Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Grifeo a Guadagno(de)

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Grifeo o Graffeo.

Antica e nobile famiglia siciliana, che si vuole d’origine greca e proveniente da Niceforo Focas. Possedette i principati di Partanna e di Ganci; i ducati di Ciminna, di Floridia e di Gualteri; i marchesati di Serradifalco, e di Miraelrio, le baronie di Protonotaro, Tripi, la dogana del Fondaco di Trapani, la salina di Montefranco, la tonnara di S. Nicola, ecc. Un Giorgio fu maestro razionale del regno, e nel 1365 possedette il feudo Torretta; un Pietro fu castellano di Trapani nel 1422; un Girolamo fu giudice pretoriano di Palermo nel 1579-80; un Mario, principe di Partanna e duca di Ciminna, fu governatore della nobile compagnia della Carità nel 1641, governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1647, pretore della stessa città nel 1646-47; un Domenico, principe di Partanna, fu governatore della nobile compagnia dei Bianchi nel 1656-57; un Girolamo, principe di Partanna, fu capitano di giustizia di Palermo nel 1710-11, pretore della stessa città nel 1732-33; un Giambattista Grifeo e Papè, marchese di Miraelrio, fu governatore del Monte di Pietà nel 1724 e la stessa carica tenne Ignazio, fratello del precedente, che fu pure senatore di Palermo nel 1724-25; un Benedetto, principe di Partanna e duca di Ciminna, fu capitano di giustizia di Palermo nel 1748-49 e nel 1758-59; un Girolamo, principe di Partanna, cavaliere dell’ordine di San Gennaro, fu capitano di giustizia nel 1771-72-73 e pretore nel 1782-83-84; un Benedetto Grifeo e Del Bosco, fu deputato del Regno nel 1786, senatore di Palermo nel 1799-1800 ecc., principe di Partanna e duca di Ciminna e di Floridia ecc.; Vincenzo Maria Grifeo e Migliaccio, figlio del precedente, ottenne investitura del titolo di principe di Partanna a 10 giugno 1812, fu cavaliere del Toson d’oro e dell’ordine del S. Gennaro, cavaliere d’onore e di devozione dell’ordine di Malta, cavaliere di giustizia dell’ordine costantiniano, consigliere di Stato, gentiluomo di camera del re delle Due Sicilie, inviato straordinario e ministro plenipotenziario presso la Corte di Prussia ecc., ebbe in moglie Agata Gravina, principessa di Palagonia, principessa di Lercara, duchessa di Valverde, duchessa di Alcara, marchesa di Francofonte, marchesa di Delia, marchesa di Bifara, marchesa di Antella, baronessa di Calatabiano, ecc. ecc..

Arma: d’oro, troncato da un filetto di azzurro, nel 1° un grifone di nero passante sulla partizione; nel 2° tre sbarre d’azzurro.

Motto: NOLI ME TANGERE.

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Griffo.

Di questa famiglia notiamo un Ignazio-Maria, giudice pretoriano in Palermo negli anni 1786-87-88 e 1801-2 ed un Rosario-Maria, segretario referendario del Regno di Sicilia 1791, ministro di scrittura del Protonotaro del Regno e maestro notaro e segretario della Deputazione del Regno 1801.

Arma: d’argento, al grifo di rosso, rampante contro un albero di verde, adestrato da una stella d’azzurro, di otto raggi.

 

 

 

 

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Grifo.

Nobile famiglia di Reggio, che, al dir del Galluppi, godette nobiltà in Messina nel secolo XIII.

Arma: d’oro, alla sbarra di nero, sostenente un gatto rivolto dello stesso.

 

 

 

 

 

 

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Grignani o Grignano.

Godette nobiltà in Trapani e in Marsala; possedette il titolo di conte di S. Carlo, la tonnara del Palazzo in Trapani e la salina di Ripa di mare in Marsala. Un Giovanni-Antonio fu giurato di Marsala nel 1498; un Onofrio fu senatore di Trapani negli anni 1527-28, 1531-32, 1535-36 e 1538-39; un Antonino tenne la stessa carica nel 1546-47; un Antonio fu proconservatore in Marsala nel 1591; un altro Antonino fu prefetto di Marsala nel 1694-95 e 1701-2; un Giovanni fu capitano di giustizia in Marsala nel 1742-43; un altro Antonio tenne la stessa carica nel 1745-46; ed egli stesso possedette il titolo di conte e nel 1759 fece parte della nobiltà di Marsala della quale, nello stesso anno, fece parte un Antonio Grignano e Bianco.

