Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Fiorenza a Fontanetta

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Fiorenza, Firenze o Florenza.

Il Galluppi la vuole dello stesso ceppo dei Pazzi di Firenze. Notiamo un Onofrio Florenza giudice della corte straticoziale di Messina nell’anno 1448-49; un Emanuele Fiorenza, che, con privilegio del 5 marzo 1656, ottenne il titolo di barone di S. Giovanni ed un Antonino Fiorenza e Ventimiglia, che tenne la carica di proconservatore di Regalbuto nel 1658 e fu barone di Saccolino.

Arma: d’azzurro, seminato di crocette ricrociate e fitte d’oro, con due delfini addossati dello stesso, crestati e orecchiati di rosso, attraversanti sul tutto.

 

 

 

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Firlivio (de) o Forliveo.

Il Galluppi dice che questa famiglia possedette il feudo di Cutumiro e godette nobiltà in Messina nel secolo XIV. Noi troviamo, nel ruolo dei feudatari sotto re Ludovico, 1343, notati per un cavallo armato gli eredi del giudice Tommaso de Firlivio, da Messina.

Arma: ?

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Firmatura o Firmaturi.

Vanta discendere dalla real casa di Scozia, passata in Catalogna, donde, per un Blasco, passò in Sicilia sotto re Martino, stabilendosi in Corleone, dove tenne le cariche di pretore, di capitano ecc. Un Cosimo fu proconservatore di detta città nel 1655; un Vincenzo tenne la stessa carica nel 1664 e per la moglie, Francesca Scarlata, fu primo marchese di Chiosi in sua famiglia; un Carlo, dottore in leggi, fu segretario e maestro notaro del tribunale del Real Patrimonio 1658; un Ferdinando fu pretore di Corleone nel 1706-7; Un Francesco, marchese di Chiosi, per investitura del 31 luglio 1720, fu capitano di Corleone nell’anno 1742-43 e proconservatore della stessa città nel 1748; un Ferdinando, figlio del precedente, marchese di Chiosi per investitura del 6 febbraio 1755, fu valente letterato e proconservatore in Corleone, 1758, 1774;  un  Carlo,  marchese  di  Chiosi,  fu pretore di Corleone nel 1806-7.

Con decreto ministeriale del luglio 1907 il titolo di marchese di Chiosi, è stato riconosciuto in persona di Caterina Firmaturi (di Ferdinando, di Giovanni).

Arma: d’azzurro, al leone d’oro, coronato dello stesso, impugnante con le zampe anteriori una chiave del secondo e la bordatura di rosso, caricata da 4 castelli d’oro, alternati con quattro catenacci di nero.

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Fisaula.

Nobile ed antica famiglia di Randazzo, che possedette le baronie di Casalgiordano, Casalvecchio, Culcasi, Frascino e Briemi, Gebbiarossa, Grasta, ecc. Un Giovan Francesco fu proconservatore di Randazzo 1606; un Antonino fu capitano di giustizia di detta città nell’anno 1698-99; un Diego fu proconservatore di Randazzo 1702; un Giuseppe fu giurato di detta città nel 1746-47 e tenne la carica di proconservatore nel 1758; un Gerardo fu giurato di Randazzo nel 1759-60; un Giuseppe Fisauli e Romeo coprì quest’ultima carica nell’anno 1800-1 e quella di capitano di giustizia nel 1812-13, nel quale anno un Paolo fu giurato nobile di detta città. Con decreto ministeriale del 1898 venne riconosciuto il titolo di nobile a Benedetto Fisauli (di Giuseppe, di Vincenzo), al quale con decreti del 1899 e del 1900 venne concesso il titolo di barone. Con real decreto del 9 giugno 1901 susseguito da regie lettere patenti del 21 agosto dello stesso anno venne concesso a Giuseppe Fisauli (di Antonio, di Adriano), il titolo di barone di Frascino e Briemi.

Arma: d’azzurro, a due leoni affrontati, tenenti un anello rovesciato, sormontato da una stella di sei raggi, il tutto d’oro; con la campagna di rosso, caricata da due fascie d’argento (ramo dei baroni di Frascino).

D’azzurro, a due leoni coronati affrontati tenenti un anello, il tutto d’oro e sormontati da una cometa d’argento posta in banda, con la campagnata fasciata di rosso e d’azzurro, le fascie rosse orlate d’argento (ramo dei baroni Fisaula).

