Regione Siciliana
Assessorato regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana
Dipartimento dei beni culturali e dell'identità siciliana

Soprintendenza del Mare
Home|Struttura| Progetti | Eventi | Itinerari | Normativa | Rassegna Stampa | U.r.p. | News | Credits

...
ArcheoEgadi 2020 Ottobre 2020
Sono riprese il 24 ottobre, con l'arrivo della nave oceanografica Hercules della RPM Nautical Foundation, le attività di ricerca sottomarina nell’ambito della campagna ArcheoEgadi 2020 condotta dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Seppur fortemente condizionata dalle restrizioni anti-Covid, che ha impedito ai partner statunitensi di partecipare fisicamente alle attività di ricerca, la campagna si potrà effettuare, dal momento che la nave della RPM ha una dotazione tecnologica e un equipaggio composto da tecnici europei che consente di continuare la mappatura di nuovi tratti al largo di Capo Grosso di Levanzo.
Notevole l’attività programmata ad oggi. Una prima campagna di ricerca, che si è svolta dal 26 luglio all'8 agosto con l'ausilio degli esperti altofondisti della Golbal Underwater Explorers (GUE), con il supporto navale della Guardia di Finanza e logistico dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, ha permesso il recupero, a circa 100 mt di profondità,  del rostro navale Egadi 17, di una spada in ferro, di monete, elmi e paragnatidi in bronzo che appartenevano a componenti della flotta romana del III secolo a.C. Dal 6 al 12 settembre   si è tenuta a Favignana la Seconda Summer School Archaeometry and Underwater Archaeology “Sebastiano Tusa” in collaborazione con l'Università di Palermo e Labor Artis CR Diagnostica. Dal 5 al 10 ottobre  è stata la volta dell'annuale ArcheoCamp di Archeologia Subacquea della sezione italiana della GUE svoltasi per la parte pratica  sul sito del Relitto di Cala Minnola, una nave oneraria di età romana perdutasi col suo carico di anfore vinarie a poca distanza da Levanzo. Il sito, non solo permette ad appassionati subacquei di esercitarsi nelle tecniche immersive e nel rilievo tecnico dell’areale, ma comporta un puntuale monitoraggio dello stato di conservazione del carico per scoraggiare eventuali tentativi di depredazione. “Malgrado le innumerevoli difficoltà, epidemiologiche ed economiche - dichiara la Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni – proseguiamo a lavorare con impegno nel solco tracciato da Sebastiano Tusa. Il nostro obiettivo resta quello di riuscire a programmare quanto prima una nuova stagione di ricerca che consenta di sviluppare programmi per accrescere la conoscenza e provvedere alla tutela e valorizzazione dei luoghi che custodiscono il nostro patrimonio sommerso”.

Chiusura per sanificazione Ottobre 2020
Si comunica che le tre sedi della Soprintendenza del Mare rimarranno chiuse nei giorni 21, 22 e 23 ottobre per interventi di sanificazione.  
Gruppi archeologici subacquei Ottobre 2020
Valeria Li Vigni, vedova dell’archeologo ed ex Assessore regionale ai beni culturali, Sebastiano Tusa, è stata nominata Presidente nazionale dei Gruppi archeologici subacquei che aderiscono ai GAI (Gruppi Archeologici Italiani). La cerimonia di nomina è avvenuta ieri pomeriggio a Menfi, durante il secondo giorno di “Archeologia ritrovata”, l’iniziativa che per tre giorni ha visto riuniti in Sicilia i Gruppi archeologici di tutta Italia. Valeria Li Vigni è, attualmente, Soprintendente del mare, l’ente che creò proprio Tusa dopo aver lasciato la Soprintendenza di Trapani. L’iniziativa “Archeologia ritrovata” – che gode del supporto dell’associazione “Rotta dei Fenici” – è stata promossa per valorizzare i siti archeologici minori che, spesso, seppur vicini a grandi aree conosciute, rimangono fuori dal circuito delle visite. Da venerdì i rappresentanti dei Gruppi di tutta Italia hanno fatto visita alle Cave di Cusa, alla zona di Mokarta, Sambuca di Sicilia, Menfi, per concludere oggi a Selinunte. «Quello che vogliamo mettere in atto è un “sostegno” economico dei grossi Parchi archeologici nei confronti dei siti minori», ha detto Riccardo Guazzelli, ex Soprintendente ai beni culturali di Trapani e oggi capo di gabinetto dell’Assessore regionale ai beni culturali. Una sorta di “mutuo soccorso”, tramite un fondo di solidarietà, che chi supera incassi di 2 milioni di euro può dare ai siti minori». A Menfi è stato anche siglato l’accordo tra la “Rotta dei Fenici” e il Comune: «L’obiettivo è quello di valorizzare l’identità della comunità e la tutela del patrimonio», ha detto il direttore della Rotta, Antonio Barone. Intanto Menfi ha mosso i primi passi. Palazzo Pignatelli – che già ospita i reperti della fattoria di contrada Fiori, della necropoli di contrada Montagnoli e la mostra malacologica (allestita con la donazione di 5.000 conchiglie della signora Vanna Rotolo) – a pian terreno ospita le anfore che facevano parte del carico della nave punico-romana ritrovata nelle acque antistanti Porto Palo.
si ringrazia www.castelvetranoselinunte.it
Convegno Furnari e Oliveri Settembre 2020

Il territorio riconoscibile: beni culturali, tipicità e identità. Proposte a confronto.
Oliveri (ME) 17 settembre – Furnari (ME) 18 settembre

I lavori prendono ispirazione dalla delibera di Sebastiano Tusa, per le ATTIVITÀ DI TUTELA, VALORIZZAZIONE, PROMOZIONE, CATALOGAZIONE, STUDI, RICERCHE, GESTIONE, PIANI DI SVILUPPO E DEI CONNESSI SERVIZI, per un’azione concreta concordata con i comuni costieri. A tale scopo il Soprintendente del mare, nel suo intervento, ha focalizzato l’attenzione sulle emergenze di quella costa che è stata teatro di battaglia e dalla quale Sebastiano Tusa aveva recuperato lo splendido rostro di Acqualadroni 4 sono i siti individuati nel SIT della SopMare e entro la fine di ottobre verranno effettuate le ricognizioni in collaborazione con le forze dell’ordine e il comune di Oliveri che metterà a disposizione locali idonei per la logistica La valorizzazione del patrimonio immateriale legato alla tonnara è un emergenza improcrastinabile per documentare dalla viva voce dell’ultimo maestro d’ascia della tonnara le tecniche lavorative e le tradizioni legate a questa arcaica pesca. Il Soprintendente del mare che ha partecipato con l’ing Selvaggio, responsabile del monitoraggio e implementazione degli Itinerari subacquei insieme a Floriana Agneto, al tavolo di lavoro, ha asssicurato il suo sostegno tecnico scientifico al recupero della storia sommersa e della funzione identitaria che ha contrassegnato lo sviluppo di questo areale.

Chiusura per disinfestazione Settembre 2020
Si comunica che la Soprintendenza del Mare rimarrà chiusa al pubblico venerdì 18 settembre p.v. per operazioni di disinfestazione dei locali di via Lungarini 9.  
Una tre giorni per Sebastiano Tusa Settembre 2020
Una tre giorni per Sebastiano Tusa: un vero e proprio tour de force in ricordo del nostro ex Soprintendente del Mare e Assessore ai Beni Culturali.

La sera del 3 settembre a Palazzo d'Amico, a Milazzo, l'Area Marina Protetta di Capo Milazzo e il Comune di Milazzo hanno organizzato un incontro per presentare il suo libro sulla battaglia delle Egadi: "The Site of the Battle of Aegates Islands" (L'Erma di Bretschneider). A moderare la serata l'assessore BB. CC. della Città di Milazzo, Salvo Presti. Sono intervenuti per i saluti e per ricordare Tusa il Presidente dell'AMP, Giovanni Mangano, e la Soprintendente ai Beni Culturali di Messina, Mirella Vinci. A seguire, Nicolò Bruno, funzionario archeologo della Soprintendenza del Mare, ha illustrato brevemente le ricerche della Soprintendenza del Mare nell'area messinese, tra Milazzo, le Eolie e Messina. Infine la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni, partendo dal testo sulla battaglia delle Egadi, ha tracciato un profilo di Tusa studioso, ricercatore meticoloso e puntuale, ponendo l'attenzione su alcuni aspetti inediti del suo modus operandi, mettendo a fuoco il suo temperamento, il suo modo di affrontare la ricerca a 360 gradi, servendosi di tutti i dati utili e di tecnologie all'avanguardia, grazie ai quali ha potuto ricostruire la dinamica della battaglia navale tra romani e cartaginesi che il 10 marzo del 241 a. C. ha cambiato le sorti della supremazia sul Mediterraneo.

Il giorno successivo, la mattina del 4, a Tripi (ME), si è svolta la cerimonia di intitolazione della scuola di Tripi a Sebastiano Tusa, fortemente voluta dall'amministrazione comunale; un primo momento si è avuto presso la chiesa di San Vincenzo; alla presenza della moglie Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare, la prof.ssa Elena Santagati, moderatrice dell'evento, dopo avere dato la parola al sindaco di Tripi, Michele Lemmo, per i saluti istituzionali, ha invitato i tre relatori presenti a parlare delle diverse anime di Tusa: Massimo Cultraro (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Sebastiano Tusa e la Preistoria del Mediterraneo; Edoardo Tortorici (Università di Catania), Archeologia Subacquea in Sicilia; Maria Caltabiano (Università di Messina), Sebastiano Tusa: l'archeologo che pensava e costruiva il futuro. Un secondo momento si è svolto presso l'Istituto Comprensivo Primario della frazione di Campogrande, per la scopertura della targa da parte di due bambine di Tripi. Ai due momenti erano presenti autorità politiche, militari e rappresentanti delle istituzioni culturali del comprensorio.

La sera del 4 settembre, a Marina di Ragusa (RG), nell'ambito della rassegna libraria "Liolà", ideata e coordinata da Caterina Giardina, Cecilia Tumino, Ludovica Gulino e organizzata dalla Pro Loco Mazzarelli, si è riparlato del volume di Sebastiano Tusa sulla Battaglia delle Egadi. Dopo i saluti del Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Antonio Di Marco, e un ricordo su Sebastiano Tusa di due amici, Maurizio Buggea, Commissario nazionale UISP, responsabile per l'archeologia subacquea, e Gianni Insacco, direttore scientifico del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, l'archeologo subacqueo Nicolò Bruno ha intervistato la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni, sull'importante evento bellico che ha sancito la disfatta della flotta cartaginese, mettendo fine alla prima guerra punica. Si è sottolineata l'importanza dello studio dei dati archeologici presenti nei fondali marini che hanno permesso a Tusa di rielaborare e correggere le precedenti teorie, ipotizzando una nuova localizzazione della battaglia navale, immaginando una diversa dinamica dello schieramento delle flotte. Dal dialogo è emersa dunque la sua lungimirante apertura mentale, inserendo nella ricerca fondazioni americane dotate di strumentazioni innovative che hanno permesso di pervenire ai risultati dapprima da lui solo ipotizzati, dimostrando una nuova localizzazione della battaglia navale e una diversa dinamica dello schieramentio delle flotte; il ritrovamento proprio nel tratto di mare da lui precedentemente supposto di oltre 20 rostri di navi e di numerosi elmi di soldati di entrambi gli schieramenti ha permesso infatti di riscrivere una nuova pagina di storia. A conclusione della serata Maurizio Buggea, a nome della Uisp Nazionale, ha presentato al Soprintendente una copia di una antica ancora litica a gravità, munita di tre fori, realizzata da lui stesso, chiedendo di poter avviare le pratiche per la collocazione presso un'area marina del ragusano in ricordo di Sebastiano Tusa.

Il 5 mattina, il Soprintendente del Mare e il funzionario archeologo Nicolò Bruno si sono recati presso il Museo Comunale del Mare di Calabernardo (Noto), a seguito della dichiarazione del Sindaco di Noto di qualche giorno addietro, esternata durante una manifestazione ufficiale, nella quale lo stesso ha rappresentato la volontà di intraprendere con la sua giunta le procedure per intitolare il Museo del Mare a Sebastiano Tusa. La visita al museo è stata condotta dall'Assessore al Turismo e Cultura del Comune di Noto, Giusi Solerte; la soprintendente ha così potuto rendersi conto degli spazi e dei reperti che custodisce il museo per eventuali progetti di esposizione da portare avanti con l'amministrazione comunale. A tale scopo è stata consegnata in custodia temporanea e da musealizzare una ancora litica a gravità, provvista di un foro, ritrovata giorni addietro da un militare dei carabinieri presso i fondali della Contrada Bove Marino, in territorio comunale.






Il Premio 91023 alla Soprintendenza del Mare Settembre 2020

Assegnato alla scrittrice trapanese Stefania Auci, autrice del libro sui Florio “I Leoni di Sicilia”, e alla Soprintendenza del Mare della Regione siciliana, diretta da Valeria Li Vigni, vedova dell’ex soprintendente Sebastiano Tusa, il “Premio 91023 – Eccellenze delle Isole Egadi”. La consegna dei riconoscimenti è avvenuta a Favignana, all’Hotel Cave Bianche. Il premio, giunto alla quarta edizione, è promosso dalla Pro loco “Isole Egadi”, con la direzione artistica di Filippo Peralta. Alla Soprintendenza del Mare è stato assegnato il premio perché sotto la direzione di Sebastiano Tusa è stata “riscoperta” la Battaglia delle Egadi, consentendo il recupero dai fondali marini di numerosi importanti reperti archeologici. Un’attività che sta proseguendo anche sotto la direzione di Valeria Li Vigni. Il “Premio 91023 – Eccellenze delle Isole Egadi” è patrocinato dall’Assemblea Regionale Siciliana.

clicca sull'immagine per il video

Le spoglie di Sebastiano Tusa a San Domenico Settembre 2020
Come annunciato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, all’interno della Chiesa di San Domenico – la seconda per importanza e dimensioni, a Palermo, dopo la Cattedrale – sarà presto realizzato un monumento funerario in cui verranno accolte le spoglie dell’assessore Sebastiano Tusa, scomparso il 10 marzo dello scorso anno nell’incidente aereo avvenuto in Etiopia. L’Ufficio speciale per la progettazione, costituito dal governatore a Palazzo Orleans, ha già predisposto il progetto per realizzare una serie di lavori di restauro nella cappella del Santissimo Crocifisso, il luogo scelto per collocare l’urna. Su incarico della Giunta regionale, gli esperti della Struttura diretta da Leonardo Santoro hanno pianificato l’intervento che servirà a restituire l’antico splendore a una delle sezioni più suggestive della chiesa, dove si trova l’altare marmoreo sovrastato dal crocifisso ligneo realizzato da Giovanni Matinati nel 1509 e che contiene tre opere attribuite alla scuola di Antonello Gagini. “La Basilica – ricorda il presidente Musumeci – già a partire dalla metà del XIX secolo fu scelta come luogo di sepoltura da importanti personalità della vita politica e sociale di Palermo e, proprio per questo, fu consacrata come “Pantheon degli uomini illustri di Sicilia”: il luogo più degno per custodire il ricordo del professore Tusa, innamorato della propria terra e impegnato fino all’ultimo a realizzare grandi progetti per renderla sempre migliore”. Il restauro interesserà strutture murarie della cappella, pavimentazione e una serie di opere scultoree di grande pregio aggredite dall’umidità. La Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni esprime un sincero ringraziamento nei confronti del presidente Musumeci per l’attenzione e l’affetto dimostrato.
Indagini subacquee a Catania Agosto 2020
Si è appena conclusa un'importante campagna di indagine nelle acque di Catania per verificare lo stato di conservazione di due giacimenti archeologici subacquei, già rilevati negli anni passati. La Soprintendenza del Mare, in collaborazione con il 3° Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di Messina diretto dal comandante Giuseppe Simeone e supportato da mezzi nautici della Capitaneria di Porto di Catania e dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Riposto, ha proceduto ad esplorare mediante ROV – un veicolo filoguidato dalla superficie in grado di immagazzinare immagini - i fondali di Capo Mulini e Ognina per monitorare e controllare il carico di due antichi relitti che si sono inabissati in epoca romana. L'archeologia subacquea si conferma un segmento particolarmente strategico e importante dell'azione culturale del Governo regionale, sul quale sta operando con crescente impegno - dapprima grazie all'attività di Sebastiano Tusa e negli ultimi mesi con le iniziative dell’assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà, che ha impresso un’accelerazione alle iniziative della SopMare.

Quanto ai due relitti, il primo - segnalato nel 2009 e completamente rilevato nel 2016 - giace su un fondale di circa 55 metri ed è caratterizzato dalla presenza di centinaia di anfore, di 5 tipologie diverse, che contenevano probabilmente vino e sono databili fra la fine del II secolo a.C. e la metà del I secolo a.C. Il secondo relitto - che è conosciuto fin dal 1986 e trasportava un carico di tegole rettangolari di grosso modulo (66 x 50 cm) con i bordi ad alette ripiegate e coppi semicircolari - giace, invece, su un fondale di circa 40 metri molto vicino alla costa nei pressi di Ognina. Il relitto non è stato mai studiato in maniera scientifica per cui si è proceduto ad una valutazione dell'area di dispersione e alle condizioni di giacitura del carico, con le stesse modalità attuate per il primo relitto.

ll prezioso patrimonio sommerso lungo le coste della Sicilia è oggetto di attenzione da parte dell'assessore Alberto Samonà che, attraverso la Soprintendenza del Mare, sta cercando di operare la messa a rete e la valorizzazione degli itinerari che si trovano lungo le coste della Sicilia e che potrebbero rendere la nostra Isola una delle mete ambite del turismo subacqueo, oltre che rappresentare motivo di prestigio per il numero considerevole di aree rilevate e censite. Il patrimonio scoperto - in linea con le direttive Unesco che suggeriscono di non prelevare dal fondale reperti qualora sia possibile la loro fruizione e la salvaguardia del bene stesso sul luogo - viene lasciato per la maggior parte sui fondali marini come testimonianza della consistenza e tipologia dei giacimenti archeologici rinvenuti. Anche per migliorare la qualità delle indagini e l'attività del SopMare è in programma il potenziamento di un sistema di telerilevamento che favorisca una migliore indagine dei relitti.

A coordinare le operazioni di indagine è stato l'archeologo della Soprintendenza del Mare, Nicolò Bruno, supportato da Teresa Saitta, archeologa esterna e grande conoscitrice dei fondali catanesi che ha già al suo attivo altre collaborazioni con la Soprintendenza del Mare nonché da Alessandro Barcellona, esperto subacqueo locale. A controllare il buon andamento dell'immersione è intervenuto direttamente il comandante del nucleo subacqueo della Guardia Costiera che ha messo a disposizione il ROV per verificare in situ le condizioni dei due relitti. "Poter operare a quelle profondità con un veicolo munito di telecamera subacquea e monitor - commenta l'archeologo Nicolò Bruno - ci ha consentito di valutare le condizioni del giacimento archeologico e di indirizzare l'operatore ROV su aree particolarmente importanti per una più approfondita comprensione del relitto. Particolarmente preziosa si è rivelata anche in questo caso la collaborazione con il Nucleo Subacqueo della Capitaneria di Porto grazie alla quale - dopo anni dalla scoperta del relitto – è stato possibile verificare che il carico di anfore si mantiene abbastanza integro, come anche tutti gli elementi in piombo delle ancore e la tubazione plumbea relativa alla pompa di sentina lunga ben 4 metri, che sono rimasti nella stessa posizione di giacitura del 2016”. "La scelta di effettuare una ricognizione sui due relitti è stata dettata anche dalla necessità di acquisire elementi utili a creare itinerari subacquei per un turismo particolare, considerato che nella zona vi sono diving che hanno tutte le caratteristiche per poter operare in profondità.

L'attività della SopMare – sostiene la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni - è costantemente orientata alla ricerca, tutela e manutenzione degli itinerari e dei siti individuati che vengono protetti attraverso ordinanze di interdizione che provvediamo a richiedere alla Capitaneria di Porto. Il primo relitto, anche se posto a notevole profondità, è in condizione di essere visitato senza alcun intervento, poiché il carico anforario è visibile e ben conservato. Il relitto delle tegole, invece, come constatato dalla ricognizione e dalla documentazione prodotta, ha bisogno di una sostanziale pulitura che servirebbe a far emergere le numerose tegole che, anche se coperte da sabbia, appaiono essere impilate. In quest'ultimo caso non ci troviamo davanti a un vero e proprio scavo subacqueo, ma ad un intervento che, oltre a consentire una migliore fruizione, permetterebbe di studiare più approfonditamente il sito ritrovando elementi utili per una più precisa datazione della nave e del suo carico".








Nave di Marausa Agosto 2020
A seguito della individuazione a luglio del subacqueo, Giuseppe Brascia, nelle acque di Marausa (TP) di una seconda nave romana di epoca imperiale, la SopMare ha effettuato la verifica e messa in sicurezza del Il relitto che giace a circa 2 metri di profondità e a meno di 100 metri dalla riva. Il carico consisteva in anfore, delle quali rimangono pochi resti, e 13 lastre litiche rettangolari visibili, della grandezza di 80/90 cm per 100/130 cm, alte circa 15 cm, da utilizzare certamente per elementi architettonici o comunque per lavori edili. Parte del relitto è scoperto. Tale relitto era stato individuato da Sebastiano Tusa che aveva individuato le lastre trasportate dal relitto ed ipotizzato la presenza di un emporio. intravedendosi parte della murata e alcune ordinate, per una lungezza di circa 10 metri. In questi giorni la Soprintendenza del Mare, insieme a volontari di due associazioni culturali, ha provveduto a mettere in sicurezza il relitto e l'eventuale carico ancora in situ con una operazione durata tre giorni. Il primo giorno è servito per delimitare il campo di azione (m 10 x 3) e fare i primi rilievi sia in modo tradizionale sia in 3D. Il secondo giorno, tramite sorbona, si sono effettuati dei sondaggi per capire l'entità e l'ampiezza del giacimento archeologico, che pare sia di circa m 11 per m 4.20. Il relitto e i sondaggi effettuati sono stati ricoperti di sabbia e il giorno successivo, dopo avere coperto il giacimento con tessuto non tessuto geotessile, sono stati posizionati circa 100 sacchi di juta riempiti di sabbia a protezione dell'area più vulnerabile del relitto. L'operazione è stata condotta dalla Soprintendenza del Mare con l'archeologo Nicolò Bruno e il coordinatore dei subacquei, Stefano Vinciguerra. E' stato possibile realizzare questi lavori grazie ai volontari subacquei dell'associazione BC Sicilia: Gaetano Lino, Francesco Balistreri, Salvatore Ferrara, Alessandro Urbano, Giampiero Tomasello, Francesco Cassarino, che hanno messo a disposizione gommome, sorbona, tessuto non tessuto e sacchi di juta, oltre alle proprie attrezzature subacquee e fotografiche. Il rilievo sia tradizionale sia in 3D è stato anche realizzato dai volontari dell'associazione. Inoltre, per Sicilia Antica, è stato presente Francesco Torre che ha fornito la sabbia per i sacchi. Un aiuto concreto è stato dato anche dallo scopritore, Francesco Brascia, e da Rocco Cassarino. Ancora una volta la collaborazione tra istituzioni e volontariato ha permesso di portare a termine un' operazione delicata come la copertura di un sito archeologico che rischiava di essere depredato o di andare perduto per eventi meteo marini. Avendo quantificato l'area del giacimento archeologico e avendola messa in sicurezza, ora è possibile aspettare un finanziamento che possa salvaguardare e valorizzare l'ennesimo relitto ritrovato nelle acque siciliane Dichiara Valeria Li Vigni: "La Soprintendenza del mare procede a grandi passi sul solco tracciato da Sebastiano Tusa affinché tutte le energie da lui riversate abbiano continuità e fondamento per la rinascita, la valorizzazione e la tutela del nostro patrimonio sommerso”.



