Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Avignone a Azzaro

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Avignone.

Da un Antonio Avignone e dei Rossi, amministratore delle polveri e salnitri del regno delle due Sicilie e da Teresa Mazzeo unica figlia di Francesco Mazzeo e Saccano marchese di S. Teodoro vennero al mondo: Francesco, che occupò la stessa carica del padre; Domenico, Paolo, Bruno e Giovanni, maggiore negli eserciti di Napoleone I, morto nelle guerre di Spagna, i quali tutti a 25 novembre 1805 vennero aggregati alla nobiltà messinese. Francesco Avignone e Mazzeo marchese di S. Teodoro (secondo il Galluppi) sposò la nobile Giuseppa dei marchesi Verardi, dalla quale, fra gli altri figli, ebbe: Antonio maggiore dello stato maggiore dell’esercito italiano, decorato della medaglia commemorativa per l’indipendenza italiana ecc., marito di Rosalia Mannamo e padre di Bruno marchese di S. Teodoro ed altri.

Arma: partito, nel 1° d’azzurro, al pesce d’argento, nuotante nel mare dello stesso, fluttuoso di nero, movente dalla punta, sormontato nel capo da tre stelle del secondo (che è d’Avignone), nel 2° d’azzurro, al leone coronato d’oro, e un guerriero armato al naturale, le mani e la faccia di carnagione, impugnante con la destra una mazza di nero, in atto di percuotere il leone, affrontati all’albero del suo colore, fustato d’oro, terrazzato di verde e sormontato nel capo da una stella d’oro (che è di Mazzeo). Corona di marchese. Divisa: Onor virtutis premium.

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Avila, d’Avila o d’Avola.

Questa famiglia, chiamata a volte de Avila, a volte de Avula e a volte semplicemente Avola, possedette il feudo di Boscaglia (non Biscaglia come scrive il Mugnos), del quale ne vediamo, per il primo, investito un Girolamo a 23 giugno 1530 e godette nobiltà in Siracusa nella quale città incontriamo un Niccolò con la carica di giurato nell’anno 1443-44, carica tenuta da un Luigi nell’anno 1494-95-96 e 1515-16 e da un Girolamo barone di Boscaglia nel 1550-51. Un Orlando, milite, fu castellano del castello vecchio di Noto 1479 e castellano dei castelli nuovo e vecchio della stessa città 1486. Un Carlo d’Avila gentiluomo maltese per privilegio dato a 26 aprile esecutoriato a 6 ottobre 1569 ottenne la concessione di ducati 300 per assistere presso la persona del Viceré di Sicilia; un Gaspare de Avila cavaliere dell’ordine di S. Giacomo della Spada fu senatore di Palermo negli anni 1693-94-95-96-97-98-99-1700, 1704-5-6-7.

Arma: d’azzurro, alla torre merlata d’oro, aperta del campo, dalla quale sorge un leone del secondo.

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Avolos o Avalos (d’).

Originaria di Castiglia passò in Napoli dove possedé i titoli di principe di Montesarcio, marchese di Pescara ecc. e governò la Sicilia con la carica di viceré. Un Ferrando fu camerlengo dell’infante don Enrico 1434; un Alfonso a 5 giugno 1584 viene nominato vicario generale e capitan d’armi a guerra per il regno di Sicilia un Pietro Avalos y Rocomora cavaliere di Malta fu castellano del Castellammare di Palermo 1660; un Gabriele de Avalos e Toledo tribunus militum (contestabile) con privilegio dato a 19 agosto esecutoriato a 24 ottobre 1661 ottenne la carica di castellano del Castellammare di Palermo.

Arma: d’azzurro, al castello, torricellato di tre pezzi d’oro, aperto e finestrato del campo, e la bordura scaccata d’argento e di rosso.

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Avveduti.

Siamo privi di documenti.

Arma: d’argento, al leone di rosso, accompagnato da una cometa dello stesso situata nell’angolo destro del capo.

 

 

 

 

 

 

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Ayala (d’) Valva.

Originaria di Spagna, passata in Napoli, dove ha goduto nobiltà ed è decorata di molti titoli. Il nobile Francesco d’Ayala Valva, dei marchesi Valva, figlio di Matteo, con decreto del 1900 otteneva rinnovazione del titolo di conte di Recalmuto.

Arma: partito nel 1° di rosso a due lupi affrontati al naturale (Ayala); nel 2° d’argento alla fascia di rosso accompagnata da otto merletti di nero, posti in cinta (Valva).

 

 

 

 

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Ayanz.

Un Girolamo de Ayanz e Xiaver cavaliere dell’ordine di Calatrava, gentiluomo di bocca di Re Filippo IV di Spagna, arcicacciatore di Guascogna ecc., per i suoi meriti, con privilegio dato in Madrid a 21 gennaio 1644, esecutoriato a 1 marzo del detto anno, ottenne la carica di stratigò di Messina.

Arma: ?

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Aymone.

Famiglia che, secondo il Galluppi, godette nobiltà in Messina nel sec. XIII.

Arma: d’azzurro, al bisante d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Azarello o Azzarello.

Questa famiglia godette nobiltà in Messina nei secoli XVI e XVII, trovando negli anni 1561-62, 1565-66 e 1572-73 un Antonello con la carica di senatore e trovando annotato nella Mastra Nobile del Mollica (lista XIII, anno 1599) un fra Iacopo. Un Andreotta de Azarello a 31 maggio 1556 venne nominato capitano di Castroreale. Possedette questa famiglia i censi del Regio Demanio di Messina dei quali ne vediamo investito un Francesco, figlio di Nicolò-Andrea e di Giulia, come donatario universale della zia Turella lo Porto, nel 1579.

Arma: d’azzurro, al capriolo d’argento, accompagnato da tre colombe ferme dello stesso, due posate e affrontate sopra il capriolo, una nella punta.

 

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Azzaro.

Un Vito Azzaro, dottore in ambo le leggi, fu giurato di Regalbuto nel 1710, un altro Vito, con privilegio del 29 luglio 1772, venne insignito del titolo di barone di Rosamarina, un barone Giuseppe fu giurato di detta città di Regalbuto nell’anno 1791-92, carica tenuta nell’anno 1798-99 da un Vincenzo.

Arma: ?

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