Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Candiani a Cantarero

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Candiani.

Originaria di Venezia, godette nobiltà in Messina nel secolo XV (secondo il Galluppi).

Arma: troncato di rosso e d’oro, al leone dell’uno nell’altro.

 

 

 

 

 

 

 

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Candido.

Nobile famiglia di Siracusa. Un Agostino fu vescovo di Lipari 1645; un Francesco tenne la carica di giurato nobile di Siracusa nel 1756-57 e quella di senatore negli anni 1767-68 e 1770-71; un Gaspare tenne la carica di giurato nobile negli anni 1784-85 e 1805-6.

Arma: d’oro, a tre fiamme serpeggianti di rosso uscenti dalla punta, e tre stelle dello stesso, ordinate in fascia nel capo.

 

 

 

 

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Cangelosi, Cangialosi o Cancellosi.

La si vuole originaria di Valenza. Un Giovanni acquistò il feudo di Biscardo (1500), che vediamo poscia diviso in due parti. Una metà per una Agatuccia fu portato (1546) a Rainero Bellacera, e l’altra metà nel 1552 la vediamo in potere di Mariano Cangialosi di Francesco.

Arma: d’argento, al pesce di rosso.

 

 

 

 

 

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Cangemi.

Un Giacomo a 27 giugno 1578 lo troviamo proconservatore in Regalbuto; un Giacinto fu razionale del tribunale del Real Patrimonio 1669; un Pietro Cangemi e Sottosanti, possedette una quarta parte di Pietrabianca e fu proconservatore di Adernò 1740; quale quarta parte del feudo di Pietrabianca, per una Carmela Cangemi maritata nei Guzzardi, passò in quest’ultima famiglia 1799.

Arma: partito: nel 1° d’azzurro, alla torre torricellata di un pezzo d’oro, aperta e finestrata di nero; nel 2° d’oro al pino di verde, ed il cane di nero, in atto di fuggire legato al tronco.

 

 

 

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Cangialosi o Cangelosi (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cannada o Connata (vedi).

 

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Cannarella.

Nobile famiglia di Siracusa, della quale tra gli altri notiamo un Nicolò con la carica di giudice della Gran Corte del Regno 1507; un Vincenzo con quella di giurato di Siracusa nel 1571-72; un Giovan Vincenzo con quella di proconservatore di detta città a 30 agosto 1592; un Mario con quella di giurato nel 1650-51. Possedette questa famiglia la baronia del Ponte e Supplemento di Siracusa ed i feudi di Molisena ed Alfano. Un Ignazio fu giurato nobile di Siracusa  1783-84;  un  Gaetano  fu sindaco di detta città nello stesso anno; un Domenico tenne la carica di giurato nobile di detta città nel 1803-4, a 22 giugno 1810 otteneva investitura del titolo di marchese Scuderi, come nipote di Girolamo Cannata e a 27 dicembre 1811 lo vediamo nominato capitano di Licata. Sposò Caterina Daniele dei marchesi di Bagni, che lo rese padre di Francesco, marito di Angela Foux e Frangipane ereditiera del titolo di marchese di Regalbono e padre di Domenico e Salvatore. Domenico Cannarella e Foux con regie lettere patenti del 14 ottobre 1900 ottenne il R. Assenso per poter assumere e trasmettere, secondo l’antico diritto siciliano, il titolo di marchese di Regalbono, e con decreto ministeriale del 18 dello stesso mese ottenne riconoscimento del detto titolo e di quello di marchese di Scuderi.

Arma: troncato semipartito: il 1° d’argento, alla canna al naturale; il 2° d’azzurro, al vaso d’oro, ansato a sinistra, con tre gigli di giardino al naturale, nodriti nel vaso; il 3° di rosso, a due leoni coronati, affrontati, sormontati da tre stelle di sei raggi, ordinate in fascia, il tutto d’oro; i leoni in atto di rompere un pane d’argento.

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Cannarozzi o Cannarozzo.

Un Giuseppe, dottore in leggi, con privilegio del 28 giugno 1668, ottenne il titolo di barone di Russello; un Angelo fu giudice pretoriano di Palermo 1736-37 e della Gran Corte 1743; un barone Angelo fu giurato di Corleone nel 1804-5 e capitano di detta città nel 1812-13.

Arma: ?

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Cannata o Cannada.