Arma: troncato di rosso e d’argento, all’aquila spiegata al naturale, coronata d’oro, tenente con l’artiglio destro un fascio di spighe di frumento al naturale, posto nel rosso.

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Grillo.

Nobile famiglia genovese, passata in Noto ed in Palermo. Un Giovanni, figlio di Pietro, fu il primo barone di Moriella in sua famiglia per investitura dell’undici maggio 1542; un Antonino fu maestro notaro della regia Cancelleria 1585; un altro Antonino fu primo barone di Donna Maria in sua famiglia per investitura del 16 settembre 1641.

Arma: d’azzurro, alla scala d’oro, sostenente un grillo di rosso, in atto di salire.

 

 

 

 

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Grimaldi.

Nobile famiglia che si vuole originaria di Francia, dello stesso stipite dei principi di Monaco, portata la prima volta in Sicilia da un Enrico, che fu consigliere di re Martino, capitano di giustizia in Castrogiovanni nel 1397 ed ottenne, con privilegio del 18 gennaio 1397, il castello e feudo di Buzzetta. Possedette i principati di S. Caterina e di Grimaldi; il marchesato di Torresena; le baronie di Benesiti, Bosco, Buoncamello e Piombo, Buzzetta, Calamenzana, Catatausi, Cugno di Moraci, Delia, Favare o Menelao, Fegotto, Bruchito e Volta della Monica, Fucilino, Gallizzi, Graziano, Grotta dell’Acqua, Mancipa, Passarello e Artesina, Nixima e Montagna, Pasquasia, Rondello o San Giovanni, Serravalle, Xiruni, ecc. ecc. Un Niccolò Grimaldi del fu Giorgio, con privilegio dato a Ratisbona a 31 agosto 1532 esecutoriato in Messina a 26 febbraro 1533, ottenne la concessione di 150 ducati d’oro all’anno, vita durante; un Francesco, qualificato cittadino genovese, con privilegio dato a 29 ottobre 1547 esecutoriato a 6 febbraio 1548, ottenne, durante vita, la concessione di onze 160 annue; un Pietro Andrea, dottore in leggi, fu sindacatore di Caltagirone nel 1549; un Giovan Vito fu capitano di Castrogio-vanni nel 1556; un Pietro ed un Giuseppe del fu Leonardo sono annotati nella mastra nobile del Mollica; un Giuseppe, barone di San Giovanni, fu cavaliere dell’ordine di Montesa; un Giuseppe, dottore in leggi, fu giudice capitaniale in Castrogiovanni nel 1643-44; un Albino Grimaldi e Leto fu proconservatore in detta città nel 1655; un Carlo Grimaldi e Rosso, barone di Randello o S. Giovanni, ecc. fu governatore della contea di Modica, cavaliere dell’ordine di S. Giacomo della Spada e, con privilegio dato a 4 novembre 1692 esecutoriato a 15 aprile 1693, ottenne la concessione del titolo di principe; un Melchiorre fu capitano di giustizia in Castrogiovanni nel 1694-95; un Francesco Grimaldi e Valguarnera tenne la stessa carica nel 1701-2; un barone Enrico Maria fu proconservatore in Mineo nel 1737; un Antonino fu giurato in Castrogiovanni nel 1745-46; un principe Enrico Maria fu proconservatore in Mineo 1758; un principe Emanuele tenne la stessa carica dal 1760 in poi; un Sebastiano fu proconservatore di Castrogiovanni dal 1786 al 1800; un Giuseppe fu giurato nobile di Castrogiovanni nel 1787-88; un Giuseppe-Maria, dottore in leggi, ed un Salvatore, canonico, figli del dottore in leggi Francesco, sono annotati nella mastra nobile di Messina del 1798-1807; un Giuseppe Grimaldi e Carnazza fu giurato nobile di Castrogiovanni nel 1799-1800; un  Giovan Battista, cavaliere di Malta, marchese di Torresena, fu capitano di giustizia di Siracusa negli anni 1803-4 e 1808-9; un Giuseppe-Maria, di Vincenzo, di Sebastiano, come marito di Antonia Giarrizzo, ottenne riconoscimento del titolo di barone di Geracello, con real rescritto del 22 maggio 1860.

