Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Aurelianense a Aversa

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Aurelianense.

L’Inveges dice essere questa famiglia francese, che governò il regno sotto Carlo d’Angiò con la carica di viceré.

Arma: d’azzurro, a tre gigli d’oro, sparsi di punti o gocciole d’argento (secondo il detto autore).

 

 

 

 

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Auria, ab Auria, Doria.

(Vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Auria oggi Loffreda.

(Vedi).

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Auristuto.

Nobile famiglia di Licata, della quale troviamo, tra gli altri, un Gaspare con la carica di capitano nell’anno 1798-99.

Arma: ?

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Austria (d’).

Con privilegio dato in Madrid a 24 marzo 1567 esecutoriato in Palermo a 26 marzo 1572 Filippo d’Austria Mendoza e Benavides ottiene per sé e suoi il titolo di Regio Cavaliere e la concessione dello stemma.

Arma: d’azzurro, alla nave fornita al naturale, le vele in poppa, posta sopra un mare fluttuoso di verde, movente dalla punta, la nave sormontata, alla sommità dell’albero, da una aquila spiegata di nero, con la testa rivolta alla parte sinistra dello scudo e la bocca aperta; lo scudo con la bordura d’oro.

 

 

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Avalos o Avolos (vedi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Avanzato.

Un Filippo Avanzato, con privilegio dato a 12 novembre 1545 esecutoriato a 11 giugno 1546, ebbe concesso per sé e suoi il titolo di Regio Cavaliere, ed ottenne di aggiungere alle proprie armi, nel capo, un’aquila nera.

Arma: partito: nel 1° di verde, al monte di tre cime al naturale, sormontato nella cima più alta dal leone al naturale, lampassato di rosso?; nel 2° troncato: d’azzurro, e d’argento, alla fascia ondata dell’uno all’altro?; col capo d’oro, all’aquila spiegata di nero, armata e linguata d’azzurro.

 

 

 

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Avanzino (de).

Nell’anno 1565 troviamo un Avanzino de Avanzino con la carica di castellano di Noto.

Arma: ?

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Avarna o Averna.

Credesi che questa famiglia provenga da quella potentissima dei Varna o Guarna di Salerno dell’epoca normanna. Passata in Messina ivi venne aggregata alla mastra nobile ed infatti troviamo un Pietro gran priore di Messina dell’ordine di Malta nel 1493, un Francesco principe dell’ordine militare della Stella nel 1633 ed altri, che sarebbe troppo lungo enumerare. Non possiamo neanche dire di tutti i feudi e titoli posseduti da questa illustre famiglia, come Callari, S. Domenica, Porritto, Puzzoleo, Giancaria soprana, Villano ecc., diciamo solo dei duchi di Belviso e di quelli di Gualtieri che formarono due diversi rami di tale famiglia. Primo duca di Belviso in casa Avarna fu un Giuseppe, che ne ottenne investitura a 25 febbraio 1716, a lui succedette il figlio Andrea investito di Belviso a 15 avrile 1731, primo visconte di Francavilla in sua famiglia per investitura del 6 marzo 1725 e  barone  della Decima delle pecore e capre di Taormina, 30  settembre 1732, come figlio di Giovanna Sergi. Dopo varii passaggi, i titoli di duca di Belviso e visconte di Francavilla pervennero ad un Francesco, che fu gentiluomo di camera, sposò Maria Antonia Avarna di Gualtieri e morì senza figli sicchè i detti titoli passarono alla sorella di lui Cornelia, moglie di Giuseppe Canzano e madre di Paolo Canzano Avarna, che ne ottenne riconoscimento con R. Rescritto del 26 maggio 1855. Primo duca di Gualtieri in casa Avarna fu un Bartolomeo, per investitura del 16 dicembre 1800, che era stato investito a 24 novembre 1791 del titolo di marchese di Castania. Era figlio di Francesco dottore in ambo le leggi e barone di Sicaminò o Grappida, fu senatore di Palermo nell’anno 1797-98 e capitano di giustizia della stessa città nell’anno 1805-6; e morì a 16 gennaio 1811 senza lasciare figli sicchè veniva investito dei titoli di duca di Gualtieri, marchese di Castania, barone di Sicaminò o Grappida, il fratello di lui: Carlo a 15 gennaio 1812, anno in cui fu pure  governatore  della nobile compagnia della Pace. A questi, che fu pure  presidente del Ministero in Napoli, gentiluomo di camera e cavaliere degli ordini di S. Gennaro e S. Ferdinando succedette: Niccolò, riconosciuto nei detti titoli con R. Rescritto del 4 marzo 1837, ed a questi il figlio Carlo, che sposò la nobile Maria-Carmela Pignatelli d’Aragona dei duchi di Terranova, che lo rese padre: 1° di Niccolò Maria, riconosciuto nei titoli di duca di Gualtieri, marchese di Castania e barone di Sicaminò e Grappida e nello stemma gentilizio con decreto ministeriale del 20 dicembre 1892; 2° di Casimira moglie di Giuseppe Caracciolo principe di Torella; 3° di Giuseppe, inviato straordinario e ministro plenipotenziario di Italia in Atene ecc. che, con real decreto del 18 aprile 1892 e regie lettere patenti del 14 ottobre dello stesso anno, ebbe concesso per sé e suoi il titolo di duca sul cognome, e la bordura d’azzurro nello stemma gentilizio.

