperti recuperati e sinteticamente descritti è la seguente:

anello in bronzo di 80 cm di diametro, all'origine utilizzato quale supporto girevole di una mitragliatrice montata su un mezzo militare, che anche con l'indizio costituito dalla presenza della targhetta identificativa appena leggibile, si tratterebbe di un camion “M41 Truck, Cargo (G744)”;

una batteria d'avviamento riportante la scritta “NAVY STANDARD BATTERY” da 175 A/h, di probabile appartenenza al carro armato citato in premessa;

un elmetto militare standard tipo M1, in uso alle forze armate degli Stati Uniti d'America dalla seconda guerra mondiale fino al 1985, completamente concrezionato;

una carabina semi automatica M1 cal. 7,62x33 mm., prodotta negli Stati Uniti dal 1941 al 1945 ed utilizzata fino alla guerra del Vietnam, parzialmente concrezionata.

Per i reperti di cui sopra, affidati un custodia temporanea ai Sigg.ri Maurizio Cantavenere e Fabio Amato, della Associazione Licatese “Finziade”, affiliata ai “Gruppi Archeologici d'Italia”, è stata prevista l'esposizione finalizzata alla pubblica fruizione, nella sezione dedicata allo sbarco alleato ed allestita presso il Chiostro S.Angelo di Licata (AG).


Convegno nazionale di archeologia subacquea
Maggio 2019
VI CONVEGNO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA SUBACQUEA
XVI RASSEGNA INTERNAZIONALE DI GIARDINI NAXOS

Dal 10 al 12 ottobre 2019 – Palazzo Ciampoli Taormina

A tre anni dal V Convegno nazionale di archeologia subacquea di Udine e a diciotto anni dalla XV edizione della Rassegna internazionale di archeologia subacquea di Giardini Naxos, si terrà a Taormina la VI edizione del Convegno nazionale di archeologia subacquea. Dopo la preview del 2018 a Giardini Naxos, in occasione del convegno “Aspettando la rassegna di archeologia subacquea”, e nel rispetto della volontà di Sebastiano Tusa, l’idea è di rifondare e riorganizzare in quella che è stata la prima colonia greca di Sicilia, l’appuntamento internazionale con l’archeologia subacquea. Il Convegno nazionale di archeologia subacquea, accogliendo quindi la Rassegna internazionale di Giardini Naxos, si propone di rilanciare l’evento in campo nazionale e internazionale
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Gela Project – Underwater Archaeology Research
Maggio 2019
Si è conclusa la prima campagna di ricerche archeologiche del “Gela Project – Underwater Archaeology Research” a Gela (CL) in Contrada Bulala, avviata il 12 novembre 2018 nell’ambito delle attività scientifiche sancite da una nuova convenzione stipulata nel mese di agosto tra: l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, rappresentato dall’Assessore Professore Sebastiano Tusa, la Soprintendenza del Mare rappresentata dalla Soprintendente Dottoressa Adriana Fresina, l’Unité d’Archéologie Classique dell’Università di Ginevra rappresentata dai Professori Lorenz E. Baumer e Alessia Mistretta e la Hublot Explorations rappresentata dal Direttore Matthias Buttet. La campagna ha mirato a due obiettivi principali: l’avvio della documentazione grafica e fotografica dei reperti rinvenuti nel sito di Contrada Bulala e la mappatura del sito archeologico subacqueo tramite rilievo diretto e impiego del drone BUBBLOT di nuova generazione. Il gruppo di lavoro composto dall'archeologa Alessia Mistretta, dal Maestro d’Arte Antonino Cellura e dal fotografo professionista Jürg Zbinden, ha curato la documentazione grafica e fotografica dei reperti rinvenuti in maniera sporadica ed occasionale nel corso degli ultimi dieci anni e conservati nei locali del Museo Archeologico Regionale di Gela, i cui elaborati saranno consegnati all’archivio della Soprintendenza del Mare. Dopo 3 anni di lavoro e preparazione nei laboratori di ricerca della Hublot ed in collaborazione con l’Unité d’Archéologie Classique de l’Université de Genève, è operativo uno dei tre droni subacquei brevettati dalla “Hublot Xplorations”, che è sceso per la prima volta in acqua il 13 maggio u.s. nel sito di Contrada Bulala a Gela. Questa prima campagna, che ha rappresentato soltanto un vero e proprio test delle apparecchiature e un primo approccio diretto al sito, ha consentito di avviare la mappatura dell’area archeologica con la collocazione di una griglia sottomarina, realizzata con paletti in ferro di 1,50 m di lunghezza posti ad una distanza di 40 x 40 m., a cui se ne aggiungeranno altre fino alla copertura di un’area più ampia nel corso della prossima campagna. Il progressivo inserimento all’interno delle griglie, dei reperti già noti e recuperati nel corso degli ultimi dieci anni, contribuirà a definire il relativo contesto storico-archeologico di rinvenimento. L’inserimento dei punti GPS nella piattaforma GIS del Gela_Project è stato realizzato tramite trasmissione vocale diretta tra l’archeologa responsabile Alessia Mistretta (che ha curato in tempo reale il loro posizionamento) e l’operatore subacqueo Alexandros Sotiriou, impiegando due cuffie trasmettici ed il noto Ocean Technology Systems SSB-2010. Considerate le particolari condizioni meteo marine dell’area, che hanno condizionato le potenzialità di questi primi 12 giorni di ricerca in situ, nell’imminente prosieguo della campagna saranno previste indagini di side scan sonar, sub bottom profiling e magnetometria. L’équipe di ricercatori, che è stata supportata dalle istituzioni locali preposte alla tutela, alla conservazione ed alla valorizzazione, si è avvalsa della collaborazione della Capitaneria di Porto di Gela, rappresentata dal Comandante Dott. Roberto Cosimo Carbonara e dal Tenente Russo, nonché del Museo Archeologico di Gela, rappresentato dal direttore Emanuele Turco. La logistica è stata supportata dal Signor Francesco Cassarino, storico collaboratore e segnalatore locale della Soprintendenza del Mare, che nel corso degli anni ha dato un notevole contribuito alle ricerche ed alle scoperte archeologiche e storiche nel mare di Bulala. Molto apprezzato è stato il sostegno dato dall’amministrazione comunale di Gela, nella persona nel neo-sindaco Avv. Lucio Greco, foriero dei migliori auspici di una rinnovata gestione e valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed archeologico di Gela antica e moderna. L’equipe di ricerca: Adriana Fresina e Claudio Di Franco della Soprintendenza del Mare; Lorenz E. Baumer e Alessia Mistretta, professori di archeologia classica all'Università di Ginevra; Matthias Buttet, Jean-Michel Blumenthal, Ioannis Bitsakis, Alexandros Sotiriou, Alois Aebischer, Olivier Werro, Antonino Cellura, Marie Drielsma e Zbinden Jurg dell’Università di Ginevra e Hublot Explorations, nonchè il Gruppo Ormeggiatori e Battellieri del Porto di Gela-Licata, coordinati dal Presidente Vincenzo Casciana, Francesco Cassarino, già collaboratore della Soprintendenza del Mare, Gaetano Lino, Salvatore Ferrara e Franco Balistreri dell’Associazione Culturale “BC – Sicilia”.




[IN]ACCESSIBILE STORIE DAGLI ABISSI
Aprile 2019
[IN]ACCESSIBILE STORIE DAGLI ABISSI
Immersioni nei Mari di Sicilia tra Reale e Virtuale

Inaugurata il 13 aprile presso APE Parma Museo la mostra sui Mari di Sicilia tra Reale e Virtuale dal titolo [IN]ACCESSIBILE STORIE DAGLI ABISSI”, organizzata da Fondazione Monteparma, Regione Siciliana e Aquacorps, con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Ufficio Scolastico Regionale dellEmilia Romagna, Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, ICOM e IBC.

L'esposizione, che resterà aperta fino al 7 agosto, è stata introdotta dal presidente di Fondazione Monteparma, Roberto Delsignore, il quale ha sottolineato che i reperti in mostra hanno di per sé un fascino straordinario, ma molto spesso le stratificazioni di storie che custodiscono, relative al loro originario utilizzo, ai secoli trascorsi nascosti nelle profondità marine e al loro avventuroso ritrovamento, non sono facilmente fruibili ai più. Da qui il titolo della mostra e la volontà di rendere accessibile linaccessibile attraverso questo innovativo percorso.
Percorso nel quale un ruolo fondamentale è giocato dalla tecnologia: app interattive, approfondimenti, ricostruzioni 3D e mini-documentari, nonché unoriginale e coinvolgente esperienza virtuale di immersione nei Mari della Sicilia per avvicinare i visitatori al mare e alle ricchezza culturali in esso custoditi. Aspetti sottolineati anche da Sergio Alessandro, dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana, che, in un video-saluto, ha evidenziato lunicità in Italia della Soprintendenza del Mare, istituzione creata per tutelare la straordinaria ricchezza, dal punto di vista archeologico, storico e ambientale, dei fondali circostanti lisola. Non è mancato nelle sue parole un riferimento commosso allassessore Sebastiano Tusa, scomparso lo scorso 10 marzo nel disastro aereo del Boeing 737 dellEthiopian Airlines, lasciando un grande vuoto umano e professionale in tutti quelli che lhanno conosciuto e hanno avuto la fortuna di lavorare con lui.
L'esposizione, che si chiuderà il 7 agosto, è curata da Francesco Spaggiari che, insieme ai volontari della Global Underwater Explorer e in stretto rapporto con la Soprintendenza del Mare, si occupa da anni di campagne di ricerca, recupero e tutela dei beni archeologici sommersi nei fondali della Sicilia. La mostra vede in esposizione reperti archeologici risalenti al periodo compreso tra il VII secolo a.C. e il I secolo d.C., esposti in un allestimento elegante e magnetico. Sorprendente lesperienza immersiva offerta dal visore 3D: non si tratta di una ricostruzione al computer, ma di video di immersioni reali girati a 360° che conducono il visitatore a ben 115 metri di profondità. A fare da guida virtuale in questa mostra unica nel suo genere è unAPP interattiva, visibile tramite il tablet messo a disposizione del visitatore e attivata con comodi QRCode posizionati nelle varie sale: è sufficiente inquadrarli per essere accompagnati da interessanti mini-documentari alla scoperta di ciascun reperto. Il percorso museale così costruito consente di valorizzare al meglio i reperti in mostra, rappresentati da rostri navali, elmi, strumenti per riti devozionali collocati a bordo delle imbarcazioni, ceppi dancora con simboli e iscrizioni, anfore da trasporto, monete e lingotti di oricalco.
Previsti inoltre, come eventi collaterali alla mostra, una serie di incontri a tema sulla ricerca archeologica subacquea, sullambiente marino, sulle battaglie e sulle antiche rotte navali.

