Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Nocilla Nuhera (de)

 

Nocilla.

Godette nobiltà in Messina. Un Nicolò tenne la carica di giudice straticoziale di detta città negli anni 1547-48, 1551-52, e fu giudice del tribunale del Concistoro nel 1571.

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Notarbartolo.

Senza discutere sulle origini attribuite a questa famiglia, non è dubbio che essa sia una delle antiche e nobili di Sicilia, fiorendo principalmente in Polizzi e poi in Palermo. Possedette i principati di Castelreale e di  Sciara; la ducea di Villarosa; i marchesati di Bonfornello, Miraelrio, San Giovanni; la contea di Priolo; le baronie Bombinetto, Buccheri, Carcaci, Colla, Gasba, Landro, Magabeci e Manca di Magaudo Manchi di Belice, Milici, Priolo, Sichechi, Tuzia, Vallelunga, Villanova, ecc. ecc. Un Pietro fu regio segretario sotto Federico II e a 10 aprile 1299 ottenne la castellania di Polizzi ; un Filippo a 12 luglio 1406 ottenne conferma del feudo Casal di Pietra; un Giovanni, barone di Villanova, fu vicario generale per la Val Demone nell’anno 1555; un Giuseppe, barone di Villanova, tenne la stessa carica per la Val di Mazzara nell’anno 1570; un Vincenzo Notarbartolo e Farfuglia, barone della Pietra, nel 1583 era proconservatore in Castrogiovanni; un Girolamo fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1587, della Tavola nel 1588 e senatore di Palermo nel 1587; un Francesco fu governatore del Monte nel 1597 e 1598, senatore di Palermo nel 1598, governatore della Tavola di detta città negli anni 1604 e 1612; un Ugo, cavaliere gerosolimitano, fu senatore di Palermo negli anni 1607, 1612, 1638-39, 1644-45, governatore del Monte di Pietà negli anni 1602-3, 1607 e capitano di giustizia della stessa città nel 1608-9; un Filippo, con privilegio dato a 17 novembre 1671 esecutoriato a 16 febbraro 1672, ottenne la concessione del titolo di principe di Sciara; un Ugo, barone di Carcaci, fu senatore di Palermo nel 1696-97; un Mariano, barone di Sichechi, fu capitano di giustizia in Polizzi nel 1698-99 e giurato nel 1701-2; un Pietro fu colonnello negli eserciti di Spagna e governatore di Marsala; un Ugo, dei baroni di Bombinetto, fu primo marchese di Bonfornello in casa Notarbartolo nel 1716; un Giovanni fu giurato di Polizzi nel 1746-47; un Ugo, barone di Carcaci e marchese di Bonfornello, fu capitano dei granatieri nel reggimento Real Farnese nel 1744; un Francesco, barone di Sant’Anna, di Bombinetto, ecc. sposò Angela Zati e Denti e fu primo duca di Villarosa in sua famiglia, fu deputato del Regno negli anni 1728, 1741, 1746, 1748, fu maestro portulano di Sicilia nel 1743, maestro di Zecca, consigliere del supremo magistrato del Commercio, maestro razionale del tribunale del Real Patrimonio nel 1747; un Giovanni Antonio, barone di Sichechi, fu capitano di giustizia in Polizzi; un Placido, duca di Villarosa, fu governatore del Monte di Pietà  di Palermo nel 1756-57,  maestro di zecca, consigliere del supremo magistrato del Commercio, maestro portulano, cavaliere dell’ordine di Malta, capitano di giustizia in Palermo nel 1773 e primo barone di Landro in sua famiglia; un Giovanni Notarbartolo e Sarzana fu il primo marchese di Miraelrio in sua famiglia e tenne la carica di amministratore generale del regio appalto del tabacco del regno di Sicilia e delle isole adiacenti nel 1772; un Mariano fu capitano di giustizia in Polizzi nel 1786-87; un Francesco, duca di Villarosa fu cavaliere dell’ordine di Malta, consigliere del supremo magistrato del Commercio, senatore di Palermo nel 1786, 1799; un Francesco Paolo Notarbartolo e Pilo, principe di Sciara, fu gentiluomo di camera e primo principe di Castelreale e marchese di San Giovanni in sua famiglia, cavallerizzo di re Ferdinando I di Borbone e cavaliere dell’ordine di San Gennaro; un Placido, duca di Villarosa e conte del Priolo, fu senatore di Palermo, deputato del Regno, gentiluomo di camera di re Ferdinando IV, e con real diploma del 22-23 febbraio 1810 ottenne la carica di maestro razionale di cappa corta del tribunale del Real Patrimonio; un Leopoldo, dei principi di Sciara, fu cavaliere dell’ordine di Malta, maggiordomo di settimana e senatore di Palermo nel 1835; un Francesco Paolo Notarbartolo e Vanni, principe di Sciara, fu gentiluomo di camera di re Francesco II di Borbone, cavaliere degli ordini di Malta e di S. Gennaro; un Giovanni Notarbartolo e Ballesteros fu maggiordomo di settimana, cavaliere dell’ordine costantiniano, intendente della Valle di Caltanissetta nel 1857, consigliere della Corte dei Conti, ecc.

Oggi i due rami nei quali questa famiglia è divisa: quello dei principi di Sciara e quello dei duchi di Villarosasono rappresentati, il primo dal signor Filippo Notarbartolo e Pignatelli, di Giovanni Antonio, di Filippo, riconosciuto con decreto ministeriale del 6 maggio 1900 nei titoli di principe di Sciara, principe di Castelreale e marchese di San Giovanni; e il secondo dal signor Pietro Notarbartolo e Lucchese Palli, iscritto nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana con i titoli di principe di Furnari, duca di Villarosa, barone di Bombinetto, barone di Gasba, signore di Carciulla, signore di San Giacomo, signore di Magabeci e Manca di Magaudo.

Arma: d’azzurro, al leone coronato accompagnato da sette stelle di sei raggi il tutto d’oro; le stelle disposte tre per parte, in palo, ed una in punta.

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Novanteri o Navanteri (vedi).

 

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Novello.

Si vuole portata in Sicilia da un Claudio, che si dice provveditore del Real Palazzo sotto Federico II. Godette nobiltà in Polizzi.

Arma: d’argento, a due bande di rosso.

 

 

 

 

 

 

 

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Nuccio.

Questa famiglia la troviamo in Mazzara, in Salemi ed in Marsala. Nella prima città notiamo un Vincenzo, con la carica di capitano nel 1538; nella seconda un Giovanni, che possedette l’ufficio di notaro delle Corti capitaniali di Trapani, Corleone e Salemi; un altro Vincenzo con la carica di giurato negli anni 1559-60 e 1580-81 ed un Antonino con quella di capitano nel 1594-95; nell’ultima, infine, notiamo un Giovanni, aiutante maggiore nelle nuove milizie dell’artiglieria, che nel 1759 fa parte della nobiltà di Marsala ed un Mario, che tenne la carica di capitano di giustizia di detta città nell’anno1793-94.

Arma: d’oro, al giglio di rosso.

 

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Nuhera (de).

Un capitano Matteo fu castellano di Catania nell’anno 1628.

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