Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Baffico a Ballai

 

Baffico.

Un dottore Antonio Baffico, con privilegio dato in Madrid a 16 gennaio, esecutoriato in Palermo a 23 marzo 1706, ottenne l’ampliazione dell’ufficio di segretario del regno. Girolamo Baffico e Riggio, suo figlio, a 9 giugno 1706 prestò il giuramento quale segretario referendario del regno di Sicilia.

Arma: ?

indice

 

Bages.

Un Raimondo fu marescalco del regno nell’anno 1398.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Baglione o Vallone.

Nobile famiglia originaria di Perugia, che godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al XV. Un Lorenzo, al dir del Galluppi, fu senatore di Messina nel 1231, altro Lorenzo nel 1326. Un Giordano con privilegio dato in Messina a 8 dicembre 1326 ebbe concesso le terre di Canetici e Fiumegrande, che donò a Niccolò Gallo, ed un Giovanni ottenne da Re Martino conferma del Fondaco del Re; il quale feudo venne nel 1443 confermato a Giacomo de Bagliuni.

Arma: partito, nel 1° d’argento, alla fascia d’azzurro, nel 2° scaccato d’azzurro e di argento di otto file, 2. 1.

 

 

indice

 

Bagnasco.

Un Giuseppe Bagnasco ed Augusto fu investito a 20 settembre 1803 del feudo di Binco, per compra fattane, con titolo di signore ed a 15 dicembre 1808 di un quarto del feudo di Fossone pure con titolo di signore.

Arma: troncato: nel 1° di . . . . . all’aquila bicipite spiegata e coronata di . . . . . impugnante in ciascun artiglio una spada di . . . . .; nel 2° di . . . . . al leone di . . . . . impugnante un arco, armato di un dardo di . . . . ., e la stella di sei raggi di . . . . . posta al 1° cantone. Corona di barone.

indice

clicca per ingrandire

Bajada.

Vanta questa famiglia discendere da quella antichissima dei Pugiades, come dicesi venga confermato da un privilegio di Ferdinando il Cattolico dell’anno 1509 e da due altri di Carlo V, uno del 1520 e l’altro del 1 marzo 1556 con il quale un Martino Bajada o Pugiades, figlio di Giovanni Antonio, regio cavaliere, ottenne il titolo di nobile del Sacro Romano Impero per sé e suoi e gli venne confermato lo stemma sottodescritto. Tralasciando tutti quelli che hanno tale famiglia illustrata, veniamo a quel Giacomo Mariano Bajada, giureconsulto di grido, che occupò le cariche di giudice pretoriano di Palermo nel 1748-49, del Concistoro nel 1753, di uditore generale interino delle genti di guerra nel 1762 e 1764, giudice della Gran Corte Civile nel 1758 e 1764, di avvocato fiscale del Real Patrimonio nel 1771, maestro razionale dello stesso Tribunale nel 1772, reggente consultore della Giunta Consultiva di Stato della Sicilia e dei domini di Parma e Piacenza presso la Real Corte di Napoli nel 1774 e di presidente del Concistoro nel 1777 e che, per la moglie Anna-Caterina di Napoli, ereditiera del titolo di marchese di Napoli, venne investito di detto titolo. Morì egli in Palermo a 30 novembre 1779 lasciando un unico figlio Corrado, dottore in ambo le leggi, che venne investito del titolo di marchese di Napoli a 25 settembre 1786, fu cavaliere di Malta, consultore di Stato in Napoli, maestro razionale onorario di cappa corta del Tribunale del Real Patrimonio, secreto ed amministratore della R. Secrezia e dogana di Palermo ecc., marito della nobil donna Anna de Nobili, da Trapani, e padre di Giuseppa moglie di Pietro Moncada principe di Paternò ed altri. Ignoriamo il seguito.

Arma: d’azzurro, al monte sormontato dal giglio d’oro e la bordura composta d’oro e d’azzurro. Corona di marchese.

indice

clicca per ingrandire

Bajamonte.

Un Antonino de Bajamonte, dottore in ambo le leggi, giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1487-88, per la moglie Francesca Ventimiglia, figlia primogenita di Giaimo, possedette il feudo di Montemaggiore, del quale ne fu investito a 18 giugno 1492. Un Francesco fu capitano di Caltagirone nell’anno 1496-97.

Arma: d’argento, a quindici losanghe d’azzurro, poste 5, 5 e 5 e situate in fascia.

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Bajardi.

Un Giovanni Bajardi ottenne da Ettore Branciforte principe di Scordia, presso notar Andrea Albertini di Palermo a 20 settembre 1766, la donazione del titolo di marchese di Motta Camastra, che egli, con lettere patrimoniali del 30 ottobre dello stesso anno, fece commutare in quello di marchese di S. Carlo, sotto la quale denominazione ne venne investito a 24 ottobre 1766. Morì Giovanni a 21 maggio 1780 e lasciava tre figli: Giuseppe investito del detto titolo a 2 aprile 1787, Antonina moglie di Gaspare Rivarola e Termine principe della Roccella e Rosalia moglie di Salvatore Amari conte di S. Adriano. Morto Giuseppe senza figli, il titolo passò in casa Rivarola per il matrimonio della detta Antonina, sorella primogenita del detto Giuseppe, con Gaspare Rivarola.

