Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Asaro a Augeri

 

Asaro o Assaro.

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Ascenso, Ascenzo o Assenzo.

Nobile ed antica famiglia del contado di Modica, che ha goduto anche nobiltà in Girgenti, Trapani e Palermo. Un Stefano Ascenso fu castellano di Naro e col pericolo della propria vita liberò la città di Girgenti dagli assassini che l’infestavano; un Francesco nipote del precedente venne dall’imperator Carlo V, con privilegio dato a 7 dicembre 1527 esecutoriato 19 agosto 1528, ascritto nel numero dei propri domestici e familiari, creato regio cavaliere ed ancora ottenne la concessione del feudo di Favaloro e di aggiungere alle sue armi l’aquila imperiale. Un Pietro Ascenso e Pollara, per la nobiltà della sua famiglia e pei suoi meriti, con privilegio dato a 20 febbraro esecutoriato a 6 giugno 1697, ebbe concesso il titolo di barone sul feudo di S. Rosalia, titolo conservatosi sempre in famiglia Ascenso e pervenuto in ultimo ad un Pietro Ascenso e Tedeschi, che venne, con privilegio del 24 marzo 1812 esecutoriato a 26 detto, insignito del titolo di duca sul detto feudo. Fu egli senatore di Palermo negli anni 1793-94-95; cavaliere di giustizia dell’ordine di Malta, poscia avendo sposato nel 1789 la nobil Maria Gioacchina Gaetani e Buglio principessa di Lercara etc., passò fra i cavalieri di devozione; morta la Gaetani passò a seconde nozze con la nobile Alessandra Spatafora e Colonna ereditiera dei titoli di principe di Maletto, principe di Venetico, marchese di San Martino, marchese della Roccella e barone di Mazzarà, dalla quale ebbe: Federico, Carmelo, Carlo e Domenico, del quale ultimo esiste discendenza. Federico Ascenso e Spatafora, duca di S. Rosalia erede di tutti i titoli della madre, fu senatore di Palermo nell’anno 1835, sposò la nobile Maria Lucchesi Palli dalla quale ebbe un’unica figlia: Francesca, riconosciuta con decreto ministeriale del 25 giugno 1875 in tutti i titoli di casa Ascenso e Spatafora, moglie del nobile Salvatore Monroy e Barlotta dei principi di Pandolfina e madre di Alonso Alberto Monroy Ascenso principe di Maletto, valoroso cultore delle araldiche discipline.

Un altro ramo della famiglia Ascenso, che ignoriamo se ancor oggi esista, possedette i titoli di barone di Cameni e Caminello e barone di Plana, dei quali troviamo investito all’abolizione della feudalità un Erasmo Ascenso per l’investiture del 7 febbraio e 9 marzo 1795.

Arma: trinciato, nel 1° d’oro all’aquila bicipite spiegata di nero; nel 2° di rosso a tre bande d’oro, caricate da sei palme di verde situate 3. 2. 1. Corona e mantello di duca.

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Ascoli.

Un’Umana de Asculi possedette il feudo di Faverchi, che, per la sua morte senza figli, fu da re Martino concesso a Guglielmo de Matina.

Arma: di oro, alla bandiera di rosso, astata di nero, caricata da un uccello d’argento.

 

 

 

 

 

 

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Asinolo.

Questa famiglia, al dir del Galluppi, godette nobiltà in Messina nei secoli XIII, XIV e XV. Un Bartolomeo da re Pietro II ottenne concessione dei diritti, redditi e proventi dell’ufficio del notariato, fondaco e statera della riva in Messina. Nel ruolo dei feudatari, sotto re Ludovico, 1343, troviamo annotati gli eredi di Bartolo Asinoli di Messina per due cavalli armati.

Arma: ?

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Asmari.

Un Ruggero de Asmari fu capitano di Caltagirone 1403; un Guglielmo de Asmari milite cavallerizzo di re Martino comprò da Luigi de Rayadellis il feudo di Silvestro o Bonvicino che ebbe confermato a 14 aprile 1406, fu regio consigliere e regio luogotenente nell’ufficio di maestro giustiziere del regno di Sicilia per nomina ottenutane a 9 maggio 1416. Fu egli padre di Ludovico che ottenne conferma e nuova investitura del feudo di Silvestro e Bonvicino a 29 agosto 1453, feudo che alla morte di quest’ultimo passò in potere di Norella, sua figlia, investita a 29 novembre 1483. A costei venne mossa lite da un Francesco Asmari, che venne investito di detto feudo a 29 febbraio 1484 e fu senatore di Catania nell’anno 1490-91.

