Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Garlano a Gazzara

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Garlano.

Godette nobiltà in Palermo e in Corleone. Un Giovanni, dottore in leggi, fu protonotaro del regno di Sicilia; un Giuseppe fu rettore nobile dell’ospedale di S. Bartolomeo di Palermo nel 1685-86.

Arma: partito: nel 1° d’azzurro, al pino naturale; nel 2° d’azzurro, al leone d’oro, adestrato nel capo da una stella dello stesso.

 

 

 

 

 

 

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Garofalo o Galofaro.

La si vuole originaria dalla Catalogna, godette nobiltà in Palermo, in Catania, in Trapani. Un Giacomo fu giudice del tribunale della Gran Corte Civile nel 1556; un Guglielmo fu consigliere della nobile compagnia della Carità di Palermo negli anni 1557 e 1563; un Tommaso, con privilegio dato a 15 aprile 1648 esecutoriato a 14 ottobre 1649, ottenne la concessione del titolo di duca di Rebuttone; un Vincenzo, fu cavaliere dell’ordine di S. Giacomo della Spada, duca di Rebuttone, senatore di Palermo negli anni 1642-43, capitano di giustizia negli anni 1650-51, 1653-54, 1664-65, governatore della nobile compagnia dei Bianchi negli anni 1658-59, 1668-69, maestro portulano del regno 1679; un Tommaso, fu cavaliere di S. Giacomo, duca di Rebuttone, maestro portulano del regno 1684; un Giuseppe (fratello del precedente) fu senatore di Palermo negli anni 1689-90, 1696-97, 1703-4, 1705-6, 1708-9, 1720-21; un Antonio, duca di Rebuttone, fu castellano del castello a mare di Palermo, maresciallo di campo degli eserciti del re delle Due Sicilie (1759), cavaliere dell’ordine di Malta; un Filippo fu giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1778-79 e del tribunale del Concistoro negli anni 1797-98-99.

Arma: d’oro, allo scaglione di nero, accompagnato nella punta da un garofano di rosso. Alias: di rosso, alla pianta di garofano al naturale, fiorita di tre pezzi di rosso, nodrita in un vaso d’oro, trattenuto da due leoni affrontati e contrarampanti dello stesso.

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Garresi.

Il Muscia vuole che questa famiglia abbia posseduto i feudi di Cicalbo e S. Lorenzo. Noi troviamo un Vincenzo Garresi, di Modica, decorato, con privilegio del 24 maggio 1563, del titolo di regio cavaliere.

Arma: ?

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Garsia.

Pare che sia passata da Valenza in Sicilia sotto Carlo V in persona di un Francesco, figlio di Alfonso, che fu tesoriere generale della SS. Crociata. Pietro, figlio del precedente, fu maestro secreto del Regno di Sicilia e primo barone di Colobria e Savochetta, in sua famiglia, come marito di Ninfa Alliata e Platamone. Un Alfonso fu giudice pretoriano di Palermo nel 1601-2 e del tribunale del Concistoro nel 1605-6; un Gerardo, barone di Colobria, fu consigliere della nobile compagnia dei Bianchi di Palermo nel 1619-20; un Marco, fu senatore di Palermo nel 1634-35; un Giuseppe, cavaliere dell’ordine di S. Giacomo della Spada, con privilegio dato a 25 aprile esecutoriato a 20 ottobre 1662, ottenne il titolo di marchese di Savochetta e fu governatore del Monte di Pietà di Palermo negli anni 1668, 1672-73; un Girolamo, marchese di Savochetta, e primo barone di Nixima, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo negli anni 1689, 1693, 1712-13, 1723-24; un Domenico Garsia e Vanni fu senatore di Palermo negli anni 1723-24, 1734-35, 1736-37; un Michele, con privilegio dato in Vienna a 23 decembre esecutoriato in Palermo a 13 giugno 1725, ottenne per sé e suoi il titolo di barone; un Marcello, con privilegio del 10 gennaio 1786, ottenne quello di conte ed un conte dottor Luigi lo troviamo proconservatore in Acireale nel 1810.

Arma: d’azzurro, all’uccello gaza d’argento, posto di fronte, pascolante sopra un terreno di verde sostenuto da un fiume del secondo, ombrato di nero, movente dalla punta.

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Gaspano (de) vedi Gasparino.

 

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Gasparino, Gasparrino o Gasperino.

