Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Di Girolamo a Domenech

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Di Girolamo vedi Girolamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Grandi vedi Grandi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Gregorio vedi Gregorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Lorenzo vedi Lorenzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Maggio vedi Maggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Maria vedi Maria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di Miceli vedi Miceli.

 

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Di Napoli vedi Napoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dini.

La si vuole originaria di Firenze, godette nobiltà in Messina, nella quale città venne aggregata alla nobile arciconfraternita della Pace e Bianchi ed occupò mole importanti cariche.

Nella mastra nobile del Mollica vediamo annotato un Benedetto (anni 1594-95 e 1602); tra i cavalieri dell’ordine di Malta troviamo i fratelli Francesco e Bernardo Dini-Zafara-Giustiniano e Moleti, 1611 e 1635. Non sappiamo se sia appartenuto a questa stessa famiglia quel Giovan Vincenzo Dini, che fu capitano di Cefalù 1786-87.

Arma: d’argento, all’albero sradicato di verde, con la lista di rosso, caricata dal motto LIBERTAS d’oro, intrecciata nei rami.

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Di Paola vedi Paola.

 

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Dispensa.

Di questa famiglia troviamo un Andrea, giudice pretoriano di Palermo, 1684 e della Gran Corte del Regno, 1689.

Arma: ?

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Di Stefano vedi Stefano.

 

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Dolce.

Un Giacomo Dolce, maestro razionale della regia Dogana e razionale onorario del Tribunale del Real Patrimonio, a 29 agosto 1766 ottenne investitura del titolo di barone di Cassibile.

Arma: ?

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Domenech.

Notiamo un Girolamo, dottore in leggi, maestro razionale del tribunale del Real Patrimonio, 1661.

Arma: di rosso, alla torre d’argento, aperta e finestrata del campo, cimata da un braccio armato, tenente in banda un’asta di lancia spezzata; la lancia nel canton destro della punta; il tutto al naturale.

 

 

 

 

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