Arma: d’oro, alla fascia d’azzurro. Corona di duca. Sostegni: due leoni d’oro (ramo primogenito) d’oro, alla fascia d’azzurro, alla bordura dello stesso. Corona di duca (ramo secondogenito, rappresentato del suddetto Giuseppe).

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Avellino.

Nobile famiglia del Napoletano che godette nobiltà in Messina dal secolo XV al XVIII. Un notar Stefano era nel 1409 uno dei notari credenzieri della secrezia di Messina, un Giacomo a 19 marzo 1417 venne confermato notaro credenziere delle nuove gabelle della secrezia di Messina ed a 12 marzo dello stesso anno lo troviamo credenziere della dogana di Messina. Un Pino a 21 di marzo dell’anno 1417 è credenziere della gabella nuova di Messina. Un Bernardo lo troviamo nel 1498 capitano di Castro. È passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia nel 1585 in persona di Giuseppe Ala-Sansepolcro-Avellino e Di Giovanni. Troviamo pure questa famiglia in Siracusa e Caltagirone; nella prima incontriamo un Giovanni con la carica di giurato nell’anno 1532-33; nella seconda un Antonio con la carica di capitano nell’anno 1538-39.

Arma: troncato: nel 1° d’azzurro a tre sbarre d’oro; nel 2° d’oro, al leone di nero attraversato dalla sbarra dello stesso.

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Avellone.

Un Antonino Avellone e Ventura, quale figlio primogenito di Maria Concetta Ventura baronessa di Intorella e signora di Dagala, venne con decreto ministeriale dell’anno 1885, autorizzato ad assumere i detti titoli per anticipata successione.

Arma: d’azzurro a tre bande d’oro, la terza caricata da tre stelle d’azzurro, accompagnata da un monte di tre cime, movente dall’angolo destro della punta; da cui sorge una testa  di serpente coronata, il tutto d’argento. Corona di barone.

 

 

 

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Averna o Avarna.

(Vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

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Aversa.

Nobile famiglia, che, secondo il Mugnos, possedette i feudi di Felzuto ed Ortelia, di che non abbiamo trovato documento. Un Ettore lo troviamo proconservatore di Mistretta a 26 febbraio 1587, un Giovan Francesco, con privilegio dato a 8 ottobre 1626 esecutoriato a 14 gennaio 1627, ottenne la concessione del titolo di Don; un Tommaso fu capitano di detta città di Mistretta nell’anno 1643-44, ed un Paolo fu capitano di Mistretta nell’anno 1799-1800.

Arma: d’argento, al leone di rosso, che guarda per dietro una cometa dello stesso, situata nell’angolo sinistro del capo.

 

 

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