Arma: ?

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Asmundo, Sigismondo o Sismondo.

Originaria da Pisa passata in Sicilia con un Adamotto maggiore scudiere del conte Ruggero, che gli concedette la castellania di Iaci, confermata poscia con privilegio dato in Mazzara nell’anno 1096 a Stefano suo figlio. Non possiamo dire partitamente di tutti i membri di questa famiglia, ma vogliamo accennare a quell’Adamo Asmundo dottore in ambo le leggi, signore di Callura, avvocato fiscale del R. Patrimonio nel 1416 e presidente del regno di Sicilia nel 1433, per i meriti del quale, Nicolò Antonio, suo figlio, gentiluomo di camera di re Alfonso, otteneva con privilegio del 20 aprile 1446 per se e suoi il titolo di Regio Cavaliere, ed ebbe confermato a 22 febbraio 1453 il feudo di Targia. Un Francesco barone di S. Giuliano e regio cavaliere, fu marito di Olivia Paternò e Marchesana e padre di Girolamo primo marchese di S. Giuliano per concessione avutane con privilegio dato a 4 marzo 1669 esecutoriato a 24 marzo 1670. Un Michele Asmundo e Landolina fu il primo barone di Gisira in sua famiglia per investitura del 6 agosto 1730, acquistò il titolo di principe di S. Anna che, con lettere patrimoniali del 15 luglio 1763, fece commutare nell’altro di principe di Gisira, sotto la qual dominazione ne ottenne investitura a 16 febbraio 1764, morì a 11 settembre 1776 in Catania lasciando erede il nipote Adamo-Benedetto Asmundo e San Martino che fu investito dei titoli di principe e barone di Gisira a 30 giugno 1777. Ignoriamo il seguito, ma sappiamo che questa linea esiste tuttora in Catania. Nella Mastra Nobile di detta città del 16 gennaio 1696 troviamo annotati tra i feudatari e regi cavalieri un Consalvo Asmundo marchese di S. Giuliano, tra i regi cavaliere un Adamo ed un Girolamo e tra i dottori nobili e regi cavalieri un dottor Giuseppe.

Arma: d’oro, a tre fascie di rosso, sormontate nel capo dal leone leopardito dello stesso. Corona e mantello di principe.

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Assale o Assali.

Un Valerio, aragonese, donzello di re Martino, ottenne a 2 novembre 1401 la castellania di Corleone; il figlio di lui Francesco fu da re Alfonso nel 1449 dichiarato libero e franco da ogni tassa, come lo era stato dichiarato il padre suo da re Martino; infine un Antonino dottore in ambo le leggi, fu a 30 maggio 1626, rettore dell’arciconfraternita della Redenzione dei Cattivi.

Arma: di rosso, a tre monti d’argento, sormontati da due leoni d’oro affrontati.

 

 

 

 

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Assaro o Asaro.

Un Antonino de Assaro possedette il feudo del Salto dei Molini di Piazza con titolo di barone, che trasmise alla figlia Silvia, la quale ne fu investita a 2 settembre 1649.

Arma: ?

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Astaria o Asteria.

Nobile famiglia pisana, passata in Palermo, dove godette nobiltà. È passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia nel 1606 in persona di un Blasco Platamone e Barrese-Astaria e Gaetano.

Arma: di rosso, all’albero di pino al naturale, sormontato da un mezzo volo d’oro.

 

 

 

 

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Astorina o l’Astorina.

Nobile famiglia di Augusta, che possedette la baronia della Mendola (sino al sec. XVII) e della quale troviamo inscritto nella mastra nobile di detta città d’Augusta un Giuseppe. Un Antonino, dottore in ambo le leggi, fu giudice capitaniale di detta città nel 1742-43; un Pietro fu senatore nobile di detta città nell’anno 1813. Non sappiamo se quel Pietro l’Astorina che nel 1505 occupava l’ufficio di collettore della scannaria e farina di Siracusa, sia appartenuto a questa stessa famiglia.

