Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Currò a Cuzzaniti

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Currò.

Con Regio Decreto del 29 novembre 1883 susseguito da Regie Lettere Patenti del 30 dicembre dello stesso anno venne concesso a Rosario-Sebastiano-Antonio Currò, nato in Acireale (Catania) il 3 febbraio 1813, il titolo di barone, trasmessibile ai suoi discendenti legittimi e naturali, maschi da maschi, in linea e per ordine di primogenitura. E con decreto ministeriale del 4 gennaio 1896 venne il detto titolo riconosciuto in persona di Rosario-Giuseppe-Antonio-Ferruccio Currò (figlio del precedente), nato a Triste a 11 febbraio 1851.

Arma: interzato in calza, d’azzurro, d’argento e di rosso, il primo all’ancora del secondo, il secondo al caduceo sormontato da un sole nascente del terzo; il terzo al covone d’oro, col capo d’oro, a quattro ruote di rosso, ordinate in fascia.

Motto: ABSQUE LABORE NIHIL.

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Curti, Curtis (de) o Curto.

Nobile famiglia di Trapani e Mazzara, che godette nobiltà anche in Mineo e Palermo.

Possedette le baronie di Tuzia, della Salina di S. Todaro, della Motta, della Fabbrica, di Pumancaro o Piano del Bosco, il marchesato di Balsamo, ecc. Un Francesco fu senatore di Trapani nel 1628-29, capitano di giustizia della stessa città nel 1634-35; un Vincenzo fu senatore popolare di Palermo nel 1647-48-49 e certamente fu egli quel Vincenzo che, con privilegio dato a 16 dicembre 1651 esecutoriato a 26 settembre 1652, ottenne la concessione del titolo di regio cavaliere ed il riconoscimento del proprio stemma gentilizio; un Francesco fu capitano di giustizia di Mineo nel 1749-50; un Giuseppe fu giurato di Mazzara nel 1746-47; un Marco fu capitano di giustizia di detta città nel 1799-800; un Mario fu proconservatore in Licata nel 1786-1793 ed egli stesso fu il primo marchese di Balsamo in sua famiglia; un Gaetano Curti Gialdino dei baroni di Tuzia a 15 febbraio 1792 ottenne ampio attestato di nobiltà dal senato di Palermo; un barone Carlo Curti Gialdino a 16 agosto 1813, per la sua nobiltà, ottenne parere favorevole dal Protonotaro del Regno per essere ammesso ai reali baciamano.

Arma: interzato in fascia: nel 1° d’oro, all’aquila spiegata di nero, coronata del campo; nel 2° troncato: a) d’oro, al leone a due teste coronate; b) di rosso, alla torre d’oro, sormontata da un’aquila dello stesso; nel 3° di rosso, a tre pali d’oro.

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Curtisi o Cortese (vedi).

 

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Cuscona.

Nobile famiglia di Taormina, della quale, tra gli altri, notiamo un Giovan Domenico, giurato di detta città nel 1643-44; un Michele capitano di giustizia nel 1774-75 ed un Pietro pure capitano nel 1800-801.

Arma: ?

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Cusenza o Crisenza o Cosenza (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cusimano.

Un Salvatore fu giudice pretoriano di Palermo nel 1792-93 ed a 12 novembre 1812 venne eletto giudice della Gran Corte Criminale del Regno.

Arma: inquartato in croce di S. Andrea: il capo e la punta d’oro, alla caldaia manicata di nero, i fianchi d’azzurro, a cinque gigli d’oro, ordinati in croce.

 

 

 

 

 

 

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Custos.

Un Giovan Battista, da Palermo, a 17 dicembre 1783 ottenne lettere osservatoriali del titolo di barone di Franco e Cortevecchia.

Arma: partito: il 1° d’azzurro, all’albero al naturale, accostato da un leone d’oro; il 2° d’azzurro, alla zampa di leone d’oro, movente dal fianco destro dello scudo, impugnante una picca dello stesso posta in palo, sormontata da una cometa d’oro, ondeggiante in banda.

 

 

 

 

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Custureri.

Un Antonio, di Vittoria, con privilegio del 1 settembre 1723, ottenne il titolo di barone del Bosco.