Per informazioni: Fondazione Monteparma - tel. 05212034
e-mail: info@fondazionemonteparma.it




Inaugurazione esposizione Nave di Marausa
Aprile 2019
Grande emozione sabato scorso al Museo archeologico Lilibeo di Marsala per l'inaugurazione dell'allestimento espositivo della Nave romana di Marausa. Oltre al grandissimo valore culturale dell'evento, infatti, si tratta di uno dei più importanti progetti culturali a cui ha lavorato l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente lo scorso 10 marzo. A tagliare il nastro è stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, insieme alla moglie di Tusa Valeria Li Vigni e al vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero. "Si realizza oggi - ha sottolineato il governatore Musumeci - uno dei tanti sogni di Sebastiano Tusa. Un progetto da lui fortemente voluto e per il quale ha messo in campo le sue energie e la sua passione. La fatalità ha voluto che per pochi giorni non fosse lui stesso a inaugurare ciò per cui si era tanto impegnato. Oggi viene onorata la sua memoria e viene consegnata alla storia una delle tante eredità culturali e umane che ci ha lasciato". "Il relitto di Marausa - come spiegò il professor Sebastiano Tusa - contribuisce ad approfondire le conoscenze sulle intense relazioni commerciali tra la Sicilia e l'Africa in epoca tardo-romana, offrendo un quadro di integrazione economica soprattutto nell'ambito della produzione agricola". Il completamento del più ampio percorso espositivo del Museo Lilibeo di Marsala, prevede oltre alla Nave di Marausa, la nave punica e i relitti medievali di Lido Signorino. L'allestimento dell'esposizione propone una fedele ricostruzione del relitto, e presenta la parte destra dello scafo in assetto di navigazione, mentre la parte sinistra fa vedere lo scafo così come è stato ritrovato sott'acqua. La nuova sala adesso inaugurata, comprende le testimonianze più significative degli elementi costruttivi, delle dotazioni di bordo e del carico; un ricco apparato multimediale, un sistema di realtà aumentata e panelli didattico-illustrativi completano l'esposizione. Insieme al governatore siciliano Nello Musumeci, sono intervenuti Sergio Alessandro, dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali; Luigi Biondo, direttore del Polo di Trapani e Marsala per i siti culturali; Adriana Fresina, soprintendente del Mare. Individuato dai subacquei Tony Di Bono e Dario D'Amico a circa 2 metri di profondità e a 150 metri di distanza dalla costa, il relitto, dopo un primo intervento effettuato nel 2000, divenne oggetto di scavo archeologico subacqueo nel 2011 a cura della Soprintendenza del mare guidata da Sebastiano Tusa. L'intervento ha consentito di mettere in luce l'intero scafo e numerosi reperti. Il relitto è stato interamente recuperato e successivamente inviato a Salerno per il trattamento conservativo effettuato dal laboratorio specializzato "Legni e segni della memoria". Ubicato in posizione strategica agevole all'approdo, il Lido di Marausa, in prossimità della città di Trapani, dovette essere sin dall'antichità un circuito di intensa diffusione di cultura e scambio commerciale con le isole Egadi (Favignana- Levanzo- Marettimo) e la costa limitrofa da Marsala a Trapani. La maggior parte del carico rinvenuto all'interno dello scafo è rappresentato da varie tipologie di anfore africane chiuse da tappi di sughero utilizzate per il trasporto di frutta secca (pinoli, nocciole, mandorle, pesche, fichi secchi), olive e con ogni probabilità vino e garum (salsa di pesce), come testimonierebbe la presenza di un tipo di resina all'interno dei contenitori. Si tratta di un'imbarcazione larga circa 8 metri e lunga 16 metri che presenta tutti i requisiti per rientrare tra le strutture realizzate con la tecnica di costruzione a guscio portante. Sul cantiere subacqueo, e questa è stata una novità per questo tipo di interventi, sono stati presenti i tecnici che successivamente hanno effettuato il restauro; già dal momento in cui le parti lignee dello scafo sono uscite dall'acqua, sono state prese in consegna dagli esperti che hanno iniziato il trattamento già sul posto; gli stessi restauratori hanno fornito il loro contributo metodologico anche per le modalità di smontaggio subacqueo. Durante l'inaugurazione, il presidente Musumeci, accompagnato dal dirigente generale del dipartimento Beni culturali Sergio Alessandro, dal direttore del Polo museale di Trapani Luigi Biondo e dalla Soprintendente del Mare Adriana Fresina, ha avuto modo di ammirare l'imponente imbarcazione in legno, attraversando le due metà della nave grazie a una passerella appositamente realizzata che permette di osservare da vicino proprio l'interno della nave. La visita è proseguita lungo il percorso espositivo completato da ricche vetrine con reperti e parti del carico nonchè da pannelli didattici che raccontano la storia dell'imbarcazione e dei lavori di recupero. Il numeroso pubblico intervenuto, si è soffermato nella sezione dedicata alla multimedialità dove un documentario ideato da Sebastiano Tusa, che lo vede protagonista nel racconto, ripercorre l'intera storia dell'affondamento, del recupero e del restauro della nave. E il racconto è proseguito con affascinanti e innovative esperienze grazie a visori di realtà virtuale realizzati da ETT Solutions che consentono allo spettatore di immergersi in un racconto in realtà aumentata con la possibilità di conoscere le varie parti della nave, la rotta di navigazione e l'ipotesi ricostruttiva dello scafo: un'esperienza che porta lo spettatore a bordo dell'imbarcazione navigando nella storia, in un ambiente a 360° con un commento in italiano e in inglese. Una postazione multimediale con schermo touch screen che rappresenta una linea del tempo, illustra tutte le fasi della vita della Nave di Marausa, dal periodo della sua navigazione nel III secolo d.C. all'affondamento, alla successiva individuazione nel fondo del mare, alle varie fasi dello scavo archeologico, al recupero, al restauro e alla sua attuale musealizzazione.






E' scomparso Sebastiano Tusa
Marzo 2019

Abbiamo appreso con sgomento della morte di Sebastiano Tusa, da circa un anno assessore regionale ai Beni culturali. Ma al di là della carica politica per noi è rimasto il Soprintendente del Mare, struttura da lui creata dopo aver dato vita al GIASS (Gruppo Intervento Archeologia Subacquea Sicilia) e successsivamento allo SCRAS (Servizio Coordinamento Ricerche Archeologiche Sottomarine). A Sebastiano ci legano ricordi bellissimi, un lungo impegno quasi ad inseguire, tra mille difficoltà, il sogno di una Sicilia diversa e bellissima. Per lui che aveva il cuore rivolto al passato ma la mente proiettata al futuro, il lavoro era una forma di impegno civile, totale e totatilizante, a cui si dedicava interamente senza mai fermarsi o abbattersi. Con un entusiasmo che non cessava mai di colpirti e di coinvolgerti. Sebastiano Tusa ci lascia il 10 marzo, il giorno che la storia ricorda come la data della celebre Battaglia della Egadi, che tra tutte le scoperte della sua lunga carriera, era quella di cui andava più orgoglioso: avere ricostruito con precisione lo svolgersi della giornata e il luogo preciso dove avvenne lo scontro, fino ad allora ancora incerto. Ma molti lo hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria”, scritto quando aveva appena trent'anni. Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell'Isola, la sua visione innovativa dell'evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l'ultimo grande maestro della preistoria siciliana. Per noi è imprescindibile ricordare il suo tratto umano, il suo sorriso, la sua leggiadra ironia. In lui non trovavi mai un ostacolo alle proposte, spesso anche innovative, ma anzi stimoli ed incoraggiamenti ad andare avanti, consigli su come procedere. Generoso e di grande umiltà era disponibile con chiunque, senza guardare cariche o titoli di studio, pronto all'ascolto al dialogo con tutti, a raccogliere e fare proprie idee e progetti e a riconoscere e valorizzare il lavoro altrui. Con lui scompare uno studioso di fama internazionale che dava prestigio alla Sicilia, e rappresentava l'anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l'orgoglio delle sue radici pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo. Da oggi la Sicilia perde una dei suoi uomini migliori di cui si sentirà la mancanza man mano che passeranno i giorni e gli anni. Per noi è stato un grande onore, conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco. Con lui se ne va anche una parte di noi. A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante, a noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro avendo insieme nel cuore una speranza in una Sicilia più bella e più giusta. L'auspicio è che si possa far tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiasmo, della sua umiltà: un modello da seguire ed imitare. Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile.

Nuova scoperta a Marettimo
Dicembre 2018
Scoperto un nuovo cannone nel sito subacqueo di cala Spalmatore nell’isola di Marettimo.
Si sono concluse le ultime operazioni del progetto di conservazione “in situ” dei cannoni di Cala Spalmatore, nell’isola di Marettimo, svolte in collaborazione con l'istituto Superiore del Restauro di Roma e con il supporto logistico del Nucleo dei Carabinieri subacquei di Messina. Il sito di Cala Spalmatore, che custodisce uno dei relitti post medievali di maggiore rilevanza nel panorama del patrimonio culturale subacqueo siciliano e itinerario visitabile dai subacquei, ha restituito la scoperta di una bocca da fuoco leggera, di caratteristiche tipologico-costruttive non assimilabili a quelle degli ulteriori nove pezzi d'artiglieria già presenti e contraddistinti da fatture disomogenee. La scoperta è stata effettuata dai sommozzatori dei Carabinieri nel corso delle prospezioni svolte nel sito, con l'obiettivo di confermare la presenza di tutti i reperti a suo tempo identificati e georeferenziati. Per quanto lo spesso strato di concrezioni non consenta un'identificazione più precisa, anche con l’autorevole indicazione dell'esperto di artiglierie Gianni Ridella, si può affermare con ragionevole certezza che si tratta di una “petriera in ferro fucinato” costruita con il metodo delle doghe e cerchi, di datazione compresa tra la fine del XV e la seconda metà del XVII sec. La sua presenza sembra al momento coerente con le ipotesi formulate dalla Soprintendenza del Mare all'epoca della scoperta del sito, in particolare con l'attribuzione ad una nave pirata che stazionava nella cala, di tutti i pezzi d'artiglieria adagiati sul fondo. Potrebbe essersi trattato di una nave appostata per tendere un agguato oppure di una nave ferma all’ancora in prossimità della riva, per rifornirsi di acqua o per operazioni di manutenzione. Tracce di esplosione fanno pensare ad un affondamento da parte di una nave nemica, ma potrebbe anche ipotizzarsi un bombardamento più al largo e una deriva della nave sino al punto dell’affondamento. Le caratteristiche dei pezzi d’artiglieria di maggiori dimensioni, in ferro colato, escluderebbero un’appartenenza al XVI secolo, spostando più avanti la datazione (XVII-XVIII secolo), ma ancora oggi sono troppo pochi i dettagli in nostro possesso per delle ipotesi più circostanziate. Bisogna pertanto accontentarsi di squarci informativi parziali, immaginando con buona approssimazione le circostanze dell’accaduto. Creare le basi a cui potersi riferire, nel momento in cui maggiori dettagli emersi dalle analisi dei manufatti, consentiranno di precisare più dettagliatamente le datazioni possibili. È questo l'auspicio che si rinnova in occasione di quest'ultimo ritrovamento, con l'obiettivo di fare uscire i reperti di Cala Spalmatore, dal novero di quelli confinati dalla storia in una miriade di piccoli episodi destinati a rimanere avvolti nel mistero.
Chiusura per disinfestazione
Novembre 2018
Si comunica che venerdì 21 dicembre i locali della Soprintendenza del Mare rimarranno chiusi per disinfestazione
 
