Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Ingalbes a Inveges

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Ingalbes, Galbes o Gualbes.

Originaria di Spagna, passata in Palermo, dove godette nobiltà. Possedette il diritto dei mezzigrani sulle tonnare di Solanto, Arenella, San Giorgio e S. Nicolò. Un Tommaso fu senatore di Palermo nell’anno 1515-16; un Giovan Tommaso tenne la stessa carica nel 1523-24 e tale carica troviamo occupata nell’anno 1534-35 da un Giovan Luigi e nel 1540-41 da un Vincenzo.

Arma: d’argento, alla banda d’azzurro, caricata da nove stelle d’oro.

 

 

 

 

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Ingarsia o Garsia (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ingastone o Gastone (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ingham-Witaker.

Con decreto reale del 26 gennaro 1876 Guglielmo Ingham-Witaker ottenne la concessione del titolo di barone.

Arma: inquartato, al 1° e 4° partito d’argento e d’azzurro allo scaglione merlato alla guelfa accompagnato da tre maglie, il tutto dell’uno nell’altro; al 2° e 3° d’armellino alla fascia di rosso carica di tre conchiglie d’oro.

Cimiero: Cavallo bianco al naturale, passante, collarinato d’azzurro, tenente con la zampa anteriore destra una maglia dello stesso. Motto: SPES ET FIDES.

 

 

 

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Ingo o Inga (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ingrassia.

Questa famiglia possedette il feudo di Pojura e fu illustrata da un Filippo, che coprì la carica di protomedico del regno di Sicilia.

Arma: d’argento, al pino sradicato al naturale e la fascia di rosso, caricata da due stelle d’oro attraversante sul tutto.

 

 

 

 

 

 

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Ingrassotta.

Un Giuseppe-Maria, da Ragusa, con privilegio del 16 novembre 1768 ottenne il titolo di barone di S. Germano.

Arma: ?

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Inguaggiato.

Antica famiglia di Petralia Sottana. Un Giovan Pietro Lo Inguaggiato con privilegio del 9 giugno 1655 fu decorato del titolo di barone di Polizzello, che si conservava ancora nella sua famiglia all’abolizione della feudalità. Un barone Francesco-Antonio fu proconservatore in Petralia Sottana dal 1796 al 1810. Possedette pure questa famiglia le baronie di Ciampanello, di Gibiso, ed il titolo di marchese di Solazzo. Il titolo di barone del Gibiso è stato riconosciuto con decreto ministeriale del 18 settembre 1901 in persona di Giovanni Inguaggiato (di Croce, di Giovanni) padre di unica figlia a nome Angela; il titolo di marchese di Solazzo spetta oggi al signor Giovanni Inguaggiato (di Andrea, di Giovanni) che con tale titolo venne inscritto nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana.

Arma: d’azzurro, a due braccia affrontate, moventi dai lembi dello scudo, quello di destra vestito di verde, quello di sinistra vestito di rosso; con le mani di carnagione, la prima tenente un anello d’oro in atto d’infilzarlo nella seconda; il tutto sormontato da tre stelle di otto raggi d’oro, ordinate in fascia.

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Inguantes, Inguanti o Linguanti (vedi).

 

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Inguardiola o Guardiola.

Nobile famiglia di Piazza che possedette i feudi di Ganigazzeni, Pirrera, Ursitto, ecc. Un Andrea fu tesoriere generale del regno di Sicilia nel 1409; un Carlo fu capitano di giustizia di Piazza nel 1645-46.

Arma: di verde, con un castello ad una torre merlata d’argento, chiuso di nero, dalla cui sommità alzasi una bandiera scaccheggiata d’argento e di nero, con una croce di S. Andrea del primo svolazzante a destra.

 

 

 

 

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Insigner o Signer (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Interrainero.

Nobile famiglia di Noto possedette il feudo di Camemi e Camimello.

Arma: ?

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Intrigliolo.

Pare che sia d’origine catalana. Nel 1400 un Pietro, cameriere regio, abitava in Catania. Un Nicolò fu giudice della Gran Corte Civile del Regno negli anni 1593-94-95 e fu insigne feudista.

Arma: d’azzurro, al giglio d’oro.

Cimiero: una grù di nero con la sua vigilanza al naturale.

Divisa: VIGILAT NEC FATISCIT.

 

 

 

 

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Inveges.

Antica e nobile famiglia, che si vuole d’origine catalana, passata in Sicilia, dove godette nobiltà in Palermo ed in Sciacca e possedette le baronie di Calamonaci, di Rambingallo, del ponte marittimo di Sciacca, il titolo di duca di S. Gregorio, ecc. Un Giovanni tenne l’eccelsa carica di pretore di Palermo negli anni 1406-7 e 1421-22; un Girolamo fu procuratore dei poveri, 1525; un Amato fu giurato di Sciacca nel 1701-1702; un Francesco Inveges e Osorio, primo barone del ponte marittimo di Sciacca in sua famiglia, fu proconservatore in Sciacca 1734; un Giuseppe, barone di Rambigallo, con privilegio dato a 9 settembre esecutoriato a 30 novembre 1800 ottenne approvazione della compra del titolo di duca di S. Gregorio del Burgo; un Corrado fu aggiunto senatore di Palermo, 1830.

Arma: di rosso, a quattro burelle d’oro.

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