Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Lauria a Leni

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Lauria o Loria (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lauro.

La si vuole originaria di Calabria e godette nobiltà in Messina nel sec. XVI. Un Francesco, dottore in leggi, con privilegio del 6 gennaio 1655 ottenne il titolo di barone di S. Cecilia, e fu proconservatore in Sambuca.

Arma: d’oro, all’alberto d’alloro sradicato di verde.

 

 

 

 

 

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Lavaggi.

Pare che il primo a portar questa famiglia in Sicilia, e precisamente in Palermo, sia stato un Giovan-Giorgio Lavaggi, nobile genovese, circa l’anno 1400. Giovan Battista, nipote del precedente, fu regio milite e vessillifero di Re Alfonso, come  si  scorge  da  un  privilegio del 1456 con il quale fu nominato capitan d’armi di Marsala, Mazzara, ecc. Un Agostino possedette l’annua rendita di onze 37 feudali sulla secrezia di Palermo, egli stesso fu giudice pretoriano di Palermo nel 1597-98 e della Gran Corte nel 1617-18; un Niccolò fu giudice pretoriano di Palermo negli anni 1616-17, 1629-30; un Onorato a 6 maggio 1652 ottenne investitura del feudo di Buxalca; un Ottavio fu capitano di giustizia di Augusta nel 1742-43, sposò Rosaria-Caterina dei baroni Santangelo e fu padre di Gabriello, giudice pretoriano di Palermo nel 1779-80 e del tribunale del Concistoro negli anni 1793-94-95, di Orazio, sposo di Veronica Marchese figlia del conte Francesco e di Agostino. Tutti e tre furono ascritti alla mastra nobile di Augusta ed ottennero a 30 settembre 1769 ampio attestato di nobiltà del Senato di Palermo. Ferdinando Lavaggi e Marchese, di Orazio e di Veronica Marchese, fu capitano di Augusta nel 1812-13. Con Decreto Ministeriale del 12 aprile 1909 fu riconosciuto a favore di Gabriele Lavaggi il titolo di conte, trasmessibile ai discendenti maschi da maschi in linea e per ordine di primogenitura.

Arma: troncato; nel 1° d’azzurro, al leone passante d’oro, coronato del medesimo; nel 2° d’oro, a tre legni verdi nodosi posti in fascia di rosso, attraversanti sulla partizione.

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Lavagna.

Nobile famiglia di Messina. Un Ignazio è iscritto alla mastra nobile di detta città dell’anno 1798-1807.

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La Valle vedi Valle (La).

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La Via vedi Via (La).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lazzara o Lazzari.

Nobile famiglia, che il Galluppi vuole originaria di Castelnuovo di Scrivia, passata prima in Genova, poi, per un Giovan Battista, in Messina, dove venne aggregata alla nobiltà nel 1584. Noi crediamo che abbia invece fatto o due passaggi in Sicilia o sia andata prima in Catania e Marsala e poi a Messina. Un Simone fu notaro del Porto della città di Catania; un Andrea, fu giudice di Marsala nel 1492; un Giulio tenne la carica di giurato in detta città nel 1525 e fu padre di Mario, che passò in Trapani dove fu senatore negli anni 1564-65-66; un Giuseppe fu prefetto di Trapani; un Mario, con privilegio dato in Madrid a 14 aprile esecutoriato a 20 luglio 1567, ottenne il titolo di nobile col Don; un Cesare fu giudice pretoriano di Palermo nel 1597-98; un Michele lo troviamo ascritto alla mastra nobile del Mollica; ed un Tommaso fu ascritto pure alla detta mastra nobile; un Antonino fu giudice della Gran Corte negli anni 1657-58-59; un Placido fu cavaliere di Malta e senatore di Palermo negli anni 1699-700-701-2; un Lorenzo fu giurato nobile di Messina nell’anno 1746-47; un Giuseppe, barone di Fiumefreddo, fu rettore nobile delle Verginelle di Messina nell’anno 1767-68. Questa famiglia passò all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia sin dal 1581 e nell’anno 1682 passò in persona di Antonino Lazzari-Gotho-Cocchiglia e Spadafora.

Arma: troncato: il 1° d’oro, all’aquila spiegata e coronata di nero; nel 2° d’oro a tre bande di rosso.

Alias: d’azzurro a tre fasce ondate d’argento, col capo del primo sostenuto da una riga d’oro, con tre stelle dello stesso.

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Leante o Leanti.

Antica e nobile famiglia di Noto. Un Simone fu maestro portulano di detta città nel 1375; un Pino fu acatapano nel 1406; un Giovanni regio notaro dell’ufficio di Portulano nel 1413; un Niccolò, figlio di Pino, fu capitano di giustizia nell’anno 1466 e barone di Carcicera nel 1479 come marito di Eleonora Landolina; un Antonino, altro figlio di Pino, passò in Siracusa, e fu giurato di detta città nel 1466-67. é degno di menzione l’abate Arcangelo Leanti, storico e poeta.

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Le Chiavi vedi Chiavi (Le).

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Leggio.

Un Mario, con privilegio del 2 giugno 1692, ottenne il titolo di barone di San Silvestro.

Arma: d’azzurro, alla fiamma d’oro e di rosso, movente dalla punta, accompagnata nel capo da tre stelle d’oro, allineate in fascia.

 

 

 

 

 

 

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Lello.

Un Michele, con privilegio del 19 luglio 1707, venne decorato del titolo di barone di Campobiondo.

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Lemogiis o Limogiis (vedi).

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Le Moli vedi Moli (Le).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Leni.

Antica famiglia di Vittoria, della quale notiamo un Carlo, decorato, con privilegio del 24 luglio 1692, del titolo di barone di Spatafora, con il quale titolo vediamo oggi iscritto nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana, il signor Francesco Leni (di Gaetano, di Francesco).

Arma: partito: nel 1° d’azzurro, alla mezza luna d’argento; nel 2° d’azzurro, al leone coronato d’oro.

 

 

 

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