Gela Project – Underwater Archaeology Research
Novembre 2018
Alla presenza dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa, del soprintendente del mare Adriana Fresina, del direttore del Museo di Gela Ennio Turco e del comandante della Guardia Costiera di Gela Cosimo Roberto, hanno preso il via i lavori del progetto “Gela Project – Underwater Archaeology Research”. Si tratta di un partenariato d’eccezione che si basa sulla sinergia di un’équipe dalle comprovate competenze scientifiche, accademiche e tecnologiche come l’Unité d’Archéologie Classique dell’Università di Ginevra, la Hublot Explorations e la Soprintendenza del Mare. “Il progetto – dichiara il soprintendente Adriana Fresina, è rivolto in una prima fase allo studio e alla documentazione grafica e fotografica del sito subacqueo di contrada Bulala di Gela, utilizzando nuove ed avanzate apparecchiature concepite e realizzate dagli ingegneri del laboratorio di ricerca e sviluppo della Hublot Explorations diretto da Mathias Buttet. L’operazione avviata a Gela – aggiunge il Soprintendente - realizzata a seguito di un’intesa siglata lo scorso anno dalla Soprintendenza del Mare, proseguirà con un secondo step nel prossimo mese di maggio. Quello di Gela è un areale particolarmente ricco di testimonianze – conclude il Soprintendente – e ha restituito relitti e numerosi reperti di straordinaria importanza per la storia dell’antica colonia rodio-cretese fondata agli inizi del VII secolo a.C.”. La Hublot, azienda svizzera che produce orologi di lusso e l’Università di Ginevra, coordinati dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, stanno testando quindi nei fondali di Gela un mini robot appositamente costruito per la ricerca di reperti archeologici sommersi. Una sofisticata apparecchiatura che per le sue dimensioni, risulta molto versatile e efficace nei fondali a bassa visibilità, rivelandosi utilissimo proprio nei fondali gelesi. Dotato di telecamere ad alta risoluzione, presenta sensori capaci di rilevare in acqua la presenza di metalli. Nei fondali di Bulala, l’azienda svizzera con la sua equipe di tecnici e il gruppo di studiosi guidati da Lorenz Baumer e Alessia Mistretta dell’Università di Ginevra, realizzeranno una mappatura dei fondali nel corso di una campagna finanziata dalla stessa Hublot che nel recente passato ha investito in ricerche e recuperi archeologici nei mari della Grecia. «Fui invitato ad una conferenza a Ginevra e parlai dei grandi tesori che il mare di Gela restituiva e che ancora custodisce – dichiara l’assessore Tusa. Il gruppo Hublot doveva testare il nuovo robot e li ho convinti a farlo in Sicilia in un mare come quello gelese dove tanti reperti tra elmi e lingotti sono di metallo. I fondali gelesi, per le loro caratteristiche, non si prestano a ospitare musei sottomarini: i reperti vanno studiati, recuperati e musealizzati e per farlo è necessario che in Sicilia intervengano i privati». L’assessore dei Beni cuturali Tusa ha lanciato un progetto che gli è caro. «In Sicilia non abbiamo un laboratorio di restauro del legno bagnato e dei reperti provenienti dai dondali marini. Siamo costretti a mandarli fuori in Italia o all’estero con costi esorbitanti che non ci possiamo più permettere. Potrebbe anche essere realizzato a Gela, nei cui fondali ci sono ancora tre relitti da recuperare e che proprio per le caratteristiche e la sua posizione è un grande giacimento culturale ancora inesplorato».
Esplorato un nuovo sito subacqueo a Lampedusa.
Ottobre 2018
Nel corso di una campagna di immersioni subacquee nel Canale di Sicilia, un team composto dai centri subacquei Blue Dolphins di Lampedusa ed Ecosfera di Messina, si è imbattuto nel fortuito rinvenimento di un relitto d'interesse culturale, che da indagini preliminari effettuate, non sembrerebbe essere stato esplorato in precedenza. La chiglia e le ordinate in ferro del troncone di prua, unitamente al legno rivestito del fasciame, sembrano indicare uno scafo moderno a struttura mista legno/metallo (fine XIX inizio XX sec.). Il rinvenimento di tubi e di un mattone refrattario inciso con le iniziali B.B. (Bartlett Bros. di Hudson, New York, che operò nel 1800), farebbe altresì propendere per la presenza di una propulsione a vapore. Ulteriori elementi utili alla conferma della predetta ipotesi e all'identificazione del relitto, potranno essere acquisiti nel corso di successive prospezioni subacquee sul troncone di poppa. La scoperta è stata comunicata tempestivamente alla Soprintendenza del Mare. Non appena saranno effettuati gli ulteriori sopralluoghi e confermato il dato di posizionamento satellitare, la Soprintendenza del Mare provvederà a richiedere all'autorità marittima competente l'emissione dell'apposita ordinanza di regolamentazione dell'accesso al sito.
Recuperato il rostro EGADI 18
Ottobre 2018
IL MARE DELLE EGADI CONTINUA A RESTITUIRE TESTIMONIANZE STRAORDINARIE.
Eccezionale recupero nell’ambito della campagna di ricerche archeologiche subacquee nel luogo della Battaglia delle Egadi del 241 a.C.


Tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a Nord - Ovest dell’isola di Levanzo, nel corso della campagna di ricerche effettuata nei mesi di Settembre e Ottobre dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con i subacquei altofondalisti della GUE - Global Underwater Explorer e il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, sono state effettuate nuove scoperte di grande interesse scientifico che arricchiscono le conoscenze sulla “Battaglia delle Egadi”. Il luogo della battaglia era stato già identificato negli anni scorsi, ma quest’anno le ricerche si sono concentrate in un'area ritenuta più importante per numero di target, individuati durante la campagna effettuata nella scorsa estate dalla nave oceaonografica della statunitense RPM Nautical Foundation. La zona individuata infatti risultava essere molto promettente, visto che evidenziava la presenza di ben tre rostri. Le attività appena concluse si sono concentrate sul rilievo, la documentazione e il recupero del rostro denominato “Egadi 18”.

“La ricerca nei fondali delle Egadi – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa – continua con grande successo, dimostrando ancora una volta la grande ricchezza dei fondali egadini e, in particolare, presso il luogo dove avvenne la Battaglia delle Egadi nel 241 a.C.. Malgrado ormai il corpus dei materiali rinvenuti sia estremamente ricco, come dimostra il numero di rostri ed elmi individuati e recuperati (19 rostri, 22 elmi del tipo montefortino e numerose anfore), l’originalità di quest’ultimo reperto è foriera di ulteriori sorprese che la ricerca futura sicuramente ci offrirà”.

L’eccezionale novità scaturita dai rinvenimenti di questa campagna di ricerche è costituita proprio dal rostro Egadi 18, chiaramente romano, e che risulta essere il primo del suo genere, un unicum nel panorama di tale classe di rostri visto che presenta una decorazione in rilievo raffigurante una vittoria alata a tutto tondo.

“E’ un risultato molto importante - dichiara il soprintendente del mare Adriana Fresina - soprattutto sotto il profilo scientifico, poiché aggiunge altri reperti con caratteristiche assolutamente inedite rispetto a quelli già noti e recuperati e che certamente potranno fornire nuovi dati tipologici, tecnici, epigrafici e storici. Le indagini subacquee, sono state condotte quest’anno con nuove tecniche di ricerca in un esempio di giusto equilibrio fra ricerca strumentale e intervento diretto dell’uomo”.

Queste ultime scoperte si aggiungono alle tante effettuate nel passato in questo tratto di mare tra Levanzo e Marettimo e che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di Roma su Cartagine.

Alle operazioni hanno preso parte l’Assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana, la Soprintendenza del Mare, la Global Underwater Explorer, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, l’ex Stabilimento Florio di Favignana, l’Area Marina Protetta Isole Egadi, il Comune di Favignana e la RPM Nautical Foundation.


IL TEAM DI RICERCA
GUE - Global Underwater Explorer


Francesco Spaggiari (ITA)
Mario Arena (ITA)
Craig Walker (USA)
Luca Palezza (ITA)
David Lee (KOR)
Marco Colman (ITA)
Chanone Park (KOR)
Roberto Picciol (ITA)
Fabio Portella (ITA)
Jan Medenwaldt (GER)
Jin Hui (CIN)
Federico De Gado (ITA)
Claudio Provenzani (ITA)
Piero Labò (ITA)
Andrea Farnesi (ITA)
Giovanni Polizzi (ITA)

Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana

Sebastiano Tusa
Roberto La Rocca
Salvo Emma

Soprintendenza del Mare

Adriana Fresina

Ex Stabilimento Florio di Favignana

Luigi Biondo
Giuseppe "Beppe Nue" Giangrasso

Comune di Favignana

Giuseppe Pagoto

Area Marina Protetta Isole Egadi


Crediti fotografici
Craig Walker (GUE)
Claudio Provenzani (GUE)
Luca Palezza (GUE)
Salvo Emma (Assessorato BB CC e IS)

Sponsor tecnici

SUEX - scooter subacquei (ITA)
DAN Europe
CEIA - metal detector (ITA)
NEMO - tools (HK)
HALCYON - attrezzature subacquee (USA)
K01 - attrezzature subacquee (ITA)
KRNICA - Diving Center (HR)