Arma: d’azzurro, al cavallo rivoltato d’oro e tre stelle dello stesso, ordinate in fascia nel capo.

indice

clicca per ingrandire

Baldes, Baldi o Baldo.

Sotto re Martino incontriamo, tra i feudatari, un Balduccio ed un Guido, il primo possessore del feudo di Belludia, il secondo di Maegi. Troviamo poi tale famiglia in Siracusa, dove a volte è detta Baldes ed a volte Baldi, nelle persone, tra gli altri, di un Giovanni ed un Ferdinando, tutti e due giurati, il primo negli anni 1463-64, 1468-69 ed il secondo nel 1479-80. Nella città di Sciacca un Gualterio Baldo occupò la carica di acatapano 1400. Un Francesco Baldi ebbe donato, da Ercole Branciforte principe di Leonforte, il titolo di barone di S. Giovanni, del quale venne investito a 14 febbraio 1739. Un barone Antonino, dottore in leggi, ebbe concesso ad enfiteusi alcune terre di pertinenza del feudo dello Scavo, delle quali a 17 settembre 1779 otteneva investitura e che donò alla figlia Marianna. Un Giovan Battista fu giudice pretoriano di Palermo 1797 e del tribunale dal Concistoro 1811.

Arma: d’argento, a quattro fascie d’azzurro, accompagnate da dieci rosette di rosso, situate 3, 2, 2 e 3.

indice

 

Balducci o Balduccio.

Un Pandolfo Balducci, cavaliere di Malta, con parente del due gennaio esecutoriata a 13 agosto 1583, ottenne once quattro al mese per assistere presso la persona del Viceré di Sicilia; un Carlo, barone di metà di Caddeddi, fu giurato di Siracusa nell’anno 1627-28, un Gaspare occupò la stessa carica nell’anno 1637-38 e quella di capitano nell’anno 1648-49, possedette la metà di Caddeddi con titolo di barone e la metà di Ricalcaccia o Spinagallo pure con tal titolo, ed alla sua morte li trasmise al figlio primogenito Melchiorre, che ne venne investito  26 giugno 1649 e morì senza figli; sicchè vediamo investito di Ricalcaccia o Spinagallo a 5 luglio 1656 Vincenzo Balducci, figlio secondogenito del suddetto Gaspare. Altro Gaspare barone di Ricalcaccia fu giurato di Siracusa nell’anno 1693-94, capitano nell’anno 1696-97-98, senatore nell’anno 1704-5 e sindaco dal 1746 al 1748.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Balester o Balistreri.

(Vedi):

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Balestreros o Ballesteros.

Famiglia portata dalla Spagna in Palermo da un capitano Pietro Balestreros, verso l’anno 1623. Un Giovanni fu proconservatore di Augusta nel 1655; un Isidoro Balestreros e Gaudioso venne, con privilegio del 22 giugno 1773, insignito del titolo di barone di Bongiordano, comprò da potere di Pietro Mauro il titolo di marchese Mauro, che con lettere patrimoniali del 14 marzo 1783 fece commutare in quello di marchese di Bongiordano, sotto la qual denominazione ne ottenne investitura a 24 dello stesso meso ed anno. Morto a 19 settembre 1785, senza figli, detto Isidoro Balestreros, gli succedette il fratello Pietro, che venne a 8 marzo 1786, investito del titolo di marchese di Bongiordano, titolo che, per la morte senza figli, seguita a 2 gennaio 1789, del detto Pietro, passò a Giovanni Balestreros, terzo fratello dei nominati  Isidoro  e  Pietro,  il  quale ne ottenne investitura a 15 settembre 1789. Sposò Giovanni la nobile Ninfa Federico dei conti di Villalta e di S. Giorgio, che lo rese padre di Antonino, marito di Rosaria di Caro e padre di Ninfa, la quale sposò Nicolò Turrisi.

Arma: d’azzurro, alla banda scaccata d’argento e di rosso, di due file sormontata da un leone d’oro, impugnante con le zampe anteriori un arco armato di un dardo di nero. Corona di marchese.

indice

clicca per ingrandire

Balestrini o Balestrino.

Un Giuseppe Balestrino, con privilegio del 21 luglio 1785, fu insignito del titolo di barone di S. Giuseppe, titolo che vediamo a 25 novembre 1811, riconosciuto nella persona di Salvatore Balestrini e La Valle, figlio del precedente. Una Maria Anna Balestrini e Balestrini possedette tre quarti del feudo di Fossone con titolo di Signore, di cui ne ottenne investitura a 15 dicembre 1808.

Arma: d’oro, all’albero di nero, sostenuto dal leone rampante del medesimo.

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Balester o Balistreri.

Nobile famiglia messinese, della quale troviamo un Francesco castellano di Tripi 1397 e di Castroreale 1422; un Biagio nella Mastra dei Nobili di Messina del Mollica del 1596 e 1605 ed un Giuseppe ed un Luigi, figli di un Pietro-Paolo, in quella del 1807.

Arma: d’azzurro, alla balestra tesa d’oro, posta in palo.

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Ballai.

Nobile famiglia originaria di Francia, che godette nobiltà in Messina nel secolo XVI. Nell’anno 1514 troviamo un Pietro Ballai cavaliere dell’ordine di Malta, commendatore di Corilione.

Arma: d’argento, alla banda di fusi accostati e accollati di rosso, accompagnata da sei gigli d’azzurro, ordinati in cinta.

 

 

 

 

 

indice