Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Medico a Mendoza

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Medico (de).

Nobile famiglia di Sciacca, che pare dello stesso stipite della precedente. Un Antonio, con privilegio del 4 gennaio 1425, ottenne conferma del diritto del grano sopra ogni salma di vettovaglie da estrarsi dal porto di detta città; un Giovanni de Medico fu luogotenente e maestro notaro nell’ufficio di Protonotaro del regno nel 1460; un Arrigo fu giudice della Gran Corte nel 1549-50; un Ettore e la sorella Giovanna, con privilegio dato a 18 maggio esecutoriato a 26 agosto 1572, ottennero la concessione del titolo di nobile col Don. Un Mario, come marito di Sigismonda Marengo, possedette il feudo di Callisi.

Arma: di rosso, al castello a tre torri d’argento.

Alias: di rosso, alla croce d’oro piantato sopra un monte, movente dalla punta, carica di nove merlotti e di una stella, sei in fascia, tre e la stella sotto in palo; il tutto dello stesso.

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Medico (Lo).

Non ha nulla che vedere con le famiglie precedenti. Un Gioacchino possedette onze 401 di censi feudali sullo stato di S. Cataldo, delle quali ottenne investitura a 28 novembre 1811; ed egli stesso fu proconservatore in San Cataldo negli anni 1788-89, 1793, 1798, 1800.

 

 

 

 

 

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Medina.

La si vuole d’origine spagnuola, nobile in Messina nel secolo XVI ed in Palermo. Un Tommaso fu giudice della corte straticoziale di Messina nel 1541-42; un Antonello, da Messina, fu regio algozirio nel 1548; un Bartolomeo fu maestro di campo e castellano del castellammare di Palermo; un Mario fu senatore di Catania nel 1691-92; un Antonio fu tenente di cavalleria nel 1707; altro Antonio fu uffiziale maggiore della reale segreteria di Sicilia, carica occupata dal figlio Salvatore nel 1777, il quale ultimo a 8 ottobre 1777 ottenne ampio attestato di nobiltà dal senato di Palermo.

Arma: d’azzurro, al giglio d’oro, accompagnato nel capo da due stelle di otto raggi dello stesso.

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Medrano (de).

Originaria di Spagna, godette nobiltà in Palermo. Un Francesco fu senatore di Palermo negli anni 1641-42 e 1646-47; un Diego fu giurato di Messina nell’anno 1684-85; un Ferdinando de Medrano y Soiola fu capitano di giustizia di Taormina nel 1694-95, di S. Lucia nel 1695-96 e di Lipari nel 1701; un Lorenzo giurato di Messina nell’anno 1708-9.

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Mego o Meo.

Un Giovanni Antonio acquistò da Giuseppe Arezzo la baronia di Cardinale, che trasmise al figlio Antonio, cavaliere di Malta sul finire del secolo XVI.

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Meiis.

Questa famiglia è originaria di Spagna, godette nobiltà in Messina nel secolo XVI. Nella Mastra nobile del Mollica troviamo ascritto un messer Francesco (lista III, anno 1589).

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 Melazzo o Milazzo.

Godette nobiltà in Messina,  in Caltagirone e in Pa-
lermo. Un Antonio fu giurato di Caltagirone negli anni 1477-78, 1488-89, 1492-93; un Niccolò fu giurato di Caltagirone nel 1500-501; un Giacomo fu senatore di Palermo nel 1500-1501, 1504-5; un Giovanni fu giurato di Caltagirone nel 1508-9; un Onofrio, dottore in leggi, da Palermo, con privilegio del 20 dicembre 1765 ottenne il titolo di barone di San Giorgio e comprò nel 1772 l’ufficio di regio percettore del Val di Noto. Non sappiamo se sia appartenuto a questa stessa famiglia quell’Antonino Milazzo, da Adernò, alfiere della milizia di cavalli, della sergenzia del terzo di S. Filippo, che, con privilegio nel 16 gennaio 1621, ottenne per sé e suoi il titolo di Don.