Ricerche subacquee a Licata
Ottobre 2018
Conclusa la campagna di ricerche del nucleo subacqueo del Gruppo Archeologico Finziade di Licata, diretto da Maurizio Cantavenera. Quest’anno le attività del gruppo hanno interessato le acque dell’isolotto di San Nicola e della Secca di Poliscia a Licata. I reperti individuati abbracciano un arco cronologico di circa cinque secoli, dal VII al XII secolo d.C. e con le ultime individuate, sale a nove il numero delle ancore bizantine scoperte in questi fondali. La campagna di ricerche subacquee è stata realizzata grazie al lavoro svolto dal nucleo sommozzatori Finziade, coordinato dall’archeologo Fabio Amato, supervisionato e diretto dalla Soprintendenza del Mare e finanziato dalla ditta Cuttita Srl. Una scoperta importante che aggiunge altri reperti, alle evidenze archeologiche recuperate proprio in quel tratto di mare con le ricerche svolte a partire dagli anni ’80, dall’allora competente Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento, Le nuove testimonianze archeologiche rappresentano un’ulteriore conferma della frequentazione dell’isola di San Nicola, relativa sia alla sua funzione di refugium, sia a quella più strettamente religiosa, determinata dall’impianto ecclesiastico individuato sulla sommità dello scoglio. Parallelamente a questi nuovi dati archeologici, emergono ulteriori tracce, individuate sulla parte rocciosa di San Nicola: si tratta di due croci, una a rilievo la seconda incisa proprio sulle scoscese pareti rocciose dell’isola. Elementi che confermano la teoria che vuole la presenza di un piccolo insediamento di culto cristiano sull’avamposto insulare. La stagione di lavori del Gruppo Archeologico Finiziade ha visto anche lo svolgimento di un corso di archeologia subacquea promosso in collaborazione con il G.A. di Siracusa e la Soprintendenza del Mare. Il corso ha avuto come sede di esercitazione pratica lo specchio di mare antistante la spiaggia della Poliscia, già luogo di frequentazione marinaresca molto antica, nonché sede di un importante tesmophorion d’epoca classica e di una necropoli a ridosso della costa. È continuato un meticoloso lavoro di documentazione delle evidenze archeologiche scoperte negli anni scorsi, che si è concluso con il recupero di diversi frammenti di anfora (orli, anse, colli e puntali) ascrivibili ad un range cronologico che va dal periodo greco classico fino al tardo antico. Individuate anche presenze lignee che saranno desalinizzate e successivamente verificate nelle prossime settimane dalla Soprintendenza del Mare, per accertare se si tratta dei resti di una imbarcazione lignea naufragata nei pressi della Secca. Un’occasione importante per far conoscere l’importanza sia del territorio e delle sue potenzialità archeologiche, per educare al concetto di mare come bene collettivo e alla tutela dell’ecosistema marino. Hanno partecipato al corso Federico Fazio, Fabio Amato, Michele Ruggieri, Giovanni Morreale, Andrea Cannizzaro, Angelo Tidona, Calogero Bontà e Daniela Miceli.
I cunti del mare
Ottobre 2018
I cunti del mare
Storie di pescatori siciliani

Con questo lavoro il cuntista Alessio Di Modica, attraverso l’arte affabulatoria del cunto siciliano, recupera e rende contemporanee il patrimonio orale dei pescatori della costa Est della Sicilia. Per anni il narratore ha ascoltato le loro storie, le loro leggende, i loro vissuti più profondi, i loro segreti, e ha vissuto attraverso la memoria la scomparsa del loro mestiere e del loro mare che era ricco, grande e pieno di pesci tanto ricco che “Mancu un diu grecu so puteva permettere”, troppo diverso da quello di ora. Le parole di questo racconto sono onde che si increspano, s’alzano e si infrangono. Il cunto con il suo suono, il suo ritmo e il suo respiro, richiama il suono del mare e consegna alla memoria un mondo che non c’è più e i cui ultimi testimoni sono sempre di meno.

Mercoledì 24 ottobre 2018 - ore 17
Via dell'Arsenale, 144 - Palermo
ingresso libero
Relitto a Torre del Lauro - Caronia
Ottobre 2018
A quasi un mese dall'inizio dell'operazione Husky e dopo essere entrati a Palermo il 22 luglio 1943, gli americani tentarono uno sbarco dietro le linee nemiche in direzione di Messina: secondo i piani, la forza anfibia sarebbe dovuta atterrare vicino Terranova ed attaccare l'entroterra per tagliare la strada costiera ed intrappolare i difensori dell'Asse, tenendo la cresta di San Fratello. Alle prime ore dell'alba dell'8 agosto 1943, una piccola forza navale di sedici mezzi anfibi Dukws e mezzi da sbarco LCVP, caricati sui ponti di due navi da sbarco LST, condusse sulle spiagge le truppe delle compagnie F e G, 30th Infantry. Considerato il dirompente successo dell'operazione, che consentì alle truppe alleate di avanzare di 12 miglia in un sol colpo, si preparò un'altra azione anfibia per il giorno successivo, ma l'ambizione del Generale Patton, di precedere l'arrivo degli Inglesi su Messina, fu momentaneamente frustrata dall'attacco di tre caccia tedeschi Focke Wulf 190 alla LST 318, che gravemente danneggiata fu abbandonata alla deriva ed affondò: l'azione di disturbo ritardò di oltre 48 ore le operazioni di sbarco a Brolo.
La LST 318 giace a circa 250 metri dalla riva in località “Torre del Lauro” e 500 metri dallo “scoglio di San Biagio”, nel territorio del Comune di Caronia (ME): solo pochi anni addietro era visibile la sentina e parte della struttura sovrastante ad una profondità di circa 10 metri, ma il continuo insabbiamento, che ha ridotto il fondale a meno di 4 metri, ha ridimensionato la parte visibile del relitto. L'individuazione della nave ed il relativo posizionamento, si deve al subacqueo Carmelo La Monica, che con il supporto logistico della Guardia Costiera di S.Agata di Militello, ha condotto sul sito il personale della Soprintendenza del Mare e del Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina.
La Soprintendenza del Mare ha richiesto all'autorità marittima competente, l'emissione di un'ordinanza di regolamentazione dell'accesso all'area, al fine di preservare la testimonianza e custodire la memoria dell'evento.
Conferenza a Ravenna
Ottobre 2018
 
Claudio Mocchegiani Carpano
Ottobre 2018

Non è facile per chi ha condiviso speranze, segmenti importanti della propria vita, aspirazioni, gioie e delusioni, ma soprattutto tanti momenti di felice convivenza di esperienze formative e importanti, meditare sulla scomparsa dell’amico di una vita. Claudio è stata una presenza costante nelle nostre vite di appassionati del mare e di idealisti e visionari costruttori di progetti ad esso legati. Una presenza discreta ma fortemente coinvolgente che, con la sua pacata, colta e fine ironia riusciva a condizionare spesso le decisioni di tanti di noi spesso animati dal furore del fare senza la concretezza della realtà. Era un uomo pratico e disilluso, ma al contempo vivace e propositivo. Capace di essere leader senza farlo pesare. Era forte nel difendere il suo punto di vista, ma aperto al dialogo e ad accettare consigli e indicazioni. Personalmente non posso non ammettere che fu, in una fase importante della mia vita e della mia carriera, un modello da seguire e lo seguii, anche se poi la mia strada prese sentieri diversi. Tuttavia i suoi consigli e la sua grande esperienza di archeologo, di uomo di mare e di funzionario pubblico mi hanno accompagnato fino alla fine dei suoi giorni. L’equilibrio che contraddistingueva tutte le sue scelte è stato fondamentale per tante avventure nelle quali ci siamo trovati coinvolti. I ricordi si affastellano infiniti e su tutti campeggia la sua immagine gioiosa e la sua sottile ironia che aveva un commento pungente ma bonario per tutti riuscendo ad allietare anche i momenti più complessi e difficili della vita. Dal punto di vista professionale non possiamo non riconoscere in Claudio un apripista che, nel solco della strada intrapresa da Antonino Lamboglia, fece diventare l’archeologia subacquea una pratica diffusa al livello nazionale ed internazionale intessendo una capillare rete di collaborazioni che ha permesso al nostro Paese di mantenere un ruolo di primo piano nel mondo dell’archeologia subacquea internazionale. Dobbiamo molto a Lui per aver difeso la dignità della nostra disciplina nelle istituzioni e nel mondo universitario. Dobbiamo molto a Lui per averci insegnato che esistono l’archeologia lacustre e fluviale. Personalmente devo a lui l’esempio che mi ha consentito di continuare idealmente la sua opera di sensibilizzazione delle istituzioni permettendomi il palinsesto della sua opera nel panorama siciliano facendo tesoro della sua preziosa esperienza. Un grande studioso che ci ha lasciato pregevoli interpretazioni di manufatti e contesti terrestri, marini, fluviali e lacustri che hanno contributo a rinnovare e rendere moderna la gloriosa tradizione della scuola italiana degli studi sulla topografia antica da cui Lui proveniva. Un grande integerrimo funzionario dello Stato che ne ha sempre servito con passione e dedizione le regole e le direttive a volte anche sacrificando se stesso e la sua grande professionalità. Infine un grande amico compagno di tante esperienze, di tanti momenti allegri e di tante imprese scientifiche alle quali ha sempre offerto un contributo determinante.

Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

Ritrovamenti subacquei a Sciacca
Settembre 2018
A seguito della segnalazione di Vincenzo Bono, la Soprintendenza del Mare ha effettuato un sopralluogo a Sciacca in località “San Giorgio”, e in corrispondenza di una secca affiorante a circa 200 metri dalla riva, su un fondale a circa 3 metri di profondità, è stata verificata la presenza di resti attribuibili ad un relitto. La prospezione subacquea ha portato al recupero di alcuni frammenti di anfore da trasporto che sono stati consegnati al Museo del Mare di Sciacca. Per tutelare il sito, è stata richiesta l'emissione di un'ordinanza di regolamentazione da parte della competente Autorità marittima.
Mostra - Installazione
Settembre 2018
Mostra - Installazione
PLASTICA
Il riciclo, le forme, il colore
Mercoledì 3 ottobre 2018 ore 16.00
Via dell'Arsenale, 144 - Palermo
Chiusura per disinfestazione
Luglio 2018
Si comunica che venerdì 27 luglio le tre sedi della Soprintendenza del Mare (Palazzetto Mirto, Istituto Roosevelt e Arsenale della Marina Regia) rimarranno chiuse per disinfestazione dei locali.
 
Il nuovo Soprintendente del Mare
Luglio 2018
Adriana Fresina è il nuovo Soprintendente del Mare. Archeologa e già Dirigente dell'Unita' operativa ricerca e tutela dei beni archeologici antichi e moderni, paesaggistici e demoetnoantropologici inerenti il mare, subentra a Sebastiano Tusa, nominato Assessore dei Beni culturali e dell'Identita' siciliana.
 
Recuperato un ceppo d'ancora a Lipari
Luglio 2018
Nell’ambito delle ricerche e della mappatura che la Soprintendenza del Mare sta effettuando nei fondali della secca di Capistello a Lipari, con la collaborazione dei subacquei della Global Underwater Explorer, si sono svolte le operazioni di recupero di un ceppo di ancora romana.

Nella sezione EVENTI foto e video delle operazioni di recupero.

