Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Oneto a Ottolini

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Oneto.

La si vuole d’origine genovese; possedette, in Sicilia, i principati di San Bartolomeo e di San Lorenzo, le ducee di Sperlinga e di San Gregorio, il marchesato di San Nicolò Laurateo, la viscontea di Francavilla, le baronie di Carrubba, Cicera, Ragalmallina, Vaccarizzo, S. Venera, Vescara, ecc.. Un Domenico, duca di Sperlinga. Fu governatore della nobile compagnia dei Bianchi in Palermo nel 1685; un Giovan Domenico fu senatore di Palermo negli anni 1709-10, 1718-19-20; un Giovan Stefano, duca di Sperlinga, fu capitano di giustizia di Palermo nel 1733-34; un Mariano, marchese di San Nicolò Laurateo, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1733-34; un Giambattista, principe di S. Lorenzo, tenne la carica di capitano di giustizia nell’anno 1745-46; un Tommaso Oneto e Ruffo, principe di S. Lorenzo per investitura dell’8 giugno 1765, fu governatore della nobile compagnia dei Bianchi in Palermo  nell’anno 1753-54 e senatore di Palermo nel 1783-84 e governatore del Monte di Pietà nel 1790; un Giuseppe Oneto e Monreale, marchese di San Nicolò, fu senatore di Palermo nel 1779-80 e governatore del Monte di Pietà nel 1784.

Arma: troncato: d’oro e d’azzurro, all’albero di ona sradicato fogliato di verde sull’oro e fustato d’oro accostato da due leoni contra-rampanti dello stesso.

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Onofrio (d’).

Troviamo questa famiglia in Palermo ed in Calascibetta. Un Matteo fu governatore della Tavola di Palermo nel 1624; un Giovanni dottore in leggi, fu giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1672-73 e della Gran Corte del Regno nel 1670-71; un Gesualdo d’Onofrio e Grimaldi possedette i feudi di Mancipa, Passarello ed Artesina per investitura del 21 aprile 1782(2)e fu capitano di Calascibetta nel 1786-87; un Antonino d’Onofrio e Grimaldi, qualificato, non sappiamo con qual diritto, marchese di Villadoro, ottenne, con privilegio dato a 20 dicembre 1798 esecutoriato a 27 febbraio 1799, la concessione dei feudi di cui sopra, dei quali otteneva investitura a 8 ottobre 1804 e fu giurato di Calascibetta nell’anno 1812-13.

Arma: di rosso, all’aquila spiegata e coronata d’argento.

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Opezzinga.

Nobile famiglia che si vuole originaria da Pisa, dello stesso stipite dei Cadolinghi, passata nel secolo XIV in Sicilia, dove godette nobiltà in Messina e in Palermo. Possedette la contea di Villalta, le baronie di Palazzo Adriano, Sciaccati, ecc. Un Rinaldo fu pretore di Palermo nell’anno 1334-35; un Roberto tenne la stessa carica nel 1366-67, ed un altro Rinaldo negli anni 1368-69, 1393-94; un Gerardo fu strategoto di Messina nel 1371; un Federico, da Messina, fu inviato da re Martino ambasciatore a re Ladislao, egli stesso fu maestro notaro e luogotenente nell’ufficio del Protonotaro del regno di Sicilia e luogotenente del maestro secreto del regno nell’anno 1409; un Obizzo fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1541; un Girolamo fu senatore di Palermo nell’anno 1550-51 e tale carica tenne un Ottavio negli anni 1576-77, 1581-82 e 1584-85; un Simone ed un Giuseppe sono ascritti in Messina nella mastra nobile del Mollica; un Papirio, barone di Palazzo, fu senatore di Palermo nell’anno 1592-93 e capitano di giustizia della stessa città nell’anno 1593-94; un Pietro fu senatore di Palermo negli anni 1574-75, 1579-80 e forse era egli stesso quel Pietro, che tenne detta carica negli anni 1603-4, 1611-12, e 1616-17-18; e che fu barone del Grano sul caricatore di Castellammare del Golfo; un Vincenzo fu senatore in Palermo negli anni 1573-74, 1577-78, 1598-99 e 1601-2 e forse fu egli stesso quel Vincenzo, che tenne la carica di capitano di giustizia di detta città nell’anno 1583-84 e quella di pretore nel 1605-6; un Francesco Maria fu primo conte di Villalta in sua famiglia per investitura del 20 febbraro 1702; un Pietro, conte di Villalta, fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nell’anno 1715-16; un Giuseppe, conte di Villalta, fu maresciallo d’alloggio delle reali guardie del corpo di re Vittorio Amedeo II di Savoia; un altro Ottavio, conte di Villalta, tenne la carica di senatore di Palermo negli anni 1738-39, 1745-46, 1755-56, 1758-59 e quella di governatore del Monte di Pietà nell’anno 1734-35, ed egli stesso, insieme con i fratelli Giuseppe e Nicolò, a 20 aprile 1744 ottenne attestato di nobiltà dal Senato di Palermo.

