Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Cimino a Citati

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Cimini o Cimino.

Il Galluppi la vuole originaria di Orvieto, e dice che godette nobiltà in Messina nel secolo XIV.

Il Minutolo, che la chiama Cimino, dice che godette nobiltà in Noto, in Licata ed in Terranova. Questa famiglia è passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia in persona di Francesco-Maria Gregni-Guccio-Donzella-Cimino 1616.

Arma: d’azzurro, a tre piante di cimino al naturale, nodrite sovra un monte di tre cime d’oro, movente dalla punta.

 

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Ciminna.

Un Filippo a 7 aprile 1758 otteneva investitura del titolo di barone di Feudarasi; titolo oggi passato in casa Pace.

Arma: ?

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Cimino o Cimini (vedi).

 

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Cini.

A 30 ottobre 1755 vediamo ascritti alla mastra nobile di Siracusa i fratelli: Vincenzo, dottore in leggi, e Giuseppe, chierico. Un Giuseppe (lo stesso del precedente?) fu senatore patrizio in detta città nel 1806-7.

Arma: ?

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Cinigo o Chinigò (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cioffo.

Originaria, al dir del Galluppi, da Napoli, dove possedette il marchesato di Oliveto. Un Perrono fu senatore di Messina nel 1428-29.

Arma: d’azzurro, a tre bande d’oro, abbassate sotto la fascia in divisa, sostenente un leone leopardito, il tutto dello stesso.

 

 

 

 

 

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Ciotti.

Un Nicolò acquistò il feudo di Roccazzo di ferro inferiore e superiore, del quale ottenne investitura a 18 aprile 1811.

Arma: ?

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Ciparo o Cipio.

Il Galluppi la vuole investita delle baronie di Limina, Polliodoro ecc.. Un Fabiano milite fu senatore di Messina nel 1264. Il Muscia ci parla di un Francesco de Cipro, che dice possessore, nel 1296, dei feudi Bulchalsini, Criptis Pirchati e Misilini.

Arma: ?

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Cipolla.

Di questa famiglia, che possedette la baronia di Sciara, troviamo un Giacomo (Cepulla) giudice di Messina 1254, 1256, 1257; un capitano Cesare proconservatore di Termini 1688; un Pietro proconservatore di Taormina 1780, 1722, nella quale ultima città la vediamo ascritta alla mastra dei nobili; infine incontriamo un Vincenzo Cipolla e Militello giurato di Nicosia 1798-99.

Arma: d’oro, alla banda d’azzurro, accompagnata nel capo da due cipolle al naturale, ordinate in banda, e nella punta dal leone leopardito del secondo.

 

 

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Cipponeri.

Nobile famiglia di Monte S. Giuliano e di Trapani, della quale, tra gli altri, sono degni di menzione: Berto, giurato di Monte San Giuliano nel 1451-52; Teseo, che tenne la stessa carica in detta città nel 1556; Antonino senatore di Trapani nel 1683-84; Angelo, che tenne tale carica nel 1697-98, 1704-5 ed un Francesco che la tenne nel 1737-38 e 1769-70.

Arma: d’argento, al ramo di landro fogliato di verde.

 

 

 

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Cipro, Ciparo o Cipio (vedi).

 

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Cirillo.

Un Giovan Leonardo fu capitano di Mazzara nel 1544-45; un Francesco proconservatore di Polizzi 1734; un Francesco Paolo a 26 ottobre 1759 è proposto per capitano di detta città, carica occupata da un Francesco Paolo Cirillo e Gagliardo nel 1794-95 e 1812-13 e da un Giuseppe 1798-99.

Arma: ?

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Cirino.

 Il  Galluppi  la  vuole  originaria  dalla Francia, il Minutolo invece dalla Spagna. Possedè le baronie di Lando, S. Basilio, Favara o Menelao, ecc.. Vanta cavalieri dell’ordine di Malta, cavalieri e principi dell’ordine militare della Stella in Messina, senatori di detta città ecc..Un Paolo, barone di S. Basilio, fu maestro secreto del regno di Sicilia; un Angelo fu giudice della corte  straticoziale  di  Messina  nell’anno  1445-46, 1449-50; un Decio fu ascritto nella mastra nobile del Mollica (anno 1600); un Riccardo giudice del tribunale del concistoro 1625; un Francesco-Maria giudice della Gran Corte del regno 1685; un Camillo, del fu Marcello, fu eletto di Messina nel 1695-96 ed in detto anno un Marcello, del fu Pietro, tenne in detta città la carica di governatore nobile della tavola pecuniaria; un Camillo, nobile messinese, chiese al sovrano la concessione di un titolo di marchese ed a 12 settembre 1758 ottenne parere favorevole dal Protonotaro del Regno. Forse un ramo di questa famiglia passò in Nicosia, nella quale città un Graziano, qualificato barone non sappiamo con qual diritto, fu giudice delle appellazioni nel 1800-801. Illustrarono questo ramo di detta famiglia: Giovanni, vescovo di Derbi e ciantro della R. Cappella Palatina di Palermo; e Francesco-Maria, generale dell’ordine dei Teatini. Un altro Graziano, per la moglie Serafina Speciale, è barone di Montegrosso, titolo del quale ottenne riconoscimento a 9 febbraio e 8 luglio 1887.

Arma: di rosso, alla fascia d’oro, caricata da cinque losanghe d’azzurro.

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Citati.

Nobile famiglia palermitana. Un Giovanni Citati ed Emanuele, figlio di Pietro Citati e Premuda giudice della Gran Corte Civile, a 29 maggio 1821 otteneva attestato di nobiltà dal senato di Palermo, e simile attestato otteneva, a 23 luglio dello stesso anno, Gaetano. E con il titolo di nobile vediamo riconosciuti con decreti ministeriali del 20 febbraio 1898 e 12 giugno 1899 i signori Pietro Citati, colonnello comandante il 94° reggimento fanteria del Regio esercito (figlio di Gaetano, di Pietro) e Pietro Citati, capitano di fanteria nel Regio esercito (figlio di Salvatore, di Pietro) con i figli: Maria, Temistocle e Clelia.

Arma: partito di vaio e d’oro.

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