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Ritrovato relitto bizantino a Portulisse RG
Luglio 2018
Ritrovato al largo di Ispica (RG) in zona Porto Ulisse, un relitto del VI sec. d.C. A soli due metri di profondità, Antonio Giunta, segnalatore della Soprintendenza del Mare, ha individuato una porzione di legno affiorante lunga circa 6 metri. Il relitto, prontamente segnalato, è stato verificato dai subacquei della Soprintendenza del Mare che hanno effettuato i rilievi e la documentazione. La scoperta è stata presentata nel corso di una conferenza stampa questa mattina presso il comando provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa alla presenza dell'Assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Claudio Solombrino, del Soprintendente di Ragusa Calogero Rizzuto e Fabrizio Sgroi, archeologo della Soprintendenza del Mare. L'ipotesi formulata nelle prime ore è quella di una imbarcazione di epoca bizantina naufragata in prossimità della costa e che presenta un carico di anfore frammentate sparse su un ampio areale sabbioso. Sono state già programmate le operazioni di indagine che prossimamente verranno avviate in collaborazione con il nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza. "Si tratta di una scoperta di grande valore - dichiara l'Assessore dei Beni culturali Tusa - che si aggiunge alle numerose effettuate in questi anni nei fondali Siciliani. Scoperta che contribuisce ad arricchire uno dei momenti piu felici della storia dell'Isola: quello bizantino". Nel periodo bizantino giustinianeo, frequenti e intensi erano i contatti con l'Asia minore ed in particolare con Costantinopoli. Notevole infatti era l'attivismo delle diocesi vescovili che diventano centri di aggregazione sociale ma anche economico, oltre che religiose. In questo contesto lo scavo del relitto potrebbe aprire nuovi orizzonti per la comprensione dei rapporti commerciali tra oriente e occidente. Tutto cio si inquadra in una presenza bizantina nella Sicilia sud orientale già nota con la ricchezza monumentale di Siracusa e attraverso i numerosi rinvenimenti subacquei tra cui spicca il relitto di Marzameni, attualmente in fase di scavo da parte di una missione congiunta italo statunitense (Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Università di Stanford). Grazie ad un accordo in via di formalizzazione, il relitto sarà oggetto di indagine e studio nei prossimi mesi da parte del Dott. Massimo Capulli in virtù di una convenzione con l'Università di Udine. Il relitto si aggiunge a un importante ritrovamento effettuato negli anni '60 a Pantano Longarini, vicino Siracusa: un'altra nave bizantina recuperata in seguito a scavi subacquei effettuati dall'allora Soprintendenza archeologica di Siracusa in collaborazione con una missione americana diretta dal noto archeologo Peter Trockmorton. Il relitto allora recuperato, è purtroppo ancora in fase di trattamento e dopo tanti anni si spera di concludere le fasi di restauro per restituire alla pubblica fruizione una preziosa testimonianza del passato.
Recuperata ancora a Giardini Naxos
Giugno 2018
A seguito di una segnalazione effettuata da Alessandro Lentini, titolare del Diving "Divesicily", il 7 giugno, all'interno del porticciolo "Saja" nella baia di Giardini Naxos, ad una profondità di 8 metri, è stato recuperato un ceppo d'ancora in piombo a rischio di depredazione. L'operazione è stata condotta dal Nucleo carabinieri Subacquei di Messina con la supervisione e la direzione scientifica della Soprintendenza del Mare. Il ceppo plumbeo, di tipo fisso, è riconducibile alla tipologia di ancora romana ed è stato consegnato al Parco Archeologico di Giardini Naxos.
Campagna di scavo a Marzamemi
Giugno 2018
Alla presenza del Dirigente della Soprintendenza del Mare Adriana Fresina e del Direttore del Maritime Archaeology Lab dell’Università di Stanford (USA) Justin Leidweinger, hanno preso il via il 18 Giugno 2018 i lavori della VI campagna di scavo archeologico subacqueo del relitto della chiesa bizantina di Marzamemi. Lo scavo di questo relitto, avviato dalla Soprintendenza del Mare nel 2013 in collaborazione con l’Università di Stanford, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e il Diving Center El Cachalote di Marzamemi, si concluderà il 4 Agosto; fino ad oggi ha permesso di riportare alla luce numerosi reperti archeologici, in particolar modo elementi architettonici in marmo tra i quali spiccano quelli in "Lapis atracius" oggi conosciuto come marmo della Tessaglia e riconducibili ad una chiesa cristiana di epoca bizantina. L'immagine può contenere: 21 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto
We lost the sea
Giugno 2018
WE LOST THE SEA
Una grande installazione ambientale di Federica Di Carlo che mette in scena il respiro della terra attraverso i suoi elementi fondamentali: mare, luce e atmosfera. Un’opera immersivo-percettiva che attraverso un gioco di equilibri sottili e ammalianti, invita a una riflessione sulla situazione climatica attuale. L’installazione, ospitata dalla Soprintendenza del Mare all’Arsenale della Marina Regia di Palermo, è curata da Simona Brunetti e promossa dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dalla Fondazione Mondo Digitale, prodotta da Snaporazverein con il patrocinio di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.
Inaugurazione lunedì 18 giugno, ore 18.00 Via dell’Arsenale 144 – Palermo


La mostra rimarrà aperta dal 18 giugno al 15 settembre
Ingresso gratuito
possono entrare solo 15 persone alla volta
i minorenni devono essere accompagnati
Orari apertura mostra
Lunedì 18 giugno dalle 10:00/ 21:00
Dal 19 giugno 2018:
lunedì, martedì, giovedì 8:00/17:00
mercoledì 8:00/18:30
venerdì 8:00/15:00
Corso archeologia subacquea
Giugno 2018
Gruppi archeologici d'Italia - GANS di Siracusa organizzano il I Corso introduttivo in Archeologia subacquea.
Ognina CT Giugno 2018.

Per info:
teresasaitta.archeo@gmail.com
archeosubsicilia@gmail.com
Corso archeologia subacquea
Maggio 2018
II Corso in archeologia subacquea
organizzato dai Gruppi Archeologici d'Italia sedi di Siracusa e Licata
Il corso si svolgerà a Palermo e Licata

per info e iscrizioni rivolgersi a:
Federico Fazio
archeosubsicilia@gmail.com

Fabio Amato
amato.f@gmail.com
Ricerche per mare
Maggio 2018
Ricerche per mare - La cultura afferente al mare
a cura di Alessandra De Caro e Sebastiano Tusa
Il volume offre un’ampia panoramica delle vicende storiche legate ad alcune scoperte effettuate nel corso degli ultimi anni come quella inerente la Battaglia di Avola. O come lo studio sulle credenze, i miti e la religiosità connessa con il mare. Un approccio interdisciplinare dove le notizie di archivio aiutano a comprendere le tracce trovate in mare e viceversa.
Presentazione del volume all'Arsenale della Marina Regia
Via dell'Arsenale 144 - Palermo
30 maggio 2018 - ore 16.30
La Battaglia delle Egadi
Aprile 2018
Le ricerche della Soprintendenza del Mare: la Battaglia delle Egadi

Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
La Battaglia delle Egadi ritrovata

Francesca Oliveri, Soprintendenza del Mare
Minima Aegatium. Considerazioni iconografiche, epigrafiche, etc.

Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare
La battaglia delle Egadi: aspetti tecnici e metodologici delle ricerche

Cecilia Buccellato, Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
La manifattura dei rostri delle Egadi

Stefano Zangara, Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
La Prima Guerra Punica: la supremazia militare e commerciale romana nel Mediterraneo attraverso le nuove sperimentazioni applicate alle ricerche marine

coordinano Alessandra De Caro e Alfonso Lo Cascio, Soprintendenza del Mare
Venerdì 4 maggio 2018 - ore 16.00
Arsenale della Marina Regia
Via dell'Arsenale - Palermo
Ulisse Il piacere della scoperta
Aprile 2018
La puntata di Ulisse andata in onda Sabato 21 aprile con un servizio sulle attività della Soprintendenza del Mare.
clicca sull'immagine per vedere il servizio
Vinitaly 2018
Aprile 2018
L'Assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana Sebastiano Tusa allo stand della Soprintendenza del Mare allestito all'interno del padiglione 2 di Vinitaly 2018.La
La Soprintendenza del Mare ha realizzato all'interno del padiglione 2 Sicilia una mostra di anfore di varie epoche per testimoniare non solo l'antica vocazione della produzione del vino, ma anche la centralità geografica. L'esposizione presenta la ricostruzione di una parte dello scafo in legno di una imbarcazione antica dove sono collocate alcune delle anfore delle più note tipologie adibite al trasporto del vino, restituite dai fondali siciliani. Inoltre, all'interno dello stand vengono proiettati filmati relativi alle scoperte archeologiche degli ultimi anni e agli itinerari turistici subacquei. Una brochure illustartiva e gadget promozionali sono stati appositamente realizzati per l'evento.


Tusa nominato Assessore ai Beni culturali
Aprile 2018
Sebastiano Tusa è stato nominato Assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana. La Soprintendenza del Mare augura al neo Assessore buon lavoro
Ulisse RAI3
Aprile 2018
Si sono concluse domenica 8 aprile le riprese per un servizio sulle attività della Soprintendenza del Mare che verrà trasmesso all’interno del programma di Alberto Angela “Ulisse – Il piacere della scoperta”.
La troupe, diretta dalla regista Fiorella Ravera, ha effettuato le riprese presso la sede della Soprintendenza del Mare e durante una operazione in mare effettuata in collaborazione con il Reparto Operativo AeroNavale della Guardia di Finanza comandato dal Colonnello Alessandro Carrozzo. La puntata, dal titolo “Sfida agli abissi”, andrà in onda su RAI3 sabato 21 aprile alle 21.15
Museo del Mare di Sciacca
Aprile 2018
E’ stata inaugurata sabato 7 aprile 2018 la mostra "La Battaglia delle Egadi - 241 a.C." a cura di Michele Benfari.
L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da un convegno organizzato dal Museo del Mare di Sciacca e dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Comune di Sciacca e l'associazione "Amici del museo del mare Vincenzo Tusa".


