Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Jacona a Jurato

 

Jacona (La) o Iacona.

 Questa famiglia possedette i feudi di Boscopiano, Fegotto, Mazzaronelli, Lo Monaco, Luppinaro, S. Giorgio, Lo Cucco, Randè o Cardonetto, ecc. Un Enrico fu giurato di Siracusa nel 1405-6; un Girolamo tenne la stessa carica nel 1410-11; un barone Giuseppe fu proconservatore in Niscemi nel 1758; un Domenico con privilegio dell’8 febbraro 1778 ottenne il titolo di barone di Spataro; un Giuseppe La Iacona e Marini fu proconservatore in Niscemi dal 1776 al 1793 e per la sua morte tenne detta carica il figlio barone Salvatore Iacona e Fischetti; un barone Antonio fu proconservatore in Mazzarino 1792-98.

Arma: ?

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Jaen o Iaen.

Questa famiglia possedette il feudo di Fiumesalato, che per una Violante, figlia di Vincenzo e moglie di Lancellotto Galletti, passò nella famiglia di quest’ultimo (1557).

Arma: ?

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Jaluna o Ialuna.

Questa famiglia possedette la metà del feudo di Carioto, acquistata da un Celidonio nel 1627.

Arma: ?

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Jannò o Iannò.

Illustrata da quell’Onofrio Iannò-Ernandes-Arias, che, con privilegio dato a 7 marzo esecutoriato a 18 luglio 1751, venne decorato per sé e suoi del titolo di marchese. Fu padre di Rosaria, la quale andò in moglie al conte Venceslao-Carlo Ladron.

Arma: ?

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Javante o Giavante (vedi).

 

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Jelo.

Nobile famiglia di Lentini, della quale, tra gli altri, notiamo un Giovanni-Mario, che tenne la carica di patrizio in detta città nel 1753-54; un Pasquale che tenne la carica di proconservatore 1758; un Giuseppe-Antonio, che fu giurato nobile nel 1783-84, patrizio nel 1787-88, nuovamente giurato nobile nel 1805-6 e nuovamente patrizio nel 1809-10; un altro Pasquale, che fu senatore nobile nel 1807-8 e patrizio nel 1810-11.

Arma: ?

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Jezzo.

Il Galluppi dice che questa famiglia godette nobiltà in Messina nel secolo XVII.

Arma: ?

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Joppolo o Ioppolo.

La si vuole d’origine greca e portata in Sicilia da un Antonio, vissuto nei primi anni del secolo XV. Godette nobiltà in Palermo e in Messina; possedette i principati di S. Antonino, S. Domenica e S. Elia; i ducati di S.  Antonino  o San Biagio, di Cesarò e di Sinagra; la contea di Naso; le baronie di Capo d’Orlando, Cavarretto, Cianciana, Fontanamurata, Gialdoneri e Mandrile, Ragattano, Solanto, ecc. Un Girolamo acquistò la terra di Naso con il titolo di conte, il feudo chiamato Fegogrande col molino detto molino vecchio e il castello la tonnara e marina di Capo d’Orlando e ne fu investito a 8 agosto 1595, fu tra i fondatori dell’ordine militare della Stella e, per la moglie Laura-Fiordiligi Ventimiglia, fu barone di Sinagra; un Blasco fu giudice pretoriano di Palermo nel 1612-13, del tribunale della Gran Corte nel 1625; un Tommaso, dottore in leggi, fu maestro segreto del regno 1628; un Girolamo Ioppolo e Ventimiglia, barone di Sinagra, con privilegio dato a 16 settembre 1654 esecutoriato a 20 novembre 1655, ottenne il titolo di duca di Sinagra; un Diego, figlio del precedente, duca di Sinagra, ecc. fu cavaliere dell’ordine di San Giacomo della Spada; un altro Diego, con  privilegio dato a 1 aprile esecutoriato a 20 ottobre 1659 ottenne la concessione del titolo di duca di S. Antonino, fu presidente del tribunale del Real Patrimonio, luogotenente del maestro giustiziere del regno, reggente nel consiglio d’Italia, ecc; un Giovanni Antonio, con privilegio del 7 settembre 1665, ottenne il titolo di barone di Ciancimino e S. Rosalia; un Giovanni Ioppolo e Ventimiglia, con privilegio del 15 settembre 1665, ottenne il titolo di barone di S. Filippo; e con privilegio dato a 26 settembre 1685 esecutoriato a 30 ottobre 1686 ottenne il titolo di principe di S. Domenica; un Giuseppe Antonino, fu capitano di giustizia di Palermo nell’anno 1671, pretore della stessa città nel 1690-91, con privilegio dato a 27 aprile esecutoriato a 26 giugno 1687 ottenne il titolo di principe di S. Antonino, fu maestro razionale del tribunale del real Patrimonio, ecc.; un Antonino fu giudice pretoriano di Palermo nel 1677-78, avvocato fiscale del tribunale del Real Patrimonio 1685; un Giovanni Antonio fu presidente del tribunale del Real Patrimonio, reggente del Supremo Consiglio d’Italia, vicario generale in Messina e, con privilegio dato a 10 agosto esecutoriato a 1 ottobre 1693, ottenne il titolo di duca di Cesarò dell’isola; un Marco-Antonio, barone di Solanto, con privilegio dato a 25 agosto esecutoriato a 12 ottobre 1693, ottenne il titolo di principe di S. Elia; un Ludovico Ioppolo e Spatafora, duca di San Biagio a 24 agosto 1727 venne creato Grande di Spagna; un Diego Ioppolo e Ventimiglia fu console del Commercio in Palermo nel 1746, senatore della stessa città negli anni 1749-50, 1756-57, governatore del Monte di Pietà nel 1761, ecc.; un Antonino Ioppolo e Ventimiglia fu proconservatore in Sinagra sin dal 1761 e tale carica vediamo tenuta dal 1797 sino al 1810 da un Cono Ioppolo e Ventimiglia.

Arma: d’azzurro, a due bande d’oro, abbassate sotto la fascia in divisa, accompagnata da cinque stelle, 1, 2 e 2; la divisa sostenente un drago passante sinistrato da un giglio, il tutto dello stesso.

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Josa o Iosa.

Questa famiglia possedette il feudo di Camastra, che da una Macalda fu portato in casa Palagonia.

Arma: inquartato in decusse d’argento e d’azzurro.

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Jraci o Geraci (vedi).

 

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Judicelli o Iudicelli.

Questa famiglia fu nobile in Vizzini. Un Vincenzo ed un Giacomo, che già avea esercitato le cariche di capitano di giustizia e di giu-rato di detta città, sono nel 1731 tra i concorrenti agli uffici nobili di detta città.

Arma: ?

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Juncta o Giunta (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Jurato, Iurato o Giurato (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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