Arma: d’oro, all’aquila di nero.

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Orbistondo.

Questa famiglia godette nobiltà in Palermo nel secolo XVIII, trovando un Pietro, con la toga senatoria negli anni 1740-41-42-43 e 1745-46.

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Orefice, Aurefice o Lorefice (vedi).

 

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Orfeo.

Si vuole originaria di Pisa e nobile in Randazzo.

è passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia.

Arma: d’oro, alla rapa di rosso fustata e fogliata di verde.

 

 

 

 

 

 

 

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Orgemont.

Il Galluppi la vuole originaria di Francia, feudataria in Sicilia (?) e nobile in Messina nel secolo XVIII.

Arma: d’azzurro, a tre spighe d’orzo d’oro.

 

 

 

 

 

 

 

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Orioles.

Nobile famiglia originaria di Spagna, passata in Sicilia sotto gli Aragonesi. Possedette i principati di Castelforte e di Roccapalumba, la contea di Bastiglia, le baronie di Cabica, di Campobianco, di Comiso o Fontanafred-da, di Baglia, Xiari e Collabascia, di Comitini e Pietra di Caltasudeni, di Luchito, di Raccuia, di S. Pietro sopra Patti, la tonnara di S. Giorgio, ecc.

Un Berengario, barone di S. Piero sopra Patti, fu stratigò di Messina nel 1403, ed egli stesso è annotato dal Muscia come possessore sotto i Martini delle terre e castelli di S. Pietro, Raccuia, Martini, ecc.; un Giuseppe, barone di Fontanafredda, con privilegio dato a 19 giugno 1574 esecutoriato a 2 febbraio 1576 ottenne il titolo di nobile col Don; un Pietro fu senatore di Palermo nell’anno 1573-74 e capitano di giustizia della stessa città nel 1582-83; un Giovan Battista, barone di Fontanafredda, fu senatore di Palermo negli anni 1580-81; altro Giovan Battista tenne la stessa carica nel 1595-96, ed egli stesso fu investito nel 1600 della detta baronia di Comiso e Fontanafredda, fu senatore di Palermo negli anni 1600-1601, 1603-4 e fu ministro della nobile compagnia della Carità in Palermo nel 1604; un Gaspare, barone di Fontanafredda, fu cavaliere dell’Alcantara, senatore di Palermo nel 1612-13 e, con privilegio dato a 20 gennaro esecutoriato a 8 aprile 1625, ottenne il titolo di conte di Bastiglia; un Ottavio fu senatore di Palermo negli anni 1626-27, 1634-35, 1637-38-39 e un Francesco nel 1655. Oggi il signor Gaetano d’Orioles e Parisi, per la moglie Caterina Cacioppo unica figlia di Federico barone d’Antalbo, porta il detto titolo di barone.

Arma: di rosso, al leone d’oro coronato dello stesso, rampante contro un monte  di tre cime pure d’oro, movente dall’angolo destro della punta.

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Orlando.

Troviamo questa famiglia in Caltagirone, Salemi e Palermo.

Notiamo Matteo che possedette il feudo lu Cathuso e Verbumcaudo, da lui perduto per essersi ribellato ai Martini; un dottor Giovanni, giurato in Caltagirone negli anni 1460, 1462 e 1472; un Antonino, capitano di giustizia di Salemi nel 1525-26; un Filippo, che acquistò nell’anno 1658 la baronia di Rabingallo; un Carlo, che fu governatore della Tavola (pubblico banco) di Palermo nel 1659, 1673; un Niccolò, che tenne la stessa carica nell’anno 1662; un Matteo, generale dell’ordine dei carmelitani e vescovo di Cefalù; un Giuseppe, abbate di Santa Anastasia nell’anno 1745; un Desiderio, giudice pretoriano di Palermo nel 1754.

Arma: d’azzurro, alla losanga fiorita d’oro.

 

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Orso o Urso (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ortolani o Ortolano.