Un Giacomo, milite, possedette sotto re Pietro II il feudo di Baccarati; un Giuseppe fu nobile di Vizzini e padre di Giacinto, che fu viceportulano del caricatore di Licata, prefetto e giurato più volte di detta città; un Domenico, nipote di detto Giacinto, con privilegio dato a 10 febbraio esecutoriato a 7 aprile 1734, ottenne il titolo di marchese di Scuderi, titolo che, all’abolizione della feudalità, era già passato in casa Cannarella, dove tuttora conservasi. Possedette pure questa famiglia l’ufficio di portulanotto di Girgenti e diritto del mezzo grano 1724.

Arma: d’azzurro, al vaso d’oro, ansato a sinistra, con tre gigli di giardino, al naturale, nodriti nel vaso.

 

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Cannella.

Antica famiglia che godette nobiltà in Catania, nella quale città incontriamo, tra gli altri, un Pietro ed un Cristoforo con la carica di senatore, il primo nel 1446-47 ed il secondo nel 1448-49-50, ed in Palermo.

In questa città incontriamo un Francesco Cannella e Branciforte con la carica di senatore negli anni 1658-59, 1663-64.

Arma: ?

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Canneta o Canneto (de).

Un Amanno de Canneto lo troviamo, nel 1283, tra i cavalieri di Sciacca.

Arma: d’argento, al fascio di canne, fogliate di verde.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cannizzaro.

Nobile famiglia spagnuola che si vuole passata in Sicilia sotto re Pietro I d’Aragona, diramandosi, in molte città dell’isola, godendo ovunque nobiltà. Possedette le baronie di Nadore, di Passaneto, di Terrasi e Cavaleri, della detentoria dei libri della Deputazione del Regno, di Rigilifi, di Bidani, di Granvilla e Nucifora, la ducea di Belmurgo, ecc. Un Blasco fu proconservatore in Vizzini 1590; un Mario, barone di Nadore, maestro notaro del Tribunale del Real Patrimonio 1594, conservatore del regno 1605, ministro della nobile compagnia della carità in Palermo 1612, reggente del supremo consiglio d’Italia 1615; un Baldassare fu giudice pretoriano di Palermo nel 1623-24, della Gran Corte 1625; un Francesco fu senatore di Palermo negli anni 1662-63, 1667-68, 1671-72; un Pietro fu giurato di Noto nell’anno 1701-2; ed altri molti occuparono cariche importanti. Nella Mastra Nobile del Mollica è notato un messer Nicolò (lista X, anno 1596) e nella mastra nobile di Messina, 1798-1807, troviamo annotati un dottor Mariano ed un dottor Paolo del fu Giuseppe. Un Paolo, da Vizzini, con privilegio del 15 giugno 1793, ottenne il titolo di barone di Belmontino, del quale feudo a 10 aprile 1810 fu investito Michele, figlio di detto Paolo. Con decreto ministeriale 1900 è stato riconosciuto nei titoli di barone di Belmontino inferiore e signore di Leone il signor Silvestro Cannizzaro (di Giuseppe, di Michele) padre di Francesca in Nicolaci, Giovanna, Eugenia e Giuseppe.

Arma: troncato: nel 1° d’azzurro, a due stelle d’oro di sei raggi, ordinate in fascia; nel 2° di rosso, a tre sbarre d’oro.

Alias: troncato, nel 1° d’azzurro, alla stella d’oro; nel 2° d’oro, a tre sbarre di rosso e la fascia d’oro, attraversante sulla partizione.

 

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Cantales.

Nobile in Messina, al dir del Minutolo, sin dall’anno 1435.

Passò all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia in persona di Mario Sollima, nel 1629.

Arma: ?

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Cantarero.

Con Regie Lettere Patenti del 27 marzo 1898 venne riconosciuto in persona di Domenico Cantarero (da Leonforte), di Alessandro e di Concetta Baldi, il titolo di barone di S. Giovanni, oggi passato al figlio Alessandro, che ha tre sorelle: Concetta, Maria Antonia e Clelia.

Arma: partito: al 1° d’argento, al leone sostenuto dalla pianura erbosa e rivoltato, il tutto al naturale; al 2° d’azzurro, a due bande di rosso orlate d’argento, accompagnate da quattro stelle di sei raggi d’argento, due sopra la prima banda e due frammezzo alle bande.

 

 

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