Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da De Medico a Diamante

 

De Medico vedi Medico (de).

 

indice

clicca per ingrandire

De Michele vedi Michele.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

 

Demitri o Dimitri.

Questa famiglia possedette il diritto del grano sopra il caricatore di Castellammare del Golfo.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Denaro, De Naro vedi Naro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

De Nobili vedi Nobili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Dente o Denti.

Vanta discendere da un Giovanni Denti di Ravenna, luogotenente del vicario imperiale in Italia nell’anno 724 e signore dello stato di Balugolo in quel di Padova. Si vuole che sia stata portata in Messina nel 1248 da un Alberto Denti. Un Giacomo, fu dottore in leggi e giudice della Gran Corte del Regno nel 1399; un Andrea, sotto i  Martini, ebbe il feudo di Resuttano; un Giovanni fu il primo barone di Raneri; un Cesare (apparteneva a detta famiglia?) con privilegio dato il 20 marzo esecutoriato a 22 agosto 1605 ottenne il titolo di Don; un Lucio barone di Raneri, fu giudice della Gran Corte nel 1613-14-15, presidente dello stesso tribunale nel 1639 e morì nel 1649; fu padre di Vincenzo, giudice della corte straticoziale di Messina, del Concistoro nel 1640, della Gran Corte nel 1650, avvocato fiscale dello stesso tribunale, maestro razionale del tribunale del Real Patrimonio, presidente dello stesso tribunale nel 1669 e reggente del supremo consiglio d’Italia nel 1672, decorato, con privilegio dato a 19 luglio 1656 esecutoriato a 18 gennaio 1657, del titolo di duca di Piraino. Fu padre egli di Gregorio e di Lucio. Il primo, con privilegio dato a 4 aprile esecutoriato a 16 giugno 1673, fu insignito del titolo di principe di Castellazzo; il secondo, con privilegio dato a 22 gennaio esecutoriato a 18 marzo 1676, fu decorato del titolo di duca di Villarosa. Un Bernardino fu razionale del Real Patrimonio, 1691; un altro Bernardino fu giudice pretoriano di Palermo nel 1786, del Concistoro nel 1795-96-97; un Antonio fu presidente del Concistoro nel 1772; un Gaspare fu giudice pretoriano di Palermo nel 1791-92, 1794-95, del Concistoro nel 1801-2 e della Gran Corte Civile, 1812; un Ottavio fu giudice pretoriano di Palermo nel 1797, del Concistoro nel 1811-12. A 28 maggio 1777 un Giuseppe Denti e Colonna dei principi di Castellazzo e a 14 agosto 1811 i fratelli Giuseppe, Salvatore ed Eustacchio Denti ed Angotta ottennero ampio attestato di nobiltà dal Senato di Palermo. Nella mastra nobile di Messina del 1798-1807 troviamo notati, infine, un Giuseppe ed un Placido figli di Antonino.

Arma: di rosso, a due fascie d’oro, la prima accompagnata da cinque denti dello stesso, 3 e 2.

indice

clicca per ingrandire

Deodato.

 Il  Minutolo  la  vuole  originaria di Lucca, portata in Sicilia e precisamente in Noto da un Tommaso, che fu giurato di detta città nel 1452. Godette nobiltà anche in Siracusa, nella quale città, come anche in Noto, esercitò le principali cariche. Possedette il marchesato di Mezzoiuso o Portopalo, il marchesato di Camporotondo, i feudi di Frigintini, Grampoli, Stafenda, Burgio e Mancino, Nasari, Xaminacca, Vignali e Mendula, Pelagio di Augusta, ecc. Notiamo un Pietro capitano di Siracusa nel 1669-70; altro Pietro (lo stesso del precedente?)  barone di Frigintini, senatore di detta città nel 1671-72; un Rinaldo barone di Burgio, giurato di Noto nell’anno 1694-95; un Teodoro, capitano di giustizia di Noto nel 1701-2; un Bartolomeo barone di Frigintini, che tenne la stessa carica nel 1706-7 ed altri molti, tra i quali un Gaetano, barone del Burgio, che, a 26 agosto 1765, ottenne il privilegio di nobile messinese.

Arma: troncato: nel 1° d’azzurro, nel 2° d’azzurro a tre bande d’argento, e la fascia in divisa attraversante sulla partizione.

indice

clicca per ingrandire

Deodato di Villarosa.

Pare che non abbia alcuna relazione con la precedente. Un Pietro, di Michele, nato a Villarosa (Caltanissetta) il 4 febbraio 1863, ottenne con real decreto del 12 gennaio 1882 il titolo di barone, trasmessibile ai suoi discendenti legittimi e naturali, maschi da maschi, in linea e per ordine di primogenitura.

Arma: d’oro, partito da un filetto di nero, al 1° a tre bande di rosso abbassate sotto una fascia ondata d’azzurro; al 2° al pino d’Italia di verde, sradicato, con le radici decussate e ridecussate.

 

 

indice

 

De Quadro vedi Quadro.

 

indice

clicca per ingrandire

Desma.

Un Pietro de la Desma, milite, regio falconiere, come marito di Eleonora Alagona, possedette la terra di Palazzolo, 1453.

Arma: inquartato: al 1° e 4° di rosso, al castello d’argento, torricellato di tre pezzi; al 2° e 3° di rosso, al leone coronato d’argento.

 

 

 

 

 

indice

 

De Spes vedi Spes.

 

indice

clicca per ingrandire

De Spucches vedi Spucches.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

De Vincenzo vedi Vincenzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Diamante.

La si vuole originaria dalla Spagna. Godette nobiltà in Messina, nella quale città, tra gli altri, notiamo un Guido con la carica di giudice nel 1342, ed in Siracusa. In quest’ultima città occupò sempre le primarie cariche, incontrando, tra gli altri, un Tommaso capitano di giustizia nel 1485-86; un Guglielmo giurato nel 1525-26; un altro Tommaso giurato nel 1612-13; un Ignazio capitano di giustizia nel 1652-53; un Gaspare, governatore generale dello stato e città di Monreale nel 1649, tesoriere generale del Regno, senatore di Siracusa nel 1663, decorato con privilegio dato a 18 aprile 1655 esecutoriato a 19 gennaio 1656 del titolo di marchese di Torresena; un Vincenzo proconservatore di Siracusa nel 1662; un Giuseppe-Maria marchese di Torresena senatore di detta città nel 1748-49 e 1752-53; un Domenico, ultimo marchese di Torresena e barone di Benesiti in sua famiglia, giurato nobile nel 1761 e 1768.

Arma: d’azzurro, al braccio destro vestito di rosso, la mano di carnagione, tenente col pollice e l’indice un diamante al naturale, accompagnato nel capo da tre stelle ordinate d’oro, e da un monte di tre cime dallo stesso, movente dalla punta.

indice