Nobile ed antica famiglia, che si vuole d’origine Pisana passata in Sicilia nel secolo XIII e che possedette i feudi di Bordonaro Soprano, di Dammisa, di Delia, Pasquale, Pigilio o Ralbato, ecc. la troviamo in Naro, in Palermo ed in Cefalù, nella quale ultima città fissò sua stabile residenza. Notiamo un Andrea, vicesecreto di Naro nel 1409; un altro Andrea, giudice pretoriano di Palermo nel 1624-25, del tribunale del Concistoro nell’anno 1628 e del tribunale della Gran Corte del Regno negli anni 1631-32-33; un Filippo, giurato di Cefalù nel 1701-2; un Alessandro, proconservatore in detta città nel 1706; un terzo Andrea, giurato di detta città nel 1743-44, un Carlo, che tenne la stessa carica nel 1763-64; un barone Carlo(10), che fu baglivo di detta città nel 1801-2. Con decreto ministeriale del 4 settembre 1901 Gabriele-Alessandro-Francesco-Paolo Ortolani (di Carlo, di Antonino) ottenne il riconoscimento del titolo di barone di Bordonaro Soprano.

Arma: troncato: al 1° di verde, ad un leoncino coronato, sormontato da tre stelle, male ordinate, accostato da due alberi, nodriti sulla partizione, il tutto d’oro; al 2° d’azzurro, al cane bracco d’argento (ramo primogenito) – d’azzurro, al leone col capo rivoltato, rampante sopra una collina erbosa, movente dal fianco destro dello scudo, il tutto al naturale, il leone sormontato da una cometa d’oro, posta in fascia (ramo cadetto).

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Osorio.

Nobile ed antica famiglia originaria di Spagna, ove possedette un gran numero di feudi e di titoli, passata in Sicilia, ove godette nobiltà nelle città di Messina, Trapani, Salemi, Palermo, ecc. Un Alvaro ed un Luigi furono tra gli otto capitan d’armi a guerra del regno di Sicilia (1547-48) e forse il primo fu quello stesso Alvaro, che tenne la carica di strategoto di Messina nell’anno 1548-49; un Pietro fu capitano di Salemi nel 1556-57; un Giovanni fu capitano di giustizia di Palermo nel 1569-70 e forse egli stesso occupò la carica di stratigò di Messina nell’anno 1577-78; un Luigi fu senatore di Trapani nel 1609; un Giuseppe fu senatore di Palermo nel 1655-56; un Antonio fu senatore di Trapani negli anni 1666-67-68-69; carica tenuta da un Diego nel 1676-77 e da un Luigi Osorio y Alarcon nell’anno 1701-2; un Giuseppe fu secreto di Palermo nel 1660; un Luigi Ossorio e Carriglio, cavaliere dell’ordine di S. Giacomo della Spada, maestro razionale del tribunale del real Patrimonio nel 1673, uditore generale delle genti di guerra, comprò il titolo di marchese di Condagusta, e per i servizi prestati durante i tumulti di Messina, dopo la resa di detta città, in diversi interessanti e scabrosi affari, ottenne per sè e suoi, con privilegio dato a 2 luglio 1680 esecutoriato a 23 gennaio 1681, il titolo di marchese di Analista.

Arma: troncato: nel 1° d’oro, a due lupi di rosso, passanti l’uno sull’altro; nel 2° bandato

ondato d’azzuro e d’argento, con la bordatura dello scudo di rosso.

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Osso.

Il Galluppi dice che questa famiglia fu feudataria in Sicilia e godette nobiltà in Messina nel secolo XIV.

Arma: d’azzurro, al cane bracco sedente d’argento, imbavagliato dello stesso.

 

 

 

 

 

 

 

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Ostos (de).

Famiglia spagnuola, che godette nobiltà in Messina, nella quale città troviamo un Domenico de Ostos e Ingo, con la carica di giudice straticoziale nell’anno 1672-73.

 

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Ottaviano.

Un Minaldo fu giurato di Caltagirone nell’annno 1425; un Agostino tenne la carica di patrizio in detta città nel 1549; un Francesco Ottaviano, con privilegio dato a 20 settembre 1638, ottenne la concessione del titolo di barone delli Rinelli.

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Ottolini.

Il Palizzolo, sulla fede del Mugnos, dice che questa famiglia sia originaria di Pisa, e sia stata portata in Sicilia da un Paolino, padre di Paolo, Domenico, Giovannni e Lelio ed abbia goduto nobiltà in Piazza e Vizzini.

 Arma: d’azzurro, al monte di tre cime d’oro, sormontato da un daino d’argento.

 

 

 

 

 

 

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