Godette nel secolo XVII nobiltà in Messina, nella quale città venne aggregata alla nobile arciconfraternita della Pace e Bianchi occupò la carica di governatore della tavola pecuniaria nella persona di un Gaspare nel 1593-94, e vestì la toga senatoria nella persona di un altro Gaspare nel 1667-68, 1671-72.

Arma: di nero, al grifo d’oro, impugnante nella destra una spada d’argento.

 

 

 

 

 

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Gastone o Ingastone.

Nobile famiglia catanese. Un Mario, con privilegio dato a 13 settembre 1651, venne decorato del titolo di barone dell’Ingegno e di quello di Don e fu padre di Ignazio, che fu giudice della Gran Corte del Regno 1679, della Regia Udienza di Messina 1682, nuovamente della Gran Corte 1683, avvocato fiscale del tribunale del Real Patrimonio 1691, presidente del tribunale del Concistoro 1693; per i meriti del quale, Margherita sua moglie, ottenne concessione del titolo di marchese 1703. Francesco, figlio del precedente, dottore in leggi, ascritto alla mastra nobile di Catania del 16 gennaio 1696 tra i dottori nobili, fu giudice della Gran Corte del Regno 1706, 1707, presidente del tribunale del Real Patrimonio e di quello del Concistero 1736 e padre di Margherita, moglie di Francesco Antonio Lo Faso e Gaetani, duca di Serradifalco, nella famiglia del quale passò il detto titolo di marchese.

Arma: d’argento, al compasso aperto di nero, sormontato da un leone dello stesso.

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Gattinara vedi Arborio di Gattinara.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gatto.

Questa famiglia pare che sia originaria di Malta. Un Francesco, milite e algozirio, da Malta, ottenne da re Martino conferma del feudo di Zabbaria, posto in detta isola. Godette nobiltà in Messina e vediamo un messer Giovan Domenico, inscritto nella mastra nobile del Mollica ed i fratelli Domenico, Francesco e Luigi, figli di Placido, annotati nella mastra nobile di detta città di Messina del 1798-1807. Con decreto ministeriale del 6 luglio 1897 ai fratelli Alfredo e Leonardo Gatto, di Gaetano, di Domenico, di Placido è stato riconosciuto il titolo di nobile, trasmessibile ai loro discendenti d’ambo i sessi, per continuata linea retta mascolina.

Arma: d’azzurro, a tre fasce ondate, abbassate d’oro; la prima sostenente un gatto d’argento, rivoltato, sormontato da tre stelle dello stesso ordinate in fascia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gattula o Gactula.

Pare che sia originaria di Napoli. Un Giacomo fu castellano di Cefalù nel 1485.

Arma: troncato: nel 1° d’oro, al leone illeopardito di rosso; nel 2° bandato d’azzurro e d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

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Gaudioso.

Nobile famiglia di Palermo e di Vizzini. Possedette il marchesato del Casale di Castania, le baronie di Rincione, di Rosignolo, di Suria, della terza parte della scannatura di Palermo, ecc. Un Pietro, con privilegio del 28 gennaio 1643, ottenne il titolo di barone di Guadalami; un altro Pietro, dottore in leggi, fu procuratore fiscale del tribunale del Real Patrimonio ed a 26 settembre 1662 venne nominato giudice della Gran Corte Civile del Regno; un Giuseppe, marchese di Casale Castania, fu maestro razionale di cappa corta del tribunale del Real Patrimonio(10); un Mario fu capitano di giustizia di Vizzini nel 1781-82(11); un barone Mario, dottore in leggi, tenne la stessa carica nel 1786-87(12); carica tenuta da un Vincenzo nell’anno 1783-84 e da un barone Francesco nel 1807-8. Con decreto ministeriale del 20 novembre 1899 venne riconosciuto il titolo di barone di Saracina in persona di Francesco Gaudioso, di Andrea, di Francesco.

Arma: fasciato di rosso e d’oro, di quattro pezzi; le fascie di rosso caricate di un pesce d’argento, il secondo rivoltato; col capo carico di una sirena, di due code al naturale, coronata del campo.

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Gavarretta o Cavarretta (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gazes.

La si vuole originaria di Spagna. Nella mastra nobile del Mollica vediamo annotato un Gabriele Gazes, di messer Vincenzo.

Arma: d’argento, a tre teste di corvo di nero.

 

 

 

 

 

 

 

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Gazzara.

Un Giovan Donato fu il primo, in sua famiglia, a possedere il feudo di Terrasini e ne ottenne investitura a 3 luglio 1664; un Lazzaro fu giurato di Marsala nel 1706-7.

Arma: ?

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