Intitolato a Sebastiano Tusa il Museo del Mare di Pantelleria Agosto 2020
Il nuovo Museo del Mare di Pantelleria porterà il nome di Sebastiano Tusa, l’archeologo, Assessore regionale dei Beni culturali prematuramente scomparso, che a Pantelleria ha destinato numerosi studi e campagne di ricerca, siglando anche progetti di rilevanza internazionale. La cerimonia di intitolazione si è svolta alla presenza dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, della Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni vedova del Prof. Tusa, del figlio di Sebastiano, Andrea Tusa e di Vincenzo Campo, Sindaco del Comune di Pantelleria, cui il Museo appartiene. “Sebastiano ha dedicato a Pantelleria e al Museo del Mare – dice il Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni – una passione e un impegno che andavano oltre l’attività di Soprintendente e di archeologo; amava Pantelleria riamato dalla sua gente. Il Museo ha la sua impronta e racconta l’Isola così come lui la vedeva: il cuore pulsante del Mediterraneo, l’Isola nell’Isola”. Il “Museo del Mare Sebastiano Tusa” si trova a Pantelleria nella zona dell’Arenella, tra il porto, Mursia e il Villaggio dei Sesi. Il nuovo Museo, del quale il Comune di Pantelleria curerà la struttura architettonica, le soluzioni espositive e tecniche, si avvarrà della consulenza tecnico-scientifica della Soprintendenza del Mare che fornirà anche i reperti archeologici da esporre e il materiale documentario.

L’allestimento, che è in fase di definizione, prevede quattro Sezioni:

I SEZIONE - PANTELLERIA IL CUORE DEL MEDITERRANEO Storytelling e Videomapping - Il percorso museologico porta il visitatore in un viedeoambiente (la sala d’ingresso) che riproduce il microcosmo di Pantelleria, una sorta di macchina del tempo che fa rivivere con un video mapping i traffici dell’ossidiana, l’arrivo del popolo dei Sesi (necropoli e villaggi) le prime forme di antropizzazione dell’isola e degli sviluppi sociali architettonici, fino alla sua funzione centrale nel Mediterraneo con la dominazione romana. Le rotte e le colonizzazioni nell’Isola sono illustrate attraverso la voce narrante di Sebastiano Tusa, recuperata dagli innumerevoli filmati in possesso della Soprintendenza del Mare.

II SEZIONE - LA NAVE DI SCAURI Conterrà la ricostruzione dell’immagine della nave, la carta geografica con indicazione delle rotte e la rappresentazione dello stivaggio della Pantellerian Ware e dei corredi di bordo.

III SEZIONE - GLI ITINERARI SUBACQUEI E LE STORIE SOMMERSE DI PANTELLERIA
Caratteristiche morfologiche delle coste di Pantelleria con indicazione degli antichi porti e approdi e illustrazione dettagliata dei sette itinerari sommersi oggi visitabili.

IV SEZIONE - LA CULTURA DEL MARE - IL MAESTRO CHICCO VALENZA E IL GOZZO PANTESCO
Recuperato un rostro nei fondali delle Egadi Agosto 2020
Nel mare delle Egadi, a nord ovest di Levanzo, la Soprintendenza del Mare, in collaborazione con la Guardia di Finanza, con i subacquei della Soprintendenza e con la Gue - Global Underwater Explorer, ha recuperato un rostro, alcune monete puniche e una spada. I reperti sono stati portati all’ex Stabilimento Florio di Favignana per la diagnostica.
Rinvenuto un relitto di una nave oneraria a Marausa Luglio 2020

La Soprintendenza del Mare ha effettuato un ritrovamento eccezionale con il contributo della Capitaneria di Porto di Trapani e il sostegno del Comandante Parisi, che ci ha collaborati nella verifica della segnalazione di un relitto con anfore da parte dal sig Brascia Francesco dipendente del ministero della difesa del 3/° stormo Trapani Birgi. La Soprintendenza del mare ha tempestivamente inviato il gruppo di intervento coordinato dal responsabile del gruppo subacqueo della Soprintendenza del mare Stefano Vinciguerra, e alcuni esperti collaboratori che sono stati assistiti dal Battello: GCB36 comandato dal Com 2^cl np Giacalone Giuseppe.
L’immersione è iniziata alle ore dieci guidata dal segnalatore a circa 60 mt dalla costa, dove era visibile una porzione di circa dieci mt di relitto posizionato parallelamente alla costa sostenuto da un costone di sabbia .La trincea di sabbia alla base ha raccolto innumerevoli frammenti  di anfore. Sono stati prelevati tre reperti per le necessarie indagini diagnostiche, di questi uno presenta sull'orlo un’iscrizione, l'altro sotto il collo due lettere A e F e il terzo è una porzione di anfora contrassegnata da un’incisione che ricorda una torre. Il gruppo ha raggiunto il posto seguiti dal gommone della Capitaneria di Porto, che interdiva l‘area per la sicurezza, dove il nostro tecnico ha effettuato la documentazione video fotografica e la geo referenziazione con il gps Al rientro in CP di Trapani è stata segnalata la necessità di interdire l’area che verrà delimitata dalla Sopmare a seguito di ulteriori indagini che emetteranno un vincolo.
“I reperti prelevati, orli di anfora africana, sono attestabili alla tarda età imperiale e la Sopmare - dichiara la dott. Valeria Li Vigni – proseguirà le ricerche a Marausa di questo relitto di cui si vede parte del fasciame e alcune ordinate oltre numerosi frammenti anforacei. Le anfore venivano utilizzate per il trasporto di derrate alimentari, ciò confermerebbe la presenza di un emporium come aveva ipotizzato Sebastiano Tusa al momento della scoperta del primo relitto di Marausa, recuperato a 500 metri di distanza, oggi esposto al Baglio Anselmi di Marsala.
Marausa si conferma un importante luogo di approdo, alla luce di questo secondo rinvenimento, un luogo che ci ha restituito una delle più interessanti navi onerarie romane di età tardo antica che è stata recuperata, restaurata e musealizzata, attraverso una lezione di metodo eccellente che ci ha trasmesso Sebastiano Tusa.
Le indagini ci daranno conferma di questa ipotesi, oggi rafforzata da questo secondo rinvenimento che ci stimola a proseguire l’ attività di ricerca tutela e valorizzazione del nostro patrimonio identitario ,ricchezza che è alla base di uno sviluppo culturale ed economico legato a un’ offerta sempre più qualificata.”





Individuato a Siracusa il carico di un relitto tardo antico

Luglio 2020
Eccezionale rinvenimento da parte della Soprintendenza del Mare di un sito archeologico nei fondali di Ognina, a Siracusa. Si tratta di una nave oneraria con un carico di ceramiche da mensa di epoca tardo antica. L’importante scoperta è avvenuta nel corso di alcune immersioni subacquee di ricerca e documentazione, autorizzate e coordinate dalla Soprintendenza del Mare ed effettuate dai subacquei altofondalisti Fabio Portella e Stefano Gualtieri, con il contributo dell’associazione Capo Murro Diving Center di Siracusa. Il relitto, individuato al largo di Ognina ad una profondità di 75 metri, si trova posizionato in un vasto areale caratterizzato da un fondale prevalentemente pianeggiante costituito da sabbia mista a fanghiglia. “Abbiamo disposto e coordinato il recupero di due reperti individuati dall’archeologo della Soprintendenza del Mare, Fabrizio Sgroi – dice la Soprintendente Valeria Li Vigni - quali elementi diagnostici del carico del relitto sulla scorta di una sommaria descrizione degli scopritori. I due reperti, che presentano notevoli incrostazioni, sono una ciotola a doppio manico con coperchio e in una brocca a forma di campana. La Soprintendenza del Mare - dichiara Valeria Li Vigni - svolge da anni un lavoro capillare di sensibilizzazione e di collaborazione con i diving che ha fornito risultati sempre più incoraggianti e in costante evoluzione. A breve procederemo con la definizione di un rilievo sistematico del relitto per studiarlo più approfonditamente”.
I due reperti, che rappresentano espressione di una ceramica da mensa acroma, farebbero pensare ad un insieme di ceramiche di origine africana databili intorno al IV secolo d.C.; va valutata, però, la possibilità che si tratti di una produzione locale di ceramiche da mensa, cosa che sarebbe attestata da fornaci presenti nel siracusano intorno al VI secolo d.C. La brocchetta monoansata rappresentava un bollitore a forma di campana a fondo convesso da posizionare sulla brace con la funzione di riscaldare i liquidi; un centro di fabbricazione di questa particolare forma, che presenta forti influssi bizantini, è stato riscontrato in Africa del Nord, in Tripolitania e in Tunisia. La ciotola con coperchio ha forma emisferica e un piccolo piede sul quale si innestano due anse probabilmente decorate, ma fortemente corrose dalla lunga permanenza a mare. Il coperchio presenta una presa a bottone piuttosto rozza. La localizzazione pone il relitto lungo la direttrice di uno dei due cavi elettrici che, nel 1912, sono stati messi in posa sul fondale dalla ditta Pirelli su commissione del Governo italiano per collegare la Sicilia alla Libia con i due rispettivi approdi finali a Tripoli e Bengasi.


Individuato relitto romano a Ustica Luglio 2020
Durante le recenti operazioni effettuate a Ustica è stato individuato un relitto giacente ad una profondità di circa 70 metri di cui è ben evidenziato il carico, composto da anfore databili tra il II ed I sec. a.C. Le indagini preliminari sono state condotte con il supporto tecnico-logistico della Guardia di Finanza comandata dal Col. Martinengo del ROAN, con il Ten.Col. Averna Comandante della Stazione Navale, il Luogotenente Bonura Comandante della sez. operativa navale, il m.llo Nobile Comandante del nucleo subacqueo. Per la Sopmare erano presenti i funzionari Selvaggio e Agneto responsabili degli itinerari subacquei, l’archeologa Testa, il responsabile del nucleo subacqueo Vinciguerra. Le immersioni sono state effettuate dal nostro segnalatore e altofondalista Cingillo. Nelle tre giornate di lavoro sono state effettuate ricerche strumentali tramite ecoscandaglio, ROV e Rebreather. Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare, dichiara “abbiamo ripreso le attività di ricerca e di manutenzione degli itinerari sommersi grazie alla volontà dell’Assessore Alberto Samonà, che vuole rimettere al centro dell’attenzione la Sopmare che rappresenta tutt’oggi un organo di ricerca tutela e valorizzazione unico in Europa che prosegue la sua attività in tutti i mari di Sicilia. Seguiamo con entusiasmo le orme del suo fondatore Sebastiano Tusa come dimostrano le recenti scoperte”. A Ustica le ricerche proseguiranno con saggi, rilievi videofotografici, e analisi diagnostiche sui reperti recuperati.

Cannone prodiero del dragamine “Filicudi" Luglio 2020
Il Nucleo subacqueo della Soprintendenza del Mare, con il supporto logistico della Legione Carabinieri Sicilia - Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina e la collaborazione del Diving Center “FREE DIVERS ITALY” di Stefano Ravalli, ha verificato l'avvenuto ritrovamento del cannone prodiero del relitto del dragamine “Filicudi” ed il suo riposizionamento vicino al supporto originario.
L'assenza del pezzo d'artiglieria, verificata la scorsa estate e che in un primo momento si era temuto fosse la conseguenza di un trafugamento, è stata probabilmente dovuta all'utilizzo di una rete da pesca a strascico o ad un maldestro tentativo di ancoraggio (ambedue attività vietate ai sensi della vigente Ordinanza n°58/2009 della competente Autorità Marittima).
E' auspicio della Soprintendenza del Mare, che la consapevolezza del valore culturale dei nostri relitti, induca pescatori e diportisti che assiduamente operano nel circondario marittimo trapanese, ad essere portatori di comportamenti responsabili. 


Il Sindaco di Tripi in visita alla Soprintendenza del Mare Luglio 2020
Il Sindaco di Tripi, Michele Lemmo, ha incontrato presso la sede della Soprintendenza del Mare il Soprintendente Valeria Li Vigni. Il Sindaco, in occasione dell’incontro, ha manifestato la volontà di intitolare a Sebastiano Tusa un istituto scolastico della cittadina messinese. E’ inoltre in programma una giornata dedicata all’illustre studioso scomparso lo scorso anno.
Master in Archeologia Giudiziaria Giugno 2020

Domenica 14 giugno si è tenuta la Cerimonia di assegnazione delle Borse di Studio offerte dal Centro Studi Criminologici agli allievi del Master in Archeologia Giudiziaria e Crimini contro il Patrimonio Culturale.
Le tre Borse di Studio, di cui due riservate ai candidati under 36 ed una senza limiti di età, sono state dedicate alla memoria di altrettanti protagonisti della tutela del patrimonio culturale che il nostro Paese può vantare nello scenario internazionale: l’archeologo Fabio Maniscalco, pioniere della salvaguardia del Patrimonio Culturale nelle aree di crisi e di guerra, il generale Roberto Conforti, indimenticato comandante e padre morale del TPC dei Carabinieri, l’archeologo Sebastiano Tusa, instancabile promotore della tutela del patrimonio culturale, terrestre e subacqueo, in Italia e all’estero.
Il Master, promosso dal CSC – Centro Studi Criminologici, Ente di Formazione Superiore riconosciuto dalla Regione Lazio, accreditato presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti come Ente Terzo Formatore ed iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con l’Osservatorio Internazionale Archeomafie, è giunto quest’anno alla sesta edizione, che nonostante le difficoltà legate all’attuale emergenza epidemiologica, vede una nutrita e qualificata partecipazione di professionisti del settore, da tutta Italia e anche dall’estero.
«Nello spirito dell’art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sancisce che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, pur non usufruendo di finanziamenti pubblici, abbiamo sinora stanziato oltre 14mila euro per finanziare borse di studio e premi per sostenere la pubblicazione delle migliori tesi, avendo sempre come imperativi inderogabili il riconoscimento del merito dei candidati e la trasparenza della procedura di selezione». A dichiararlo è Marcello Cevoli, Presidente del Centro per gli Studi Criminologici.
Il Master si svolge sotto la Direzione Scientifica dell’archeologo Tsao Cevoli, Direttore dell’Area Patrimonio Culturale del CSC, mentre il Coordinamento Didattico è affidato da quest’anno a Sabina Angelucci, Conservatore dei Beni Culturali, già in forza all’Area Patrimonio Culturale del CSC come Tutor e docente in edizioni precedenti. Subentra all’archeologo Walter Grossi, che continuerà ad operare con altri incarichi all’interno dell’Area Patrimonio Culturale del CSC.
La Commissione per l’assegnazione delle Borse di Studio è composta da Marcello Cevoli, Presidente del CSC, Rita Giorgi, Direttore Scientifico del CSC, Tsao Cevoli, Direttore del Master, Sabina Angelucci, Coordinatore Didattico del Master, Barbara Buonomo, Tutor Didattico del Master, Lidia Vignola, Direttore dell’Osservatorio Internazionale Archeomafie, Paolo Giorgio Ferri, già Sostituto Procuratore della Repubblica, Docente del Master, che saranno affiancati dai familiari dei tre paladini della tutela alla cui memoria sono dedicate le Borse di Studio: Mariarosaria Ruggiero, vedova dell’archeologo Fabio Maniscalco, Valeria Li Vigni, vedova dell’archeologo Sebastiano Tusa, ed Ena Conforti, vedova del generale Roberto Conforti.
«Siamo particolarmente onorati – afferma Tsao Cevoli, Direttore del Master – della presenza ai lavori della Commissione per l’assegnazione delle Borse di Studio e alla Cerimonia di inaugurazione del Master dei familiari di quelli che possiamo senza retorica considerare degli eroi che hanno dedicato e spesso sacrificato la loro vita per la tutela del Patrimonio Culturale. Offrendo agli allievi del Master delle Borse di Studio a loro intitolate speriamo di poter offrire un contributo affinché essi, così come lo sono stati per noi, continuino a costituire dei modelli da imitare per le future generazioni di difensori del Patrimonio Culturale».
La proclamazione dei vincitori delle Borse di Studio si è tenuta durante la Cerimonia di inaugurazione del Master, alla quale sono stati invitati a partecipare i membri del Comitato Scientifico del CSC, le vedove Maniscalco, Conforti e Tusa, e i rappresentanti delle associazioni professionali con le quali sono in atto convenzioni: Alessandro Garrisi, Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi, e Mauro Piermarocchi, Presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti Intelligence e Security.
In osservanza dei provvedimenti legati alla situazione sanitaria, la Cerimonia di inaugurazione del Master e la proclamazione dei vincitori delle Borse di Studio si sono svolte in modalità telematica domenica 14 Giugno 2020, dalle 8.50 alle 10.30, sulla piattaforma digitale del CSC, www.criminologi.com.
La borsa di studio intitolata a Fabio Maniscalco è stata data a Lucia Foderà
La borsa di studio intitolata al Generale Conforti è andata a Giuseppe Pucci
La borsa di studio dedicata a Sebastiano Tusa è andata a Logoluso Francesca
Una menzione speciale per la collaborazione con Sebastiano Tusa è andata a Salvatore Palazzolo

Paolo Giorgio Ferri

Giugno 2020

Si è spento improvvisamente Paolo Giorgio Ferri, ex sostituto procuratore di Roma, esperto per i rapporti internazionali e i recuperi del Ministero per i Beni culturali, protagonista di oltre 15 anni di inchieste sui furti d’arte, autore di fondamentali recuperi di opere italiane dall’estero. Anche in pensione, non hai mai smesso di prodigarsi e impegnarsi come collaboratore alle indagini, come studioso del fenomeno dei traffici illeciti di beni culturali, come formatore per le nuove generazioni di professionisti del patrimonio e come divulgatore. La Soprintendenza del Mare si unisce al dolore dei familiari per la perdita di un uomo che tanto ha dato al mondo dei Beni culturali.
Dalle ricerche per mare… agli incontri in rete
Maggio 2020
La Soprintendenza del Mare desidera restare vicino agli studenti, agli insegnanti e agli appassionati del Mare, realizzando un programma di incontri nel web che ci consentirà di condividere con voi i nostri progetti ma soprattutto le nostre attività volte alla tutela, alla divulgazione e alla valorizzazione dei nostri tesori sommersi, patrimonio materiale e immateriale ad essi strettamente legato che si tramanda da millenni ed è ancora vivo nella mente degli ultimi artigiani e maestri d’ascia marini. Sarà anche una occasione per potere raccontare e dialogare sulle attività svolte in questi anni dalla Soprintendenza del Mare, dei progetti in itinere e di quelli in programmazione. Progetti rivolti anche all'utilizzo delle nuove tecnologie e finalizzati a rendere sempre più accessibile a tutti il ricco patrimonio culturale sommerso.
10 incontri interdisciplinari che, partendo dalla pubblicazione “Ricerche per mare” curata dalla Soprintendenza del Mare nel 2018, ci permetteranno di dialogare con voi per raccontare alcune delle nostre ricerche. Dalle storie legate alle tradizioni popolari, ai miti e alla religiosità della nostra isola in riferimento al mare, a quelle di importanti battaglie navali ma anche alle cronache storico-economiche di mestieri del mare “emigrati” dalla Sicilia verso altre sponde o dei porti franchi dove era consentita la libera circolazione delle merci.
La storia e la cultura sono incise nelle cose, nei sassi, nei volti, negli sguardi e nelle voci degli uomini, nei colori, negli odori e nei suoni dei paesaggi. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro una testimonianza, un reperto ritrovato, c’è sempre una storia che l’uomo, nel corso dei millenni, ha lasciato dietro di sé durante il suo passaggio, nel suo “viaggio” per mare sia fatto per spirito di avventura, che per lavoro o per sfuggire a una guerra.



scarica il progetto

scarica il calendario degli incontri

Contrasto e contenimento emergenza coronavirus COVID-19
Marzo 2020
Si comunica che gli uffici della Soprintendenza del Mare sono chiusi al pubblico fino al 15 marzo.

