Ritrovato il rostro della "Battaglia delle Egadi"

Grazie ad un'azione investigativa effettuata a Trapani con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma (Sost.Proc. Paolo Giorgio Ferri) ed eseguita il 15 giugno del 2004 dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - Sezione Archeologia - di Roma, coadiuvato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, sono stati recuperati importantissimi reperti archeologici di provenienza marina tra cui spicca un rostro in bronzo, 19 anfore intere e frammentarie di fattura greca, romana e punica e tre ceppi d'ancora romani in piombo, consegnati in custodia giudiziale alla Soprintendenza per i BB.CC. di Trapani, nella persona di Sebastiano Tusa, direttore del servizio per i Beni Archeologici.

Quest' operazione corona gli sforzi di tanti anni di ricerche, studi ed investimenti operati nel campo della tutela archeologica subacquea, intrapresi con lungimiranza dall'assessorato per i BB.CC. della Regione Siciliana.

Le caratteristiche del rostro: "Si tratta di un oggetto assolutamente unico nel suo genere, tant'è che nel Mediterraneo se ne conosce soltanto un altro rinvenuto nei pressi di Atlit, in Israele. Il rostro è formato da un pezzo unitariamente fuso in bronzo che si andava ad inserire nel punto di congiunzione tra la parte finale prodiera della chiglia e la parte più bassa del dritto di prua. Esso era inoltre agganciato alla parte lignea dello scafo, mediante numerosi chiodi di cui si trova ancora traccia sul suo bordo: se tutta la struttura del rostro era laminare e costituiva una sorta di fodera alle parti lignee suddette dello scafo, diversa era la porzione antistante per la sua possanza e robustezza. La parte anteriore del rostro è, infatti, costituita da un possente fendente verticale rafforzato da ben tre fendenti laminari orizzontali. Questa era lo strumento micidiale che veniva inserito con forza sulle fiancate delle navi nemiche per determinarne il rapido affondamento grazie alle falle che generava.", spiega Sebastiano Tusa.

Per le sue caratteristiche tipologiche e tecniche il rostro si data nell'ambito del III terzo secolo a.C. e, pertanto, anche sulla base del suo luogo di rinvenimento, è evidente che appartenga ad un nave romana che combattè vittoriosamente contro la flotta cartaginese nel 241 a.C. (Prima Guerra Punica, Battaglia delle Egadi).

Alla conferenza stampa, tenutasi a Trapani il 30 giugno u.s., hanno partecipato l'assessore dei BB.CC. Fabio Granata, l'archeologo Sebastiano Tusa, il soprintendente di Trapani Giuseppe Gini ed il comandante generale del Nucleo Tutela del patrimonio culturale dell'Arma dei Carabinieri, generale Zottin.

CONTATTI:

Servizio Coordinamento Ricerche Archeologiche Sottomarine
091455142 - 091455005

scras@regione.sicilia.it

Sebastiano Tusa
348 3027007

 



Il rostro della Battaglia delle Egadi

Il rostro della Battaglia delle Egadi

Il Prof. S. Tusa, il Soprintendente G.Gini, il V. Com. TPC Roma Col. G. Pastore e il Com. Rep. Op.TPC Roma Ten. Col. F. Musella

I componenti del Nucleo Subacqueo dei Carabinieri di Messina, della motovedetta dei Carabinieri di Trapani, il Ten. Col. F. Musella e il Col. G. Pastore del NTPC di Roma

Particolare dell'elmo

Particolare dell'elmo

L'elmo

Particolare del rostro

Il Prof. S. Tusa

Il Col. G. Pastore

Il rostro esposto durante la conferenza stampa

Il Soprintendente di Trapani G. Gini

Conferenza stampa