Arma: ?

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Astuto.

Antica famiglia delle città di Noto e Licodia. Un Niccolò Astuto, da Noto, nell’anno 1641 venne investito del titolo di Don, un Sebastiano Astuto e Morales a 6 luglio 1649 ottenne il titolo di barone di Meti e S. Domenica, un Antonino, dottore in leggi, fu giudice capitaniale di Noto nel 1643-44, un Felice fu barone di Fargione e signore di metà di Stafenda per investitura del 10 marzo e 20 settembre 1768 giurato nobile di Noto nell’anno 1775-76 e morì in Noto a 30 marzo 1789 lasciando, fra gli altri figli, Antonino, che ebbe la carica di patrizio di Noto nell’anno 1799-1800 e come primogenito fu investito di Fargione a 24 marzo 1790; acquistò la metà di Belmontino superiore con titolo di Signore e ne fu investito a 15 febbraro 1791 e fu pure investito dei mezzani di Pagano con titolo di signore a 2 ottobre 1798. È molto probabile che quel Felice Astuto, che venne a 25 maggio 1762 insignito del titolo di barone di Camilla, sia stato quello stesso Felice, di cui già abbiamo detto. Troviamo infine un Andrea Astuto e Trigona con la carica di capitano di Noto nell’anno 1812-13.

Arma: d’argento, alla biscia di nero, situata in fascia, accompagnata in capo da tre stelle d’azzurro ed in punta da tre fiamme rosse allineate in fascia.

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Atanasio.

Si vuole che sia originaria di Taranto. Godette nobiltà in Messina ed in Taormina. Nei riveli di quest’ultima città nell’anno 1682 troviamo annotato un dottor Domenico, figlio di Francesco e padre tra gli altri di Pancrazio e Michele; nell’anno 1741-42 troviamo un altro dottor Domenico giurato di detta città e nell’anno 1800-1801, 1803-1804 troviamo un dottor Antonino, giudice criminale ed un dottor Pancrazio giudice capitaniale nell’anno 1812-13.

Arma: d’azzurro, a due bande d’oro ed un agnello d’argento dormiente. (Il Galluppi invece l’arma: d’argento a due bande d’azzurro).

 

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Atenasio.

E forse una diramazione della precedente. Nell’anno 1756-57 troviamo giudice pretoriano di Palermo un Giovan Battista che fu giudice del Concistoro negli anni 1767-68-69, uditore generale delle genti di guerra 1784 e maestro razionale giurisperito del Real Patrimonio 1787 e forse padre di un Francesco Paolo Atenasio, che fu giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1808-9 marito di Giovanna Battifora e Traverso ereditiera di Montededero e Passaneto. Da questo matrimonio venivano alla luce tre figli: Giovan Battista, Antonio e Giuseppe. Morti i primi due celibi: Giovanni a 3 novembre 1867 ed Antonio  a  15  gennaio  1858, restava erede del titolo di barone di Montededero il terzogenito Giuseppe. Era nato costui in Palermo a 23 marzo 1805 ed avea contratto matrimonio a 16 febbraio 1844 con Giovanna Ventura, che lo rese padre del vivente Francesco Atenasio e Ventura, attuale barone di Montededero nato a 22 ottobre 1844. Dal matrimonio di quest’ultimo con la nobil donna Maria Concetta Vannucci, celebrato a 14 marzo 1871, ne vennero i viventi Giuseppe nato a 4 dicembre dello stesso anno; Giovanna nata a 24 giugno 1876 e Teresa nata a 30 dicembre 1877.

Arma: d’azzurro, alla fenice di nero, posta sopra la sua immortalità di rosso, guardante il sole d’oro figurato di rosso, posto nel canton sinistro del capo. Corona di barone.

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Augeri o Augerio.

Un Matteo Augerio possedette il diritto dei grani sulle tonnare di S. Niccolò, Solanto, S. Elia ed Arenella, che per la sua morte senza figli ritornarono in potere della regia corte e furono da re Federico concessi nel 1361 a Perrone Gioeni. Una Vincenza Augeri, da Sortino, che non sappiamo se sia appartenuta alla famiglia del suddetto Matteo, con privilegio del 9 agosto 1780, venne insignita del titolo di barone di Costa di Iannuzzo.

Arma: ?

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