 
Emergenza Coronavirus
Marzo 2020
Pubblicata la nota presidenziale del 5 marzo 2020 e il decreto n. 10/gab del 5/3/2020

nota presidenziale 3944 del 5/3/2020

DA n 10 del 5/3/2020

 
Centro di eccellenza per i beni culturali subacquei
Febbraio 2020
Nasce in Sicilia un Centro di eccellenza per i beni culturali marini
Un Centro regionale di eccellenza per il patrimonio sommerso siciliano. Lo ha deciso il governo Musumeci, fissandone la sede a Palermo, nei locali del complesso Roosevelt, all’Addaura, di proprietà regionale, dove hanno sede gli uffici della Soprintendenza del Mare. L’obiettivo del governo è quello di fare del Centro un punto di riferimento internazionale per la ricerca archeologica subacquea. Intanto, sono stati aggiudicati i lavori di adattamento della sede che verranno realizzati in dodici mesi: a giugno del prossimo anno la struttura sarà operativa con una dotazione tecnologica di prim’ordine che consentirà alla Sicilia di diventare un Polo di ricerca subacquea all’avanguardia. Sono previsti interventi per oltre due milioni di euro per dotarlo di attrezzature e locali idonei alla documentazione dei beni culturali subacquei, al loro studio, al restauro e alla ricerca in alto fondale. La struttura sarà anche un punto di riferimento per gli studiosi, le università, gli istituti di ricerca e si doterà di un nuovo Sistema informativo territoriale per la gestione e lo studio dei beni sommersi. Il Centro, oltre agli uffici, comprenderà aule multimediali, una sala congressi e laboratori per la ricerca. Le attività saranno rivolte anche alla formazione esterna, con l’organizzazione di corsi specialistici. È previsto anche lo sviluppo delle ricerche subacquee in alto fondale con l’acquisto di strumentazioni tecnologiche per le indagini profonde. Un progetto realizzato con lungimiranza e competenza da Sebastiano Tusa.
Arsenale della Marina Regia
Febbraio 2020
Si comunica che i locali dell’Arsenale della Marina Regia di Palermo rimarranno chiusi al pubblico per lavori di risistemazione delle collezioni.
Il Dialogo delle 5A
Gennaio 2020
Archeologia, Architettura, Antropologia, Archivi, Ambiente Un viaggio tra Mare e Terra alla ricerca della bellezza contro l’inquinamento
Il Dialogo delle 5A (Architettura, Archeologia, Antropologia, Archivi, Ambiente) – un viaggio tra Mare e Terra alla ricerca della bellezza contro l’inquinamento, nasce dall’incontro tra la Soprintendenza del Mare e I Rotary Club del distretto che hanno voluto unirsi in un progetto comune rivolto alla conoscenza e alla salvaguardia del Pianeta. Un “incontro” perfetto che mira ad incrementare l’attenzione della popolazione sulle diverse tematiche che coinvolgono il nostro mare, i fiumi, i laghi e la terraferma. Le attività si articoleranno attraverso una campagna di formazione ed informazione, rivolta agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori, corredate da iniziative d’impatto su territori e siti particolarmente sensibili e/o caratterizzati da inquinamento specifico. Sono previste, inoltre, campagne di sensibilizzazione degli studenti delle scuole volta alla conoscenza del ricco e diversificato patrimonio culturale (materiale e immateriale) sommerso del mare Mediterraneo, con lo scopo di creare un corretto approccio alle risorse marine.
Il progetto verrà presentato giovedì 23/01/2020, alle ore 10:00, presso Palazzo D'Aumale Museo Regionale di Terrasini (Lungomare Peppino Impastato), con la presenza del Soprintendente del Mare, delle Autorità Rotariane coinvolte, di Sindaci, Dirigenti Scolastici ed Amministratori.
Saluti di Natale alla Soprintendenza della Mare
Dicembre 2019
Sommessi saluti di Natale alla Soprintendenza della Mare della Regione Siciliana. Un breve, intenso e partecipato momento quello vissuto in Soprintendenza del Mare nel ricordo di Sebastiano Tusa. È stata frutto di una corale e sommessa richiesta da parte di tutti i dipendenti della Soprintendenza del Mare che ha convinto Valeria Li Vigni, nuovo Soprintendente del Mare, a scambiarsi i saluti e gli auguri in questo Natale e per il 2020. “E’ nostro compito istituzionale procedere sulla strada tracciata chiaramente da Sebastiano Tusa che tutti noi abbiamo il dovere morale di portare avanti. E’ Una missione strepitosa la progettualità della Soprintendenza del mare in continua evoluzione, contrassegnata dall’armonia che ha caratterizzato il nostro operato da settembre a oggi. Per questo siamo qui e vi ringrazio per l’impegno e l’affetto che state dimostrando alla Soprintendenza del Mare”. Così, oggi, durante une breve e raccolto momento per lo scambio degli auguri e per fare il punto di questi primi mesi di lavoro in via Lungarini, la dott.ssa Valeria Li Vigni, nuovo Soprintendente del Mare della Sicilia, moglie e compagna di vita del carissimo Sebastiano Tusa. Una serena navigazione da parte di tutto il personale della Soprintendenza del Mare.
Thalassa
Dicembre 2019
Protagonista a Napoli è il mare con i reperti che ha custodito per secoli, a volte millenni, prima di un loro recupero.
E' stata inaugurata al Museo archeologico nazionale di Napoli “Thalassa”, mostra che racconta l’archeologia subacquea, il Mediterraneo visto sia come confine che, allo stesso tempo, via di comunicazione e incontro per i popoli di Europa, Africa e Asia minore. In rassegna, quattrocento oggetti, molti provenienti da istituzioni internazionali. Proprio come le trenta opere del relitto di Antikythera, oggi custoditi nel Museo Archeologico di Atene.
“Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo" è un lungo omaggio al “Mare Nostrum”, ancora oggi crocevia di speranza per i popoli del Mediterraneo. Il percorso espositivo è nato nel più ampio progetto di collaborazione con la Regione Siciliana: una rete di ricerca sostenuta da Sebastiano Tusa, che prima della sua tragica scomparsa dello scorso mese di marzo, aveva ideato e pianificato la mostra napoletana. Più di 160 i reperti siciliani protagonisti della mostra, allestita nella prestigiosa sala della Meridiana fino al prossimo mese di Marzo.
Martedì di Carthago
Dicembre 2019
Intensa giornata di lavori, i Martedì di Carthago, tenutasi alla Curia del Parco Archeologico del Colosseo a Roma e dedicata alla Sicilia nell'ambito della mostra Carthago, in corso al Colosseo fino al prossimo 29 marzo con importanti prestiti della Soprintendenza del Mare. Tra i molti interventi, le novità e i tanti temi ancora da approfondire per quanto riguarda l'archeologia fenicio-punica della nostra Isola, anche le comunicazioni della Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni sulle recenti attività della Soprintendenza del Mare e dell'archeologa Francesca Oliveri sulle nuove iscrizioni e iconografia dei rostri delle Egadi.
Chiusura per disinfestazione
Dicembre 2019
Si comunica che i locali delle tre sedi della Soprintendenza del Mare rimarranno chiusi giorno 13 dicembre per disinfestazione.
 
Operazione a Cala Minnola
Dicembre 2019
Il 7 dicembre la Soprintendenza del Mare con il guardacoste G.119 Vitali della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Trapani con il comandante Leonardo Fodera’ e l’equipaggio, con il gruppo subacqueo di Bc Sicilia Gaetano Lino, Gianpiero Tomasello, Francesco Balistreri e Salvatore Ferrara, coordinato da Stefano Vinciguerra del gruppo subacqueo della Soprintendenza del Mare e da Valeria Li Vigni Soprintendente del Mare, nell’ambito di una verifica dello stato del sito di Cala Minnola, ha constatato un’ iniziale abrasione dell’anfora, contrassegnata dal timbro Papia, dovuta all’azione dei sedimenti mossi dalle forti correnti marine e pertanto l’ha prelevata e portata nelle vasche di dissalazione per la stabilizzazione per la futura esposizione al museo della navigazione del Regio Arsenale
Tavola rotonda
Novembre 2019
Si è svolta giorno 29 novembre, presso la Soprintendenza del Mare, una tavola rotonda sulla diagnostica e le nuove tecnologie applicate al patrimonio sommerso. Erano presenti il prof. Midiri dell’Università di Palermo, il prof. Leone, il prof. Caponetti dell’Università di Palermo, il dott. Mario Pagliaro del CNR di Palermo, il dott. Roberto La Rocca, il dott. Nicolò Bruno, il dott. Di Franco, la dott.ssa Francesca Oliveri e la Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni.
Convegno sull'Art Bonus
Novembre 2019
Mercoledì di Palazzetto Mirto, conferenza sul tema: “Art Bonus, mecenati di Oggi per la Sicilia di Domani” Nell’ambito dei Mercoledì di Palazzetto Mirto, incontri a tema curati dalla Soprintendenza del Mare, si terrà mercoledì 20 Novembre 2019 alle ore 17,00 presso la sede di Palazzetto Mirto in via Lungarini, 9, a Palermo, l’incontro sul tema “Art Bonus, mecenati di Oggi per la Sicilia di Domani”.
Ad affrontare l’argomento sarà Andrea Grigoletto, consulente legale in tema di beni culturali che opera a Venezia.
Interverranno, inoltre, Lina Bellanca, Soprintendente ai Beni Culturali di Palermo, Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare e rappresentanti di istituzioni pubbliche e private.
Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico
Novembre 2019
La Soprintendenza del Mare ritorna come di consueto alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum per presentare le sue attività e le programmazioni future. Purtroppo questa volta la Soprintendenza è stata presente senza il suo grande Soprintendente prima, e infine Assessore, Sebastiano Tusa, recentemente tragicamente scomparso. Sull’onda dei suoi insegnamenti, saldamente condivisi con le associazioni presenti in gran numero a Paestum, dai gruppi Archeologici Italiani, di cui Sebastiano Tusa era Presidente, a Marenostrum, ai Club Rotary di cui erano presenti il Teatro del Sole con una delegazione siciliana, il Rotary di Salerno e si Pestum Capasso che con Tusa hanno sempre condiviso l’amore per la ricerca la tutela e la valorizzazione del patrimonio che ci siamo impegnati a sostenere insieme, portando avanti i progetti avviati. Numerosi i convegni, le relazioni, i laboratori didattici, le performance ma al centro di tutto, il tema dei cambiamenti climatici splendidamente descritti nella mostra “Poseidonia città d’acqua. Archeologia e cambiamenti climatici”. Argomento di assoluta importanza, sul quale la Soprintendenza del Mare ha presentato numerosi progetti focalizzati sul rischio di distruzione del nostro patrimonio archeologico costiero e sul quale occorrono interventi urgenti. La Soprintendenza del Mare ha inoltre posto le basi per una collaborazione con Jonathan Adam responsabile del Black Sea Maritime Archeology project MAP e vincitore dell’International Archeological discovery award “Khaled al Asaad”. Infine, il prestigioso premio “Mario Napoli” e’ stato assegnato alla memoria a Sebastiano Tusa per il suo tenace impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale, nella promozione del turismo archeologico e al dialogo interculturale.


Premio alla memoria
Novembre 2019
Conferito il premio Amici della Fondazione Sicilia alla memoria di Sebastiano Tusa.
Il premio e’ stato consegnato presso la Società Siciliana di Storia Patria nell’ambito della celebrazione del premio letterario internazionale Mondello
Escape from Pompei
Novembre 2019
Inaugurata la mostra archeologica “Escape from Pompei. The Untold roman rescue” presso il Moesgaard Museum di Aarhus in Danimarca, seconda tappa europea della prestigiosa esposizione. La Soprintendenza del Mare partecipa con dieci reperti provenienti dal patrimonio archeologico di origine subacquea rinvenuto negli ultimi anni nelle acque della Sicilia. La Soprintendenza ha già partecipato alle precedenti esposizioni (Hong Kong, Sydney e Freemantle) che hanno avuto enorme successo: Hong Kong ha registrato centomila visitatori paganti in soli tre mesi. La mostra illustra ai visitatori il mondo romano in età imperiale immediatamente prima l’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. che distrusse le città di Pompei ed Ercolano. Il percorso espositivo, attraverso l’esperienza diretta di uno dei protagonisti che ha vissuto in prima persona gli eventi di quei nefasti giorni, lo storico latino Plinio il Vecchio, e da colui che ce l’ha poi potuta raccontare, il nipote Plinio il Giovane, illustrerà ai visitatori la vita degli abitanti di Pompei ed Ercolano ed il loro tragico epilogo, durante il quale, mentre tutti cercano di fuggire da Pompei, lui vi si dirige, per assistere e documentare l’eccezionale fenomeno naturale in atto e nel tentativo di salvare il maggior numero possibile di residenti in pericolo da parte della flotta militare romana. Questo fu da molti considerato come il primo caso registrato nella storia dell’uomo di salvataggio di civili da parte di una forza militare. Grazie a Plinio, infatti, il racconto si amplia e il visitatore ha la possibilità di approfondire la conoscenza dell’Impero Romano non solo come incontrastata potenza di terra, dominatrice delle importanti Province Romane, ma come grande potenza di mare. La baia di Napoli fa sempre da sfondo a questo racconto, con Miseno, sede della potente flotta militare, con i porti commerciali di Pozzuoli e Napoli, favorirono lo sviluppo dell’intero territorio.
Biblioteca dedicata a Sebastiano Tusa
Novembre 2019
L’8 novembre 2019, a completamento dell’evento conclusivo della due giorni dedicata alla presentazione dei risultati del progetto di cooperazione internazionale Interreg COASTING, è stata inaugurata la Biblioteca della Soprintendenza dei Beni Culturali di Ragusa, intitolata al compianto assessore regionale Sebastiano Tusa, già Soprintendente del Mare. La dedica a Sebastiano Tusa e l’ammodernamento della biblioteca, sono stati fortemente voluti dal Soprintendente dei Beni Culturali di Ragusa, Giorgio Battaglia con la partecipazione di tutto il personale della Soprintendenza di Ragusa. COASTING è un progetto di cooperazione internazionale tra paesi del Mediterraneo per la valorizzazione e tutela dal rischio idrogeologico delle coste, iniziato con Sebastiano Tusa Soprintendente del Mare. In tale ambito la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, ha posto l’attenzione sui siti archeologici a rischio idrogeologico lungo le coste della Sicilia. All’evento ha partecipato il Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni che ha presentato i risultati del lavoro fatto e proposto la prosecuzione dell’iniziativa nella nuova programmazione a regia della Soprintendenza del Mare, anche in onore e memoria di Sebastiano Tusa. I lavori sono stati moderati dalla giornalista Patrizia Biagi.
Progetto Coasting
Novembre 2019
Dal confronto internazionale ad un accordo per la Provincia di Ragusa
Il contratto di costa come strumento di governance territoriale per un turismo sostenibile


Il 7 e l’8 Novembre prossimo si terrà a Ragusa, presso la sede della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali, ex Cinema Ideal, la conferenza finale del progetto “Coasting – Coastal Integrated Governance for Sustainable Tourism” (co-finanziato con fondi FESR nell’ambito del programma Interreg Med), un’iniziativa di cooperazione internazionale che ha come obiettivo il rafforzamento dello strumento di governance multilivello come i Contratti di Costa. La conferenza è organizzata dal Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e Identità Siciliana, partner del progetto COASTING, attraverso il Servizio Programmazione in uno con la Soprintendenza del Mare, e con il supporto logistico della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa. La giornata del 7 Novembre sarà dedicata alla presentazione dei risultati raggiunti nel corso di questi due anni di attività, a livello regionale e internazionale, avviando il dibattito sulle possibili future collaborazioni con i partner europei quali FAMP -Federazione Andalusa di Comuni e Province (Spagna), Regione di Gozo (Malta), Aix Marseille Provence Metropolis (Francia), DUNEA Agenzia Regionale di Sviluppo (Croazia) e Regione dell’Epiro (Grecia). Ci si confronterà sulle esperienze in tema di governance costiera e buone pratiche implementate anche attraverso altri progetti di cooperazione europea. Verranno presentati e discussi i risultati principali di progetto per la governance integrata sul turismo costiero sostenibile, quali: la nuova metodologia sviluppata da COASTING, le buone pratiche e le strategie, e infine, la creazione di un osservatorio permanente per mappare, condividere e promuovere le diverse esperienze in materia di governance costiera: CoastingWiki. L’8 Novembre, a seguito di un importante confronto sulla governance costiera a livello regionale, sarà siglato un impegno da parte della Regione Siciliana e delle altre regioni partner del progetto, quali Spagna, Croazia, Malta, Grecia e Francia, al fine di dare continuità agli obiettivi di COASTING, ossia identificare possibili soluzioni per una pianificazione partecipata e condivisa, seguendo l’approccio proposto dal Contratto di Costa, attraverso la condivisione di dati e informazioni, che permettano agli Enti preposti una pianificazione funzionale allo sviluppo di un turismo sostenibile con una particolare attenzione alla tutela del patrimonio costiero. Sarà sottoscritto dal Libero consorzio dei comuni e dai comuni interessati, un atto di indirizzo, “Accordo per lo Sviluppo sostenibile della fascia costiera della Provincia di Ragusa”, da consegnare agli organi decisori della Regione Siciliana. Il documento è stato elaborato dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Ragusa e da SVI.MED. Questo accordo condiviso e firmato dai Comuni della costa ragusana è un primo importante risultato dei 3 giorni di Roadshow, processi partecipati multi-stakeholder, che si sono svolti lo scorso ottobre 2019, nella provincia di Ragusa, in qualità di area pilota del progetto. L’Accordo è proposto come parte integrante, quindi piano operativo per la Provincia di Ragusa, del Contratto di Costa, promosso dal Commissario di Governo per l’emergenza del rischio idrogeologico della Regione Sicilia, che coinvolge il tratto di Costa della Sicilia sud-orientale.
Indagini a S. Alessio Siculo
Ottobre 2019
Indagini storiche su due aerei inglesi “Bristol Blenheim” precipitati a Sant'Alessio Siculo (ME)

Il 9 ottobre 1943, due aerei da bombardamento inglesi “Bristol Blenheim” del 107th squadron di stanza a Malta, decollati per uno “Sweep” antinave nel Golfo di Catania e pilotati dal C.te dello squadron W/Cdr Harte e dal F/O.N. Walders, entrano in collisione per cause sconosciute nei pressi di Capo S.Alessio. Entrambi gli equipaggi KIA (Killing in Action) sono oggi sepolti nel “War Cemetery” di Catania. Alla prima segnalazione dell'evento, effettuata dallo storico Alessandro Bellomo, è seguita quella di Sanny Moschella, con il quale i subacquei della Soprintendenza del Mare hanno effettuato due distinte prospezioni alla ricerca dei resti dei bombardieri: nel corso della prima, effettuata a NE del promontorio e a circa 40 metri di profondità, è stata verificata la presenza di due frammenti metallici appena affioranti dal fondale, dei quali uno avente un profilo sagomato a 90° di dimensioni compatibili con le ampie finestrature dei "Blenheims", mentre l'altro di forma rettangolare e minori dimensioni, è stato recuperato e sarà a breve sottoposto a esami approfonditi per determinare la pertinenza del materiale con le leghe d'alluminio utilizzate per le costruzioni aeronautiche. Ciò al fine di circoscrivere l'area sulla quale svolgere le future indagini strumentali dedicate, che si prevede di effettuare in collaborazione con il 3° Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera di Messina.


Progetto Coasting
Ottobre 2019
Giorno 7 e 8 novembre 2019 a Ragusa, si terrà l'evento pubblico nell'ambito del progetto Coasting. Giorno 7 verrà presentati i risultati raggiunti a livello nazionale e internazionale; giorno 8 sarà siglato un impegno da parte della Regione Siciliana con le altre regioni partner del progetto.

clicca sul logo per scaricare l'invito
Dive in Blue Growth
Ottobre 2019
Si è tenuta ad Atene dal 16 al 18 ottobre 2019, la Conferenza Internazionale su “Management of Accessible Underwater Cultural and Natural Heritage Sites: “Dive in Blue Growth”. Nel corso della stessa è stato dato risalto al nuovo progetto archeologico voluto fortemente dal compianto Sebastiano Tusa nel 2017, ed inaugurato a Gela dal mese di novembre 2018 con l'obiettivo di intensificare lo studio scientifico del contesto archeologico di contrada “Bulala”. I risultati dell'utilizzo dei droni, concepiti e registrati dal Laboratorio della Hublot, sono stati divulgati a seguito del loro primo utilizzo a Gela. Le prime operazioni a mare si sono rivelate utili per testare la logistica ed il funzionamento dei droni. Le condizioni di scarsa visibilità dei fondali gelesi, possono essere considerate il motivo principale per il quale il sito archeologico di Contrada Bulala si è preservato fino ad oggi. Inoltre, la complessità del suo contesto, unitamente all'importanza dei reperti e dei relitti noti, costituisce un severo banco di prova per i droni “Bubblot”. L’obiettivo è quello di fornire in tempo reale, posizionamento ottico, visione e registrazione 3D, visione grandangolare, rilevazione dei metalli, analisi dell'ossido di metallo, aspirazione e conservazione dei sedimenti. Il progetto è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, il Dipartimento di Scienze dell'antichità dell'Università di Ginevra e il laboratorio Ricerca e sviluppo di Hublot.

Remotely operated group of vehicles for underwater scientific exploration and intervention: Gela-Underwater Archaeological Project

This partnership follows in the steps of Hublot’s innovations at the Antikythera shipwreck where, fortunately, research resumed this year. As from November 2018 we have embarked on a new underwater archaeological project in Gela, on the south-west coast of Sicily. In 2017 Sebastiano Tusa, Superintendant of the sea and Assessore in Sicily suggested we develop a research project for Gela. The aim of our project is to study and enhance the archaeological site. The first Gela underwater archaeological campaign, carried out in May 2019, tested the logistics and the drones. Research in the sea around Gela is complicated by poor visibility, due to the strong sea current that constantly moves the sand in all directions and to the pollution (ENI). These conditions are, however, the reason why the archaeological site, known as Contrada Bulala, has been preserved. In light of the complexity of the site and the importance of the objects, it is a real chance to be able to use Hublot’s drones. This equipment is currently the only one available to document this site both with pictures and in 3D. The “Bubblots”, a group of remotely operated vehicles, specialized in underwater scientific exploration and intervention, are currently developed at Hublot R&D in Nyon, Switzerland. The initial conception of the idea for the creation of the Bubblots was based on the need for remote supervision and underwater archaeological intervention at the Antikythera shipwreck site in Greece. The Bubblots integrate a selection of technological and analytical tools accessible through a web-based interface at their control centre: optical positioning, real-time 3D vision and recording, wide-angle vision, metal detection, metal oxide analysis, sediment aspiration and storing, and others, with all acquired data being stored within an open-source database. The initial deployment of the group of vehicles was planned to take place at the underwater archaeological site of the city of Gela, in Sicily, in spring 2019, in the framework of collaboration between the Sciences of Antiquity Department of the University of Geneva, the Research & Development Department of Hublot and the Surintendance of the Sea, with usage results being verified in real time by underwater experts. Its 3D vision system can offer a unique dry-dive experience to non-divers, and its interface can serve the purpose of such an application.


