Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Pace a Paleolologo

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Pace.

Un Crimonisio, da Corleone, con privilegio del 23 ottobre 1400, venne nominato familiare regio; un Bernardo, con privilegio dato a 13 settembre 1479 esecutoriato a 15 febbraro 1482, ottenne la concessione del feudo Colea in Malta; un Niccolò fu senatore in Trapani nel 1493 e 1501; un Francesco, regio cavaliere, fu capitano di giustizia in detta città nel 1495, 1499.

 

 

 

 

 

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Pace di Montemaggiore.

Non crediamo che sia una diramazione della precedente. Un Domenico-Filippo nato in Montemaggiore a 9 settembre 1853, ottenne con real decreto del 19 settembre 1899 concessione di uno stemma gentillizio e con Regie Lettere Patenti del 19 gennaio 1900 ottenne riconoscimento del titolo di barone di Feudarasi, come figlio di Francesca-Paola Ciminna.

Arma: d’argento, al leone di rosso, tenente con le branche anteriori uno scudo di verde, caricato dalla lettera P d’oro.

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Padiglione.

Si vuole d’origine francese e trapiantata in Napoli nel secolo XVI. Un Carlo, nato in Palermo nel 1827 scrittore di parecchi lavori d’araldica; con decreto ministeriale dell’11 novembre 1886, ottenne riconoscimento del titolo di patrizio di San Marino .

Arma: troncato: nel 1° d’azzurro, al padiglione d’argento, accompagnato nel capo da due stelle dello stesso; nel 2° fasciato di rosso e d’oro, di otto pezzi.

 

 

 

 

 

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Padula.

Un Attardo possedette il feudo di Ganzeria, che trasmise alla figlia Antonia, moglie a Gugliotta de Timonia.

 

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Pafadeo.

Il Minutolo la vuole nobile in Girgenti e dice che è passata all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia.

Arma: d’oro, al monte di verde, cimato da un giglio dello stesso.

 

 

 

 

 

 

 

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Pagano.

Si vuole originaria dal Napoletano; godette nobiltà in Messina dal secolo XVI al XVIII, possedette il principato di Ucria, le baronie di Casalotto, Santa Domenica, San-Giorgio, Purrito, ecc. Un Biagio fu giudice delle appellazioni in Messina nell’anno 1580-81, della corte straticoziale di detta città nel 1583-84, venne ascritto al mastra nobile del Mollica (lista III, anno 1589), fu giudice del tribunale del Concistoro negli anni 1586-87, 1596-97 e della Gran Corte Civile nel 1592-93; un Sebastiano acquistò da casa Spadafora, nel principio del secolo XVII, i feudi Santa Domenica, Purrito, Puzzoleo; un Francesco succedette a casa Marquet nella baronia di Ucria sulla quale, con privilegio dato in Madrid a 22 agosto 1670 esecutoriato in Palermo a 15 gennaio 1671, ottenne il titolo di principe; un Vittorino fu proconservatore in S. Lucia nel 1694 e tale carica occupava nel 1703 un Vincenzo; un Pietro Pagano e Colonna possedette il titolo di barone di Casalotto, del quale ottenne investitura a 9 febbraio 1752; un Domenico Antonio Pagano e Mancuso, da Polizzi, con privilegio del 18 maggio 1769, ottenne il titolo di barone di S. Giorgio; un Giuseppe Pagano e De Libreriis fu capitano di giustizia in S. Lucia nel 1798-99.

Arma: d’oro, al pavone rotante d’azzurro.

Alias: bandato d’oro e d’azzurro di sei pezzi, al capo d’armellino, caricato dal lambello a tre gocce di rosso.

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Pages o Bages (vedi).

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Pagliarino.  – Nobile, famiglia Messinese. Un Marco (Mario?) fu giudice straticoziale di Messina negli anni 1539, 1544, 1550; un messer Gaspare fu ascritto alla mastra nobile del Mollica e forse egli stesso fu quel Gaspare che tenne, in detta città, le cariche di giudice delle appellazioni nel 1598 e 1600 e di senatore nel 1616-17; un Antonino fu senatore in Messina nel 1592-93; una suora Maria possedette la tonnara detta Tono di Milazzo nel 1702; un Giovanni fu governatore nobile della Tavola nel 1767-68 e console nobile del Mare nel 1775-76.

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Paino o Pajno.

Per il matrimonio di Ferdinando Paino e Ponzo con Giulia Macaluso e Tamaio, ereditiera del titolo di barone di Luccoveni, il detto titolo passò in casa Paino ed oggi, con esso, si trova iscritto nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana il Sig. Giuseppe Paino (figlio dei detti coniugi), nato il 3 luglio 1845, marito della nobile Anna Benzo dei duchi di Verdura e padre di Ferdinando e Giulio.

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Paladini o Paladino.

Godette nobiltà in Messina, Taormina e Palermo. Un Giovan Pietro fu giudice straticoziale in Messina nel 1536-37; un Antonino fu proconservatore in Taormina nel 1689; un Pietro fu tesoriere in detta città nel 1705-6 un Francesco fu giudice delle appellazioni in Palermo nel 1711, della corte pretoriana nel 1726, del tribunale del Concistoro nel 1729, e del tribunale della Gran Corte negli anni 1740, 1746 e 1750; un Antonino-Gustavo fu giurato in Taormina negli anni 1802-3, 1806-7 e capitano di giustizia nel 1812-13.

Arma: di rosso, alla croce scorciata d’argento accantonata da quattro gigli d’oro.

 

 

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Palagonia.

un Matteo, di Francesco, con privilegio del 27 novembre 1398 ottenne conferma del castello e feudo di Camastra; un Mazziotta (di Giovanni, di Matteo, predetto) possedette il feudo o massaria della R. Corte, chiamata di li Milichi; un Giovanni Antonio possedette la gabella del fumo, pane e mirto di Palermo e il feudo Milici.

Arma: d’oro, al grifo rampante di nero.

 

 

 

 

 

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Palazzo.

Godette nobiltà in Palermo. Un Pietro veditore generale delle genti di guerra fu senatore di Palermo negli anni 1630, 1636, 1640, 1644; un Giovanni Palazzo e Barresi, con privilegio dato a 8 novembre 1677 esecutoriato a 24 gennaio 1678, ottenne la concessione del titolo di duca.

Arma: d’azzurro, al castello merlato alla ghibellina, aperto e finestrato di nero, accompagnato in capo da un sole d’oro.

 

 

 

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Palazzolo o Palizzolo (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Paleologo vedi Vassallo.

 

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