Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Berrittella a Bianchini

 

Berrittella o Beritelli.

Nobile famiglia di Nicosia. Un Giacomo Berrittella acquistò il feudo di Malpertuso, con titolo di barone del quale ottenne investitura a 12 aprile 1704; il quale titolo con decreto del 1896 è stato riconosciuto in persona di Clorinda-Erminia Beritelli di Michele e di Maria Nicosia; un Santo fu il primo acquisitore, in sua famiglia, della Baronia di Butti e Mangaliviti 1716; un Isidoro dottore in leggi fu proconservatore di Nicosia 1724 e giudice capitaniale della stessa città nel 1742-43; un Giovanni Berrittella e Lara acquistò metà del feudo di Spataro con titolo di barone e ne fu investito a 25 marzo 1760; un Giacomo fu capitano di Nicosia nell’anno 1764-65; carica tenuta nell’anno 1799-800 da altro Isidoro barone di Spadaro per investitura del 14 giugno 1784.

Arma: d’azzurro, al leone rampante d’oro, coronato dello stesso, impugnante un ramoscello fiorito, guardante il sole d’oro orizzontale a destra.

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Berrocal.

Il primo di questa famiglia, che incontriamo in Palermo è un Francesco,  il quale vestì la toga senatoria negli anni 1744-45 e 1749-50. Gaetano,di lui figlio, nato in Palermo a 30 dicembre 1738 ottenne a 6 luglio 1763 ampio attestato di nobiltà dal senato di Palermo.

Arma: ?

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Bertini di Catania.

Nella Mastra Nobile di Catania (1696) troviamo notato, tra i dottori nobili, un dottor Rocco Bertini. Un Domenico fu giudice della Regia Udienza di Messina 1707; un Giacomo Maria dottore in ambo le leggi fu giudice della Gran Corte Criminale del Regno 1722 e venne a 11 agosto di detto anno aggregato alla Mastra Nobile di Catania.

Oggi il signor Francesco Bertini di Francesco (discendente dal detto Giacomo), insieme con il figlio Giuseppe, venne iscritto nell’elenco definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana con il titolo di Nobile.

Arma: ?

 

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Bertini di Palermo.

La si vuole originaria da Firenze. Con decreto ministeriale del 27 agosto 1899 il signor Leopoldo Bertini, di Alfredo, di Leopoldo, venne riconosciuto nei titoli di marchese di Spataro e barone di S. Antonino, a lui pervenuti per successione dalla famiglia Ansaldi.

Arma: di rosso, al braccio destro d’argento, movente dal lato destro dello scudo, impugnante un giglio d’oro, e la punta d’argento, a tre rose di rosso, gli steli in su.

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Bertola.

Nobile e ricca famiglia catalana, della quale il Villabianca nota un Francesco morto nel 1635 e sepolto nella chiesa di Santa Eulalia in Palermo.

Arma: troncato: nel 1° d’azzurro, a tre stelle d’oro di sei raggi allineate in fascia; nel 2° d’oro, alla nassa di nero sopra onde marine.

 

 

 

 

 

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Bertolo.

Dal dottore in ambo le leggi Pietro Bertolo e Lombardo, di Sebastiano, e da Antonia Riggio ne vennero: Feliciano e Apollonia. Feliciano Bertolo e Riggio, ottenne in Messina a 3 agosto 1650 la laurea in ambo le leggi, fu ascritto nel 1661 come confrate nella venerabile e nobile Compagnia di S. Maria della Consolazione sotto il titolo della Pace di Palermo; con privilegio del 26 luglio 1676 venne nominato giudice delle Appellazioni di Palermo e testò a 7 maggio 1680 presso gli atti di notar Giuseppe Sardofontana di Palermo lasciando erede i suoi figli: Francesco, Antonia, Anna, Eleonora, Maria, Sigismonda e Girolamo. Francesco Bertolo, figlio primogenito di Feliciano, nacque in Palermo nell’anno 1665, si laureò in ambo le leggi in Catania in maggio dell’anno 1696, con privilegio del 3 agosto 1738 fu nominato giudice pretoriano di Palermo e con altro del 15 marzo 1742 assessore del Supremo Magistrato del Commercio della stessa città. Contrasse egli matrimonio con Vincenza Griffo che lo rese padre di Feliciano; Eleonora noglie del nobile Vincenzo Parisi dei marchesi dell’Ogliastro ed altri. Feliciano Maria Bertolo e Griffo nato in Palermo nel 1731, con R. Cedola data in Napoli a 21 luglio 1759 esecutoriata a 21 agosto dello stesso anno ebbe concesso l’ufficio di Guardiano del Porto della città di Augusta, fu conservatore d’armi del senato di Palermo nel 1768 e maestro razionale nel 1773, ed ottenne a 12 marzo 1764 ampio attestato di nobiltà dal senato di Palermo.

Troviamo pure di questa famiglia un Federico, giudice pretoriano di Palermo 1684, giudice della Gran Corte 1689, del Concistoro 1690 e nuovamente della Gran Corte 1699; ed un Antonino protomedico generale sostituto del Regno di Sicilia 1686.

Arma: d’azzurro, alla fascia di rosso, accompagnata in punta da una stella d’oro ed in capo da una croce di nero, posta tra due rami fioriti di rosso.