Tusa. Giovedì la camera ardente
Ottobre 2019
Le autorità etiopi consegnano alla famiglia le spoglie di Sebastiano Tusa, perito nella sciagura aerea dello scorso 10 marzo.
La salma arriverà a Palermo nel pomeriggio di giovedì e sarà portata a Palazzo d'Orleans, dove sarà allestita la camera ardente.
I funerali si svolgeranno l'indomani alle ore 10 nella Chiesa di San Domenico a Palermo
Presentazione libro a Linguaglossa
Ottobre 2019

A Linguaglossa, presemtazione del libro di Sebastiano Tusa "The site of the battle of the aegates islands".
Interventi di:
Andrea Cerra, assessore Beni culturali del Comune di Linguaglossa
Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare
Rosalba Panvini, Soprintendente di Catania
Fulvia Toscano, Direttore artistico di Naxoslegge

12 ottobre 2019 ore 17
Museo Messina Incorpora di Linguaglossa

Grammichele - Premio Paladini della cultura
Ottobre 2019
A Grammichele, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha consegnato al Soprintendente del Mare Valeria li Vigni il Premio ad honorem “Paladini della Cultura” assegnato a Sebastiano Tusa. Il premio è stato assegnato all’archeologo recentemente scomparso per aver comunicato nel mondo una Sicilia rinnovata e aver valorizzato i Beni Culturali creando eccellenze uniche come la Soprintendenza del Mare.
Capo Granitola
Ottobre 2019
Si è svolta a Capo Granitola, in provincia di Trapani, l’inaugurazione della nuova Stazione marina internazionale, istituita presso la sede dell’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino (Ias) del Cnr. L’evento ha visto la firma del “Memorandum di collaborazione scientifica per la costituzione della Stazione marina internazionale di Capo Granitola” che ambisce a essere “un vero e proprio campus delle scienze del mare che sia riferimento per l’ampia rete di strutture di ricerca presenti sul territorio nazionale, per il sistema universitario e per il tessuto aziendale e industriale orientato come strategia di sviluppo ai settori marino-marittimi. Il Memorandum sarà siglato da: Consiglio nazionale delle ricerche; Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sicilia; Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare; Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; l’Istituto nazionale di fisica nucleare; l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia; l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale; l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia “A. Mirri”; Stazione zoologica “Anton Dohrn”. Intitolate due aree della sede a due figure importanti e carismatiche per la Sicilia: Sebastiano Tusa, assessore regionale ai Beni culturali, morto nell’incidente aereo di Addis Abeba lo scorso 10 marzo; Rita Atria, giovane testimone di giustizia e vittima innocente della mafia, scomparsa nel 1992 a soli 17 anni. L'Assessore Cordaro, presente in rappresentanza del governo regionale, nel corso del suo intervento si è soffermato a ricordare le straordinarie doti umane e culturali del compianto Sebastiano Tusa del quale era presente la moglie Valeria Li Vigni, soprintendente del mare. E’ stato invece don Luigi Ciotti a ricordare la figura di Rita Atria.
Progetto COASTING
Ottobre 2019
Nei comuni di Acate, Ispica e Ragusa, si svolge dall’1 al 3 Ottobre un evento organizzato nell’ambito del progetto “Coasting – Coastal integrated governance for Sustainable Tourism” (cofinanziato dal FESR nell’ambito del programma Interreg Med), un’iniziativa di cooperazione internazionale che ha come obiettivo il rafforzamento dello strumento di governance multilivello come i Contratti di Costa e i Contratti di Baia. Il Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana, con la Soprintendenza del Mare e la Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa, è partner del progetto. L’evento si sviluppa in tre giorni nel territorio di Ragusa, identificata come “area pilota” nell’ambito del progetto, e mira ad affrontare tre tematiche di rilievo della costa iblea coinvolgendo, oltre ai comuni e le istituzioni competenti, le imprese locali, le associazioni che operano a livello locale nei settori dell’ambiente, dell’agricoltura, della cultura e del turismo e rappresentanti della comunità locale. I temi principalmente affrontati sono relativi all’erosione costiera, alla governance costiera e alla riqualificazione delle attività antropiche sulla costa. Il Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni, durante il suo intervento, ha sottolineato che “tutelare significa conoscere e senza la conoscenza adeguata e precisa del patrimonio culturale diventa vana ogni azione di tutela. Dobbiamo supportare una proposta di turismo sostenibile in grado di promuovere, nel rispetto del patrimonio culturale e paesaggistico delle zone costiere, le risorse naturali”.
E' scomparsa Maria Rita Sgarlata
Settembre 2019
La Soprintendenza del Mare ricorda con affetto l’amica ed ex Assessore dei Beni Culturali Maria Rita Sgarlata. Tutto il personale si stringe con affetto alla famiglia della studiosa siciliana che ha contribuito con la sua passione allo sviluppo culturale della Sicilia.
Carthago. Il mito immortale
Settembre 2019
La Soprintendenza del Mare è presente alla Mostra “Carthago. Il mito immortale” in uno dei focus più significativi, con i reperti esposti nella sezione dedicata alla Battaglia delle Egadi. Sono in esposizione due rostri romani, un rostro punico e due elmi del tipo montefortino. Il rostro Egadi XIII, individuato e recuperato dai fondali a Nord-Ovest di Levanzo tre anni fa, è stato sottoposto a un processo di restauro da parte dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma. Dopo la fase di pulitura, sono state individuate nella parte superiore due iscrizioni in lingua punica, una realizzata prima della fusione del reperto, l’altra successivamente. L’elaborazione digitale delle riprese microfotografiche, sta fornendo utili indizi per la comprensione dell’iscrizione; lo studio è in corso e a breve verranno forniti i risultati. L’ISCR ha provveduto anche al restauro del rostro romano e dell’elmo che ha come peculiarità, estremamente rara, di avere sulla sommità un elemento applicato in rilievo che riproduce una pelle di leone che sembra abbracciare la pigna centrale che ne orna la punta. La Soprintendenza del Mare ha inoltre realizzato per la mostra il documentario che racconta la storia della battaglia e le operazioni di ricerca che hanno portato al recupero dei preziosi reperti.
La mostra rimarrà aperta al Colosseo e al Foro Romano fino al 29 marzo 2020.


Comunicazione al personale
Settembre 2019
Si comunica a tutto il personale della Soprintendenza che giorno 25 settembre alle ore 9 presso la sede di Palazzetto Mirto, si svolgerà il corso sulla sicurezza dei lavoratori. Tutti i dipendenti dovranno partecipare e quindi la sede di Lungomare Cristoforo Colombo e quella dell’Arsenale della Marina Regia rimarranno chiuse.
 
Documentazione del relitto della nave da sbarco LST – 158 Settembre 2019
A seguito di una segnalazione dell'associazione BC-Sicilia, la Soprintendenza del Mare, con l'appoggio logistico e nautico della locale sezione “Finziade” dell'associazione “Gruppi Archeologici d'Italia”, ha effettuato delle prospezioni negli areali marini a levante del porto di Licata. La zona indagata è quella dello sbarco, avvenuto il 10 luglio 1943 della statunitense “Joss Force”, un convoglio navale formato da 256 unità di cui 202 mezzi da sbarco, al comando del generale Lucian K. Truscott. Alle ore 8:10 del mattino dell’11 luglio 1943, mentre proseguiva lo scaricamento del materiale bellico sulla spiaggia, analogamente a quanto avvenuto il giorno prima a Gela per la LST 313, sei aerei, di cui due Focke Wulf 190 del III gruppo dell'unità aerea tedesca SKG10, con un’azione fulminea misero a segno colpi letali sulla nave da sbarco LST 158. Nonostante gli sforzi dell’equipaggio, l’incendio andò fuori controllo e l’unità fu abbandonata, mentre le esplosioni di mine, munizioni e proiettili di artiglieria continuarono a devastarla: bruciò per diversi giorni prima che fosse possibile risalire a bordo e verificarne l’irreparabilità. Accanto a quest'evento di maggiore portata, ne sussistono altri che hanno coinvolto unità minori e le cui tracce si è tentato di individuare: a pochi km a levante del porto di Licata è stata infatti evidenziata la presenza di grossi frammenti metallici e della parte terminale della murata di un'imbarcazione, che emerge dal fondale sabbioso e che è probabilmente riconducibile ad un mezzo da sbarco di dimensioni più piccole, le cui caratteristiche potranno però evincersi solo dopo uno scavo sistematico. Nello spirito dell'art.10 della L.R. 11/2018, l'areale marino attorno Licata, identificato quale teatro dell'operazione Husky e custode del relitto della grande nave da sbarco LST 158, si candida virtualmente ad essere individuato quale “luogo della Memoria” e pertanto sarà cura della Soprintendenza del Mare porre in essere ogni atto finalizzato al predetto riconoscimento, inclusa la regolamentazione dell'accesso al sito a mezzo ordinanza da emettere a cura della locale Autorità marittima. E’ prevista, inoltre, la realizzazione di un documentario sulla LST158, in collaborazione con il GAI “Finziade” e nell'ambito dell'attività di valorizzazione della Soprintendenza del Mare.


Ritrovato reperto aeronautico della II Guerra Mondiale Settembre 2019
In località "Mortelle", nei pressi del villaggio di Torre Faro a Messina, è stata confermata la presenza del rotore e di un'elica appartenente ad un motore aeronautico probabilmente risalente alla 2^ Guerra Mondiale. Il sopralluogo della Soprintendenza del Mare è avvenuto alla presenza dei segnalatori Santi Arena, Salvatore Felis e Nicola Panetta, con l'appoggio logistico della Soc. Coop. Ecosfera di Messina e l'assistenza, ai fini della sicurezza in mare, dei mezzi nautici e del personale della Guardia Costiera di Messina. Trattandosi dell'apparato propulsivo di un aereo, peraltro danneggiato, non è semplice formulare ipotesi identificative certe. L'esame visivo, la misura della pala dell'elica (non integra) e la comparazione effettuata con altri analoghi reperti giacenti nei mari siciliani, dei quali è invece nota l'appartenenza alla tipologia del velivolo, con buona approssimazione induce a ritenere plausibile che possa trattarsi di una delle eliche di un bimotore inglese da bombardamento "Wikers Wellington". Tale ipotesi è anche statisticamente suffragata dai numerosi abbattimenti avvenuti nel 1943 di svariati "Wellington" spesso utilizzati nel bombardamento notturno di Messina. Considerato che il fondale sabbioso, in perenne movimento a causa delle condizioni meteo marine, potrebbe celare altri reperti utili per l'dentificazione ma anche ordigni bellici non bonificati, si è ritenuto opportuno concordare con la competente Autorità marittima, l'emanazione di ordinanza di regolamentazione dell'accesso al sito.

Ritrovata e recuperata un'arma da fuoco medievale Settembre 2019
E' stato recuperato dal subacqueo trapanese Gianpaolo Mirabile, dall'areale marino prospiciente la località Pozzitello nel comune di Campobello di Mazara (TP), un fucile monocanna ad avancarica con il calcio in legno frammentato, probabilmente munito di meccanismo di accensione a pietra focaia, in uso fino alla seconda metà del secolo XIX. Tipologia e datazione sono state ipotizzate dall'esperto di armi leggere Vincenzo Poma, da anni collaboratore della Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani. L’arma sarà trasferita a breve presso i laboratori di restauro della Soprintendenza di Trapani per un restauro volto alla verifica della sua qualità culturale e della presenza di punzoni identificativi al di sotto dello spesso strato concrezionato. Sono state già avviate dagli archivisti storici della Soprintendenza del Mare, le indagini per l’individuazione dell'evento storico cui fare risalire la presenza del reperto nei fondali di contrada Pozzitello.
Scoperto un sito archeologico subacqueo a Cannatello (AG)
Settembre 2019
A seguito di segnalazioni effettuate dal Sig. Francesco Urso, oggi vice-presidente della sezione Agrigentina dell'Associazione Bc-Sicilia, è stato effettuato un sopralluogo congiunto tra il nucleo subacqueo dell’associazione e il personale della Soprintendenza del Mare. E’ stata confermata la presenza di almeno cinque ancore litiche e due lingotti plumbei, sparsi in un vasto areale prospiciente la località Cannatello, nel comune di Agrigento. Considerato il concreto rischio di trafugamento ed il valore scientifico dei lingotti, unitamente alla necessità di ulteriori studi sui bolli con i quali sono stati marcati, ne è stato autorizzato e disposto il recupero e l'immediato trasferimento presso la sede della Soprintendenza del Mare. La concentrazione e la natura dei reperti inducono a ritenere plausibile la presenza di una vasta area d'approdo e di un probabile relitto navale in zona. Ogni ulteriore determinazione ai fini dell'esercizio dell'attività di tutela, volta alla salvaguardia del sito, sarà assunta dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la competente Autorità marittima, dopo avere effettuato le indagini di rito e ulteriori prospezioni subacquee. Oltre al segnalatore Sig. Francesco Urso, hanno partecipato alle operazioni subacquee, sotto la supervisione scientifica dell’archeologa della Soprintendenza Francesca Oliveri, Claudio Di Franco - Soprintendenza del Mare e Gaetano Lino, Salvatore Ferrara, Giampiero Tomasello e Maurizio Di Rosa del Nucleo subacqueo BC-Sicilia.

Polarquest
Settembre 2019
Dedicato uno speciale riconoscimento a Sebastiano Tusa in occasione della manifestazione sulla spedizione “Polarquest. L’evento, ospitato al Parco archeologico Lilibeo di Marsala, ha visto la presenza del geologo Gianluca Casagrande, membro dell’equipaggio che ha effettuato la spedizione al Polo Nord. Il premio “Sebastiano Tusa” è stato consegnato alla giovane Federica Sammartino per il suo significativo contributo allo studio e consolidamento dei legni archeologici bagnati. E’ intervenuto il Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni che ha ricordato il progetto di Tusa di creare itinerari culturali subacquei, in particolare legati al Parco Lilibeo anche tramite l’utilizzo di sistemi di telecontrollo.
Utopia Fest
Settembre 2019
Utopia Fest, è il festival di arte pubblica che celebra il paesaggio e la bellezza della Città di Agrigento. Un percorso di ricerca nell’ambito della migliore arte pubblica, con lo scopo di offrire alla città un panorama completo delle ultime produzioni della Street Art e dei suoi rappresentanti più interessanti. Tre artisti di street per tre muri, due land artist e due scultori, performance artistiche estemporanee, insieme ad un fitto programma di eventi collaterali come il convegno sulla rigenerazione urbana e il patrimonio culturale, dj-set e percorsi enogastronomici, workshop e performance collettive. Il Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni ha presentato giorno 5 settembre un suo intervento all’interno del focus “Innovazione e management per la valorizzazione del patrimonio culturale”.
Marine Litter Art 2019
Settembre 2019
Si è conclusa presso l’Oasi di Marevivo (che ha sede tra la spiaggia di Eraclea Minoa e Bovo Marina in provincia di Agrigento) la terza edizione del concorso Marine Litter Art 2019. Il concorso ha accolto gli artisti che hanno risposto al bando lanciato dall’associazione ambientalista e che sono arrivati da tutta Italia. Artisti eclettici e sensibili ai temi della tutela ambientale, che sperano di dare un contributo personale alla battaglia che Marevivo porta avanti da quasi 35 anni per la tutela del mare, riaffermando il successo delle passate edizioni con la produzione di opere di grande valore artistico ed espressivo. L’edizione di quest’anno è stata intitolata ed interamente dedicata a Sebastiano Tusa, che proprio l’anno scorso ha chiuso il convegno finale e i lavori espositivi del concorso a Palermo presso Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia che sostiene con il suo contributo anche la realizzazione di questa terza edizione. Il presidente regionale Fabio Galluzzo e il dirigente regionale Mariella Gattuso di Marevivo, hanno celebrato con la partecipazione della Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni - Presidente della giuria con Michele Canzoneri e Rossella Leone, la conclusione del concorso con la nomina dei tre vincitori. Tra i partecipanti alla giornata Franco Andaloro direttore del centro siciliano della stazione zoologica di Napoli Anton Dohrn.
Premio Internazionale Città di Marineo
Settembre 2019
Nell’ambito del Premio Internazionale Città di Marineo, gli organizzatori hanno consegnato un riconoscimento al Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni, già direttrice del Museo Riso, per il suo eccellente lavoro che ha dato un contributo insostituibile alla diffusione dell’Arte contemporanea in Sicilia ed oggi da Soprintendente del Mare, degna interprete della continuità operativa del compianto Sebastiano Tusa, il quale con il suo grande spessore culturale, non solo ha recuperato un ingente patrimonio archeologico sottomarino, ma ha portato avanti, con pervicacia, il rilancio dei Parchi archeologici in Sicilia e della fruizione pubblica del bene archeologico, così come fece il padre Vincenzo Tusa, cui si deve il merito di aver dato l’impulso decisivo per la valorizzazione del sito della Montagnola di Marineo.
Campagna di ricerche a Eraclea Minoa
Settembre 2019
Si è conclusa ad Agrigento la prima campagna di ricerche nelle acque tra la Foce del Platani e Capo Bianco. Le indagini sono mirate all'identificazione dell'antica portualità della nota colonia greca di Eraclea Minoa. La campagna è stata condotta dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la BGFU - Baverysch Gesellschaft fur Unterwasserarchaologie di Monaco di Baviera (Germania) e con l’ausilio di uomini e mezzi del Reparto Operativo AeroNavale della Guardia di Finanza, concentrandosi su target noti dalle fonti storiche (Fazello) e da segnalazioni di studiosi locali, tra cui Primo Veneroso, che hanno indicato un'insenatura del fiume Platani come sede dei resti di un porto-canale. Le indagini sono state propedeutiche ad una più intensa campagna che proseguirà l'anno prossimo in convenzione con l'Università Ludwig Maximilian di Monaco.
Il team di ricerca
Soprintendenza del Mare: Adriana Fresina, Francesca Oliveri, Claudio Di Franco
BGFU: Tobias Plededer, Max Fiederling
Collaboratori esterni: Antonella Lo Porto


Mozia 2019
Settembre 2019
Si è conclusa la campagna 2019 di ricerche e scavi nelle acque dello Stagnone di Mozia, condotta dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la BGFU - Baverysch Gesellschaft fur Unterwasserarchaologie di Monaco di Baviera (Germania) e con l’ausilio di uomini e mezzi del Reparto Operativo AeroNavale della Guardia di Finanza. Le operazioni si sono concentrate sullo scavo e rilievo di un lungo molo di attracco posto sul versante orientale, tra Porta Est e Porta Nord, presso la cosiddetta Torre Orientale. È stato portato alla luce materiale ceramico relativo a tutte le fasi abitative di Mozia, ma anche di età romana a testimonianza della frequentazione dell'isola successivamente alla sua distruzione nel IV sec. a.C., in cui Mozia viene indicata dalle fonti come disabitata e abbandonata. Campioni dei materiali (frammenti lignei e metallici) saranno a breve analizzati per permettere di tracciare un quadro storico più preciso.
Il team di ricerca
Soprintendenza del Mare: Adriana Fresina, Francesca Oliveri
BGFU: Detlef Peukart, Gerd Knepel, Marike Stoever, Ulrike Koy-Seeman, Jurgen Reitz, Daniel C. Anton, Franziska Domen
Fondazione G. Whitaker: M. Pamela Toti
Collaboratori esterni: Antonella Lo Porto

Valeria Li Vigni è il nuovo Soprintendente del Mare
Settembre 2019
La moglie dell’archeologo e assessore Sebastiano Tusa dirige dal 1 settembre la Soprintendenza fondata dal marito scomparso nel disastro aereo in Etiopia il 10 marzo scorso. La Soprintendenza del Mare fu istituita nel 2004 proprio per volontà di Tusa che la diresse quasi ininterrottamente fino al mese di aprile del 2018, quando fu nominato Assessore regionale dei Beni Culturali nella Giunta Musumeci. Valeria Li Vigni inizia la sua carriera nel 1987 come Dirigente antropologo presso la Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo e nel 1994 assume il coordinamento del settore antropologico della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani. Nel 2000 è nominata Direttrice del Museo d’Aumale di Terrasini dove fa convergere le collezioni regionali etno-antropologiche, naturalistiche e archeologiche, creando il primo museo interdisciplinare della Sicilia e centro di interpretazione territoriale. Nel 2010 assume la direzione del Museo Pepoli di Trapani dove realizza grandi mostre e dal 2013 dirige il Museo Riso di Palermo occupandosi di sviluppare i rapporti nternazionali attraverso progetti europei e il coinvolgimento di artisti di levatura internazionale; realizza le mostre dei grandi artisti siciliani e il numero dei giovani artisti dell’archivio Sacs che partecipano a numerosi scambi di residenza con musei e istituzioni nazionali europee e extraeuropee. Incrementa il patrimonio del Museo Riso del 40% ricevendo donazioni di importanti opere e un Art Bonus per il completamento della nuova ala del Museo. Assume la carica di Soprintendente del Mare, più volte sollecitata dal compianto marito.
Recuperati importanti reperti nei fondali di Levanzo
Agosto 2019
Recuperati altri due rostri dai fondali delle Egadi. I preziosi reperti sono stati ritrovati grazie alla sinergia operativa tra la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, la RPM nautical foundation e i subacquei della GUE - Global Underwater Explorer. Nel corso delle ricerche, anche quest’anno condotte con la nave oceanografica Hercules, sono stati scoperti ulteriori target che vanno ad arricchire il ricco database costruito negli ultimi anni. Nelle prime tre settimane di indagini, sono state individuate sessantotto anfore greco-italiche, due Dressel, quattro puniche e quattro piatti. I due rostri in bronzo, portano a diciotto il numero di quelli recuperati dei diciannove individuati in questi anni.

Dettagli e immagini nella sezione EVENTI
Ricerche nel luogo della Battaglia delle Egadi
Luglio 2019

Sono riprese le annuali attività di ricerca subacquea tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a Nord - Ovest dell’isola di Levanzo. Le operazioni sono condotte dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la RPM Nautical Foundation e i subacquei altofondalisti della GUE - Global Underwater Explorer.
Quest’anno le indagini si concentrano all'interno dell'area ritenuta più importante per numero di target individuati durante la campagna effettuata nella scorsa estate dalla nave oceaonografica Hercules della statunitense RPM Nautical Foundation, con l'ausilio di side scan sonar e multibeam.
La zona è già nota per la presenza di ben tre rostri, che saranno preparati per il recupero dopo le necessarie operazioni di rilievo e documentazione. Nel frattempo proseguono le operazioni di survey e mappatura dei fondali che rivelano nuovi target costituiti da anfore greco-italiche, anfore puniche, oggetti di bordo e numerosi elmi.
Le ricerche proseguiranno fino al 31 agosto 2019.