Dettagli e immagini nella sezione EVENTI
L’eredità archeologica del fiume Platani
Aprile 2018
Si è tenuto il 7 aprile 2018, il convegno organizzato dal Rotary Club di Ribera dal titolo “L’eredità archeologica del fiume Platani: una risorsa per le future generazioni “. L’evento si è svolto nella sala convegni “Emanuela e Giovanni Ragusa” del palazzo municipale di Ribera. Sono intervenuti Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Siciliana e Calogero Ferlisi, Presidente del TAR Sicilia.
Vinitaly 2018
Aprile 2018
La Sicilia al Vinitaly di Verona dal 15 al 18 aprile con 144 aziende e uno spazio espositivo di circa 3000 metri quadri all'interno del quale è previsto il Palcoscenico Sicilia, un'area business dedicata agli incontri con buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo oltre che alle attività di degustazione affidata a critici di fama internazionale. Protagoniste le associazioni di produttori vitivinicoli e i consorzi di tutela, che hanno concordato la loro presenza direttamente con l'Ente Fiera di Verona: la Providi e la Vitesi presenti con 59 aziende, Assovini con 42 aziende e il Consorzio Etna Doc presente con 43 aziende. L'assessorato alle Risorse agricole partecipa all'allestimento esterno del padiglione 2 e del Palcoscenico Sicilia. Presente anche uno spazio "Sol" dedicato alle aziende siciliane dell'olio. Per l'Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana Edy Bandiera "il made in Sicily si conferma sempre di più un brand vincente sui mercati internazionali. Puntiamo su organizzazione, aggregazione e qualità per accrescere l'export e conquistare nuovi mercati". Negli ultimi anni la produzione dei vini DOC è aumentata in maniera consistente, così come il quantitativo di prodotto confezionato, DOC e IGT; si è passati dai quasi 130 mila ettolitri certificati a DOC nel 2012 ai circa 483 mila hl certificati nel 2017 e, sempre nel 2017, si sono confezionati circa 1.700.000 hl, equivalenti a 226 milioni di bottiglie. "La partecipazione della Sicilia al Vinitaly quest'anno si arricchisce con la presenza degli Assessorati al Turismo, Sport e Spettacolo e dei Beni Culturali con la Soprintendenza del Mare", ha aggiunto l'assessore regionale all'Agricoltura, nel corso della conferenza stampa di presentazione della partecipazione siciliana alla fiera di Verona. Nel dettaglio, l'Assessorato al Turismo vanterà una duplice postazione, all'interno del padiglione Sicilia con un info point dedicato alla promozione e valorizzazione delle iniziative e dei territori di richiamo turistico, e nella città di Verona (in piazza dell'Arsenale) con l'evento Vinitaly and the City nell'ambito del quale le varie regioni italiane possono promuovere le proprie eccellenze territoriali turistiche e culturali nelle più belle piazze di Verona. La Soprintendenza del Mare realizzerà all'interno del padiglione 2 Sicilia una mostra di anfore di varie epoche per testimoniare non solo l'antica vocazione della produzione del vino, ma anche la centralità geografica. L'esposizione prevede la ricostruzione di una parte dello scafo in legno di una imbarcazione antica dove verranno collocate alcune delle anfore delle più note tipologie adibite al trasporto del vino, restituite dai fondali siciliani. Inoltre verranno proiettati filmati relativi alle scoperte archeologiche degli ultimi anni e agli itinerari turistici subacquei.
Presentazione libro
Aprile 2018
Nell’ambito dell’iniziativa 30 Libri in 30 Giorni promossa da BCSicilia, venerdì 6 Aprile 2018 alle ore 10,00 presso la Sala Conferenze Parco della Valle dei Templi di Agrigento, presentazione del libro: I popoli del Grande Verde di Sebastiano Tusa.
Introduzione:
Giuseppe Parello, Direttore Parco Valle dei Templi
Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia
Presentazione: Alessandra De Caro, Dirigente Soprintendenza del Mare
Nuccia Gullì, Archeologa, Soprintendenza BB.CC. - AG
Sarà presente l’autore
Tavola rotonda
Aprile 2018
La conservazione delle tartarughe marine in Sicilia: il progetto Life Euroturtles e i dati del primo anno di attività

Ore 15: Saluti delle autorità
- Salvatore Cordaro - Assessore all’Ambiente - Regione Siciliana
- Sergio Marino - Assessore all’Ambiente - Comune Palermo
- Gianluca Sarà - Docente Università Palermo

Ore 15.30: Introduzione ai lavori e presentazione progetto Life Euroturtles
- Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare - Regione Siciliana
- Alessandra De Caro - Soprintendenza del Mare - Regione Siciliana
- Franco Andaloro - Delegato WWF Italia per la Sicilia
- Luigi Agresti - Coordinatore campagna mare WWF Italia

Ore 16.15: Tavola rotonda
- Dario Cartabellotta - Dirigente Generale Dipartimento della Pesca Mediterranea - Regione Siciliana
- Fabio Badalamenti - Dirigente di ricerca IAMC CNR
- Salvatrice Vizzini - Docente DiSTeM - Università Palermo
- Mauro Sinopoli - Ricercatore ISPRA
- Santo Caracappa - Direttore sanitario Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia
- Mario Candore - Dirigente Generale Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale – Regione Siciliana
- Giuseppe Maurici - Dirigente Ufficio gestione e attuazione del territorio – Regione Siciliana
- Giuseppe Mistretta - Amministratore delegato Gesap
- Gianfranco Zanna - Presidente Legambiente Sicilia
- Mariella Gattuso - Associazione Marevivo Sicilia


6 aprile 2018 - Arsenale della Marina Regia - Via dell'Arsenale, 142 - Palermo

Turismo azzurro
Aprile 2018
Nuove forme di reddito a favore della pesca siciliana dal Registro identitario a Sicilia Seafood
Travelexpo - Borsa globale dei turismi
Terrasini (PA)
6/8 aprile 2018

clicca sulla locandina per scaricare il programma
Francesco Marraffa
Aprile 2018
E’ scomparso all’età di 62 anni Francesco Marraffa, subacqueo di Levanzo e storico collaboratore della Soprintendenza del Mare. Tutta la Soprintendenza lo ricorda con affetto e si stringe attorno alle figlie Chiara e Carlotta.
Un ricordo di Francesco attraverso le parole del Soprintendente Sebastiano Tusa.

Il sole era già nei pressi della linea d’orizzonte e i comandanti delle tre motovedette della Guardia di Finanza con le quali avevano fatto una delle spedizioni più avventurose della mia carriera, si stavano preparando per salpare e rientrare a Cagliari e Palermo. Eravamo nei pressi di uno degli scogli più affioranti del temibile Banco Skerki dove avevamo ispezionato i resti della fregata francese Athenienne. I motori rombavano, ma facendo un rapido appello della mia squadra mi accorsi che mancava Francesco - Francesco Marraffa. Lo avevamo imbarcato nella notte precedente a Levanzo perché, avendo saputo che andavamo allo Skerki, aveva insistito per aggregarsi al nostro gruppo. Dov’era Francesco? In nessuna delle tre unità navali si riusciva a trovare. Si era perso in mare! Urlai al Comandante Spampinato che dirigeva le operazioni, di mettere subito un gommone a mare per cercarlo. La corrente montava e le tenebre iniziavano a calare. Girammo a lungo senza esito. L’oscurità avanzava e le speranze di trovarlo si affievolivano. Insistetti nel continuare le ricerche e dopo oltre un’ora vedemmo delle braccia che si agitavano comparendo e scomparendo fra le onde: era Francesco. Appena lo issammo a bordo lo abbracciai con forza e mi misi a piangere scaricando le mie tensioni. Capii allora chi fosse quel piccolo subacqueo che avevo conosciuto qualche decennio prima a Levanzo intrecciando subito un’amicizia che è durata fino ad oggi quando un atroce destino lo ha strappato dalla vita. Non ci riuscirono le onde e la terribile corrente dello Skerki nè le tante immersioni che spesso faceva con quel coraggio insito nella sua natura che spesso lo portava a sfidare il mare con la naturale incoscienza di chi è sicuro di se, ma con quell’enorme bagaglio di esperienza che lo faceva sempre riemergere. Amava e sfruttava il mare con quella spontaneità tipica di chi vive nel mare e del mare. A volte mi arrabbiavo per le sue frequenti intemperanze e per quella innata incapacità a uniformarsi alle regole, ma gli volevo un gran bene perché la sua solare spontaneità e ingenuità lo rendeva un personaggio reale e fortemente umano. Mi rimane il ricordo d’innumerevoli immersioni tra le anfore di Cala Minnola dove ogni volta aveva qualcosa di nuovo da mostrarmi, o le tante ore trascorse a raccontarci le rispettive storie di mare tra ironia e realtà. Un amico di mare cui non potevi non voler bene per la sua proverbiale bontà e disponibilità. Grazie Francesco per avermi fatto vivere il mare attraverso la tua spontaneità.
Campi scuola di archeologia subacquea
Marzo 2018
Progetto AKIS – Campi scuola di archeologia subacquea
Aci Castello (CT) dal 2 al 16 settembre 2018
Sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del Mare, quest’anno si terrà la seconda campagna di ricerche sistematiche subacquee nel comune di Aci Castello (CT). Scopo del progetto è la mappatura di tutti gli elementi archeologici compresi tra la costa e la batimetria -25 m in modo tale da poter permettere di identificare le zone di rada e i probabili punti di approdo legati ai centri abitati lungo la costa. Il campo scuola è rivolto a archeologi professionisti, studenti e appassionati che vogliono avvicinarsi al mondo dell’archeologia subacquea. Il lavoro sarà articolato in fasi di addestramento teorico e pratico e in attività di indagine estensiva direttamente sul campo: in particolare prospezioni sistematiche del fondale con tecnologie innovative, studio e documentazione fotografica e digitale dei reperti e elaborazione finale dei dati emersi. I corsisti saranno divisi in squadre che si alterneranno a terra e a mare affiancati costantemente da un team di specialisti, in modo da poter prendere parte a ogni fase del campo e capire le dinamiche di lavoro di squadra in questo ambito. Uno degli obiettivi del progetto è, oltre alla finalità scientifica e didattica, formare nuovi professionisti del settore, in modo da poter in futuro organizzare, in aggiunta ai corsi base, sessioni specifiche di lavoro con persone già formate professionalmente. A conclusione del corso sarà fornito a ogni partecipante il brevetto Archaeology Diver W.A.S.E. e l’attestato di partecipazione.
Info:
www.archeodive.it
akis@archeodive.it
tel. 3283930070
Gela dal mare al museo
Marzo 2018
GELA DAL MARE AL MUSEO
I REPERTI DI CONTRADA BULALA
AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI GELA


Martedì 10 aprile alle ore 10.00 nei locali del Museo archeologico regionale di Gela, verranno presentati i reperti subacquei recuperati dalla Soprintendenza del Mare nel corso delle campagne di indagine svolte negli ultimi anni in collaborazione con la Guardia di Finanza ROAN di Palermo, la Capitaneria di Porto di Gela e il subacqueo gelese Francesco Cassarino. Tra gli altri, verranno esposti i due elmi corinzi provenienti dai fondali di contrada Bulala; si tratta di due oggetti molto simili tra di loro, inquadrabili nella tipologia dell’elmo diffuso in Grecia tra il 650 e il 450 a.C. Sono costituiti da un’ampia calotta con paranaso rettangolare allungato e da due ampie paragnatidi. Una fila di piccoli fori presenti lungo tutto il bordo serviva per il fissaggio di fodere in cuoio all’interno. Gli elmi possono essere datati nell’arco del VI sec. a.C. I lingotti, anch’essi in esposizione, facevano parte di un prezioso carico trasportato da un’antica nave naufragata a qualche centinaio di metri dalla costa gelese, ad una profondità di circa cinque metri. I lingotti sono di un metallo particolare, chiamato “oricalco”. Una lega di rame e zinco simile al nostro ottone e considerato nell’antichità un metallo prezioso e al terzo posto per valore commerciale dopo l'oro e l'argento. La scoperta dei lingotti di oricalco è tra le più importanti di questi ultimi anni sia perché costituisce un unicum come ritrovamento sia perché i reperti finora conosciuti forgiati con questa lega sono molto rari. Fra i più significativi reperti anche un exaleiptron (cothon) di importazione corinzia con decorazione geometrica databile dalla seconda metà alla fine del VI secolo a.C., una macina in pietra lavica con inserto in legno e un’ancora in piombo e legno. La mostra sarà inaugurata dal Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e dal Direttore del Museo di Gela Ennio Turco. Il restauro di alcuni dei reperti esposti, è stato effettuato grazie al supporto del Club per l’UNESCO di Gela.
art&go - Presentazione a Milano
Marzo 2018
Una campagna di crowdfunding per il patrimonio artistico italiano
Presentazione della nuova APP Art&GO

