Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Pollastra a Portaro

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Pollastra.

Nobile famiglia palermitana. Un notar Luca, per la moglie Desiata Montiliano, possedette il feudo Cavalera, del quale ottenne conferma a 1 maggio 1410 fu senatore di Palermo nel 1418; un altro Luca tenne la stessa carica negli anni 1473, 1487 e 1494; un Matteo la tenne negli anni 1515, 1520, 1524; un Giulio fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1585.

Arma: d’argento, alla gallina del suo colore.

 

 

 

 

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Pollicino.

Si vuole originaria di Genova,  godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al secolo XVI; possedette le terre di Bavuso, Calvaruso, Saponara, Camastra, Tortorici ecc. Un Ruggero, signore di Tortorici, fu strategoto di Messina nel 1400; un Giovan Martino, un Pietro, barone di Camastrà ed un Fabrizio sono annotati nella mastra nobile del Mollica.

Arma: troncato:  nel primo d’argento a tre pulcini di rosso, ordinati in fascia, nel secondo di rosso, al ramo di castagno d’oro.

 

 

 

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Pompeo (de).

Nobile famiglia di Siracusa, della quale notiamo un Antonio, che tenne la carica di giurato in detta città negli anni 1437, 1440, 1443 e fu barone di metà di Caddeddi e Bufalefi; feudo confermato a 12 luglio 1453 al figlio di lui Giovan Nicolò, che fu giurato in Siracusa negli anni 1473, 1483, 1486; un Pietro, che, per la moglie Almisenda Moresco, possedette il feudo di San Giacomo di Belmineo nel 1516 .

Arma: ?

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Pons de Leon o Ponteleone.

Un Lorenzo, con privileglio del 27 marzo 1653, ottenne infeudazione del territorio chiamato Pozzo; un Giuseppe fu proconservatore in Milazzo nel 1680; un Eustachio fu giurato in Castroreale nel 1804-5.

Arma: partito: nel primo d’argento, al leone di rosso; nel secondo d’oro, a quattro pali di rosso, e la bordatura d’azzurro, caricata da otto scudetti d’oro.

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Ponte.

Godette nobiltà in Palermo, Salemi, Mazzara. Notiamo un Stefano, che fu pretore in Palermo negli anni 1442-43-44, 1452-53; un Paolo, regio falconiere maggiore, che fu castellano in Salemi nell’anno 1472; un Antonino, che, con privilegio del 23 aprile 1504, ottenne infeudazione del territorio di Libichini, a 25 luglio 1506 ottenne investitura del feudo Calasi e fu deputato del Regno nel 1508.

Arma: d’azzurro, al ponte di quattro archi d’oro.

 

 

 

 

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Pontecorona.  – Par che questa famiglia sia stata nobile in Palermo nel secolo XIV, venendo notati dal Villabianca un Guglielmo con la carica di pretore in detta città nell’anno 1329-30; un Giovanni con la carica di senatore nello stesso anno; un Gandolfo con quella di pretore nel 1350-51.

Arma: d’azzurro, alla cometa d’oro, posta dentro una corona all’antica dello stesso.

 

 

 

 

 

 

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Ponteleone o Pons de Leon (vedi).

 

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Pontorno.

Nobile famiglia di Nicosia.

Un Pietro, quale figlio di Elisabetta Xelfo o Gelfo, possedette il feudo Vaccarizzo; un Antonino, nel nome maritale di Giovanna Maria la Via, ottenne a 9 marzo 1656 investitura del feudo Buterno; un Nicolò Pontorno e Valguarnera fu giurato in Nicosia nel 1798-99.

Arma: ?

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Porcari.

Si vuole originaria di Roma, godette nobiltà in Messina dal secolo XVI al XVII e in Polizzi; possedette le baronie della Statera di Messina, Cattasi. Un Benedetto fu giudice della Gran Corte Civile negli anni 1559-60, 1563-64, 1567-68 e 1573-74-75; un Guglielmo fu giudice delle Appellazioni di Messina nell’anno 1584-85; un Artale fu credenziere della secrezia di Polizzi nel 1593; un Guglielmo, un fra Pietro, un Benedetto di Gugliemo , sono ascritti alla mastra nobile del Mollica; un Francesco fu giurato nobile di Polizzi nel 1695-96; un Antonino fu giurato di Polizzi nel 1701-2; un Benedetto fu giudice delle Appellazioni di Palermo nel 1720-21, della Gran Corte del 1736; un Guglielmo fu giurato di Polizzi ne 1746-47 ed a 26 ottobre 1759 venne proposto alla carica di capitano di giustizia della detta città; un Giuseppe Maria fu giurato nobile di Polizzi nel 1787-88.

Arma: troncato: nel primo d’argento, al porco di nero cinghiale del campo; nel secondo fusato d’oro e di rosso in palo.

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Porcelli.

Un Ignazio, con privilegio del 12 dicembre 1762, ottenne la concessione del titolo di barone di San Placido e fu proconservatore in Vittoria dal 1774 al 1768, carica tenuta da un Pietro dei baroni di San Placido dal 1786 al 1793(10). Troviamo pure questa famiglia in Piazza, dove un dottor Placido tenne la carica di giudice criminale negli anni 1799-800, 1805 a 1807.