De


Kaukana Project
Luglio 2019
Ha preso il via giorno 24 la III campagna di ricerche archeologiche “Kaukana Project” svolte dalla Soprintendenza del mare in collaborazione con il L.A.D.A. - Laboratorio di archeologia delle acque del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine. Previste le prospezioni subacquee con saggio esplorativo sui relitti “delle colonne di Kamarina” e “Portulisse”. Il focus delle attività si concentrerà principalmente sullo studio della nave lapidaria contenente le due colonne di marmo numidico affondata davanti la costa di Kamarina. Il coordinamento scientifico delle ricerche è dell’archeologo Fabrizio Sgroi, su delega della Soprintendente Adriana Fresina, svolto congiuntamente al responsabile del L.A.D.A., l’archeologo Massimo Capulli. Il team di ricerche è coadiuvato dalle associazioni Centro Subacqueo Ibleo Blu Diving e BcSicilia. Collaborano alle operazioni i militari dell’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Scoglitti messi a disposizione per questa campagna 2019 dal Comandante della Capitaneria di Porto e Guardia Costiera di Pozzallo.
Recuperata a Levanzo un'anfora frammentaria Dressel 2-4
Luglio 2019
A seguito della segnalazione del ritrovamento di un'anfora in località “Cala Fredda” - isola di Levanzo - da parte della Società “Egadi Scuba Diving” di Marsala (TP), la Soprintendenza del Mare ed il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina hanno effettuato un sopralluogo cui è seguito il recupero di un reperto frammentario a rischio di depredazione. Si tratta di un'anfora vinaria da trasporto di età romana del tipo Dressel 2-4, caratterizzata dal collo cilindrico, a volte nettamente distinto dal corpo affusolato, fondo a puntale e anse applicate sotto l'orlo e sulla spalla. Il materiale di costruzione è l'argilla di colore arancio rosato, compatta e grossolana in frattura, a tratti porosa, ricca di piccole inclusioni calcaree, esternamente coperta di ingubbio color crema. Con l'indicazione di Dressel 2-4, si fa riferimento oggi ad una famiglia eterogenea di contenitori, di origine sia mediterranea che europea, che nelle grandi linee traggono ispirazione dalle anfore di Kos; l'area geografica in cui tali contenitori sono prodotti comprende gran parte dell'Europa occidentale, tra cui spicca la provincia Tarraconense, con una presenza, tra I e II secolo d.C., almeno pari a quella delle anfore prodotte in Italia. Tra i centri di produzione uno di quelli bene individuato è Pompei, allo stato attuale delle conoscenze il grosso della produzione di Dressel 2-4 italiche proviene dal Lazio e dalla Campania. L'area di diffusione comprende gran parte dell'Italia, la Gallia fino alla regione renana, la Corsica e il nord Africa. Il reperto, affidato in custodia temporanea all'equipaggio del mezzo nautico della Stazione Carabinieri di Favignana, sarà a breve trasferito presso la struttura museale dell’ex Stabilimento Florio di Favignana.





Il 10 Giugno si ricorda l’Assessore Tusa
Giugno 2019
La Regione Siciliana ricorderà, lunedì 10 giugno, l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, a tre mesi dalla tragica scomparsa nell’incidente aereo in Etiopia. Alle ore 17, nella Cattedrale di Palermo, si terrà una messa di suffragio, celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice. A seguire, nel Palazzo d’Orleans, sono previsti gli interventi commemorativi del governatore Nello Musumeci, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, del rettore dell’Università Fabrizio Micari, della giornalista Donatella Bianchi e dello scrittore e storico Valerio Massimo Manfredi.
Recuperati reperti culturali d'interesse storico a Gela
Giugno 2019
Nell'ambito delle prospezioni subacquee effettuate dalla Soprintendenza del Mare, in collaborazione con il subacqueo gelese Francesco Cassarino e il nucleo subacqueo di BC Sicilia, sono stati recuperati dai fondali di contrada Bulala a Gela, all'interno dell'areale marino compreso tra i siti contrassegnati dalla presenza del relitto della nave da sbarco LST 313 e di un Carro armato, alcuni reperti culturali provenienti dallo sbarco Anglo/Americano del 10.7.1943, che nell'ambito dell'operazione “Husky”, diede avvio alle campagne terrestri degli alleati nel continente europeo. Fatto salvo l'esito di ulteriori verifiche storiche, l'identificazione dei reperti recuperati e sinteticamente descritti è la seguente:

anello in bronzo di 80 cm di diametro, all'origine utilizzato quale supporto girevole di una mitragliatrice montata su un mezzo militare, che anche con l'indizio costituito dalla presenza della targhetta identificativa appena leggibile, si tratterebbe di un camion “M41 Truck, Cargo (G744)”;

una batteria d'avviamento riportante la scritta “NAVY STANDARD BATTERY” da 175 A/h, di probabile appartenenza al carro armato citato in premessa;

un elmetto militare standard tipo M1, in uso alle forze armate degli Stati Uniti d'America dalla seconda guerra mondiale fino al 1985, completamente concrezionato;

una carabina semi automatica M1 cal. 7,62x33 mm., prodotta negli Stati Uniti dal 1941 al 1945 ed utilizzata fino alla guerra del Vietnam, parzialmente concrezionata.

Per i reperti di cui sopra, affidati un custodia temporanea ai Sigg.ri Maurizio Cantavenere e Fabio Amato, della Associazione Licatese “Finziade”, affiliata ai “Gruppi Archeologici d'Italia”, è stata prevista l'esposizione finalizzata alla pubblica fruizione, nella sezione dedicata allo sbarco alleato ed allestita presso il Chiostro S.Angelo di Licata (AG).


Convegno nazionale di archeologia subacquea
Maggio 2019
VI CONVEGNO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA SUBACQUEA
XVI RASSEGNA INTERNAZIONALE DI GIARDINI NAXOS

Dal 10 al 12 ottobre 2019 – Palazzo Ciampoli Taormina

A tre anni dal V Convegno nazionale di archeologia subacquea di Udine e a diciotto anni dalla XV edizione della Rassegna internazionale di archeologia subacquea di Giardini Naxos, si terrà a Taormina la VI edizione del Convegno nazionale di archeologia subacquea. Dopo la preview del 2018 a Giardini Naxos, in occasione del convegno “Aspettando la rassegna di archeologia subacquea”, e nel rispetto della volontà di Sebastiano Tusa, l’idea è di rifondare e riorganizzare in quella che è stata la prima colonia greca di Sicilia, l’appuntamento internazionale con l’archeologia subacquea. Il Convegno nazionale di archeologia subacquea, accogliendo quindi la Rassegna internazionale di Giardini Naxos, si propone di rilanciare l’evento in campo nazionale e internazionale
.

ckicca sulla locandina per il download
Gela Project – Underwater Archaeology Research
Maggio 2019
Si è conclusa la prima campagna di ricerche archeologiche del “Gela Project – Underwater Archaeology Research” a Gela (CL) in Contrada Bulala, avviata il 12 novembre 2018 nell’ambito delle attività scientifiche sancite da una nuova convenzione stipulata nel mese di agosto tra: l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, rappresentato dall’Assessore Professore Sebastiano Tusa, la Soprintendenza del Mare rappresentata dalla Soprintendente Dottoressa Adriana Fresina, l’Unité d’Archéologie Classique dell’Università di Ginevra rappresentata dai Professori Lorenz E. Baumer e Alessia Mistretta e la Hublot Explorations rappresentata dal Direttore Matthias Buttet. La campagna ha mirato a due obiettivi principali: l’avvio della documentazione grafica e fotografica dei reperti rinvenuti nel sito di Contrada Bulala e la mappatura del sito archeologico subacqueo tramite rilievo diretto e impiego del drone BUBBLOT di nuova generazione. Il gruppo di lavoro composto dall'archeologa Alessia Mistretta, dal Maestro d’Arte Antonino Cellura e dal fotografo professionista Jürg Zbinden, ha curato la documentazione grafica e fotografica dei reperti rinvenuti in maniera sporadica ed occasionale nel corso degli ultimi dieci anni e conservati nei locali del Museo Archeologico Regionale di Gela, i cui elaborati saranno consegnati all’archivio della Soprintendenza del Mare. Dopo 3 anni di lavoro e preparazione nei laboratori di ricerca della Hublot ed in collaborazione con l’Unité d’Archéologie Classique de l’Université de Genève, è operativo uno dei tre droni subacquei brevettati dalla “Hublot Xplorations”, che è sceso per la prima volta in acqua il 13 maggio u.s. nel sito di Contrada Bulala a Gela. Questa prima campagna, che ha rappresentato soltanto un vero e proprio test delle apparecchiature e un primo approccio diretto al sito, ha consentito di avviare la mappatura dell’area archeologica con la collocazione di una griglia sottomarina, realizzata con paletti in ferro di 1,50 m di lunghezza posti ad una distanza di 40 x 40 m., a cui se ne aggiungeranno altre fino alla copertura di un’area più ampia nel corso della prossima campagna. Il progressivo inserimento all’interno delle griglie, dei reperti già noti e recuperati nel corso degli ultimi dieci anni, contribuirà a definire il relativo contesto storico-archeologico di rinvenimento. L’inserimento dei punti GPS nella piattaforma GIS del Gela_Project è stato realizzato tramite trasmissione vocale diretta tra l’archeologa responsabile Alessia Mistretta (che ha curato in tempo reale il loro posizionamento) e l’operatore subacqueo Alexandros Sotiriou, impiegando due cuffie trasmettici ed il noto Ocean Technology Systems SSB-2010. Considerate le particolari condizioni meteo marine dell’area, che hanno condizionato le potenzialità di questi primi 12 giorni di ricerca in situ, nell’imminente prosieguo della campagna saranno previste indagini di side scan sonar, sub bottom profiling e magnetometria. L’équipe di ricercatori, che è stata supportata dalle istituzioni locali preposte alla tutela, alla conservazione ed alla valorizzazione, si è avvalsa della collaborazione della Capitaneria di Porto di Gela, rappresentata dal Comandante Dott. Roberto Cosimo Carbonara e dal Tenente Russo, nonché del Museo Archeologico di Gela, rappresentato dal direttore Emanuele Turco. La logistica è stata supportata dal Signor Francesco Cassarino, storico collaboratore e segnalatore locale della Soprintendenza del Mare, che nel corso degli anni ha dato un notevole contribuito alle ricerche ed alle scoperte archeologiche e storiche nel mare di Bulala. Molto apprezzato è stato il sostegno dato dall’amministrazione comunale di Gela, nella persona nel neo-sindaco Avv. Lucio Greco, foriero dei migliori auspici di una rinnovata gestione e valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed archeologico di Gela antica e moderna. L’equipe di ricerca: Adriana Fresina e Claudio Di Franco della Soprintendenza del Mare; Lorenz E. Baumer e Alessia Mistretta, professori di archeologia classica all'Università di Ginevra; Matthias Buttet, Jean-Michel Blumenthal, Ioannis Bitsakis, Alexandros Sotiriou, Alois Aebischer, Olivier Werro, Antonino Cellura, Marie Drielsma e Zbinden Jurg dell’Università di Ginevra e Hublot Explorations, nonchè il Gruppo Ormeggiatori e Battellieri del Porto di Gela-Licata, coordinati dal Presidente Vincenzo Casciana, Francesco Cassarino, già collaboratore della Soprintendenza del Mare, Gaetano Lino, Salvatore Ferrara e Franco Balistreri dell’Associazione Culturale “BC – Sicilia”.




[IN]ACCESSIBILE STORIE DAGLI ABISSI
Aprile 2019
[IN]ACCESSIBILE STORIE DAGLI ABISSI
Immersioni nei Mari di Sicilia tra Reale e Virtuale

Inaugurata il 13 aprile presso APE Parma Museo la mostra sui Mari di Sicilia tra Reale e Virtuale dal titolo [IN]ACCESSIBILE STORIE DAGLI ABISSI”, organizzata da Fondazione Monteparma, Regione Siciliana e Aquacorps, con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Ufficio Scolastico Regionale dellEmilia Romagna, Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, ICOM e IBC.

L'esposizione, che resterà aperta fino al 7 agosto, è stata introdotta dal presidente di Fondazione Monteparma, Roberto Delsignore, il quale ha sottolineato che i reperti in mostra hanno di per sé un fascino straordinario, ma molto spesso le stratificazioni di storie che custodiscono, relative al loro originario utilizzo, ai secoli trascorsi nascosti nelle profondità marine e al loro avventuroso ritrovamento, non sono facilmente fruibili ai più. Da qui il titolo della mostra e la volontà di rendere accessibile linaccessibile attraverso questo innovativo percorso.
Percorso nel quale un ruolo fondamentale è giocato dalla tecnologia: app interattive, approfondimenti, ricostruzioni 3D e mini-documentari, nonché unoriginale e coinvolgente esperienza virtuale di immersione nei Mari della Sicilia per avvicinare i visitatori al mare e alle ricchezza culturali in esso custoditi. Aspetti sottolineati anche da Sergio Alessandro, dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana, che, in un video-saluto, ha evidenziato lunicità in Italia della Soprintendenza del Mare, istituzione creata per tutelare la straordinaria ricchezza, dal punto di vista archeologico, storico e ambientale, dei fondali circostanti lisola. Non è mancato nelle sue parole un riferimento commosso allassessore Sebastiano Tusa, scomparso lo scorso 10 marzo nel disastro aereo del Boeing 737 dellEthiopian Airlines, lasciando un grande vuoto umano e professionale in tutti quelli che lhanno conosciuto e hanno avuto la fortuna di lavorare con lui.
L'esposizione, che si chiuderà il 7 agosto, è curata da Francesco Spaggiari che, insieme ai volontari della Global Underwater Explorer e in stretto rapporto con la Soprintendenza del Mare, si occupa da anni di campagne di ricerca, recupero e tutela dei beni archeologici sommersi nei fondali della Sicilia. La mostra vede in esposizione reperti archeologici risalenti al periodo compreso tra il VII secolo a.C. e il I secolo d.C., esposti in un allestimento elegante e magnetico. Sorprendente lesperienza immersiva offerta dal visore 3D: non si tratta di una ricostruzione al computer, ma di video di immersioni reali girati a 360° che conducono il visitatore a ben 115 metri di profondità. A fare da guida virtuale in questa mostra unica nel suo genere è unAPP interattiva, visibile tramite il tablet messo a disposizione del visitatore e attivata con comodi QRCode posizionati nelle varie sale: è sufficiente inquadrarli per essere accompagnati da interessanti mini-documentari alla scoperta di ciascun reperto. Il percorso museale così costruito consente di valorizzare al meglio i reperti in mostra, rappresentati da rostri navali, elmi, strumenti per riti devozionali collocati a bordo delle imbarcazioni, ceppi dancora con simboli e iscrizioni, anfore da trasporto, monete e lingotti di oricalco.
Previsti inoltre, come eventi collaterali alla mostra, una serie di incontri a tema sulla ricerca archeologica subacquea, sullambiente marino, sulle battaglie e sulle antiche rotte navali.

Per informazioni: Fondazione Monteparma - tel. 05212034
e-mail: info@fondazionemonteparma.it




Inaugurazione esposizione Nave di Marausa
Aprile 2019
Grande emozione sabato scorso al Museo archeologico Lilibeo di Marsala per l'inaugurazione dell'allestimento espositivo della Nave romana di Marausa. Oltre al grandissimo valore culturale dell'evento, infatti, si tratta di uno dei più importanti progetti culturali a cui ha lavorato l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente lo scorso 10 marzo. A tagliare il nastro è stato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, insieme alla moglie di Tusa Valeria Li Vigni e al vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero. "Si realizza oggi - ha sottolineato il governatore Musumeci - uno dei tanti sogni di Sebastiano Tusa. Un progetto da lui fortemente voluto e per il quale ha messo in campo le sue energie e la sua passione. La fatalità ha voluto che per pochi giorni non fosse lui stesso a inaugurare ciò per cui si era tanto impegnato. Oggi viene onorata la sua memoria e viene consegnata alla storia una delle tante eredità culturali e umane che ci ha lasciato". "Il relitto di Marausa - come spiegò il professor Sebastiano Tusa - contribuisce ad approfondire le conoscenze sulle intense relazioni commerciali tra la Sicilia e l'Africa in epoca tardo-romana, offrendo un quadro di integrazione economica soprattutto nell'ambito della produzione agricola". Il completamento del più ampio percorso espositivo del Museo Lilibeo di Marsala, prevede oltre alla Nave di Marausa, la nave punica e i relitti medievali di Lido Signorino. L'allestimento dell'esposizione propone una fedele ricostruzione del relitto, e presenta la parte destra dello scafo in assetto di navigazione, mentre la parte sinistra fa vedere lo scafo così come è stato ritrovato sott'acqua. La nuova sala adesso inaugurata, comprende le testimonianze più significative degli elementi costruttivi, delle dotazioni di bordo e del carico; un ricco apparato multimediale, un sistema di realtà aumentata e panelli didattico-illustrativi completano l'esposizione. Insieme al governatore siciliano Nello Musumeci, sono intervenuti Sergio Alessandro, dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali; Luigi Biondo, direttore del Polo di Trapani e Marsala per i siti culturali; Adriana Fresina, soprintendente del Mare. Individuato dai subacquei Tony Di Bono e Dario D'Amico a circa 2 metri di profondità e a 150 metri di distanza dalla costa, il relitto, dopo un primo intervento effettuato nel 2000, divenne oggetto di scavo archeologico subacqueo nel 2011 a cura della Soprintendenza del mare guidata da Sebastiano Tusa. L'intervento ha consentito di mettere in luce l'intero scafo e numerosi reperti. Il relitto è stato interamente recuperato e successivamente inviato a Salerno per il trattamento conservativo effettuato dal laboratorio specializzato "Legni e segni della memoria". Ubicato in posizione strategica agevole all'approdo, il Lido di Marausa, in prossimità della città di Trapani, dovette essere sin dall'antichità un circuito di intensa diffusione di cultura e scambio commerciale con le isole Egadi (Favignana- Levanzo- Marettimo) e la costa limitrofa da Marsala a Trapani. La maggior parte del carico rinvenuto all'interno dello scafo è rappresentato da varie tipologie di anfore africane chiuse da tappi di sughero utilizzate per il trasporto di frutta secca (pinoli, nocciole, mandorle, pesche, fichi secchi), olive e con ogni probabilità vino e garum (salsa di pesce), come testimonierebbe la presenza di un tipo di resina all'interno dei contenitori. Si tratta di un'imbarcazione larga circa 8 metri e lunga 16 metri che presenta tutti i requisiti per rientrare tra le strutture realizzate con la tecnica di costruzione a guscio portante. Sul cantiere subacqueo, e questa è stata una novità per questo tipo di interventi, sono stati presenti i tecnici che successivamente hanno effettuato il restauro; già dal momento in cui le parti lignee dello scafo sono uscite dall'acqua, sono state prese in consegna dagli esperti che hanno iniziato il trattamento già sul posto; gli stessi restauratori hanno fornito il loro contributo metodologico anche per le modalità di smontaggio subacqueo. Durante l'inaugurazione, il presidente Musumeci, accompagnato dal dirigente generale del dipartimento Beni culturali Sergio Alessandro, dal direttore del Polo museale di Trapani Luigi Biondo e dalla Soprintendente del Mare Adriana Fresina, ha avuto modo di ammirare l'imponente imbarcazione in legno, attraversando le due metà della nave grazie a una passerella appositamente realizzata che permette di osservare da vicino proprio l'interno della nave. La visita è proseguita lungo il percorso espositivo completato da ricche vetrine con reperti e parti del carico nonchè da pannelli didattici che raccontano la storia dell'imbarcazione e dei lavori di recupero. Il numeroso pubblico intervenuto, si è soffermato nella sezione dedicata alla multimedialità dove un documentario ideato da Sebastiano Tusa, che lo vede protagonista nel racconto, ripercorre l'intera storia dell'affondamento, del recupero e del restauro della nave. E il racconto è proseguito con affascinanti e innovative esperienze grazie a visori di realtà virtuale realizzati da ETT Solutions che consentono allo spettatore di immergersi in un racconto in realtà aumentata con la possibilità di conoscere le varie parti della nave, la rotta di navigazione e l'ipotesi ricostruttiva dello scafo: un'esperienza che porta lo spettatore a bordo dell'imbarcazione navigando nella storia, in un ambiente a 360° con un commento in italiano e in inglese. Una postazione multimediale con schermo touch screen che rappresenta una linea del tempo, illustra tutte le fasi della vita della Nave di Marausa, dal periodo della sua navigazione nel III secolo d.C. all'affondamento, alla successiva individuazione nel fondo del mare, alle varie fasi dello scavo archeologico, al recupero, al restauro e alla sua attuale musealizzazione.






E' scomparso Sebastiano Tusa
Marzo 2019

Abbiamo appreso con sgomento della morte di Sebastiano Tusa, da circa un anno assessore regionale ai Beni culturali. Ma al di là della carica politica per noi è rimasto il Soprintendente del Mare, struttura da lui creata dopo aver dato vita al GIASS (Gruppo Intervento Archeologia Subacquea Sicilia) e successsivamento allo SCRAS (Servizio Coordinamento Ricerche Archeologiche Sottomarine). A Sebastiano ci legano ricordi bellissimi, un lungo impegno quasi ad inseguire, tra mille difficoltà, il sogno di una Sicilia diversa e bellissima. Per lui che aveva il cuore rivolto al passato ma la mente proiettata al futuro, il lavoro era una forma di impegno civile, totale e totatilizante, a cui si dedicava interamente senza mai fermarsi o abbattersi. Con un entusiasmo che non cessava mai di colpirti e di coinvolgerti. Sebastiano Tusa ci lascia il 10 marzo, il giorno che la storia ricorda come la data della celebre Battaglia della Egadi, che tra tutte le scoperte della sua lunga carriera, era quella di cui andava più orgoglioso: avere ricostruito con precisione lo svolgersi della giornata e il luogo preciso dove avvenne lo scontro, fino ad allora ancora incerto. Ma molti lo hanno conosciuto come archeologo preistorico, settore a cui ha dedicato buona parte della sua vita. Indimenticabile il suo libro “La Sicilia nella preistoria”, scritto quando aveva appena trent'anni. Alla luce delle sue ricerche, i suoi studi in vari siti dell'Isola, la sua visione innovativa dell'evoluzione delle prime comunità di cacciatori e raccoglitori che popolavano la Sicilia, si può affermare che con lui scompare anche l'ultimo grande maestro della preistoria siciliana. Per noi è imprescindibile ricordare il suo tratto umano, il suo sorriso, la sua leggiadra ironia. In lui non trovavi mai un ostacolo alle proposte, spesso anche innovative, ma anzi stimoli ed incoraggiamenti ad andare avanti, consigli su come procedere. Generoso e di grande umiltà era disponibile con chiunque, senza guardare cariche o titoli di studio, pronto all'ascolto al dialogo con tutti, a raccogliere e fare proprie idee e progetti e a riconoscere e valorizzare il lavoro altrui. Con lui scompare uno studioso di fama internazionale che dava prestigio alla Sicilia, e rappresentava l'anima più bella della nostra terra, che sapeva mettere al centro il recupero della memoria storica e l'orgoglio delle sue radici pur sentendosi contemporaneamente e con lucidità cittadino del mondo. Da oggi la Sicilia perde una dei suoi uomini migliori di cui si sentirà la mancanza man mano che passeranno i giorni e gli anni. Per noi è stato un grande onore, conoscerlo, averlo vicino, lavorare fianco a fianco. Con lui se ne va anche una parte di noi. A tanti mancherà lo studioso prestigioso, il ricercatore instancabile, il funzionario brillante, a noi mancherà il carissimo amico, il fratello maggiore con cui abbiamo condiviso anni di passione e di lavoro avendo insieme nel cuore una speranza in una Sicilia più bella e più giusta. L'auspicio è che si possa far tesoro della sua eccezionale conoscenza, del suo stile, della sua competenza, del suo entusiasmo, della sua umiltà: un modello da seguire ed imitare. Solo in questa maniera può trovare senso una tragedia incomprensibile e una scomparsa inaccettabile.

