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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Crisafulli a Cubici
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Crisafulli.
La si vuole derivata dalla Crisafi, originata, come comunemente credesi,
da un Giovan Dragutto, chiamato per le sue amabili qualità Crisafulli.
Vanta un Leonardo, protomedico di Sicilia, decorato, con privilegio dato
a 20 dicembre 1604 esecutoriato a 10 marzo 1605, del titolo di don; un
Santoro giudice straticoziale di Messina nel 1598-99 e 1600, delegato
regio per la creazione dei giurati di Messina nel 1600, giudice del
concistoro, della Gran Corte ecc. Nella mastra nobile del Mollica
vediamo annotati un Cola-Antonio (anno 1589), un Santoro (1592, di cui
abbiamo detto); un messer Leonardo (1600, di cui abbiamo detto) ed un
Giuseppe, figlio di Leonardo (1603). Pare che sia passata nella città di
S. Lucia del Mela, nella quale, tra gli altri, troviamo un Antonino con
la carica di giurato nel 1797-98 e 1806-7.
Arma: di rosso, all’albero di alloro, sradicato al naturale, sostenuto
da due leoni d’oro, contrarampanti ed affrontati al tronco.
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Criscenza
o
Crescenzio (de).
(Vedi).
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Criscione.
La si vuole originaria di Ragusa, succedette alla famiglia Occhipinti
nel titolo di barone di Corallo, titolo confermato, con R. Decreto 21
luglio 1872 susseguito da regie lettere patenti del 6 novembre dello
stesso anno, in persona di Isidoro Criscione e Occhipinti, nato in
Comiso il 6 aprile 1821, e sindaco della stessa città. Francesco-Saverio
Criscione e Melfi (figlio del precedente), consigliere comunale di
Comiso, è l’attuale barone di Corallo.
Arma: partito; al 1° troncato sopra d’oro, al leone di rosso, tenente
con le zampe anteriori un ramo di crescione al naturale in palo;
sotto-fasciato d’azzurro e d’oro, i pezzi d’azzurro, cadauno a tre
stelle d’argento, di cinque raggi, ordinate in fascia; al 2° d’argento,
a tre scaglioni, il secondo sormontato da una crocetta, il tutto di
rosso.
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Crisenza
o
Cusenza
(vedi).
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Crisi.
Un Girolamo, con privilegio del 4 maggio 1656, ottenne il titolo di
barone di S. Ludovina.
Arma: ?
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Crispano.
Famiglia napolitana, della quale troviamo un Landolfo, con la carica di
maestro razionale della Curia in Sicilia, 1353.
Arma:
di rosso, a due caprioli d’oro, e il capo d’azzurro, al leone uscente del
secondo.
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Crispo.
Nobile famiglia, che si vuole originaria di Pisa. Godette nobiltà in
Messina, in Trapani ed in Palermo. Possedette la tonnara del Palazzo, il
feudo di Alia, il castello e tonnara di S. Nicolò, la foresta della porta di
Taormina, Caropepe, Passanitello, Poira ecc.. Un Rinaldo fu baiolo di
Palermo nell’anno 1312-13; un Federico fu pretore nel 1384-85; un Tommaso
tenne la stessa carica nel 1399-400; un Rinaldo fu capitano di giustizia di
Palermo nel 1480-81 e forse egli stesso fu giurato nel 1494-95 e 1505-6; un
Giovanni fu secreto di Palermo 1479; altro Rinaldo senatore di Palermo
1572-73; un Federico pure senatore nell’anno 1610-11. In Trapani incontriamo
un Enrico con la carica di capitano di giustizia negli anni 1406-7 e
1414-15; in Messina, notiamo, tra gli altri, un Federico senatore nell’anno
1406; un Andrea con la stessa carica negli anni 1415-16, 1423-24, 1429-30,
1436-37; un altro Federico pure senatore nel 1465-66; un Marco, un Giovanni
ed un Nicolò cavalieri dell’ordine di Malta rispettivamente negli anni 1456,
1458, 1461; un Diego con la carica di senatore nell’anno 1690-91; un
Giuseppe con la stessa carica nell’anno 1729-30 ecc.
