Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Guagliardo a Guascone

clicca per ingrandire

Guagliardo o Gagliardo (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

 

Guaiiuso.

Godette nobiltà in Messina, trovando annotato nella mastra nobile del Mollica (lista XVII, anno 1603) un Marco.

Arma: ?

indice

 

Gualbes o Jngalbes (vedi).

 

indice

clicca per ingrandire

Gualdo.

Un Soldano de Gualdo, con privilegio dell’agosto 1229, ottenne dall’imperator Federico conferma del feudo di Buxalca, nel quale gli succedette il figlio Tornabene.

Arma: di rosso, all’elmo d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandireclicca per ingrandire

Gualteri o Gualtieri.

Il Galluppi dice che godette nobiltà in Messina nel sec. XIII. Fu illustrata da quel Giambattista, che, a 5 luglio 1713, ottenne il titolo di duca di Cumia.

Arma: fasciato d’oro e d’azzurro.

Alias: di rosso, a due leoni coronati d’oro, contra-rampanti ad un albero di pino al naturale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

 

Guardia (Della).

Godette nobiltà in Palermo, nella quale città un Lorenzo vestì la toga senatoria nel 1678-79.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Guardiola o Inguardiola (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

 

Guargena.

Godette nobiltà in Messina nel secolo XVI. Nella mastra nobile del Mollica (lista XIV, anno 1600) troviamo annotato un Antonio.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Guarini o Guarino.

Il Villabianca la vuole dello stesso stipite dei duchi di Poggiardo nel Napoletano e parla di un Roberto cavaliere di Malta, 1775. Noi troviamo un Giuseppe Maria, che non sappiamo con qual diritto usasse del titolo di barone, con la carica di proconservatore in Sutera 1730-35.

Arma: d’azzurro, alla banda d’argento, accompagnata in capo da un lambello  a 3 gocce di rosso.

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Guarna.

Antica e nobile famiglia Normanna, dalla quale si vuole sia venuta la famiglia Avarna.

Godette nobiltà in Catania, nella quale città troviamo un Enrico, milite, qualificato cittadino della stessa. Un Riccardo ebbe da re Federico il casale di Callari, nel quale gli succedette il figlio Giovanni, 1312.

Arma: di rosso, alla banda d’oro, caricata da una stella d’azzurro.

 

 

 

 

 

indice

 

Guarneri.

Questa famiglia godette nobiltà in Palermo, nella quale città un Gaspare vestì la toga senatoria nell’anno 1658-59.

Arma: ?

indice

 

Guarnotta.

Un Benedetto, con privilegio del 27 giugno 1668, ottenne la concessione del titolo di barone di Rocca di Giglio.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Guarrera, Guerreri, Guerrero o Gurreri (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Guascone o Guasconi.

Nobile famiglia, che si vuole originaria di Firenze e trapiantata in Sicilia da un Giovanni, che a 4 luglio 1393 venne nominato capitano di giustizia di Milazzo. Godette nobiltà in Messina dal secolo XIV al XVII, in Palermo ed altrove; possedette il titolo di marchese di Villamena, il diritto del grano sui porti e caricatori del regno, ecc. Un Marco Antonio fu senatore di Palermo nel 1608-9, 1614-15 e 1625-26; un Carlo nel 1653-54; un Girolamo fu giudice pretoriano di Palermo nel 1642-43 ed uno dei deputati demaniali nel 1658; un Francesco, a 12 giugno 1659, ottenne dal Senato di Palermo per sé e suoi il privilegio di esser preferito negli impieghi senatorii sì per i grandi servizi da lui prestati e sì perché, a proprie spese, avea preservato la città dal morbo contagioso che avea infestato l’Italia, fu capitan d’armi del regno per la provvista di otto mila salme di frumento; un Francesco, fu barone di S. Anna e luogotenente tesoriere generale e collettore delle regie fiscalie 1679; Giovanni, suo figlio, fu pure luogotenente delle regie fiscalie di Sicilia e barone di S. Anna 1701 e fu padre di Francesco-Saverio, barone di S. Anna e senatore di Palermo nel 1742-43. Chiese questi al sovrano la concessione di un titolo di conte o di marchese ed a 31 ottobre 1759 ottenne parere favorevole dal Protonotaro del Regno; con privilegio dato in luglio esecutoriato a 30 decembre 1778, ottenne il titolo di marchese, che potè imporre sul territorio di Villamena in virtù di lettere patrimoniali del 2 febbraro 1789 e nel quale gli succedette il figlio Giovanni. Costui ottenne investitura del titolo di marchese di Villamena a 15 febbraio 1791 e fu senatore di Palermo nel 1775-76, cavaliere di Malta, ciambellano del Granduca di Toscana, ecc.

Arma: d’azzurro, a tre scaglioni d’oro, il secondo sormontato da una crocetta potenziata dello stesso.

indice