Nuova scoperta a Marettimo
Dicembre 2018
Scoperto un nuovo cannone nel sito subacqueo di cala Spalmatore nell’isola di Marettimo.
Si sono concluse le ultime operazioni del progetto di conservazione “in situ” dei cannoni di Cala Spalmatore, nell’isola di Marettimo, svolte in collaborazione con l'istituto Superiore del Restauro di Roma e con il supporto logistico del Nucleo dei Carabinieri subacquei di Messina. Il sito di Cala Spalmatore, che custodisce uno dei relitti post medievali di maggiore rilevanza nel panorama del patrimonio culturale subacqueo siciliano e itinerario visitabile dai subacquei, ha restituito la scoperta di una bocca da fuoco leggera, di caratteristiche tipologico-costruttive non assimilabili a quelle degli ulteriori nove pezzi d'artiglieria già presenti e contraddistinti da fatture disomogenee. La scoperta è stata effettuata dai sommozzatori dei Carabinieri nel corso delle prospezioni svolte nel sito, con l'obiettivo di confermare la presenza di tutti i reperti a suo tempo identificati e georeferenziati. Per quanto lo spesso strato di concrezioni non consenta un'identificazione più precisa, anche con l’autorevole indicazione dell'esperto di artiglierie Gianni Ridella, si può affermare con ragionevole certezza che si tratta di una “petriera in ferro fucinato” costruita con il metodo delle doghe e cerchi, di datazione compresa tra la fine del XV e la seconda metà del XVII sec. La sua presenza sembra al momento coerente con le ipotesi formulate dalla Soprintendenza del Mare all'epoca della scoperta del sito, in particolare con l'attribuzione ad una nave pirata che stazionava nella cala, di tutti i pezzi d'artiglieria adagiati sul fondo. Potrebbe essersi trattato di una nave appostata per tendere un agguato oppure di una nave ferma all’ancora in prossimità della riva, per rifornirsi di acqua o per operazioni di manutenzione. Tracce di esplosione fanno pensare ad un affondamento da parte di una nave nemica, ma potrebbe anche ipotizzarsi un bombardamento più al largo e una deriva della nave sino al punto dell’affondamento. Le caratteristiche dei pezzi d’artiglieria di maggiori dimensioni, in ferro colato, escluderebbero un’appartenenza al XVI secolo, spostando più avanti la datazione (XVII-XVIII secolo), ma ancora oggi sono troppo pochi i dettagli in nostro possesso per delle ipotesi più circostanziate. Bisogna pertanto accontentarsi di squarci informativi parziali, immaginando con buona approssimazione le circostanze dell’accaduto. Creare le basi a cui potersi riferire, nel momento in cui maggiori dettagli emersi dalle analisi dei manufatti, consentiranno di precisare più dettagliatamente le datazioni possibili. È questo l'auspicio che si rinnova in occasione di quest'ultimo ritrovamento, con l'obiettivo di fare uscire i reperti di Cala Spalmatore, dal novero di quelli confinati dalla storia in una miriade di piccoli episodi destinati a rimanere avvolti nel mistero.
Chiusura per disinfestazione
Novembre 2018
Si comunica che venerdì 21 dicembre i locali della Soprintendenza del Mare rimarranno chiusi per disinfestazione
 
Gela Project – Underwater Archaeology Research
Novembre 2018
Alla presenza dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa, del soprintendente del mare Adriana Fresina, del direttore del Museo di Gela Ennio Turco e del comandante della Guardia Costiera di Gela Cosimo Roberto, hanno preso il via i lavori del progetto “Gela Project – Underwater Archaeology Research”. Si tratta di un partenariato d’eccezione che si basa sulla sinergia di un’équipe dalle comprovate competenze scientifiche, accademiche e tecnologiche come l’Unité d’Archéologie Classique dell’Università di Ginevra, la Hublot Explorations e la Soprintendenza del Mare. “Il progetto – dichiara il soprintendente Adriana Fresina, è rivolto in una prima fase allo studio e alla documentazione grafica e fotografica del sito subacqueo di contrada Bulala di Gela, utilizzando nuove ed avanzate apparecchiature concepite e realizzate dagli ingegneri del laboratorio di ricerca e sviluppo della Hublot Explorations diretto da Mathias Buttet. L’operazione avviata a Gela – aggiunge il Soprintendente - realizzata a seguito di un’intesa siglata lo scorso anno dalla Soprintendenza del Mare, proseguirà con un secondo step nel prossimo mese di maggio. Quello di Gela è un areale particolarmente ricco di testimonianze – conclude il Soprintendente – e ha restituito relitti e numerosi reperti di straordinaria importanza per la storia dell’antica colonia rodio-cretese fondata agli inizi del VII secolo a.C.”. La Hublot, azienda svizzera che produce orologi di lusso e l’Università di Ginevra, coordinati dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, stanno testando quindi nei fondali di Gela un mini robot appositamente costruito per la ricerca di reperti archeologici sommersi. Una sofisticata apparecchiatura che per le sue dimensioni, risulta molto versatile e efficace nei fondali a bassa visibilità, rivelandosi utilissimo proprio nei fondali gelesi. Dotato di telecamere ad alta risoluzione, presenta sensori capaci di rilevare in acqua la presenza di metalli. Nei fondali di Bulala, l’azienda svizzera con la sua equipe di tecnici e il gruppo di studiosi guidati da Lorenz Baumer e Alessia Mistretta dell’Università di Ginevra, realizzeranno una mappatura dei fondali nel corso di una campagna finanziata dalla stessa Hublot che nel recente passato ha investito in ricerche e recuperi archeologici nei mari della Grecia. «Fui invitato ad una conferenza a Ginevra e parlai dei grandi tesori che il mare di Gela restituiva e che ancora custodisce – dichiara l’assessore Tusa. Il gruppo Hublot doveva testare il nuovo robot e li ho convinti a farlo in Sicilia in un mare come quello gelese dove tanti reperti tra elmi e lingotti sono di metallo. I fondali gelesi, per le loro caratteristiche, non si prestano a ospitare musei sottomarini: i reperti vanno studiati, recuperati e musealizzati e per farlo è necessario che in Sicilia intervengano i privati». L’assessore dei Beni cuturali Tusa ha lanciato un progetto che gli è caro. «In Sicilia non abbiamo un laboratorio di restauro del legno bagnato e dei reperti provenienti dai dondali marini. Siamo costretti a mandarli fuori in Italia o all’estero con costi esorbitanti che non ci possiamo più permettere. Potrebbe anche essere realizzato a Gela, nei cui fondali ci sono ancora tre relitti da recuperare e che proprio per le caratteristiche e la sua posizione è un grande giacimento culturale ancora inesplorato».
Esplorato un nuovo sito subacqueo a Lampedusa.
Ottobre 2018
Nel corso di una campagna di immersioni subacquee nel Canale di Sicilia, un team composto dai centri subacquei Blue Dolphins di Lampedusa ed Ecosfera di Messina, si è imbattuto nel fortuito rinvenimento di un relitto d'interesse culturale, che da indagini preliminari effettuate, non sembrerebbe essere stato esplorato in precedenza. La chiglia e le ordinate in ferro del troncone di prua, unitamente al legno rivestito del fasciame, sembrano indicare uno scafo moderno a struttura mista legno/metallo (fine XIX inizio XX sec.). Il rinvenimento di tubi e di un mattone refrattario inciso con le iniziali B.B. (Bartlett Bros. di Hudson, New York, che operò nel 1800), farebbe altresì propendere per la presenza di una propulsione a vapore. Ulteriori elementi utili alla conferma della predetta ipotesi e all'identificazione del relitto, potranno essere acquisiti nel corso di successive prospezioni subacquee sul troncone di poppa. La scoperta è stata comunicata tempestivamente alla Soprintendenza del Mare. Non appena saranno effettuati gli ulteriori sopralluoghi e confermato il dato di posizionamento satellitare, la Soprintendenza del Mare provvederà a richiedere all'autorità marittima competente l'emissione dell'apposita ordinanza di regolamentazione dell'accesso al sito.
Recuperato il rostro EGADI 18
Ottobre 2018
IL MARE DELLE EGADI CONTINUA A RESTITUIRE TESTIMONIANZE STRAORDINARIE.
Eccezionale recupero nell’ambito della campagna di ricerche archeologiche subacquee nel luogo della Battaglia delle Egadi del 241 a.C.


Tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a Nord - Ovest dell’isola di Levanzo, nel corso della campagna di ricerche effettuata nei mesi di Settembre e Ottobre dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con i subacquei altofondalisti della GUE - Global Underwater Explorer e il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, sono state effettuate nuove scoperte di grande interesse scientifico che arricchiscono le conoscenze sulla “Battaglia delle Egadi”. Il luogo della battaglia era stato già identificato negli anni scorsi, ma quest’anno le ricerche si sono concentrate in un'area ritenuta più importante per numero di target, individuati durante la campagna effettuata nella scorsa estate dalla nave oceaonografica della statunitense RPM Nautical Foundation. La zona individuata infatti risultava essere molto promettente, visto che evidenziava la presenza di ben tre rostri. Le attività appena concluse si sono concentrate sul rilievo, la documentazione e il recupero del rostro denominato “Egadi 18”.

“La ricerca nei fondali delle Egadi – dichiara l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa – continua con grande successo, dimostrando ancora una volta la grande ricchezza dei fondali egadini e, in particolare, presso il luogo dove avvenne la Battaglia delle Egadi nel 241 a.C.. Malgrado ormai il corpus dei materiali rinvenuti sia estremamente ricco, come dimostra il numero di rostri ed elmi individuati e recuperati (19 rostri, 22 elmi del tipo montefortino e numerose anfore), l’originalità di quest’ultimo reperto è foriera di ulteriori sorprese che la ricerca futura sicuramente ci offrirà”.

L’eccezionale novità scaturita dai rinvenimenti di questa campagna di ricerche è costituita proprio dal rostro Egadi 18, chiaramente romano, e che risulta essere il primo del suo genere, un unicum nel panorama di tale classe di rostri visto che presenta una decorazione in rilievo raffigurante una vittoria alata a tutto tondo.

“E’ un risultato molto importante - dichiara il soprintendente del mare Adriana Fresina - soprattutto sotto il profilo scientifico, poiché aggiunge altri reperti con caratteristiche assolutamente inedite rispetto a quelli già noti e recuperati e che certamente potranno fornire nuovi dati tipologici, tecnici, epigrafici e storici. Le indagini subacquee, sono state condotte quest’anno con nuove tecniche di ricerca in un esempio di giusto equilibrio fra ricerca strumentale e intervento diretto dell’uomo”.

Queste ultime scoperte si aggiungono alle tante effettuate nel passato in questo tratto di mare tra Levanzo e Marettimo e che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di Roma su Cartagine.

Alle operazioni hanno preso parte l’Assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana, la Soprintendenza del Mare, la Global Underwater Explorer, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, l’ex Stabilimento Florio di Favignana, l’Area Marina Protetta Isole Egadi, il Comune di Favignana e la RPM Nautical Foundation.


IL TEAM DI RICERCA
GUE - Global Underwater Explorer


Francesco Spaggiari (ITA)
Mario Arena (ITA)
Craig Walker (USA)
Luca Palezza (ITA)
David Lee (KOR)
Marco Colman (ITA)
Chanone Park (KOR)
Roberto Picciol (ITA)
Fabio Portella (ITA)
Jan Medenwaldt (GER)
Jin Hui (CIN)
Federico De Gado (ITA)
Claudio Provenzani (ITA)
Piero Labò (ITA)
Andrea Farnesi (ITA)
Giovanni Polizzi (ITA)

Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana

Sebastiano Tusa
Roberto La Rocca
Salvo Emma

Soprintendenza del Mare

Adriana Fresina

Ex Stabilimento Florio di Favignana

Luigi Biondo
Giuseppe "Beppe Nue" Giangrasso

Comune di Favignana

Giuseppe Pagoto

Area Marina Protetta Isole Egadi


Crediti fotografici
Craig Walker (GUE)
Claudio Provenzani (GUE)
Luca Palezza (GUE)
Salvo Emma (Assessorato BB CC e IS)

Sponsor tecnici

SUEX - scooter subacquei (ITA)
DAN Europe
CEIA - metal detector (ITA)
NEMO - tools (HK)
HALCYON - attrezzature subacquee (USA)
K01 - attrezzature subacquee (ITA)
KRNICA - Diving Center (HR)




Ricerche subacquee a Licata
Ottobre 2018
Conclusa la campagna di ricerche del nucleo subacqueo del Gruppo Archeologico Finziade di Licata, diretto da Maurizio Cantavenera. Quest’anno le attività del gruppo hanno interessato le acque dell’isolotto di San Nicola e della Secca di Poliscia a Licata. I reperti individuati abbracciano un arco cronologico di circa cinque secoli, dal VII al XII secolo d.C. e con le ultime individuate, sale a nove il numero delle ancore bizantine scoperte in questi fondali. La campagna di ricerche subacquee è stata realizzata grazie al lavoro svolto dal nucleo sommozzatori Finziade, coordinato dall’archeologo Fabio Amato, supervisionato e diretto dalla Soprintendenza del Mare e finanziato dalla ditta Cuttita Srl. Una scoperta importante che aggiunge altri reperti, alle evidenze archeologiche recuperate proprio in quel tratto di mare con le ricerche svolte a partire dagli anni ’80, dall’allora competente Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento, Le nuove testimonianze archeologiche rappresentano un’ulteriore conferma della frequentazione dell’isola di San Nicola, relativa sia alla sua funzione di refugium, sia a quella più strettamente religiosa, determinata dall’impianto ecclesiastico individuato sulla sommità dello scoglio. Parallelamente a questi nuovi dati archeologici, emergono ulteriori tracce, individuate sulla parte rocciosa di San Nicola: si tratta di due croci, una a rilievo la seconda incisa proprio sulle scoscese pareti rocciose dell’isola. Elementi che confermano la teoria che vuole la presenza di un piccolo insediamento di culto cristiano sull’avamposto insulare. La stagione di lavori del Gruppo Archeologico Finiziade ha visto anche lo svolgimento di un corso di archeologia subacquea promosso in collaborazione con il G.A. di Siracusa e la Soprintendenza del Mare. Il corso ha avuto come sede di esercitazione pratica lo specchio di mare antistante la spiaggia della Poliscia, già luogo di frequentazione marinaresca molto antica, nonché sede di un importante tesmophorion d’epoca classica e di una necropoli a ridosso della costa. È continuato un meticoloso lavoro di documentazione delle evidenze archeologiche scoperte negli anni scorsi, che si è concluso con il recupero di diversi frammenti di anfora (orli, anse, colli e puntali) ascrivibili ad un range cronologico che va dal periodo greco classico fino al tardo antico. Individuate anche presenze lignee che saranno desalinizzate e successivamente verificate nelle prossime settimane dalla Soprintendenza del Mare, per accertare se si tratta dei resti di una imbarcazione lignea naufragata nei pressi della Secca. Un’occasione importante per far conoscere l’importanza sia del territorio e delle sue potenzialità archeologiche, per educare al concetto di mare come bene collettivo e alla tutela dell’ecosistema marino. Hanno partecipato al corso Federico Fazio, Fabio Amato, Michele Ruggieri, Giovanni Morreale, Andrea Cannizzaro, Angelo Tidona, Calogero Bontà e Daniela Miceli.
I cunti del mare
Ottobre 2018
I cunti del mare
Storie di pescatori siciliani

Con questo lavoro il cuntista Alessio Di Modica, attraverso l’arte affabulatoria del cunto siciliano, recupera e rende contemporanee il patrimonio orale dei pescatori della costa Est della Sicilia. Per anni il narratore ha ascoltato le loro storie, le loro leggende, i loro vissuti più profondi, i loro segreti, e ha vissuto attraverso la memoria la scomparsa del loro mestiere e del loro mare che era ricco, grande e pieno di pesci tanto ricco che “Mancu un diu grecu so puteva permettere”, troppo diverso da quello di ora. Le parole di questo racconto sono onde che si increspano, s’alzano e si infrangono. Il cunto con il suo suono, il suo ritmo e il suo respiro, richiama il suono del mare e consegna alla memoria un mondo che non c’è più e i cui ultimi testimoni sono sempre di meno.

Mercoledì 24 ottobre 2018 - ore 17
Via dell'Arsenale, 144 - Palermo
ingresso libero
Relitto a Torre del Lauro - Caronia
Ottobre 2018
A quasi un mese dall'inizio dell'operazione Husky e dopo essere entrati a Palermo il 22 luglio 1943, gli americani tentarono uno sbarco dietro le linee nemiche in direzione di Messina: secondo i piani, la forza anfibia sarebbe dovuta atterrare vicino Terranova ed attaccare l'entroterra per tagliare la strada costiera ed intrappolare i difensori dell'Asse, tenendo la cresta di San Fratello. Alle prime ore dell'alba dell'8 agosto 1943, una piccola forza navale di sedici mezzi anfibi Dukws e mezzi da sbarco LCVP, caricati sui ponti di due navi da sbarco LST, condusse sulle spiagge le truppe delle compagnie F e G, 30th Infantry. Considerato il dirompente successo dell'operazione, che consentì alle truppe alleate di avanzare di 12 miglia in un sol colpo, si preparò un'altra azione anfibia per il giorno successivo, ma l'ambizione del Generale Patton, di precedere l'arrivo degli Inglesi su Messina, fu momentaneamente frustrata dall'attacco di tre caccia tedeschi Focke Wulf 190 alla LST 318, che gravemente danneggiata fu abbandonata alla deriva ed affondò: l'azione di disturbo ritardò di oltre 48 ore le operazioni di sbarco a Brolo.
La LST 318 giace a circa 250 metri dalla riva in località “Torre del Lauro” e 500 metri dallo “scoglio di San Biagio”, nel territorio del Comune di Caronia (ME): solo pochi anni addietro era visibile la sentina e parte della struttura sovrastante ad una profondità di circa 10 metri, ma il continuo insabbiamento, che ha ridotto il fondale a meno di 4 metri, ha ridimensionato la parte visibile del relitto. L'individuazione della nave ed il relativo posizionamento, si deve al subacqueo Carmelo La Monica, che con il supporto logistico della Guardia Costiera di S.Agata di Militello, ha condotto sul sito il personale della Soprintendenza del Mare e del Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina.
La Soprintendenza del Mare ha richiesto all'autorità marittima competente, l'emissione di un'ordinanza di regolamentazione dell'accesso all'area, al fine di preservare la testimonianza e custodire la memoria dell'evento.
Conferenza a Ravenna
Ottobre 2018
 
Claudio Mocchegiani Carpano
Ottobre 2018

Non è facile per chi ha condiviso speranze, segmenti importanti della propria vita, aspirazioni, gioie e delusioni, ma soprattutto tanti momenti di felice convivenza di esperienze formative e importanti, meditare sulla scomparsa dell’amico di una vita. Claudio è stata una presenza costante nelle nostre vite di appassionati del mare e di idealisti e visionari costruttori di progetti ad esso legati. Una presenza discreta ma fortemente coinvolgente che, con la sua pacata, colta e fine ironia riusciva a condizionare spesso le decisioni di tanti di noi spesso animati dal furore del fare senza la concretezza della realtà. Era un uomo pratico e disilluso, ma al contempo vivace e propositivo. Capace di essere leader senza farlo pesare. Era forte nel difendere il suo punto di vista, ma aperto al dialogo e ad accettare consigli e indicazioni. Personalmente non posso non ammettere che fu, in una fase importante della mia vita e della mia carriera, un modello da seguire e lo seguii, anche se poi la mia strada prese sentieri diversi. Tuttavia i suoi consigli e la sua grande esperienza di archeologo, di uomo di mare e di funzionario pubblico mi hanno accompagnato fino alla fine dei suoi giorni. L’equilibrio che contraddistingueva tutte le sue scelte è stato fondamentale per tante avventure nelle quali ci siamo trovati coinvolti. I ricordi si affastellano infiniti e su tutti campeggia la sua immagine gioiosa e la sua sottile ironia che aveva un commento pungente ma bonario per tutti riuscendo ad allietare anche i momenti più complessi e difficili della vita. Dal punto di vista professionale non possiamo non riconoscere in Claudio un apripista che, nel solco della strada intrapresa da Antonino Lamboglia, fece diventare l’archeologia subacquea una pratica diffusa al livello nazionale ed internazionale intessendo una capillare rete di collaborazioni che ha permesso al nostro Paese di mantenere un ruolo di primo piano nel mondo dell’archeologia subacquea internazionale. Dobbiamo molto a Lui per aver difeso la dignità della nostra disciplina nelle istituzioni e nel mondo universitario. Dobbiamo molto a Lui per averci insegnato che esistono l’archeologia lacustre e fluviale. Personalmente devo a lui l’esempio che mi ha consentito di continuare idealmente la sua opera di sensibilizzazione delle istituzioni permettendomi il palinsesto della sua opera nel panorama siciliano facendo tesoro della sua preziosa esperienza. Un grande studioso che ci ha lasciato pregevoli interpretazioni di manufatti e contesti terrestri, marini, fluviali e lacustri che hanno contributo a rinnovare e rendere moderna la gloriosa tradizione della scuola italiana degli studi sulla topografia antica da cui Lui proveniva. Un grande integerrimo funzionario dello Stato che ne ha sempre servito con passione e dedizione le regole e le direttive a volte anche sacrificando se stesso e la sua grande professionalità. Infine un grande amico compagno di tante esperienze, di tanti momenti allegri e di tante imprese scientifiche alle quali ha sempre offerto un contributo determinante.

Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana

Ritrovamenti subacquei a Sciacca
Settembre 2018
A seguito della segnalazione di Vincenzo Bono, la Soprintendenza del Mare ha effettuato un sopralluogo a Sciacca in località “San Giorgio”, e in corrispondenza di una secca affiorante a circa 200 metri dalla riva, su un fondale a circa 3 metri di profondità, è stata verificata la presenza di resti attribuibili ad un relitto. La prospezione subacquea ha portato al recupero di alcuni frammenti di anfore da trasporto che sono stati consegnati al Museo del Mare di Sciacca. Per tutelare il sito, è stata richiesta l'emissione di un'ordinanza di regolamentazione da parte della competente Autorità marittima.
Mostra - Installazione
Settembre 2018
Mostra - Installazione
PLASTICA
Il riciclo, le forme, il colore
Mercoledì 3 ottobre 2018 ore 16.00
Via dell'Arsenale, 144 - Palermo
Chiusura per disinfestazione
Luglio 2018
Si comunica che venerdì 27 luglio le tre sedi della Soprintendenza del Mare (Palazzetto Mirto, Istituto Roosevelt e Arsenale della Marina Regia) rimarranno chiuse per disinfestazione dei locali.
 
Il nuovo Soprintendente del Mare
Luglio 2018
Adriana Fresina è il nuovo Soprintendente del Mare. Archeologa e già Dirigente dell'Unita' operativa ricerca e tutela dei beni archeologici antichi e moderni, paesaggistici e demoetnoantropologici inerenti il mare, subentra a Sebastiano Tusa, nominato Assessore dei Beni culturali e dell'Identita' siciliana.
 
Recuperato un ceppo d'ancora a Lipari
Luglio 2018
Nell’ambito delle ricerche e della mappatura che la Soprintendenza del Mare sta effettuando nei fondali della secca di Capistello a Lipari, con la collaborazione dei subacquei della Global Underwater Explorer, si sono svolte le operazioni di recupero di un ceppo di ancora romana.

Nella sezione EVENTI foto e video delle operazioni di recupero.

clicca sull'immagine per la sezione EVENTI
Ritrovato relitto bizantino a Portulisse RG
Luglio 2018
Ritrovato al largo di Ispica (RG) in zona Porto Ulisse, un relitto del VI sec. d.C. A soli due metri di profondità, Antonio Giunta, segnalatore della Soprintendenza del Mare, ha individuato una porzione di legno affiorante lunga circa 6 metri. Il relitto, prontamente segnalato, è stato verificato dai subacquei della Soprintendenza del Mare che hanno effettuato i rilievi e la documentazione. La scoperta è stata presentata nel corso di una conferenza stampa questa mattina presso il comando provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa alla presenza dell'Assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Claudio Solombrino, del Soprintendente di Ragusa Calogero Rizzuto e Fabrizio Sgroi, archeologo della Soprintendenza del Mare. L'ipotesi formulata nelle prime ore è quella di una imbarcazione di epoca bizantina naufragata in prossimità della costa e che presenta un carico di anfore frammentate sparse su un ampio areale sabbioso. Sono state già programmate le operazioni di indagine che prossimamente verranno avviate in collaborazione con il nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza. "Si tratta di una scoperta di grande valore - dichiara l'Assessore dei Beni culturali Tusa - che si aggiunge alle numerose effettuate in questi anni nei fondali Siciliani. Scoperta che contribuisce ad arricchire uno dei momenti piu felici della storia dell'Isola: quello bizantino". Nel periodo bizantino giustinianeo, frequenti e intensi erano i contatti con l'Asia minore ed in particolare con Costantinopoli. Notevole infatti era l'attivismo delle diocesi vescovili che diventano centri di aggregazione sociale ma anche economico, oltre che religiose. In questo contesto lo scavo del relitto potrebbe aprire nuovi orizzonti per la comprensione dei rapporti commerciali tra oriente e occidente. Tutto cio si inquadra in una presenza bizantina nella Sicilia sud orientale già nota con la ricchezza monumentale di Siracusa e attraverso i numerosi rinvenimenti subacquei tra cui spicca il relitto di Marzameni, attualmente in fase di scavo da parte di una missione congiunta italo statunitense (Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Università di Stanford). Grazie ad un accordo in via di formalizzazione, il relitto sarà oggetto di indagine e studio nei prossimi mesi da parte del Dott. Massimo Capulli in virtù di una convenzione con l'Università di Udine. Il relitto si aggiunge a un importante ritrovamento effettuato negli anni '60 a Pantano Longarini, vicino Siracusa: un'altra nave bizantina recuperata in seguito a scavi subacquei effettuati dall'allora Soprintendenza archeologica di Siracusa in collaborazione con una missione americana diretta dal noto archeologo Peter Trockmorton. Il relitto allora recuperato, è purtroppo ancora in fase di trattamento e dopo tanti anni si spera di concludere le fasi di restauro per restituire alla pubblica fruizione una preziosa testimonianza del passato.
Recuperata ancora a Giardini Naxos
Giugno 2018
A seguito di una segnalazione effettuata da Alessandro Lentini, titolare del Diving "Divesicily", il 7 giugno, all'interno del porticciolo "Saja" nella baia di Giardini Naxos, ad una profondità di 8 metri, è stato recuperato un ceppo d'ancora in piombo a rischio di depredazione. L'operazione è stata condotta dal Nucleo carabinieri Subacquei di Messina con la supervisione e la direzione scientifica della Soprintendenza del Mare. Il ceppo plumbeo, di tipo fisso, è riconducibile alla tipologia di ancora romana ed è stato consegnato al Parco Archeologico di Giardini Naxos.
Campagna di scavo a Marzamemi
Giugno 2018
Alla presenza del Dirigente della Soprintendenza del Mare Adriana Fresina e del Direttore del Maritime Archaeology Lab dell’Università di Stanford (USA) Justin Leidweinger, hanno preso il via il 18 Giugno 2018 i lavori della VI campagna di scavo archeologico subacqueo del relitto della chiesa bizantina di Marzamemi. Lo scavo di questo relitto, avviato dalla Soprintendenza del Mare nel 2013 in collaborazione con l’Università di Stanford, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e il Diving Center El Cachalote di Marzamemi, si concluderà il 4 Agosto; fino ad oggi ha permesso di riportare alla luce numerosi reperti archeologici, in particolar modo elementi architettonici in marmo tra i quali spiccano quelli in "Lapis atracius" oggi conosciuto come marmo della Tessaglia e riconducibili ad una chiesa cristiana di epoca bizantina. L'immagine può contenere: 21 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto
We lost the sea
Giugno 2018
WE LOST THE SEA
Una grande installazione ambientale di Federica Di Carlo che mette in scena il respiro della terra attraverso i suoi elementi fondamentali: mare, luce e atmosfera. Un’opera immersivo-percettiva che attraverso un gioco di equilibri sottili e ammalianti, invita a una riflessione sulla situazione climatica attuale. L’installazione, ospitata dalla Soprintendenza del Mare all’Arsenale della Marina Regia di Palermo, è curata da Simona Brunetti e promossa dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dalla Fondazione Mondo Digitale, prodotta da Snaporazverein con il patrocinio di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.
Inaugurazione lunedì 18 giugno, ore 18.00 Via dell’Arsenale 144 – Palermo


La mostra rimarrà aperta dal 18 giugno al 15 settembre
Ingresso gratuito
possono entrare solo 15 persone alla volta
i minorenni devono essere accompagnati
Orari apertura mostra
Lunedì 18 giugno dalle 10:00/ 21:00
Dal 19 giugno 2018:
lunedì, martedì, giovedì 8:00/17:00
mercoledì 8:00/18:30
venerdì 8:00/15:00
Corso archeologia subacquea
Giugno 2018
Gruppi archeologici d'Italia - GANS di Siracusa organizzano il I Corso introduttivo in Archeologia subacquea.
Ognina CT Giugno 2018.

Per info:
teresasaitta.archeo@gmail.com
archeosubsicilia@gmail.com
Corso archeologia subacquea
Maggio 2018
II Corso in archeologia subacquea
organizzato dai Gruppi Archeologici d'Italia sedi di Siracusa e Licata
Il corso si svolgerà a Palermo e Licata

per info e iscrizioni rivolgersi a:
Federico Fazio
archeosubsicilia@gmail.com

Fabio Amato
amato.f@gmail.com
Ricerche per mare
Maggio 2018
Ricerche per mare - La cultura afferente al mare
a cura di Alessandra De Caro e Sebastiano Tusa
Il volume offre un’ampia panoramica delle vicende storiche legate ad alcune scoperte effettuate nel corso degli ultimi anni come quella inerente la Battaglia di Avola. O come lo studio sulle credenze, i miti e la religiosità connessa con il mare. Un approccio interdisciplinare dove le notizie di archivio aiutano a comprendere le tracce trovate in mare e viceversa.
Presentazione del volume all'Arsenale della Marina Regia
Via dell'Arsenale 144 - Palermo
30 maggio 2018 - ore 16.30
La Battaglia delle Egadi
Aprile 2018
Le ricerche della Soprintendenza del Mare: la Battaglia delle Egadi

Sebastiano Tusa, Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
La Battaglia delle Egadi ritrovata

Francesca Oliveri, Soprintendenza del Mare
Minima Aegatium. Considerazioni iconografiche, epigrafiche, etc.

Roberto La Rocca, Soprintendenza del Mare
La battaglia delle Egadi: aspetti tecnici e metodologici delle ricerche

Cecilia Buccellato, Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
La manifattura dei rostri delle Egadi

Stefano Zangara, Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana
La Prima Guerra Punica: la supremazia militare e commerciale romana nel Mediterraneo attraverso le nuove sperimentazioni applicate alle ricerche marine

coordinano Alessandra De Caro e Alfonso Lo Cascio, Soprintendenza del Mare
Venerdì 4 maggio 2018 - ore 16.00
Arsenale della Marina Regia
Via dell'Arsenale - Palermo
Ulisse Il piacere della scoperta
Aprile 2018
La puntata di Ulisse andata in onda Sabato 21 aprile con un servizio sulle attività della Soprintendenza del Mare.
clicca sull'immagine per vedere il servizio
Vinitaly 2018
Aprile 2018
L'Assessore dei Beni culturali e dell'Identità siciliana Sebastiano Tusa allo stand della Soprintendenza del Mare allestito all'interno del padiglione 2 di Vinitaly 2018.La
La Soprintendenza del Mare ha realizzato all'interno del padiglione 2 Sicilia una mostra di anfore di varie epoche per testimoniare non solo l'antica vocazione della produzione del vino, ma anche la centralità geografica. L'esposizione presenta la ricostruzione di una parte dello scafo in legno di una imbarcazione antica dove sono collocate alcune delle anfore delle più note tipologie adibite al trasporto del vino, restituite dai fondali siciliani. Inoltre, all'interno dello stand vengono proiettati filmati relativi alle scoperte archeologiche degli ultimi anni e agli itinerari turistici subacquei. Una brochure illustartiva e gadget promozionali sono stati appositamente realizzati per l'evento.


Tusa nominato Assessore ai Beni culturali
Aprile 2018
Sebastiano Tusa è stato nominato Assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana. La Soprintendenza del Mare augura al neo Assessore buon lavoro
Ulisse RAI3
Aprile 2018
Si sono concluse domenica 8 aprile le riprese per un servizio sulle attività della Soprintendenza del Mare che verrà trasmesso all’interno del programma di Alberto Angela “Ulisse – Il piacere della scoperta”.
La troupe, diretta dalla regista Fiorella Ravera, ha effettuato le riprese presso la sede della Soprintendenza del Mare e durante una operazione in mare effettuata in collaborazione con il Reparto Operativo AeroNavale della Guardia di Finanza comandato dal Colonnello Alessandro Carrozzo. La puntata, dal titolo “Sfida agli abissi”, andrà in onda su RAI3 sabato 21 aprile alle 21.15
Museo del Mare di Sciacca
Aprile 2018
E’ stata inaugurata sabato 7 aprile 2018 la mostra "La Battaglia delle Egadi - 241 a.C." a cura di Michele Benfari.
L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da un convegno organizzato dal Museo del Mare di Sciacca e dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Comune di Sciacca e l'associazione "Amici del museo del mare Vincenzo Tusa".


Dettagli e immagini nella sezione EVENTI
L’eredità archeologica del fiume Platani
Aprile 2018
Si è tenuto il 7 aprile 2018, il convegno organizzato dal Rotary Club di Ribera dal titolo “L’eredità archeologica del fiume Platani: una risorsa per le future generazioni “. L’evento si è svolto nella sala convegni “Emanuela e Giovanni Ragusa” del palazzo municipale di Ribera. Sono intervenuti Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Siciliana e Calogero Ferlisi, Presidente del TAR Sicilia.
Vinitaly 2018
Aprile 2018
La Sicilia al Vinitaly di Verona dal 15 al 18 aprile con 144 aziende e uno spazio espositivo di circa 3000 metri quadri all'interno del quale è previsto il Palcoscenico Sicilia, un'area business dedicata agli incontri con buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo oltre che alle attività di degustazione affidata a critici di fama internazionale. Protagoniste le associazioni di produttori vitivinicoli e i consorzi di tutela, che hanno concordato la loro presenza direttamente con l'Ente Fiera di Verona: la Providi e la Vitesi presenti con 59 aziende, Assovini con 42 aziende e il Consorzio Etna Doc presente con 43 aziende. L'assessorato alle Risorse agricole partecipa all'allestimento esterno del padiglione 2 e del Palcoscenico Sicilia. Presente anche uno spazio "Sol" dedicato alle aziende siciliane dell'olio. Per l'Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana Edy Bandiera "il made in Sicily si conferma sempre di più un brand vincente sui mercati internazionali. Puntiamo su organizzazione, aggregazione e qualità per accrescere l'export e conquistare nuovi mercati". Negli ultimi anni la produzione dei vini DOC è aumentata in maniera consistente, così come il quantitativo di prodotto confezionato, DOC e IGT; si è passati dai quasi 130 mila ettolitri certificati a DOC nel 2012 ai circa 483 mila hl certificati nel 2017 e, sempre nel 2017, si sono confezionati circa 1.700.000 hl, equivalenti a 226 milioni di bottiglie. "La partecipazione della Sicilia al Vinitaly quest'anno si arricchisce con la presenza degli Assessorati al Turismo, Sport e Spettacolo e dei Beni Culturali con la Soprintendenza del Mare", ha aggiunto l'assessore regionale all'Agricoltura, nel corso della conferenza stampa di presentazione della partecipazione siciliana alla fiera di Verona. Nel dettaglio, l'Assessorato al Turismo vanterà una duplice postazione, all'interno del padiglione Sicilia con un info point dedicato alla promozione e valorizzazione delle iniziative e dei territori di richiamo turistico, e nella città di Verona (in piazza dell'Arsenale) con l'evento Vinitaly and the City nell'ambito del quale le varie regioni italiane possono promuovere le proprie eccellenze territoriali turistiche e culturali nelle più belle piazze di Verona. La Soprintendenza del Mare realizzerà all'interno del padiglione 2 Sicilia una mostra di anfore di varie epoche per testimoniare non solo l'antica vocazione della produzione del vino, ma anche la centralità geografica. L'esposizione prevede la ricostruzione di una parte dello scafo in legno di una imbarcazione antica dove verranno collocate alcune delle anfore delle più note tipologie adibite al trasporto del vino, restituite dai fondali siciliani. Inoltre verranno proiettati filmati relativi alle scoperte archeologiche degli ultimi anni e agli itinerari turistici subacquei.
Presentazione libro
Aprile 2018
Nell’ambito dell’iniziativa 30 Libri in 30 Giorni promossa da BCSicilia, venerdì 6 Aprile 2018 alle ore 10,00 presso la Sala Conferenze Parco della Valle dei Templi di Agrigento, presentazione del libro: I popoli del Grande Verde di Sebastiano Tusa.
Introduzione:
Giuseppe Parello, Direttore Parco Valle dei Templi
Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia
Presentazione: Alessandra De Caro, Dirigente Soprintendenza del Mare
Nuccia Gullì, Archeologa, Soprintendenza BB.CC. - AG
Sarà presente l’autore
Tavola rotonda
Aprile 2018
La conservazione delle tartarughe marine in Sicilia: il progetto Life Euroturtles e i dati del primo anno di attività

Ore 15: Saluti delle autorità
- Salvatore Cordaro - Assessore all’Ambiente - Regione Siciliana
- Sergio Marino - Assessore all’Ambiente - Comune Palermo
- Gianluca Sarà - Docente Università Palermo

Ore 15.30: Introduzione ai lavori e presentazione progetto Life Euroturtles
- Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare - Regione Siciliana
- Alessandra De Caro - Soprintendenza del Mare - Regione Siciliana
- Franco Andaloro - Delegato WWF Italia per la Sicilia
- Luigi Agresti - Coordinatore campagna mare WWF Italia

Ore 16.15: Tavola rotonda
- Dario Cartabellotta - Dirigente Generale Dipartimento della Pesca Mediterranea - Regione Siciliana
- Fabio Badalamenti - Dirigente di ricerca IAMC CNR
- Salvatrice Vizzini - Docente DiSTeM - Università Palermo
- Mauro Sinopoli - Ricercatore ISPRA
- Santo Caracappa - Direttore sanitario Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia
- Mario Candore - Dirigente Generale Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale – Regione Siciliana
- Giuseppe Maurici - Dirigente Ufficio gestione e attuazione del territorio – Regione Siciliana
- Giuseppe Mistretta - Amministratore delegato Gesap
- Gianfranco Zanna - Presidente Legambiente Sicilia
- Mariella Gattuso - Associazione Marevivo Sicilia


6 aprile 2018 - Arsenale della Marina Regia - Via dell'Arsenale, 142 - Palermo

Turismo azzurro
Aprile 2018
Nuove forme di reddito a favore della pesca siciliana dal Registro identitario a Sicilia Seafood
Travelexpo - Borsa globale dei turismi
Terrasini (PA)
6/8 aprile 2018

clicca sulla locandina per scaricare il programma
Francesco Marraffa
Aprile 2018
E’ scomparso all’età di 62 anni Francesco Marraffa, subacqueo di Levanzo e storico collaboratore della Soprintendenza del Mare. Tutta la Soprintendenza lo ricorda con affetto e si stringe attorno alle figlie Chiara e Carlotta.
Un ricordo di Francesco attraverso le parole del Soprintendente Sebastiano Tusa.

Il sole era già nei pressi della linea d’orizzonte e i comandanti delle tre motovedette della Guardia di Finanza con le quali avevano fatto una delle spedizioni più avventurose della mia carriera, si stavano preparando per salpare e rientrare a Cagliari e Palermo. Eravamo nei pressi di uno degli scogli più affioranti del temibile Banco Skerki dove avevamo ispezionato i resti della fregata francese Athenienne. I motori rombavano, ma facendo un rapido appello della mia squadra mi accorsi che mancava Francesco - Francesco Marraffa. Lo avevamo imbarcato nella notte precedente a Levanzo perché, avendo saputo che andavamo allo Skerki, aveva insistito per aggregarsi al nostro gruppo. Dov’era Francesco? In nessuna delle tre unità navali si riusciva a trovare. Si era perso in mare! Urlai al Comandante Spampinato che dirigeva le operazioni, di mettere subito un gommone a mare per cercarlo. La corrente montava e le tenebre iniziavano a calare. Girammo a lungo senza esito. L’oscurità avanzava e le speranze di trovarlo si affievolivano. Insistetti nel continuare le ricerche e dopo oltre un’ora vedemmo delle braccia che si agitavano comparendo e scomparendo fra le onde: era Francesco. Appena lo issammo a bordo lo abbracciai con forza e mi misi a piangere scaricando le mie tensioni. Capii allora chi fosse quel piccolo subacqueo che avevo conosciuto qualche decennio prima a Levanzo intrecciando subito un’amicizia che è durata fino ad oggi quando un atroce destino lo ha strappato dalla vita. Non ci riuscirono le onde e la terribile corrente dello Skerki nè le tante immersioni che spesso faceva con quel coraggio insito nella sua natura che spesso lo portava a sfidare il mare con la naturale incoscienza di chi è sicuro di se, ma con quell’enorme bagaglio di esperienza che lo faceva sempre riemergere. Amava e sfruttava il mare con quella spontaneità tipica di chi vive nel mare e del mare. A volte mi arrabbiavo per le sue frequenti intemperanze e per quella innata incapacità a uniformarsi alle regole, ma gli volevo un gran bene perché la sua solare spontaneità e ingenuità lo rendeva un personaggio reale e fortemente umano. Mi rimane il ricordo d’innumerevoli immersioni tra le anfore di Cala Minnola dove ogni volta aveva qualcosa di nuovo da mostrarmi, o le tante ore trascorse a raccontarci le rispettive storie di mare tra ironia e realtà. Un amico di mare cui non potevi non voler bene per la sua proverbiale bontà e disponibilità. Grazie Francesco per avermi fatto vivere il mare attraverso la tua spontaneità.
Campi scuola di archeologia subacquea
Marzo 2018
Progetto AKIS – Campi scuola di archeologia subacquea
Aci Castello (CT) dal 2 al 16 settembre 2018
Sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del Mare, quest’anno si terrà la seconda campagna di ricerche sistematiche subacquee nel comune di Aci Castello (CT). Scopo del progetto è la mappatura di tutti gli elementi archeologici compresi tra la costa e la batimetria -25 m in modo tale da poter permettere di identificare le zone di rada e i probabili punti di approdo legati ai centri abitati lungo la costa. Il campo scuola è rivolto a archeologi professionisti, studenti e appassionati che vogliono avvicinarsi al mondo dell’archeologia subacquea. Il lavoro sarà articolato in fasi di addestramento teorico e pratico e in attività di indagine estensiva direttamente sul campo: in particolare prospezioni sistematiche del fondale con tecnologie innovative, studio e documentazione fotografica e digitale dei reperti e elaborazione finale dei dati emersi. I corsisti saranno divisi in squadre che si alterneranno a terra e a mare affiancati costantemente da un team di specialisti, in modo da poter prendere parte a ogni fase del campo e capire le dinamiche di lavoro di squadra in questo ambito. Uno degli obiettivi del progetto è, oltre alla finalità scientifica e didattica, formare nuovi professionisti del settore, in modo da poter in futuro organizzare, in aggiunta ai corsi base, sessioni specifiche di lavoro con persone già formate professionalmente. A conclusione del corso sarà fornito a ogni partecipante il brevetto Archaeology Diver W.A.S.E. e l’attestato di partecipazione.
Info:
www.archeodive.it
akis@archeodive.it
tel. 3283930070
Gela dal mare al museo
Marzo 2018
GELA DAL MARE AL MUSEO
I REPERTI DI CONTRADA BULALA
AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI GELA