Arma:
d’azzurro, al castagno sradicato d’oro, fruttifero di cinque pezzi dello
stesso.
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Cristofalo
o
Cristofaro (de).
Un
Giuseppe a 11 novembre 1808 veniva investito del titolo di barone
dell’Ingegno. Con decreto ministeriale del 10 dicembre 1901 detto titolo
venne riconosciuto in persona di Sebastiano-Francesco-Paolo de Cristofaro
(di Enrico, di Francesco), nato in Scordia (Catania) il 24 settembre 1884.
Arma:
d’argento, al pino a capitozzo, nodrito sulla pianura erbosa, sostenuto a
sinistra da un leoncino coronato d’oro, il tutto al naturale, e sormontato
da tre stelle di sei raggi di rosso, ordinate in fascia.
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Crollalanza.
Antica famiglia che si vuole originaria di Milano passata a Piuro nel
contado di Chiavenna nel 1162, diramata in molte città d’Italia e venuta
pure in Sicilia e precisamente in Palermo, nella quale città, tra gli
altri, notiamo un Angelo, che tenne la carica di giudice pretoriano nel
1676-77.
Arma: interzato in fascia; nel 1° d’argento all’aquila di nero; nel 2°
d’oro, al leone leopardito di rosso, tenente con la zampa anteriore
destra una lancia di nero, armata di argento, posta in sbarra; nel 3°
d’argento a tre fasce ondate di rosso.
Cimiero: (sopra un elmo coronato) un leone di rosso, uscente, tenente la
lancia come nello scudo.
Supporti: due grifoni spaccati di nero e di rosso.
Divisa: NÉ PER CROLLAR SI SPEZZA.
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Crudele
o
Crudeliis (de).
Un Giovanni, milite e camerlengo, a 15 gennaio 1397 ottenne la
concessione del castello e casale di Alquila, nella valle di Noto, già
appartenuto a Leone Santostefano, barone di detto castello, ribelle.
Arma: ?
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Crupi.
Godette nobiltà in Messina. Nella mastra nobile del Mollica troviamo
annotati un Melchiorre (anno 1592) ed un Vincenzo (1604).
Arma:
?
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Cruyllas
o
Coriglies.
Nobile famiglia originaria della Catalogna e che vanta discendere da un
cavaliere del sangue reale dei Goti, rifugiatasi sui Pirenei al tempo
dell’invasione della Spagna fatta dai barbari. Si vuole che sia stata
portata in Sicilia da un Calcerando, mandato in Sicilia insieme con Pietro
de Queralt da re Pietro d’Aragona nel 1282. Possedette le baronie di
Francofonte, di Calatabiano, di Palagonia, Passaneto, Scordia soprana, ecc..
Un Berengario, fu regio consigliere, gran camerlengo e vicario generale di
Sicilia sotto i Martini; un Giovanni, milite, fu camerlengo di re Martino
1398; un altro Giovanni, barone di Francofonte, fu stratigoto di Messina
1402; un Bernardo fu castellano di Monte San Giuliano 1438, 1443, 1448.
Arma:
di rosso, a dodici crocette patenti d’argento, situate 3, 3, 3 e 3.
Alias:
di
rosso, a nove crocette patenti d’argento, poste 3, 3, 2 e 1.
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Crux (de la).
Un Filippo, aiutante di tenente di maestro di campo generale, fu
castellano della Pantelleria 1682; un Martino, capitano di corazzieri,
fu capitano di Patti 1706-7.
Arma: d’argento, alla croce potenziata di rosso.
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Cubici
o
Curbici.
Nobile famiglia di Sciacca, che il Savasta dice aver seguito le parti
del Perollo nel famoso caso di Sciacca. È passata all’ordine di Malta,
come quarto di altra famiglia, in persona di Bartolomeo
Tagliavia-Curbici-Termine-Sciarrino, 1590.
Arma: d’azzurro, a tre torri d’argento.
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