Arma: inquartato: al 1° e 4° d’oro all’aquila di nero coronata dello stesso, linguata di rosso; al 2° e 3° fusato in palo di rosso e d’argento: - Cimiero: l’aquila del campo coronata d’oro.

Motto:  DEO IUVANTE.

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Grippari o Glippari.

Godette nobiltà in Messina nei secoli XVI e XVII e nella mastra nobile del Mollica, lista II, anno 1588 e lista XVII, anno 1603, troviamo notato un Filippo.

Passò all’ordine di Malta, come quarto di altra famiglia, in persona di Francesco Mollica, 1588.

Arma: partito: nel 1° d’argento; nel 2° di rosso, alla mezza croce d’oro, movente dalla partizione.

 

 

 

 

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Groppo.

Famiglia genovese portata in Palermo da un Giovanni, che, con privilegio dato a 13 luglio esecutoriato a 16 ottobre 1619, ottenne il titolo di marchese di Mezzoiuso. Giuseppe, figlio del precedente, nel nome maritale di Francesca Mancuso, possedette la baronia di Carcaci; Giovanni Groppo e Mancuso, figlio di costoro, ultimo marchese di Mezzoiuso in casa Groppo, acquistò nel 1632 da Lorenzo Gioeni il feudo di Belmontino, che fu nel 1664 elevato in principato nella persona di Ninfa, sorella di detto Giovanni e moglie a Melchiorre Corvino.

Arma: troncato: nel 1° d’azzurro, all’uccello passante d’argento; nel 2° di rosso, a tre pali d’oro.

 

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Grosso.

Di questa famiglia, che godette nobiltà in Messina, notiamo un Girolamo, console nobile dell’arte della seta in detta città nel 1741-42 e giurato nobile nel 1742-43.

Arma: d’argento, all’aquila spiegata di nero, membrata e imbeccata di rosso.

 

 

 

 

 

 

 

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Grua (La).

Nobile famiglia originaria della Catalogna, passata in Sicilia, dove possedette i principati di Carini e di Castelbianco; le ducee di Cefalà, Grotte, di Miraglia e di Villareale; il marchesato di Regalmici; le baronie di Bavuso, di Calvaruso, di Imbaccari e Sortavilla, di Misilmeri, Montelepre, Palagonia, Saponara, Terrasini, ecc. Un Ubertino fu capitano giustiziere di Palermo nel 1336-37; un Roberto fu pretore della stessa città nel 1372-73; un altro Ubertino fu capitano giustiziere di Palermo nel 1396, a 26 agosto 1397 ottenne la concessione della terra di Carini, nel 1397 coprì la carica di giustiziere del Val di Mazzara, fu secreto di Palermo e mastro razionale del Regno. Ebbe unica figlia Ilaria La Grua e Imperatore, che sposò Gilberto Talamanca, nobile catalano, nella famiglia del quale trasmise il feudo di Carini con l’obbligo di anteporre al cognome Talamanca il cognome La Grua. Un Pietro, barone di Carini, sposò Maria Tocco e Manriquez, figlia di Leonardo despota di Morea; un Vincenzo La Grua-Talamanca e Tocco, con privilegio dato a 19 settembre esecutoriato a 21 ottobre 1622, ottenne il titolo di principe di Carini e fu pretore di Palermo negli anni 1632-33-34 e 1641-42; un Cesare, principe di Carini, con privilegio dato a 22 gennaro esecutoriato a 16 marzo 1641, ottenne il titolo di duca di Villareale, e fu pretore di Palermo negli anni 1664 e 1673-74; un Francesco, con privilegio dato a 2 giugno esecutoriato a 18 novembre 1656, ottenne il titolo di duca di Miraglia e fu capitano di giustizia di Palermo nel 1660, deputato del regno, ecc.; un Vincenzo La Grua e La Valle, duca di Miraglia, fu governatore del Monte di Pietà negli anni 1680, 1681, ecc.; una Giuseppa, con privilegio dato a 22 gennaio 1685 esecutoriato a 9 febbraio 1686, ottenne  la concessione del titolo di principe di Castelbianco; un Vincenzo, principe di Carini, fu capitano giustiziere di Palermo nel 1700-1, 1720-21, gentiluomo di camera di Vittorio Amedeo II di Savoia, re di Sicilia, ecc.; un Antonino, duca di Villareale, principe di Carini, ecc. fu capitano di giustizia di Palermo nel 1728-29, pretore della stessa città negli anni 1731-32, 1750-51-52, cavaliere dell’ordine di San Gennaro, ecc.; Vincenzo La Grua e Bellacera, duca delle Grotte, principe di Carini, ecc. fu pretore di Palermo nel 1771-72-73; Antonino La Grua e Branciforti, marchese di Regalmici, principe di Carini, ecc. fu capitano di giustizia di Palermo nel 1769-70, pretore della stessa città negli anni 1777-78-79-80, deputato del regno, vicario generale in Messina, consigliere di Stato, presidente della Giunta di Stato di Sicilia in Napoli 1786, cavaliere dell’ordine di S. Gennaro, ecc.; Michele La Grua e Branciforti, fratello del precedente, fu cavaliere dell’ordine di Malta, gentiluomo di Carlo re di Spagna, governatore delle isole Canarie, ministro per gli affari di marina e per la grazia e giustizia, vicerè nel Messico, grande di Spagna, tenente generale e governatore di Madrid, ecc.; Vinceno La Grua e Gioeni, duca di Villareale, principe di Carini, ecc. fu senatore di Palermo negli anni 1788-89-90, capitano di giustizia di Palermo nel 1809-10, cavaliere dell’ordine di S. Gennaro, ecc.