Martedì 10 aprile alle ore 10.00 nei locali del Museo archeologico regionale di Gela, verranno presentati i reperti subacquei recuperati dalla Soprintendenza del Mare nel corso delle campagne di indagine svolte negli ultimi anni in collaborazione con la Guardia di Finanza ROAN di Palermo, la Capitaneria di Porto di Gela e il subacqueo gelese Francesco Cassarino. Tra gli altri, verranno esposti i due elmi corinzi provenienti dai fondali di contrada Bulala; si tratta di due oggetti molto simili tra di loro, inquadrabili nella tipologia dell’elmo diffuso in Grecia tra il 650 e il 450 a.C. Sono costituiti da un’ampia calotta con paranaso rettangolare allungato e da due ampie paragnatidi. Una fila di piccoli fori presenti lungo tutto il bordo serviva per il fissaggio di fodere in cuoio all’interno. Gli elmi possono essere datati nell’arco del VI sec. a.C. I lingotti, anch’essi in esposizione, facevano parte di un prezioso carico trasportato da un’antica nave naufragata a qualche centinaio di metri dalla costa gelese, ad una profondità di circa cinque metri. I lingotti sono di un metallo particolare, chiamato “oricalco”. Una lega di rame e zinco simile al nostro ottone e considerato nell’antichità un metallo prezioso e al terzo posto per valore commerciale dopo l'oro e l'argento. La scoperta dei lingotti di oricalco è tra le più importanti di questi ultimi anni sia perché costituisce un unicum come ritrovamento sia perché i reperti finora conosciuti forgiati con questa lega sono molto rari. Fra i più significativi reperti anche un exaleiptron (cothon) di importazione corinzia con decorazione geometrica databile dalla seconda metà alla fine del VI secolo a.C., una macina in pietra lavica con inserto in legno e un’ancora in piombo e legno. La mostra sarà inaugurata dal Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e dal Direttore del Museo di Gela Ennio Turco. Il restauro di alcuni dei reperti esposti, è stato effettuato grazie al supporto del Club per l’UNESCO di Gela.
art&go - Presentazione a Milano
Marzo 2018
Una campagna di crowdfunding per il patrimonio artistico italiano
Presentazione della nuova APP Art&GO

Lunedì 26 marzo, alle ore 11.00 presso l’Acquario Civico di Milano, People4funds, start up a vocazione sociale, presenterà la prima applicazione mobile tutta italiana dedicata al patrimonio artistico nazionale: Art & GO.
ART & GO risponde alle esigenze di coloro che visitano i siti culturali italiani; la tecnologia al servizio della storia e dell’arte per conoscere maggiormente lo spazio in cui viviamo e ci muoviamo. Creata per dispositivi Android e Ios, offre informazioni di base e schede informative su monumenti, chiese, musei, giardini, parchi archeologici, itinerari culturali subacquei, giardini storici e molto altro sullo smartphone/tablet dell’utente. L’applicazione è parte di un progetto più ampio, parzialmente realizzato grazie all’aggiudicazione del bando Intraprendo di Regione Lombardia, progetto che si concluderà nel mese di settembre 2018 con nuove ed innovative funzioni.
“Essere e fare vocazione sociale, talvolta può apparire difficile, ma non è così per noi, da sempre convinti che la ricaduta sociale delle proprie attività è parte intangibile e fondamentale della propria professionalità qualunque essa sia”. Il segno della vocazione sociale nella app è un imprimatur che si concretizza anche in una dichiarata volontà filantropica: parte del ricavato dell’applicazione sarà devoluta alla Soprintendenza del Mare della Sicilia, per il recupero della nave greca di Gela del V sec. a.C., sotto la guida di Sebastiano Tusa. Al termine della conferenza stampa, seguirà una breve agorà dal titolo “Nuove frontiere dell’archeologia moderna”; ospite in rappresentanza della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana – Francesco Spaggiari – esploratore subacqueo internazionale.
Tutte le info e i link per scaricare la APP sul sito www.artandgo.it
L’iniziativa rientra nel calendario italiano dell’Anno europeo dei Beni culturali
http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/eventi/art-go/
Si ringrazia il Comune di Milano per il patrocinio concesso alla giornata di presentazione.
#Europeforculture, #sharingheritage #Patrimonio2018 #artandgo

Per info e accrediti
stampa@people4funds.com
www.peolpe4funds.com
phone 3454094968
La Battaglia delle Egadi - 241 a.C.
Marzo 2018
Verrà inaugurata sabato 7 aprile 2018 alle ore 17.00, la mostra/convegno "La Battaglia delle Egadi - 241 a.C." a cura di Michele Benfari. L'evento, organizzato dal Museo del Mare di Sciacca e dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Comune di Sciacca e l'associazione "Amici del museo del mare Vincenzo Tusa", si terrà presso i locali del Museo del Mare di Sciacca a Palazzo Fazello.
Saluti:
Francesca Valenti, Sindaco di Sciacca
Luigi Biondo, Direttore del Polo museale di Trapani e Marsala
Anna Maria Parrinello, Direttore del Museo archeologico Lilibeo di Marsala
Gaspare Falautano, Presidente associazione "Amici del museo del mare V. Tusa"
Interventi:
Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare
Maria Grazia Griffo, Polo museale di Trapani e Marsala
Franco Andaloro, ISPRA

Sciacca, Palazzo Fazello
Sabato 7 aprile 2018 - ore 17.00
Un mare di scienza
Marzo 2018

Incontri con la scienza, l'arte e l'industria nella città di Archimede
Terzo appuntamento: un mare di scienza.
Relatori:
Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare
Il relitto di Marzamemi e il trasporto della pietra nel Mediterraneo antico

Patrizia Maiorca - Presidente Area Marina Protetta del Plemmirio
L'Area Marina Protetta del Plemmirio

Mercoledì 14 marzo - ore 17.00
Via S. Lucia alla Badia, 1
Ortigia Siracusa

Corso di archeologia subacquea
Marzo 2018

Si svolgerà dal 25 al 28 aprile 2018, a cura della Divisione per l’Archeologia Subacquea di Marzamemi il corso di formazione "Metodologie della ricerca archeologica subacquea" in collaborazione con la Soprintendenza del Mare. L’obiettivo del corso è dare la possibilità agli studenti ed ai professionisti di acquisire la conoscenza di base del settore di ricerca e le competenze tecniche per potere operare attività di ricerca archeologica subacquea. Il programma del corso si suddivide in lezioni teoriche di approccio all’archeologia subacquea, dimostrazioni teoriche delle metodologie e pratica sul campo delle tecniche di ricerca archeologica subacquea. Il corso sarà incentrato sull’acquisizione dei metodi e delle tecniche applicate alla mappatura, la documentazione e il rilievo tridimensionale con fotogrammetria dei siti archeologici subacquei. Al termine del corso verrà rilasciato ad ogni partecipante un attestato di partecipazione. Il corso è aperto anche a coloro che non sono in possesso di un brevetto subacqueo, che potrà essere acquisito nell’ambito del corso. I partecipanti che intendono conseguire anche il brevetto Open Water I.S.D.A. dovranno concordare per e-mail le date per le relative lezioni. Per informazioni (programma del corso, pacchetto partecipazione e alloggio, brevetto I.S.D.A.) e iscrizioni, contattare:
duas.mz@gmail.com
deadline iscrizioni: 20 aprile 2018

Corso di archeologia subacquea
Marzo 2018
WAS 2018 - WATERSCAPE ARCHAEOLOGY IN SICILY
Programma formativo di Archeologia subacquea.
Dal 21 al 27 maggio 2018 a Isola delle Femmine (PA), CMAS CDC Italia organizza un programma intensivo che prevede un corso archeo di livello 1 e un corso archeo di livello 2. E' previsto anche un update che permette il conseguimento del brevetto CMAS Underwater Cultural Heritage Discovery.
Per info e iscrizioni:
giovibucci@yahoo.it
14 relitti della II guerra mondiale in Libia e Tunisia
Marzo 2018
Giovedì 15 marzo 2018 alle ore 17.30, presso la sede dell’Associazione Amici della Soprintendenza del Mare, si terrà una conferenza a cura di Jean Pierre Misson.

Verranno presentati 14 relitti della II guerra mondiale scoperti a Tabarka in Tunisia e a Marsa El Hilal in Libia. Oltre alle immagini strumentali realizzate in questi ultimi anni, verranno proiettati documenti storici relativi all’identificazione dei relitti del Regio Sommergibile FOCA, del sommergibile URGE della Royal Navy, della petroliera PICCI FASSIO, del sommergibile della Regia Marina italiana ARGONAUTA, del cacciatorpediniere britannico HMS QUENTIN e di altri sommergibili italiani e britannici affondati lungo le coste del nordafrica. L’evento, organizzato dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con l’Associazione Amici della Soprintendenza del Mare, grazie alle ricerche effettuate da Jean Pierre Misson nei fondali libici e tunisini, cercherà di aggiungere un tassello alla storia e alla memoria di tanti uomini che hanno perso la vita durante la II guerra mondiale.

Ingegnere nel settore delle telecomunicazioni, Jean Pierre Misson ha lavorato in Libia negli anni sessanta occupandosi di ponti radio governativi. In quel Paese è tornato nel 2012 su invito del Libyan Department of Antiquities per contribuire all’addestramento di personale locale nella ricerca archeologica subacquea con tecniche innovative. Attraverso un lungo e paziente lavoro, sorretto da una profonda passione per la ricerca subacquea, Misson ha potuto finora identificare i relitti dei sommergibili Urge, Argonauta e Foca e della nave cisterna Picci Fassio. Dopo Marsa el Hilal, la sua base operativa per nuove esplorazioni al largo della costa nordafricana è diventata Tabarka, in Tunisia.

Amici della Soprintendenza del Mare
Via dell’Arsenale 144 – Palermo
Giovedì 15 marzo 2018 - ore 17.30
Convegno
Marzo 2018
Dal relitto al museo: studio, conservazione, restauro e esposizione di navi antiche in Italia e in Europa

Mercoledì 7 marzo 2018 - École française de Rome
Piazza Navona, 62 - Roma
Giovedì 8 marzo 2018 - Istituto superiore per la conservazione e il restauro
Via di San Michele, 23 - Roma
Giovedì 8 marzo nel corso della seconda sessione, il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa presenterà un inervento dal titolo "Il restauro e la valorizzazione di antichi relitti: casi di studio dal mare della Sicilia".

clicca sulla locandina per scaricare il programma completo
Folco Quilici
Febbraio 2018
E' scomparso all'età di 87 anni Folco Quilici. Lo ricorda il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa.
Lo incontrai adolescente. Ero al seguito di mio padre a Selinunte. Lui era li con la sua troupe e stava girando uno dei suoi più importanti documentari della sua carriera con il quale diede al famoso saggio sul Mediterraneo di Braudel il conforto d’immagini spettacolari non solo per la poesia delle inquadrature, ma soprattutto per la capacità attraverso la semplicità di un paesaggio o di un rudere di esprimere e far comprendere a tutti il senso della ricchezza storica, a volte anche contraddittoria, del Mediterraneo. Al di la dei suoi meriti e delle sue infinite capacità tecniche di operatore e regista ciò che colpiva in lui, e mi colpì anche allora da adolescente, era la sua semplicità mista ad una spiccata curiosità quasi infantile con la quale riusciva a dialogare con tutti traendo da ognuno quelle qualità spesso nascoste dalla diffidenza o dalla timidezza. Questa sua estrema facilità nel dialogo, mista ad una modestia difficile da trovare in personaggi del suo calibro, era tutt’altro che superficialità. Attraverso questa sua dote riusciva a comprendere il senso dei luoghi, delle persone e degli eventi in maniera naturale. Riusciva a darcene una descrizione altrettanto semplice da comprendere e non banale nei contenuti e nelle forme. Il suo stile di narratore di storie scritte e d’infiniti paesaggi era la perfetta riproduzione della sua vivace ed affabile personalità. In queste circostanze si dice sempre che chi se ne va ci mancherà per sempre, ed è vero. Ci mancheranno i suoi sorrisi e le sue leggiadre e ingenue, quanto intelligenti ironiche battute. Ci mancheranno gli stimoli dovuti alla sua immensa curiosità capace di entusiasmarsi di fronte ad un normale gozzo che scivola lento sul mare, così come di fronte ad una possente eruzione vulcanica. Ci mancherà la sua capacità di interpretare e spiegare le piccole, così come le grandi cose del mondo senza iperboli e senza esagerazioni, ma con garbo, correttezza nei contenuti e semplicità nella forma sia del dialogo che dell’immagine. Ebbi la fortuna di lavorare con lui e, avendo una discreta esperienza di lavoro al fianco di registi di documentari (termine che a Lui non piaceva preferendo quello di narrazione), potei apprezzarne la grandezza. Riusciva a imporsi sulla troupe senza fare in alcun modo pesare la gerarchia del suo ruolo e della sua storia. La sua autorevolezza scaturiva da una capacità interpretativa dei luoghi e delle persone da “narrare” che lo rendeva sicuro nel suo agire, infondendo sicurezza e naturale approvazione in chi lo seguiva. Era come un capo che guidava la sua tribù avendone il carisma indiscusso. Ci mancherà il privilegio di apprendere da lui storie e principi, ma non ci mancherà la sua grande lezione perché, almeno in chi scrive, ha lasciato un segno indelebile che sono certo si trasmetterà in futuro. Le narrazioni iperboliche e sensazionaliste della gran parte della produzione contemporanea nel campo della documentaristica dureranno il breve tempo di una serie televisiva. Le sue immagini e le sue parole hanno dato a tutti noi, e lo daranno per sempre, la gioia di essere abitanti di questa terra esaltandone i caratteri migliori senza derive massimaliste, ma cogliendone l’essenza e la bellezza come monito a ricavare dalla natura quegli insegnamenti etici che lui aveva e praticava con semplicità ed entusiasmo.
Nitto Mineo
Gennaio 2018
E’ scomparso Nitto Mineo, pioniere della subacquea alle Isole Egadi, comandante di pescherecci, corallaro, scopritore di relitti e soprattutto subacqueo delle tonnare. Uomo stimato e apprezzato da tutti per la sua umanità e per la sua grande passione per il mare, era nato a Marettimo 84 anni fa ma ha vissuto a Levanzo prima di tornare a Trapani a causa delle sue condizioni di salute. La sua grande popolarità la raggiunse a Favignana dove nel 1963 diventò il sommozzatore della tonnara. Iniziò la sua esperienza sott’acqua nel 1958 dapprima come pescatore, poi come sub della tonnara e infine come corallaro. Grazie al suo legame con Cecè Paladino, l’archeologia subacquea siciliana ebbe un forte impulso verso una delle scoperte più importanti effettuate alle Isole Egadi. Nitto aveva confidato a Cecè Paladino della scoperta, intorno al 1961, di un carico di anfore al largo di Cala Minnola a Levanzo che si rivelò, dopo i primi studi, un relitto romano del I sec. a. C.. Successivamente Nitto confidò un ritrovamento di ceppi d’ancora in piombo su un fondale di 25 metri a Est dell’isola nella zona di Capo Grosso. Paladino insieme ad altri amici, sulla base di quelle informazioni, estese le ricerche sui fondali circostanti al luogo del primo rinvenimento e rilevò la presenza di altri ceppi, molto numerosi stavolta, disposti secondo uno schema regolare, e che verosimilmente poteva essere correlato all’ormeggio di una ingente flotta di navi. Fu l’inizio di quella che diventò in breve tempo la scoperta del luogo dove si combattè la Battaglia delle Egadi nel 241 a. C. La Soprintendenza del Mare ricorda con affetto Nitto Mineo, grande appassionato e prezioso collaboratore, stringendosi con affetto alla moglie Giovanna e a tutta la famiglia.
Roma e Cartagine: due civiltà a confronto
Gennaio 2018
Convegno nazionale di studi
Roma e Cartagine: due civiltà a confronto
Politiche, saperi, miti, arti materiali, scoperte e relazioni


Oscar Belvedere
Romanizzazione tra ellenismo ed età augustea nella Sicilia tripolare
Rossana De Simone
Cartaginesi a Roma
Rosalia Marino
Città di Sicilia tra violenza e consenso nell’età della prima e seconda guerra romano-punica
Stefano Medas
Il riarmo navale cartaginese tra la prima e la seconda guerra punica. Un progetto per attaccare Roma dal mare?
Daniela Motta
Metus Punicus e rappresentazioni dei Cartaginesi
Carlo Ruta
Caratteri della Roma repubblicana prima e dopo le guerre puniche
Sebastiano Tusa
Roma e Cartagine tra guerra e pace
Claudio Vacanti
Trattati o ritratti? Propaganda e trattativa nei patti tra Roma e Cartagine

mercoledì 7 febbraio 2018 - ore 16
Via Lungarini n. 9 Palermo
Convegno a Villa Zito - Palermo
Gennaio 2018
PATRIMONI CULTURALI E NATURALI SITI UNESCO:
BUONE PRATICHE E GOVERNANCE

Venerdì 19 gennaio 2018 ore 9.00-­-14.00
Palermo Villa ZITO, via Libertà 52

Ore 9.00
Interventi di apertura
Leoluca ORLANDO Sindaco di Palermo, Presidente Comitato di Pilotaggio sito UNESCO arabo-normanno
Nello MUSUMECI Presidente della Regione Siciliana
Vittorio SGARBI Assessore Regionale ai Beni Culturali e all'Identità Siciliana
Giovanni PUGLISI Presidente Emerito CNIU, Presidente Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia
Coordina
Enrico VICENTI Segretario generale della Commissione Nazionale Italiana UNESCO

ore 9.30 Relazioni
Aurelio ANGELINI Direttore Fondazione Patrimonio UNESCO
Sicilia La gestione e la governance del sito Arabo-­-normanno
Antonio PURPURA Università di Palermo
L’economia dei Beni Culturali e del patrimonio UNESCO
Sebastiano TUSA Sovrintendente del Mare
La Sicilia dei mille patrimoni
Giuseppe PARELLO Direttore Area Archeologica di Agrigento-­-Valle dei Templi -­- sito UNESCO
La valorizzazione di un sito archeologico nel cuore della città
Marisa MAZZAGLIA Presidente Parco Etna – sito UNESCO
Monte Etna e la valorizzazione di un sito naturalistico dell'UNESCO
Fabio GRANATA Direttore Distretto Turistico Sud est
Val di Noto 2020: la sfida del Distretto Sudest
Maria Amalia MASTELLONI Direttore Polo Regionale delle Isole Eolie, Parco e Museo Archeologico "L. Bernabò Brea"
Eolie, sito UNESCO naturalistico tra archeologia, etnoantropologia e sviluppo del territorio
Caterina GRECO Direttore C.R.I.C.D. Regione Sicilia
Le attività del Centro Regionale per il Catalogo sui siti UNESCO siciliani
Laura ANELLO Presidente Associazione "LE VIE DEI TESORI"
Le vie dei tesori UNESCO di Sicilia
Andrea CUSUMANO Assessore Cultura Comune Palermo
Palermo 2018: Capitale della Cultura e Manifesta
Workshop Il Cairo - 17/18 Gennaio
Gennaio 2018

Dal 17 al 18 gennaio 2018, si terrà presso la Bibliotheca Alexandrina il workshop dal titolo
Egyptian - Italian workshop on blue economy
Mercoledì 17 gennaio il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa interverrà con un lavoro dal titolo "The ancient Mediterranean routes and the underwater archaeology"

17 e 18 gennaio 2018

Bibliotheca Alexandrina
Alexandria - Egypt

Arsenale della marina regia
Gennaio 2018
Marhanima
Testo poetico e mostra delle opere tridimensionali di poesia sculturata

In collaborazione con la Soprintendenza del Mare

ne parlano con l'autrice Giovanna Fileccia
Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare
Alessandra De Caro - Responsabile U.O.II
Caterina Vitale - psicologa e psicoterapeuta
Veronica Billone - Ed. Simposium
Voci narranti
Marisa Palermo - Attrice e regista
Francesco Ferrante Scrittore e poeta

Mercoledì 17 gennaio 2018, ore 18,30
Via dell'Arsenale, 144 - Palermo
Nave da sbarco nel Canale di Sicilia
Gennaio 2018
Si sono concluse le operazioni di monitoraggio del relitto della nave da sbarco HMS LST-429 nel Canale di Sicilia a opera del team composto dal centro subacqueo Blue Dolphins di Lampedusa, guidato da Alessandro Turri, e del centro subacqueo Ecosfera di Messina, guidato da Domenico Majolino. L’attività è stata svolta nell’autunno del 2017, durante la quale è stato realizzato materiale video-fotografico utile per la concreta identificazione del relitto e per la valutazione delle condizioni dello stesso. Tutto il materiale è stato consegnato alla Soprintendenza del Mare nell’ambito di una attenta e proficua collaborazione per la preservazione e divulgazione dei beni storici-culturali presenti nelle acque che furono teatro dei violenti scontri durante la seconda guerra mondiale. La nave da sbarco LST-429, classe mk2, nasce per la Marina americana presso i cantieri Bethlehem-Fairfield Shipyard Inc.di Baltimora nel 1942. Fu varata l’11 gennaio 1943 e non entrò mai in servizio per gli Stati Uniti in quanto subito trasferita alla Royal Navy Britannica. Il 3 Luglio 1943 affondò nelle acque internazionali del Canale di Sicilia. Il relitto giace su un fondale di circa 38 metri, avvolto da reti da pesca e spezzato in due tronconi. Il troncone di poppa si trova in assetto di navigazione; le due eliche e i due timoni, caratteristici dei mezzi da sbarco, si sono mantenute integre così come la torretta. Alle spalle del ponte di comando sono ben visibili le due difese, ricoperte da fitte concrezioni biologiche. Il troncone prodiero giace parallelo a quello di poppa, capovolto, con la prua rivolta verso le eliche. All’interno sono identificabili i mezzi gommati parte del carico. Alla spedizione hanno partecipato: Alessandro Turri, Domenico Majolino, Monica Tentori, Mauro Bombaci, Antonio De Carlo, Marco Ruello, Francesco Donato, Maria Giovanna Piro, Stefano Saleri, Giorgia Pelegalli.
Il Mediterraneo al tempo di al-Idrisi
Gennaio 2018
Presentazione del volume
Il Mediterraneo al tempo di al-Idrisi
Relazioni tra Nord e Sud, oriente e occidente

Giovedì 18 gennaio 2018 - ore 17.30
Fondazione G. Whitaker
Villa Malfitano - Via Dante 167 - Palermo
Viaggiatori stranieri nella Sicilia dell'Ottocento
Gennaio 2018
Presentazione del volume
Viaggiatori stranieri nella Sicilia dell'Ottocento
Il contatto con il retaggio storico e l'attenzione per le questioni sociali

Mercoledì 10 gennaio 2018 - ore 18.00
Palazzetto Mirto
Via Lungarini, 9 - Palermo
Festività 2017_2018
Gennaio 2018
La Soprintendenza del Mare augura buone feste.

news 2004
news 2005
news 2006
news 2007
news 2008
news 2009
news 2010_2011_2012
news 2013_2014

news_2015news 2015
news_2015
news 2016
news_2015news 2017