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Bertone.

Nobile famiglia di Vizzini. Un Paolo Giovanni con privilegio del 19 giugno 1670 ottenne il titolo di Barone di S. Leonardo; un Filippo nel 1680 fu proconservatore di detta città; un Girolamo-Maria è nel 1731 tra i concorrenti agli uffici nobili di Vizzini; altro barone Filippo fu capitano di giustizia di Vizzini nel 1754-55; un Francesco fu giurato di Vizzini nell’anno 1787-88; un Giuseppe nell’anno 1807-8 occupò, in detta città, la carica di capitano di giustizia.

Arma: ?

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Bertuccio.

Nobile famiglia messinese. Un Francesco-Cosimo fu governatore della tavola pecuniaria di Messina nell’anno 1706-7; un Paolo fu giudice di detta città nell’anno 1728-29 e 1735-36 e giudice della Gran Corte Civile del Regno 1736. Non sappiamo se siano appartenuti a questa famiglia quella Mergherita-Bertucha, che, con privilegio dato a 2 febbraio 1644, esecutoriato a 13 gennaio 1645, ottenne per sé e suoi il titolo di Don; e quell’Antonino, che fu capitano di Ustica nel 1812-13.

Arma: d’azzurro, alla scimia rampante d’oro.

 

 

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Bettone o Bottone.

Nobile famiglia messinese, della quale troviamo annotati, nella Mastra Nobile del Mollica, un Masi (Tommaso) Buttuni (lista V anno 1591), un Gilormu (Girolamo) Buttuni (lista XI anno 1597 e lista XV anno 1601, in quest’ultima è detto Bettone), un Giuseppe (lista XVI anno 1602), che fu giudice straticoziale di detta città nell’anno 1600-601; un Vincenzo tra i rimasti in berretta (lista XIX, 1605) che fu senatore negli anni 1595-96 e 1607-8; un messer Pietro Paolo (lista XXI, 1607-10) che fu giudice straticoziale di Messina negli anni  1621-22  e  1625-26. Un altro Vincenzo senatore di Messina nell’anno 1677-78 ed un Antonino, che tenne la stessa carica negli anni 1654-55, 1664-65 e 1671-72 furono confrati dell’arciconfraternita della Pace e Bianchi di detta città; un Andrea fu governatore della Tavola Pecuniaria nell’anno 1672-73.

Arma: inquartato d’argento e di rosso, a quattro rose dell’uno all’altro.

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Bevilacqua.

Il Galluppi la vuole originaria dalla Lombardia, e dice che godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al XV. Un Giovanni Bevilacqua da Randazzo, con privilegio dato a 28 agosto 1398, ottenne da Re Martino la concessione del feudo di Briemi, fu senatore di Messina nel 1406 e non ebbe che un’unica figlia Margherita, che andò sposa nei Santangelo e fu madre di Nicolò Santangelo, il quale ottenne la conferma e nuova investitura del feudo di Briemi a 15 febbraio 1416. Il Villabianca porta un Girolamo Bevilacqua come capitano di giustizia di Palermo nell’anno 1496-97.

Arma: di rosso, a mezzo volo abbassato d’argento.

 

 

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Biagna, Biguagna, Bivagna o Imbeagna.

(Vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Biancardi.

Un Maurizio barone della Gorbia? Fu senatore di Palermo nel 1714-15.

Arma: ?

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Bianco.

Nobile famiglia che il Galluppi vuole originaria dalla Liguria ed infeudata di Antalbo, Saccaia, Giacusia, Bilingeri ecc. e della quale troviamo un Pietro notato nella Mastra Nobile del Mollica ed un Paolo governatore della tavola pecuniaria di Messina 1620-21. Godette pure nobiltà in Mazzara, Marsala ed in Salemi. Un Girolamo tenne, nella prima, la carica di giurato nell’anno 1533-34, un Marco Antonio quella di capitano nell’anno 1591-92, un Fabio ed un Marco furono insigniti del titolo di Don, con privilegio dato a 9 febbraio esecutoriato a 29 maggio 1630: un Francesco del fu Pietro da Marsala, con privilegio del 5 novembre 1646, venne decorato del titolo di barone di Ciaulo e Giordano; un Salvatore Bianco e Ponte tenne la carica di proconservatore nell’anno 1720 e lo stesso nell’anno 1765-66 è tra i nobili da squittinarsi. In Salemi troviamo un Giuseppe con la carica di giurato nell’anno 1741-42 e con quella di capitano nell’anno 1742-43; un Rosario con la carica di giurato nobile nell’anno 1775-76; un Domenico con la stessa carica negli anni 1794-95 e 1799-800 ed un Marcello con quella di capitano nell’anno 1806-7.

Arma: d’azzurro, a due fascie d’oro, sormontate nel capo da un solo del medesimo.

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Bianchini.

Nobile famiglia di Girgenti. Un Stefano fu maestro giurato del Val di Mazzara; un Sebastiano a 11 maggio 1761 viene proposto per capitano di giustizia di Girgenti; carica occupata da un altro Stefano nell’anno 1812-13.

Arma: burellato d’argento a di rosso di 10 pezzi

 

 

 

 

 

 

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