Arma: partito: nel 1° troncato, innestato, merlato d’oro e di rosso attraversato dalla grù con la sua vigilanza al naturale (La Grua); nel 2° losangato d’oro e d’azzurro (Talamanca).

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Grugno.

Nobile famiglia catalana, che si vuole sia stata portata in Sicilia sotto Federico III da un Perez de Grugno. Possedette l’ufficio di Portulanotto di Termini, la baronia di Favare o Menelao, il titolo di duca delle Gaffe.

Un Manfredi sostenne il partito dei Chiaramonti contro re Ludovico; un Berengario fu giurato di Taormina nel 1403; un Francesco fu capitano di Caltagirone nel 1476-77; un Manfredi fu giurato di Taromina nel 1488 e un Giovanni a 5 settembre dello stesso anno venne nominato giudice o assessore della corte capitaniale di detta città; un Maziotta fu capitano di Licata nel 1501 e forse egli stesso ottenne conferma del territorio delle Gaffe a 24 maggio 1507; un Pompeo, fu castellano dei castelli nuovo e vecchio di Licata 1502; un Francesco, con privilegio dato a 12 maggio esecutoriato a 16 luglio 1510, ottenne concessione di un territorio in Malta, chiamato il giardino grande, possedette nella stessa isola il tenimento di terre chiamato Pietralonga, e fu falconiere dell’imperatore Carlo V; un Bernardo fu capitano di Mazzara nel 1558-59; un altro Francesco fu senatore di Palermo negli anni 1675-76, 1677-78, 1679-80, 1698-99, 1702-3, 1706-7 e, con privilegio dato a 4 settembre 1709 esecutoriato a 2 aprile 1710, ottenne la concessione del titolo di duca delle Gaffe; un Salvatore fu senatore di Palermo negli anni 1729-30, 1731-32, e la stessa carica in detta città, tenne un altro Francesco duca delle Gaffe nel 1759-60. Questa famiglia è passata varie volte all’ordine di Malta e un Giovanni Antonio, cavaliere di detto ordine, fu commendatore della commenda di Genova.

Arma: d’azzurro, alla torre d’oro, accompagnata da tre teste di cignale di nero.

 

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Grutta (La).

Un Gaspare La Grutta, cavaliere dell’ordine di Alcantara, senatore di Palermo nel 1691-92, con privilegio dato a 13 aprile 1690 esecutoriato a 21 luglio 1696, ottenne la concessione del titolo di principe, che poscia, con lettere del 15 aprile 1697, venne imposto sul feudo di Roccella.

Arma: ?

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Guabernia.

Il Galluppi la vuole originaria di Genova e dice che godette nobiltà in Messina nei secoli XV e XVI.

Arma: d’argento, al leone di rosso, tenente con le zampe del davanti un ramo d’olivo di verde.

 

 

 

 

 

 

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Guadagno (de).

Famiglia feudataria sotto re Federico al dir del Muscia, il quale annota come possessore di alcune terre in Scicli un Niccolò.

Arma: ?

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