La morfologia
del fondale, nella porzione Nord del sito, è conformata
da una parete rocciosa che si interrompe a circa - 15 m, in
direzione Est, con una conca sabbiosa, inframmezzata da banchi
di posidonia, dai quali spiccano numerosi esemplari di pinne
nobilis. In questa direzione, ad una profondità di circa
- 30 m, si scende fino ad una ripida scarpata formata da sabbia
e detriti organogeni, dove su un piccolo pianoro si possono
intravedere i primi reperti, alcuni frammenti ceramici e un'ancora
di ferro a quattro marre fortemente concrezionata (denominata
A).
Continuando lungo la cima guida, in direzione Sud, sempre alla
batimetria dei - 30 m, il fondale è di tipo digradante
a sbalzi con grossi scogli isolati e matta di posidonia e oltre
la scarpata il fondale è sabbioso e detritico. Qui si
possono ammirare altri esemplari di pinne nobilis, spirografi
dai ciuffi variopinti e un grosso frammento di rete che, parzialmente
incagliata tra le rocce e in parte sospesa verso la superficie,
propongono nell'insieme un'atmosfera d'effetto scenografico.
Risalendo in direzione Ovest, si raggiungono, ad una profondità
compresa tra i 28 e i 26 metri, altri due reperti (denominati
B e C). Sono un ceppo d’ancora mobile in piombo con fori
distali di epoca classica e una contromarra anch’essa
in piombo di epoca romana.
Proseguendo, sotto il meraviglioso fronte roccioso ricco di
vita bentonica si possono incontrare tane di polpi (octopus
vulgaris) e piccoli esemplari d’aragoste, si raggiunge
l’ultimo reperto archeologico (denominato D). Si tratta
di un’imponente ancora bizantina a due marre ricurve che,
giacente sul pianoro subpianeggiante ad una profondità
di circa 20 metri, è accarezzata dalla posidonia. Seguendo
la cima guida, di raggiunge il punto di fine immersione. A questo
punto, restando in quota, si possono visitare le vicine pareti
rocciose, avendo così la possibilità di ammirare
la fauna e la flora marina (madrepore di vario tipo tra cui
la leptopsammia pruvoti e le incrostazioni di astroides calycularis
che hanno colonizzato massicciamente questi scogli prossimi
alla battigia) rendendo questi scenari di estremo interesse
naturalistico.
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Progetto itinerari
Stefano Zangara
Consulenti alla progettazione
Michele Buffa, Pietro Selvaggio, Philippe Tisseyre, Alessandro Urbano
Testi
Sebastiano Tusa, Stefano Zangara
Ottimizzazione tecnico logistica
Marcello Consiglio, Salvo Emma, Roberto La Rocca, Massimo Licciardello,
Aurelio Vaccaro, Daniele Valenti
Rilievi subacquei
Roberto La Rocca, Stefano Zangara |
Fotografie
Marcello Consiglio, Salvo Emma, Roberto La Rocca, Pietro Selvaggio,
Daniele Valenti, Stefano Zangara
Collaborazione tecnico-amministrativa
Patrizia Cartia, Marilena Dell'Aira, Massimo Licciardello
un ringraziamento particolare per
Alta Marea, Amphibia, Nautilius, Antonio Sparacino, Giovanna Mauro
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