Arma: ?

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Cutelli.

Nobile famiglia secondo alcuni d’origine Normanna, secondo altri originaria dalla Germania. Godette nobiltà in Catania, Palermo e Messina. Possedette il marchesato di Raiata, la contea di Calatarosata, le baronie di Ulmo, Cifaliana, mezza Mandranova, Lauro, ecc.. Un Pietro Cutelli, da Catania, al dir del  padre  Aprile, fu una dei capi della congiura del Vespro; un Giovan Tommaso Cutelli, con privilegio dato a 10 ottobre 1561 esecutoriato a 27 gennaio 1562, ottenne per sé e per i suoi fratelli, con i discendenti loro d’ambo i sessi, il titolo di nobile col don; un Girolamo Cutelli, da Catania, fratello del precedente, con privilegio dato a 8 giugno 1561 esecutoriato a 20 febbraio 1562, ottenne il titolo di regio cavaliere ed il riconoscimento del proprio stemma gentilizio; un Vincenzo fu vescovo di Catania e morì nel 1597; un Alessandro, da Catania, con privilegio del 28 luglio 1563, ottenne il titolo di regio cavaliere; ma il vero illustratore di questa famiglia fu quel Mario, illustre giureconsulto, giudice della gran corte criminale del regno nel 1631-32-33, avvocato fiscale e maestro razionale del tribunale del real Patrimonio, per ben tre volte inviato dal regno di Sicilia alla corte di Madrid, ambasciatore della città di Catania nel general Parlamento del 1651, nel quale fu uno dei deputati del regno del braccio demaniale, ecc..

Arma: d’azzurro, al palo d’oro.

Cimiero: un serpente.

 

 

 

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Cutomino o Cutumino (vedi).

 

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Cutrona di Messina.

Un Pietro Cutrona, da Messina, con privilegio dato a 26 agosto 1763 ottenne il titolo di barone di Castellaci e Monte Ilare.

Arma: ?

 

 

 

 

 

 

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Cutrona di Cerami.

Un Michele (di Gaetano), nato a Cerami il 25 marzo 1858, con Regio Decreto del 25 gennaio 1900 susseguito da Regie Lettere Patenti del 21 agosto 1902, ottenne concessione del titolo di conte, trasmessibile ai suoi discendenti, maschi da maschi, in linea e per ordine di primogenitura.

Arma: d’azzurro, alla colonna toscana, sostenuta da due leoni affrontati, contrarampanti e cimata da una crocetta patente, il tutto d’argento; col capo interzato in palo, di rosso, d’argento e di verde.

Motto: PANGALLO.

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Cutumino o Cutomino.

Un Riccardo possedette il feudo di Cutomino (sec. XIII).

Arma: ?

 

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Cuzzaniti.

Ignorasi se sia venuta coi Normanni in Sicilia, o se sia stata una famiglia siciliana, il Galluppi crede però che sia Normanna. Appare prima in Troina, dove esercitò le primarie cariche, indi passò in Messina, dove venne subito aggregata alla nobiltà. Sono degni di nota un Filippo regio percettore di tutto il Val Demone, 1608, e capitan d’armi straordinario pel regno di Sicilia, cariche occupate dal figlio suo Giuseppe; un Diego console nobile del mare e terra in Messina, 1720, ecc. La linea primogenita di tal famiglia pare che si sia estinta nella persona di Giuseppe Cuzzaniti-Gordone e Colonna-Romano, che fu senatore di Messina nel 1831-32-33, deputato della maramma, cancelliere dell’arciconfra-ternita degli azzurri, ecc.. Un’altra linea, secondo il Galluppi, esiste ancora rappresentata dai fratelli Giuseppe, Casimiro e Pasquale Cuzzaniti e Castelli e dal figlio di Giuseppe: Giovanni Cuzzaniti e Raineri, dottore in leggi, già sindaco della città di S. Lucia del Mela, ecc. È passata questa famiglia all’ordine di Malta, come quarto di altra famiglia, sin dal 1770.

Arma: d’azzurro, al braccio destro armato al naturale, impugnante un ramo di palma d’argento, cimato dalla corona all’antica del medesimo.

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