Lunedì 26 marzo, alle ore 11.00 presso l’Acquario Civico di Milano, People4funds, start up a vocazione sociale, presenterà la prima applicazione mobile tutta italiana dedicata al patrimonio artistico nazionale: Art & GO.
ART & GO risponde alle esigenze di coloro che visitano i siti culturali italiani; la tecnologia al servizio della storia e dell’arte per conoscere maggiormente lo spazio in cui viviamo e ci muoviamo. Creata per dispositivi Android e Ios, offre informazioni di base e schede informative su monumenti, chiese, musei, giardini, parchi archeologici, itinerari culturali subacquei, giardini storici e molto altro sullo smartphone/tablet dell’utente. L’applicazione è parte di un progetto più ampio, parzialmente realizzato grazie all’aggiudicazione del bando Intraprendo di Regione Lombardia, progetto che si concluderà nel mese di settembre 2018 con nuove ed innovative funzioni.
“Essere e fare vocazione sociale, talvolta può apparire difficile, ma non è così per noi, da sempre convinti che la ricaduta sociale delle proprie attività è parte intangibile e fondamentale della propria professionalità qualunque essa sia”. Il segno della vocazione sociale nella app è un imprimatur che si concretizza anche in una dichiarata volontà filantropica: parte del ricavato dell’applicazione sarà devoluta alla Soprintendenza del Mare della Sicilia, per il recupero della nave greca di Gela del V sec. a.C., sotto la guida di Sebastiano Tusa. Al termine della conferenza stampa, seguirà una breve agorà dal titolo “Nuove frontiere dell’archeologia moderna”; ospite in rappresentanza della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana – Francesco Spaggiari – esploratore subacqueo internazionale.
Tutte le info e i link per scaricare la APP sul sito www.artandgo.it
L’iniziativa rientra nel calendario italiano dell’Anno europeo dei Beni culturali
http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/eventi/art-go/
Si ringrazia il Comune di Milano per il patrocinio concesso alla giornata di presentazione.
#Europeforculture, #sharingheritage #Patrimonio2018 #artandgo

Per info e accrediti
stampa@people4funds.com
www.peolpe4funds.com
phone 3454094968
La Battaglia delle Egadi - 241 a.C.
Marzo 2018
Verrà inaugurata sabato 7 aprile 2018 alle ore 17.00, la mostra/convegno "La Battaglia delle Egadi - 241 a.C." a cura di Michele Benfari. L'evento, organizzato dal Museo del Mare di Sciacca e dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Comune di Sciacca e l'associazione "Amici del museo del mare Vincenzo Tusa", si terrà presso i locali del Museo del Mare di Sciacca a Palazzo Fazello.
Saluti:
Francesca Valenti, Sindaco di Sciacca
Luigi Biondo, Direttore del Polo museale di Trapani e Marsala
Anna Maria Parrinello, Direttore del Museo archeologico Lilibeo di Marsala
Gaspare Falautano, Presidente associazione "Amici del museo del mare V. Tusa"
Interventi:
Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare
Maria Grazia Griffo, Polo museale di Trapani e Marsala
Franco Andaloro, ISPRA

Sciacca, Palazzo Fazello
Sabato 7 aprile 2018 - ore 17.00
Un mare di scienza
Marzo 2018

Incontri con la scienza, l'arte e l'industria nella città di Archimede
Terzo appuntamento: un mare di scienza.
Relatori:
Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare
Il relitto di Marzamemi e il trasporto della pietra nel Mediterraneo antico

Patrizia Maiorca - Presidente Area Marina Protetta del Plemmirio
L'Area Marina Protetta del Plemmirio

Mercoledì 14 marzo - ore 17.00
Via S. Lucia alla Badia, 1
Ortigia Siracusa

Corso di archeologia subacquea
Marzo 2018

Si svolgerà dal 25 al 28 aprile 2018, a cura della Divisione per l’Archeologia Subacquea di Marzamemi il corso di formazione "Metodologie della ricerca archeologica subacquea" in collaborazione con la Soprintendenza del Mare. L’obiettivo del corso è dare la possibilità agli studenti ed ai professionisti di acquisire la conoscenza di base del settore di ricerca e le competenze tecniche per potere operare attività di ricerca archeologica subacquea. Il programma del corso si suddivide in lezioni teoriche di approccio all’archeologia subacquea, dimostrazioni teoriche delle metodologie e pratica sul campo delle tecniche di ricerca archeologica subacquea. Il corso sarà incentrato sull’acquisizione dei metodi e delle tecniche applicate alla mappatura, la documentazione e il rilievo tridimensionale con fotogrammetria dei siti archeologici subacquei. Al termine del corso verrà rilasciato ad ogni partecipante un attestato di partecipazione. Il corso è aperto anche a coloro che non sono in possesso di un brevetto subacqueo, che potrà essere acquisito nell’ambito del corso. I partecipanti che intendono conseguire anche il brevetto Open Water I.S.D.A. dovranno concordare per e-mail le date per le relative lezioni. Per informazioni (programma del corso, pacchetto partecipazione e alloggio, brevetto I.S.D.A.) e iscrizioni, contattare:
duas.mz@gmail.com
deadline iscrizioni: 20 aprile 2018

Corso di archeologia subacquea
Marzo 2018
WAS 2018 - WATERSCAPE ARCHAEOLOGY IN SICILY
Programma formativo di Archeologia subacquea.
Dal 21 al 27 maggio 2018 a Isola delle Femmine (PA), CMAS CDC Italia organizza un programma intensivo che prevede un corso archeo di livello 1 e un corso archeo di livello 2. E' previsto anche un update che permette il conseguimento del brevetto CMAS Underwater Cultural Heritage Discovery.
Per info e iscrizioni:
giovibucci@yahoo.it
14 relitti della II guerra mondiale in Libia e Tunisia
Marzo 2018
Giovedì 15 marzo 2018 alle ore 17.30, presso la sede dell’Associazione Amici della Soprintendenza del Mare, si terrà una conferenza a cura di Jean Pierre Misson.

Verranno presentati 14 relitti della II guerra mondiale scoperti a Tabarka in Tunisia e a Marsa El Hilal in Libia. Oltre alle immagini strumentali realizzate in questi ultimi anni, verranno proiettati documenti storici relativi all’identificazione dei relitti del Regio Sommergibile FOCA, del sommergibile URGE della Royal Navy, della petroliera PICCI FASSIO, del sommergibile della Regia Marina italiana ARGONAUTA, del cacciatorpediniere britannico HMS QUENTIN e di altri sommergibili italiani e britannici affondati lungo le coste del nordafrica. L’evento, organizzato dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con l’Associazione Amici della Soprintendenza del Mare, grazie alle ricerche effettuate da Jean Pierre Misson nei fondali libici e tunisini, cercherà di aggiungere un tassello alla storia e alla memoria di tanti uomini che hanno perso la vita durante la II guerra mondiale.

Ingegnere nel settore delle telecomunicazioni, Jean Pierre Misson ha lavorato in Libia negli anni sessanta occupandosi di ponti radio governativi. In quel Paese è tornato nel 2012 su invito del Libyan Department of Antiquities per contribuire all’addestramento di personale locale nella ricerca archeologica subacquea con tecniche innovative. Attraverso un lungo e paziente lavoro, sorretto da una profonda passione per la ricerca subacquea, Misson ha potuto finora identificare i relitti dei sommergibili Urge, Argonauta e Foca e della nave cisterna Picci Fassio. Dopo Marsa el Hilal, la sua base operativa per nuove esplorazioni al largo della costa nordafricana è diventata Tabarka, in Tunisia.

Amici della Soprintendenza del Mare
Via dell’Arsenale 144 – Palermo
Giovedì 15 marzo 2018 - ore 17.30
Convegno
Marzo 2018
Dal relitto al museo: studio, conservazione, restauro e esposizione di navi antiche in Italia e in Europa

Mercoledì 7 marzo 2018 - École française de Rome
Piazza Navona, 62 - Roma
Giovedì 8 marzo 2018 - Istituto superiore per la conservazione e il restauro
Via di San Michele, 23 - Roma
Giovedì 8 marzo nel corso della seconda sessione, il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa presenterà un inervento dal titolo "Il restauro e la valorizzazione di antichi relitti: casi di studio dal mare della Sicilia".

