Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da D'Acquino a D'Aponte

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D’Acquino vedi Aquino.

 

 

 

 

 

 

 

 

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D’Affermo vedi Affermo.

 

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D’Agostino vedi Agostino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Daidone o Dajdone.

Di questa famiglia troviamo un Girolamo, con la carica di procuratore fiscale del tribunale della Gran Corte del Regno, 1680.

Arma: d’azzurro, al pino sradicato al naturale, sinistrato da un daino del suo colore.

 

 

 

 

 

 

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Dainotto.

Antica famiglia che ha goduto nobiltà in Messina ed in Licata ed è passata all’ordine di Malta sin dal 1585.

Nella prima città troviamo un Giovan Tommaso con la carica di giudice della corte straticoziale nel 1535-36; un Cesare con la stessa carica nel 1584-85; un Giuseppe notato nella mastra nobile del Mollica (anno 1592); un Angelo notato nella stessa mastra (anni 1602 e 1605); un Placido giudice straticoziale di Messina nel 1649-50, 1653-54, della Gran Corte del Regno 1659-60-61, avvocato fiscale del Real Patrimonio, 1663 e della Gran Corte, 1666; ed infine troviano nella mastra nobile di detta città del 1798-1807 ascritti un Giuseppe ed un sacerdote Vincenzo, figli di Carlo. In Licata troviamo, tra gli altri, un Angelo con la carica di proconservatore dal 1794 al 1810, un Angelo Dainotto e Piemontese con la carica di capitano di giustizia nel 1794-95 ed un Vincenzo con la carica di senatore nel 1812-13. Incontriamo pure questa famiglia in Naro, nella quale città un Orlando tenne la carica di giurato nel 1746-47.

Arma: d’azzurro, al daino d’oro, fermo e guardante una stella del medesimo, posta al primo cantone.

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D’Amico vedi Amico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Damiani.

Questa famiglia godette nobiltà in Marsala, Palermo e Mazzara. La troviamo pure in Randazzo, nella quale città un Domenico tenne la carica di capitano nel 1695-96. Nella prima sono, tra gli altri, degni di nota un Bernardino giurato nell’anno 1498; un Antonino, del fu Giuseppe, che possedette la salina in Marsala per investitura del 16 febbraio 1741, fu giurato di Marsala nel 1745-46 e nel 1759 faceva parte della nobiltà di detta città; un Giuseppe, figlio del precedente, investito della stessa salina, che nel 1792-93 teneva la carica di capitano di giustizia in detta città, ed altri.

In Palermo, illustrò tale famiglia quel Felice, giudice pretoriano nel 1769-70, del tribunale del Concistoro o Sacra Regia Coscienza negli anni 1775-76-77, avvocato fiscale del tribunale del Real Patrimonio nel 1787, avvocato fiscale del tribunale della Gran Corte nel 1789, presidente del tribunale del Concistoro nel 1805 ecc., che a 29 agosto 1792 ottenne dal Senato di Palermo, un ampio attestato di nobiltà.

In Mazzara incontriamo un Benedetto con la carica di giurato nel 1800-801.

Arma: d’azzurro, alla fascia sostenuta da due sbarre e sormontata da tre teste coronate, il tutto d’oro.

Alias: d’azzurro, all’albero sradicato, addestrato da un leone contrarampente e accompagnato, in capo, da tre stelle, ordinate in fascia; il tutto d’oro.

 

 

 

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Damiata.

Di questa famiglia notiamo un Adamo, che nel 1283 è tra i cavalieri della città di Piazza ed un Giovanni, che possedette i censuali di Piazza ed il feudo d’Azolina, da lui perduti per la sua ribellione ai Martini.

Arma: ?

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D’Ancona vedi Ancona.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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D’Andrea vedi Andrea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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D’Angelo vedi Angelo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Daniele.

Nobile ed antica famiglia di Siracusa. Un Perruccio, chirurgo da Noto, nel 1413 acquistò la baronia di Canicattini. Gli succedette Guglielmo, investito il 19 ottobre 1463, ed a questi il figlio Pietro Giovan Vincenzo, investito a 5 dicembre 1510. Un Nicolò fu giurato di Siracusa nel 1442-43; un Guglielmo senatore di detta città nel 1482-83, 1486-87; un Vincenzo, barone di Canicattini, giurato nel 1514-15, senatore nel 1525-26; un Nicolò, barone di Canicattini, maestro notaro della Regia Cancelleria del Regno nel 1661; un Mario Daniele e Patixano fu primo marchese di Bagni per real privilegio dato a 6 ottobre esecutoriato a 20 dicembre 1680; un Giuseppe Maria Daniele e Bonanno, marchese di Bagni, fu capitano di Siracusa nel 1782-83 e giurato nobile nel 1786-87:  un  Giuseppe Daniele e Landolina, marchese di Bagni e barone di Canicattini per investiture del 23 marzo 1801, fu patrizio di Siracusa nel 1809-10; un Salvatore-Maria, marchese di Bagni, fu capitano di giustizia di detta città nel 1810-11. Un altro ramo di questa famiglia lo troviamo decorato del titolo di conte, per concessione avutane, con real privilegio del 17 agosto esecutoriato a 1 ottobre 1678, Giuseppe Maria Daniele, che tenne la carica di senatore di Siracusa negli anni 1689, 1691, 1696, 1701 e quella di capitano di giustizia nel 1682. Detto titolo lo vediamo in potere di un Gregorio, senatore patrizio di Siracusa nel 1792-93, per investitura del 17 maggio 1789, e, per la sua morte senza figli, passò alla sorella di lui, Vittoria, la quale ne ottenne investitura a 20 settembre 1793.

Arma: di rosso, all’agnello pasquale d’argento, posto sulla campagna d’azzurro.

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D’Anna vedi Anna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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D’Aponte vedi Aponte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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