Regione Siciliana
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Soprintendenza del Mare
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ITINERARI E SITI ARCHEOLOGICI SUBACQUEI A PANTELLERIA

Analisi storica
Esaminando le coste dell'isola di Pantelleria, alla ricerca del più possibile e probabile antico approdo per le navi da carico provenienti da est e da sud, non si può fare a meno di considerare Cala Gadir; i motivi di questa attenzione sono giustificati dal fatto che possiede tutti i requisiti fondamentali per essere stato uno scalo antico.
Luogo di antichi naufragi di navi da carico che trasportavano anfore vinarie, olearie e contenenti pesce essiccato o in salamoia di varia epoca, cultura e provenienza, è un ottimo riparo naturale da tutti i venti, escluso il levante. In antico, come si può ben rilevare dall'alto, il mare penetrava per circa 200 metri, rendendo evidentemente ancor più sicuro l'approdo. La natura del terreno, scosceso per tutta la parte est dell'isola, è in quel punto digradante, quindi indispensabile per le operazioni di carico delle mercanzie dalla nave e in ogni caso Cala Gadir è, insieme con le vicine Cala Tramontana e Cala Levante, l'unico approdo disponibile alle navi che provengono dalla Sicilia orientale, dalla Grecia, da Malta e dall'Oriente in genere. L'utilizzazione di Cala Gadir come scalo di approdo nell'antichità è provato anche dall'esistenza, ad una profondità variante tra i 18 e i 106 metri in un'area di migliaia di metri quadrati, di molteplici tracce di relitti che giacevano e giacciono, più o meno sepolti dalla sabbia e dal fango. Di tali relitti sono visibili soprattutto parti del carico consistenti in diversi tipi di anfore e ceramica varia e limitate parti lignee degli scafi.
Attraverso la tipologia e la cronologia delle anfore possiamo dedurre che nella zona transitarono numerose imbarcazioni tra il III secolo a.C. ed il II secolo d.C., pertinenti a culture d'origine diversa. Riscontriamo, infatti, anfore che provenivano dalla Magna Grecia (del tipo greco-italico), da vari porti romani della penisola (del tipo Dressel IA, IB, IC, 2-4) e da ambiente punico nord-africano. L'itinerario di Cala Gadir è stato realizzato dalla Soprintendenza del Mare e dall'archeologo Marco Chioffi, con la Collaborazione del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico e del Nucleo Sommozzatori di Messina dell'Arma dei Carabinieri, del Comune di Pantelleria e dei Diving club di Pantelleria.

Guida subacquea plastificata
Guida subacquea plastificata


Il percorso di visita
Il percorso è situato in una porzione di fondale che dall'insenatura del porticciolo, digrada in direzione Nord Ovest fino a raggiungere la profondità di circa 30 metri. L’immersione può iniziare da terra o scendendo lungo la verticale della boa posta a circa metà immersione. In prossimità della boa che segnala il percorso, è presente una boa gialla dotata di segnalazione luminosa che consente l’ormeggio delle imbarcazioni autorizzate ad effettuare la visita.
Da terra ci si immerge, dopo essere entrati in acqua in prossimità del primo scalo di alaggio, ad una profondità di circa 6 metri in corrispondenza del corridoio di ingresso segnalato dalle boe giallo/bianche. Procedendo per circa 20 metri in direzione Nord si raggiunge un costone roccioso alla cui base – a circa 16 metri di profondità – si trova un frammento ligneo di imbarcazione seminascosto in una fenditura del costone stesso.

Proseguendo in direzione Nord Est, ad una profondità di circa 27 metri si incontra un gruppo di 6 anfore puniche e romane, posizionate a poca distanza l’una dall’altra. Queste anfore sono inquadrate dalle telecamere del sistema di telecontrollo subacqueo installato in prossimità e che in diretta invia le immagini sul web. Proseguendo in direzione Nord Est, su un pianoro a circa 29 metri di profondità si trova un ceppo d’ancora romana in piombo (III – II sec. a. C.). Si risale sul costone in direzione Sud Est raggiungendo ad una profondità di circa 24 metri un pianoro dove si trovano vari reperti tra i quali alcuni colli di anfora e un grosso frammento di anfora greco italica. Continuando in direzione Sud, risalendo a circa 16 metri, vari frammenti di ceramica concludono il percorso. Si rientra verso riva in direzione Sud Ovest raggiungendo il corridoio di ingresso ad una profondità di 6 metri.

Difficoltà dell’immersione
L’immersione può essere divisa in due distinti percorsi: uno riservato ai subacquei in possesso di brevetto open water e uno riservato a subacquei con brevetto adwanced open water. In ogni caso l’immersione è considerata facile in quanto raramente sono presenti correnti e il percorso si svolge sempre avendo come riferimento il fondale.
La creazione del percorso
L'itinerario archeologico subacqueo di Cala Gadir è stato realizzato nel 2000 dalla Soprintendenza del Mare (allora G.I.A.S.S.) e dall'archeologo Marco Chioffi, con la Collaborazione del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico e del Nucleo Sommozzatori di Messina dell'Arma dei Carabinieri, del Comune e dei Diving Club di Pantelleria.

Dal 2007, grazie al Progetto STARS - Sistema Integrato per la Tutela dell’Archeologia Subacquea - è stato realizzato il sistema di telecontrollo subacqueo che consente la visione dei reperti direttamente dal web. Collegandosi al sito internet della Soprintendenza del Mare all'indirizzo www.regione.sicilia.it/beniculturali/sopmare è possibile ammirare i fondali e i reperti archeologici grazie a due telecamere installate a 27 metri di profondità. Il sistema interattivo consente di manovrare a proprio piacimento le telecamere con la possibilità di variare l’inquadratura, l’ingrandimento dell’immagine e la direzione delle telecamere; un apposito tasto funzione permette di catturare immagini da salvare in formato elettronico.

Il sistema, in funzione 24 ore su 24, consente anche la visione notturna grazie ad un sistema di illuminazione a led appositamente progettato per questa applicazione. Questo nuovo concetto di fruizione e musealizzazione dei beni culturali allarga la fascia di utenza dei fruitori subacquei consentendo anche a chi non è in possesso di brevetto di immersione o non ha la possibilità di raggiungere l’isola di Pantelleria, di godere delle bellezze dei fondali e dei reperti direttamente in situ. Inoltre il sistema costituisce un valido strumento di controllo anti intrusione per contrastare il fenomeno della depredazione dei siti archeologici subacquei anche grazie ad una ulteriore telecamera esterna che trasmette in diretta sul web le immagini dello specchio di mare antistante l’itinerario.


Nel 2008, grazie ad un finanziamento PIT, il Comune di Pantelleria, con l’alta sorveglianza e la consulenza tecnica della Soprintendenza del Mare, ha risistemato l’itinerario mettendo in evidenza ulteriori reperti e ottimizzando il percorso di visita. Nell’estate del 2009 l’itinerario è stato ulteriormente arricchito con cartellini esplicativi posti in prossimità dei reperti con la loro descrizione e datazione. L’itinerario archeologico subacqueo di Cala Gadir, così come tutti gli altri presenti nelle località costiere siciliane, è interessato da provvedimento di interdizione con conseguente divieto di ancoraggio e immersione emesso dalla Capitaneria di Porto. L’immersione è consentita solamente a subacquei accompagnati da Diving Center, associazioni o club autorizzati dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. L’elenco è consultabile sul sito.

Telecontrollo subacqueo

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