clicca sulla locandina per scaricare il programma completo
Folco Quilici
Febbraio 2018
E' scomparso all'età di 87 anni Folco Quilici. Lo ricorda il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa.
Lo incontrai adolescente. Ero al seguito di mio padre a Selinunte. Lui era li con la sua troupe e stava girando uno dei suoi più importanti documentari della sua carriera con il quale diede al famoso saggio sul Mediterraneo di Braudel il conforto d’immagini spettacolari non solo per la poesia delle inquadrature, ma soprattutto per la capacità attraverso la semplicità di un paesaggio o di un rudere di esprimere e far comprendere a tutti il senso della ricchezza storica, a volte anche contraddittoria, del Mediterraneo. Al di la dei suoi meriti e delle sue infinite capacità tecniche di operatore e regista ciò che colpiva in lui, e mi colpì anche allora da adolescente, era la sua semplicità mista ad una spiccata curiosità quasi infantile con la quale riusciva a dialogare con tutti traendo da ognuno quelle qualità spesso nascoste dalla diffidenza o dalla timidezza. Questa sua estrema facilità nel dialogo, mista ad una modestia difficile da trovare in personaggi del suo calibro, era tutt’altro che superficialità. Attraverso questa sua dote riusciva a comprendere il senso dei luoghi, delle persone e degli eventi in maniera naturale. Riusciva a darcene una descrizione altrettanto semplice da comprendere e non banale nei contenuti e nelle forme. Il suo stile di narratore di storie scritte e d’infiniti paesaggi era la perfetta riproduzione della sua vivace ed affabile personalità. In queste circostanze si dice sempre che chi se ne va ci mancherà per sempre, ed è vero. Ci mancheranno i suoi sorrisi e le sue leggiadre e ingenue, quanto intelligenti ironiche battute. Ci mancheranno gli stimoli dovuti alla sua immensa curiosità capace di entusiasmarsi di fronte ad un normale gozzo che scivola lento sul mare, così come di fronte ad una possente eruzione vulcanica. Ci mancherà la sua capacità di interpretare e spiegare le piccole, così come le grandi cose del mondo senza iperboli e senza esagerazioni, ma con garbo, correttezza nei contenuti e semplicità nella forma sia del dialogo che dell’immagine. Ebbi la fortuna di lavorare con lui e, avendo una discreta esperienza di lavoro al fianco di registi di documentari (termine che a Lui non piaceva preferendo quello di narrazione), potei apprezzarne la grandezza. Riusciva a imporsi sulla troupe senza fare in alcun modo pesare la gerarchia del suo ruolo e della sua storia. La sua autorevolezza scaturiva da una capacità interpretativa dei luoghi e delle persone da “narrare” che lo rendeva sicuro nel suo agire, infondendo sicurezza e naturale approvazione in chi lo seguiva. Era come un capo che guidava la sua tribù avendone il carisma indiscusso. Ci mancherà il privilegio di apprendere da lui storie e principi, ma non ci mancherà la sua grande lezione perché, almeno in chi scrive, ha lasciato un segno indelebile che sono certo si trasmetterà in futuro. Le narrazioni iperboliche e sensazionaliste della gran parte della produzione contemporanea nel campo della documentaristica dureranno il breve tempo di una serie televisiva. Le sue immagini e le sue parole hanno dato a tutti noi, e lo daranno per sempre, la gioia di essere abitanti di questa terra esaltandone i caratteri migliori senza derive massimaliste, ma cogliendone l’essenza e la bellezza come monito a ricavare dalla natura quegli insegnamenti etici che lui aveva e praticava con semplicità ed entusiasmo.
Nitto Mineo
Gennaio 2018
E’ scomparso Nitto Mineo, pioniere della subacquea alle Isole Egadi, comandante di pescherecci, corallaro, scopritore di relitti e soprattutto subacqueo delle tonnare. Uomo stimato e apprezzato da tutti per la sua umanità e per la sua grande passione per il mare, era nato a Marettimo 84 anni fa ma ha vissuto a Levanzo prima di tornare a Trapani a causa delle sue condizioni di salute. La sua grande popolarità la raggiunse a Favignana dove nel 1963 diventò il sommozzatore della tonnara. Iniziò la sua esperienza sott’acqua nel 1958 dapprima come pescatore, poi come sub della tonnara e infine come corallaro. Grazie al suo legame con Cecè Paladino, l’archeologia subacquea siciliana ebbe un forte impulso verso una delle scoperte più importanti effettuate alle Isole Egadi. Nitto aveva confidato a Cecè Paladino della scoperta, intorno al 1961, di un carico di anfore al largo di Cala Minnola a Levanzo che si rivelò, dopo i primi studi, un relitto romano del I sec. a. C.. Successivamente Nitto confidò un ritrovamento di ceppi d’ancora in piombo su un fondale di 25 metri a Est dell’isola nella zona di Capo Grosso. Paladino insieme ad altri amici, sulla base di quelle informazioni, estese le ricerche sui fondali circostanti al luogo del primo rinvenimento e rilevò la presenza di altri ceppi, molto numerosi stavolta, disposti secondo uno schema regolare, e che verosimilmente poteva essere correlato all’ormeggio di una ingente flotta di navi. Fu l’inizio di quella che diventò in breve tempo la scoperta del luogo dove si combattè la Battaglia delle Egadi nel 241 a. C. La Soprintendenza del Mare ricorda con affetto Nitto Mineo, grande appassionato e prezioso collaboratore, stringendosi con affetto alla moglie Giovanna e a tutta la famiglia.
Roma e Cartagine: due civiltà a confronto
Gennaio 2018
Convegno nazionale di studi
Roma e Cartagine: due civiltà a confronto
Politiche, saperi, miti, arti materiali, scoperte e relazioni


Oscar Belvedere
Romanizzazione tra ellenismo ed età augustea nella Sicilia tripolare
Rossana De Simone
Cartaginesi a Roma
Rosalia Marino
Città di Sicilia tra violenza e consenso nell’età della prima e seconda guerra romano-punica
Stefano Medas
Il riarmo navale cartaginese tra la prima e la seconda guerra punica. Un progetto per attaccare Roma dal mare?
Daniela Motta
Metus Punicus e rappresentazioni dei Cartaginesi
Carlo Ruta
Caratteri della Roma repubblicana prima e dopo le guerre puniche
Sebastiano Tusa
Roma e Cartagine tra guerra e pace
Claudio Vacanti
Trattati o ritratti? Propaganda e trattativa nei patti tra Roma e Cartagine

mercoledì 7 febbraio 2018 - ore 16
Via Lungarini n. 9 Palermo
Convegno a Villa Zito - Palermo
Gennaio 2018
PATRIMONI CULTURALI E NATURALI SITI UNESCO:
BUONE PRATICHE E GOVERNANCE

Venerdì 19 gennaio 2018 ore 9.00-­-14.00
Palermo Villa ZITO, via Libertà 52

Ore 9.00
Interventi di apertura
Leoluca ORLANDO Sindaco di Palermo, Presidente Comitato di Pilotaggio sito UNESCO arabo-normanno
Nello MUSUMECI Presidente della Regione Siciliana
Vittorio SGARBI Assessore Regionale ai Beni Culturali e all'Identità Siciliana
Giovanni PUGLISI Presidente Emerito CNIU, Presidente Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia
Coordina
Enrico VICENTI Segretario generale della Commissione Nazionale Italiana UNESCO

ore 9.30 Relazioni
Aurelio ANGELINI Direttore Fondazione Patrimonio UNESCO
Sicilia La gestione e la governance del sito Arabo-­-normanno
Antonio PURPURA Università di Palermo
L’economia dei Beni Culturali e del patrimonio UNESCO
Sebastiano TUSA Sovrintendente del Mare
La Sicilia dei mille patrimoni
Giuseppe PARELLO Direttore Area Archeologica di Agrigento-­-Valle dei Templi -­- sito UNESCO
La valorizzazione di un sito archeologico nel cuore della città
Marisa MAZZAGLIA Presidente Parco Etna – sito UNESCO
Monte Etna e la valorizzazione di un sito naturalistico dell'UNESCO
Fabio GRANATA Direttore Distretto Turistico Sud est
Val di Noto 2020: la sfida del Distretto Sudest
Maria Amalia MASTELLONI Direttore Polo Regionale delle Isole Eolie, Parco e Museo Archeologico "L. Bernabò Brea"
Eolie, sito UNESCO naturalistico tra archeologia, etnoantropologia e sviluppo del territorio
Caterina GRECO Direttore C.R.I.C.D. Regione Sicilia
Le attività del Centro Regionale per il Catalogo sui siti UNESCO siciliani
Laura ANELLO Presidente Associazione "LE VIE DEI TESORI"
Le vie dei tesori UNESCO di Sicilia
Andrea CUSUMANO Assessore Cultura Comune Palermo
Palermo 2018: Capitale della Cultura e Manifesta
Workshop Il Cairo - 17/18 Gennaio
Gennaio 2018

Dal 17 al 18 gennaio 2018, si terrà presso la Bibliotheca Alexandrina il workshop dal titolo
Egyptian - Italian workshop on blue economy
Mercoledì 17 gennaio il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa interverrà con un lavoro dal titolo "The ancient Mediterranean routes and the underwater archaeology"

17 e 18 gennaio 2018

Bibliotheca Alexandrina
Alexandria - Egypt

Arsenale della marina regia
Gennaio 2018
Marhanima
Testo poetico e mostra delle opere tridimensionali di poesia sculturata

In collaborazione con la Soprintendenza del Mare

ne parlano con l'autrice Giovanna Fileccia
Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare
Alessandra De Caro - Responsabile U.O.II
Caterina Vitale - psicologa e psicoterapeuta
Veronica Billone - Ed. Simposium
Voci narranti
Marisa Palermo - Attrice e regista
Francesco Ferrante Scrittore e poeta

Mercoledì 17 gennaio 2018, ore 18,30
Via dell'Arsenale, 144 - Palermo
Nave da sbarco nel Canale di Sicilia
Gennaio 2018
Si sono concluse le operazioni di monitoraggio del relitto della nave da sbarco HMS LST-429 nel Canale di Sicilia a opera del team composto dal centro subacqueo Blue Dolphins di Lampedusa, guidato da Alessandro Turri, e del centro subacqueo Ecosfera di Messina, guidato da Domenico Majolino. L’attività è stata svolta nell’autunno del 2017, durante la quale è stato realizzato materiale video-fotografico utile per la concreta identificazione del relitto e per la valutazione delle condizioni dello stesso. Tutto il materiale è stato consegnato alla Soprintendenza del Mare nell’ambito di una attenta e proficua collaborazione per la preservazione e divulgazione dei beni storici-culturali presenti nelle acque che furono teatro dei violenti scontri durante la seconda guerra mondiale. La nave da sbarco LST-429, classe mk2, nasce per la Marina americana presso i cantieri Bethlehem-Fairfield Shipyard Inc.di Baltimora nel 1942. Fu varata l’11 gennaio 1943 e non entrò mai in servizio per gli Stati Uniti in quanto subito trasferita alla Royal Navy Britannica. Il 3 Luglio 1943 affondò nelle acque internazionali del Canale di Sicilia. Il relitto giace su un fondale di circa 38 metri, avvolto da reti da pesca e spezzato in due tronconi. Il troncone di poppa si trova in assetto di navigazione; le due eliche e i due timoni, caratteristici dei mezzi da sbarco, si sono mantenute integre così come la torretta. Alle spalle del ponte di comando sono ben visibili le due difese, ricoperte da fitte concrezioni biologiche. Il troncone prodiero giace parallelo a quello di poppa, capovolto, con la prua rivolta verso le eliche. All’interno sono identificabili i mezzi gommati parte del carico. Alla spedizione hanno partecipato: Alessandro Turri, Domenico Majolino, Monica Tentori, Mauro Bombaci, Antonio De Carlo, Marco Ruello, Francesco Donato, Maria Giovanna Piro, Stefano Saleri, Giorgia Pelegalli.
Il Mediterraneo al tempo di al-Idrisi
Gennaio 2018
Presentazione del volume
Il Mediterraneo al tempo di al-Idrisi
Relazioni tra Nord e Sud, oriente e occidente

Giovedì 18 gennaio 2018 - ore 17.30
Fondazione G. Whitaker
Villa Malfitano - Via Dante 167 - Palermo
Viaggiatori stranieri nella Sicilia dell'Ottocento
Gennaio 2018
Presentazione del volume
Viaggiatori stranieri nella Sicilia dell'Ottocento
Il contatto con il retaggio storico e l'attenzione per le questioni sociali

Mercoledì 10 gennaio 2018 - ore 18.00
Palazzetto Mirto
Via Lungarini, 9 - Palermo
Festività 2017_2018
Gennaio 2018
La Soprintendenza del Mare augura buone feste.

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