Arma: ?

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Porco o Porzio.

Antica famiglia che godette nobiltà in Messina, Palermo, ecc. e passò all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia fin dal 1650.

Possedette il marchesato di Camporotondo; le baronie di Fiumefreddo, Limina, Lungarini e Tono di Milazzo, Foresta della Porta di Taormina, Protonotaro, Rapisi, Gualteri e Baruni, Vigliatore, ecc.

Un Genovese (Genuisi) fu giudice di Messina nel 1307; un Nicolò fu senatore della detta città nel 1417-18 e giudice straticoziale nell’anno 1421-22; un Giovan Ferrante fu senatore di Messina nel 1419-20; un Pietro tenne la stessa carica in detta città negli anni 1420-21, 1423-24, 1426-27, 1430-31, 1436-37, 1456-57; un Giacomo fu vescovo di Patti nel 1442 e arcivescovo di Messina nel 1449; un Federico fu senatore di Messina negli anni 1539-40-41, 1546-47, 1548-49; un Maurizio tenne la stessa carica in detta città negli anni 1581-82, 1584-85, 1599-600, 1602-603, 1612-13; un Andrea, un Lorenzo, un Paolo, barone di Vigliatore e un Giuseppe di Maurizio sono annotati nella mastra nobile del Mollica; un Vincenzo fu senatore in Messina negli anni 1604-605 e 1611-12; un Placido tenne la stessa carica nel 1635-36 e fu giudice delle Appellazioni in detta città di Messina nel 1642-43; un Saverio, barone di Nassari, fu senatore di Messina nel 1735-36; un Ignazio, barone di Bagnarella, tenne la stessa carica in detta città negli anni 1737-38, 1745-46, 1749-50; un Filippo fu senatore di Palermo negli anni 1738-39-40; un Girolamo fu senatore di Messina nel 1747-48; un Giovan Battista Porzio e Mollica, da Messina, figlio di Ignazio e di Antonia Mollica, con lettere osservatoriali del cinque settembre 1762, ottenne riconoscimento del titolo di barone di Bagnarella. Nella mastra nobile della città di Messina del 1798-1807 troviamo iscritti un fra Annibale, cavaliere di Malta, di Andrea, un Andrea del fu Giuseppe e Giuseppe di Andrea.

Arma: di rosso, alla banda d’oro, accompagnata da due gigli dello stesso.

Alias: d’oro, alla rovere di verde, fruttifera del campo nodrita sopra un terreno del secondo, sostenente cinque porci pascolanti di nero, tre a sinistra e due a destra.

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Porro.

Originaria di Genova. Un Gaspare, con privilegio del 22 febrraio 1648, ottenne la concessione del titolo di barone; un Giovanni, a 21 febbraro 1760, ottenne dal Protonotaro del Regno di Sicilia la dichiarazione che apparteneva alla nobiltà genovese.

Arma: troncato: d’oro e d’argento con l’aquila di nero, nascente dalla partizione.

 

 

 

 

 

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Porta (La) o Porta (della).

Si vuole originaria di Chiavenna, vanta un Giovanni, che, secondo alcuni scrittori, ottenne dall’imperatore Ludovico di Baviera di aggiungere al proprio stemma l’aquila nera. La troviamo in Palermo dove si vuole sia stata portata da un Cipriano nel secolo XVI; in Monte San Giuliano e in Siracusa; passò all’ordine di Malta, nel 1623, in persona di Carlo Ansalone Orioles Lanza della Porta. Un Nicolò fu tesoriere di Monte San Giuliano nel 1718; un Luigi, dottore in leggi, fu giudice capitaniale di detta città negli anni 1740-41, 1742-43; un Gerardo, con privilegio del 30 settembre 1767, ottenne la concessione del titolo di barone di San Gerardo, fu giurato di Monte San Giuliano nel 1794-95, tesoriere negli anni 1798-99, 1800-801, capitano di giustizia nell’anno 1798-99; un Vincenzo tenne la carica di giurato in detta città nell’anno 1799-800. Con deliberazione del 10 dicembre 1834, la real commissione dei titoli dell'ex regno delle Due Sicilie riconobbe la nobità della famiglia la Porta.

Arma: di rosso, alla torre merlata d’oro, sormontata da un’aquila spiegata di nero e la bordatura composta d’oro, di rosso, d’argento e di nero.

Alias: d’azzurro, a due leoni d’oro, controrampanti ed affrontati ad una porta di città d’argento, merlata dello stesso, il tutto sostenuto dalla campagna scaccata d’argento e d’azzurro di due file.

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Portaro.

Il Palizzolo, appoggiandosi al Mugnos, scrive che questa famiglia fu originaria di Spagna e godette nobiltà in Mineo nei secoli XIV e XV. Noi non abbiamo trovato documenti che confermino le notizie del Mugnos.

Arma: d’azzurro, al porto marittimo al naturale, nella cui estremità è una torre d’argento, sormontata da tre uccelli marini dello stesso.

 

 

 

 

 

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