Arma: d’azzurro, alla torre merlata di tre pezzi d’oro, aperta e finestrata di nero, posta sulla campagna al naturale, sinistrata da un leone del secondo contro-rampante e sei stelle ad otto raggi dello stesso ordinate in fascia nel capo 4 e 2.

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Melfi.

Incontriamo questa famiglia in Chiaramonte Gulfi e in Scicli. Un Francesco, regio luogotenente nell’ufficio del maestro secreto, con privilegio del 26 aprile 1572 ottenne il titolo di regio cavaliere e fu proconservatore in Scicli nel 1588; un Nicolò tenne la detta carica di proconservatore in detta città nel 1575, 1586; un Corrado la tenne in Chiaramonte nel 1735; un Corrado, di Bonaventura, di Francesco, nato in Chiaramonte Gulfi a 16 gennaio 1850, con decreto ministeriale del 19 ottobre 1900 ottenne riconoscimento del titolo di barone di S. Maria.

Arma: partito: il 1° d’azzurro alla fascia accompagnata, in capo da tre stelle, in punta da un gambero posto in fascia, il tutto d’oro; nel 2° di rosso, alla fascia abbassata sostenente un agnello pasquale, col capo rivoltato, la croce a stile banderuolata d’azzurro ed accompagnata in punta da due stelle, ordinate in fascia, il tutto d’argento.

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Meli.

Un Antonino fu giudice pretoriano di Palermo nel 1759; un Benedetto tenne la stessa carica nel 1770-71, e quella di giudice del Concistoro nel 1793-94-95; un Francesco-Maria, da Terranova, con privilegio del 28 ottobre 1769, ottenne il titolo di barone di San Francesco di Paola; un Giacomo fu giudice della Gran Corte Criminale nell’anno 1790; un barone Giuseppe Meli e Artale fu proconservatore in Bronte nell’anno 1810.

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Melingi.

Famiglia di Mineo; possedette i feudi Nixima e Montagna, che un Francesco acquistò da potere di Stefano Bellissima, ottenendone investitura a 8 maggio 1624.

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Mendese, Mindese o Minneci.

Il Palizzolo, copiando il Mugnos, dà a questa famiglia origine portoghese, la dice portata in Sicilia da un Giovanni e parla di un Pietro barone di Antimini e di un Michele barone delli Cuci nel 1500.

Noi non abbiamo trovato alcun documento che possa servire di conferma alle notizie del Mugnos.

Arma: d’azzurro, sparso di mezzelune montanti d’oro.

 

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Mendola.

Un Andrea, da Favara, acquistò la baronia di Fontana degli Angeli, della quale ottenne investitura a 26 ottobre 1812.

Arma: d’azzurro, all’albero di mandorla fruttifero al naturale, sinistrato da un cane d’argento legato con la testa rivoltata e rampante, sormontato nel cantone sinistro dello scudo da una cometa d’oro.

 

 

 

 

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Mendolia (La).

Il Galluppi la vuole originaria di S. Lucia del Mela e dice che godette nobiltà in Messina nel secolo XVII.

Un Andrea fu giudice in detta città nell’anno 1725-26; un Francesco, dottore in leggi, che non sappiamo se sia appartenuto a questa stessa famiglia, fu giudice delle primarie appellazioni in Palermo nel 1722.

Arma: d’argento, a due gemelle di rosso, poste in fascia.

 

 

 

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Mendoza (de).

Originaria di Spagna. Un Francesco fu uno degli otto capitan d’armi a guerra del regno di Sicilia nel 1547; un Bernardino fu capitan generale delle galere di Spagna nel 1548; un Giovanni de Mendoza fu strategoto di Messina nel 1559-60; un Pietro fu capitano di giustizia di Salemi negli anni 1593-94, 1596-97; un Giorgio Mendoza ed Aragona fu strategoto di Messina nel 1610-11; un Antonino, tenente generale delle galere del regno di Sicilia, con privilegio dato a 14 settembre 1653 esecutoriato a 19 gennaio 1654, ottenne il titolo di marchese di Miraelrio; un Ignazio Mendoza Sandoval e Cavallaro fu marchese di Cavallaro per investitura del 30 aprile 1728.

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