 

 

 

 

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Fisicaro.

Antica e nobile famiglia, della quale notiamo un Bartolomeo castellano di Monte San Giuliano 1501; un Giovanni Antonio giurato di detta città nel 1556; un Marco Fisicaro Garzia Ravanal, che sotto re Carlo II fu governatore e capitan generale delle province del Chilì; un Marcello Fisicaro Caraffa e Provenzano, barone di Cuddia e di Balata e Rifalsafi, che a 3 luglio 1759 ottenne parere favorevole dal Protonotaro del Regno per la concessione da lui chiesta del titolo di conte marchese di S. Severina; un Pietro, che fu senatore di Trapani nell’anno 1750-51.

Arma: d’oro, a quindici foglie di fico di verde, situate 3, 4, 4 e 4.

Alias: d’azzurro, alla banda di rosso, caricata da tre rose d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fisichella.

Di questa famiglia notiamo un Giuseppe, che fu giudice della Gran Corte del Regno di Sicilia negli anni 1770, 1772, 1782.

Arma: d’azzurro, all’albero al naturale, sormontato da una tortora posata d’argento.

 

 

 

 

 

 

 

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Fleres.

Notiamo un Bartolomeo giudice pretoriano di Palermo negli anni 1581-82, 1594-95, 1616-17-18; un Filippo giudice pretoriano di Palermo nel 1734-35 e del tribunale del concistoro nell’anno 1744-45.

Arma: di . . . . , alla croce, con . . . . nelle braccia e una pianta di . . . . sopra . . . ..

 

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Flodiola.

Questa famiglia possedette i feudi di Resuttana e Rachilebbi. Un Giovan Tommaso fu proconservatore in Castelbuono, 11 aprile 1589.

Arma: d’azzurro, al leone d’oro e due gigli dello stesso, ordinati in fascia nel capo.

 

 

 

 

 

 

 

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Floreno.

La si vuole originaria dalla Spagna. Un Francesco comprò da potere di Giovan Vincenzo Luna il feudo della Gulfa nel 1532 ed ottenne la concessione del titolo di regio cavaliere nel 1535. Un Ignazio fu giurato di Sciacca nel 1701-2 ed un Onofrio tenne la carica di capitano di giustizia in detta città nel 1694-95. Con decreto ministeriale del 10 giugno 1894 il titolo di cavaliere venne riconosciuto ai fratelli Girolamo, Niccolò e Salvatore Floreno (di Carmelo, di Girolamo).

Arma: troncato: al 1° d’azzurro, al giglio d’oro; al 2° di rosso, a sei colli ristretti di argento, 3, 2, 1. Cimiero: la figura dell’arcangelo San Michele, attraversata da un’aquila di nero, il tutto nascente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Floresta o Foresta (vedi).

 

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Florulli o Florullo.

Un Giacomo, dottore in leggi, fu proconservatore di Patti nel 1686; un Francesco, nel nome maritale di Laura Nobile, fu barone di Altamonte 1702, e fu proconservatore in detta città di Patti 1719, 1722; carica tenuta da un Federico nel 1750, 1758 e da un Martino 1777. Un Giuseppe fu capitano  di giustizia di Patti nel 1802-3, nel quale anno tenne, in detta città, la carica di giurato Antonino Florulli ed Orioles, barone di Altomonte per investitura del 20 aprile 1779.

Arma: ?

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Fomia o Fimia (vedi).

 

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Fontana o La Fontana.

Il Galluppi la vuole originaria dalla Catalogna, decorata del titolo di barone e nobile in Messina dal secolo XIII al XVI.

Nella mastra nobile del Mollica troviamo annotato un Giovan Falcone La Fontana. Un Giuseppe possedette il feudo di Manlia, che per una Eleonora passò in casa Speciale.

Arma: d’azzurro, alla fonte d’argento, sormontata da un’oca volante dello stesso.

 

 

 

 

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Fontanetta o Infontanetta.

Nobile famiglia di Sciacca, che vediamo del partito del conte di Luna contro il Perollo nel famoso caso di Sciacca. La troviamo pure in Palermo, nella quale città un Antonio vestì la toga senatoria negli anni 1533-34, 1539-40.

Arma: ?

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