Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Porto a Prescimone

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Porto (del).

Si vuole originaria di Vicenza, godette nobiltà in Messina dal sec. XIV al secolo XVI, in Palermo, ecc. . Possedette  i feudi Bigini e li Cometi, Sommatino, Tripi, Bambina, Casalotto e Sant’Andrea, i censi di Messina, ecc.

Un Nicolò fu senatore di Messina nel 1346 e tale carica tennero, in detta città, un Marzullo nell’anno 1412-13; un Salvatore negli anni 1436-37, 1446-47, 1451-52; un Signorino negli anni 1448-49, 1463-64, 1468-69; un Nicolò nel 1473-74.

Un Giorlando, barone del Sommatino, con privilegio dato a 28 aprile esecutoriato a 2 ottobre 1507, ottenne il titolo di nobile e regio cavaliere; un Andrea, barone del Sommatino, fu capitano di giustizia in Palermo nel 1514-15; un Salvatore fu senatore in detta città nel 1533-34; un Gastone, barone del Sommatino, cavaliere dell’ordine di San Giacomo della Spada, provveditore generale delle fortezze del regno, fu capitano di giustizia in Palermo negli anni 1538-39, 1542-43-44, 1550-51, 1559-60; un Leonardo fu senatore in detta città nel 1583-84; un Marco Antonio del fu Nicolò Antonio è ascritto alla mastra nobile del Mollica (lista I, anno 1587); un Gaspare, con privilegio dato a 12 ottobre 1625 esecutoriato a 10 marzo 1626, ottenne il titolo di conte del Sommatino.

Arma: partito: nel 1° d’azzurro, a due fasce ondate d’argento, accompagnate nella punta da due bande d’oro, abbassate sotto d’una riga dello stesso; col capo d’oro caricato da un’aquila bicipite di nero spiegata e coronata all’imperiale; nel 2° fasciato d’oro e di nero di otto pezzi, al crancellino di verde,  attraversante.

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Portocarrero.

Un capitano Giovanni fu castellano di Augusta nel 1660.

Arma: ?

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Portoleva.

Un Pietro, con privilegio del 9 dicembre 1654, ottenne la concessione del titolo di barone di Pietra Regia; un altro Pietro fu giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1723-24, del tribunale del Concistoro negli anni 1725-26-27 e della Gran Corte nel 1737-38.

Arma: d’azzurro, al leone d’oro, tenente colle zampe uno stendardo di verde caricato da una croce d’oro, ondeggiante a sinistra.

 

 

 

 

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Portovenero.

Godette nobiltà in Messina.

Un Federico-Francesco, per la moglie Giulia Azzarello, fu primo barone dei censi del Regio Demanio di Messina in sua famiglia nel principio del secolo XVII; un Francesco fu senatore di Messina nel 1690-91.

Arma:?

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Porzio vedi Porco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Posa o Imposa (vedi).

 

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Potenzano.

Illustrata da un Rocco, che tenne le cariche di giudice della corte pretoriana di Palermo nell’anno 1619-20, del tribunale della Gran Corte dal 1625 al 1629, del tribunale del Concistoro nel 1631-32, della Gran Corte Criminale nel 1636 e 1637, fu deputato del Regno, maestro razionale e presidente del tribunale del Real Patrimonio, reggente in Madrid, presidente del tribunale del Concistoro, ecc..

Arma: ?

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Pottino.

Famiglia di Petralia Soprana. Un Gaetano Pottino e Giaconia sposò Francesca De Marco, baronessa di Terranova, titolo che venne riconosciuto, con regio assenso del 14 maggio 1891 e decreto ministeriale del 20 giugno dello stesso anno, a Nicolò Antonio Pottino, figlio di detti coniugi. Fu questi deputato al Parlamento Nazionale, commedatore dell’ordine della corona d’Italia, ecc., e, con regie lettere patenti del 24 febbraio 1899, venne autorizzato ad assumere e trasmettere ai suoli eredi il titolo di marchese d’Irosa. Con decreto reale del 5 agosto 1901 susseguito da regie lettere patenti del 26 dicembre 1901 venne concesso a Francesco Pottino, nato in Petralia Soprana a 8 giugno 1839, il titolo di barone, trasmessibile ai suoi discendenti, maschi da maschi, in linea e per ordine di primogenitura, con facoltà di passare, in mancanza di discendenza mascolina del detto concessionario, al fratello di lui Gaetano con la medesima trasmessibilità.

Arma: partito: a destra inquartato: al primo di rosso al levriere d’oro ritto; al secondo d’azzurro, al castello di una torre d’argento; al terzo d’azzurro, all’albero nodrito sopra un ristretto di pianura erbosa, il tutto al naturale; al quarto, di rosso, al serpe d’oro nodoso in cerchio (Pottino); a sinistra troncato di rosso e d’argento, il primo a tre stelle d’argento male ordinate; il secondo a tre ferri di lancia al naturale, accompagnati e legati di rosso; colla terza d’oro in fascia sulla partizione (De Marco) (ramo Pottino d’Irosa).

Partito: al primo di rosso, al serpe d’oro, attorcigliato in forma P (Pottino); al secondo d’azzurro, alla fontana al naturale zampillante, uscente dalla punta dello scudo, sostenuta a destra da un leoncino d’oro, rivoltato; sormontato a destra da un sole d’oro, a sinistra da un braccio armato d’argento, colla spada in mano (Sgadari) (ramo barone Pottino).

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Poulet.  – Godette nobiltà in Messina, trovando annotato nella mastra nobile di detta città del 1798-1807 un Tommaso Poulet del fu maresciallo Amato.

Arma: di nero, a tre spade d’argento appuntate verso la punta dello scudo.

Cimiero: braccio destro armato d’argento, impugnante la spada dello stesso.

Tenenti: due selvaggi di carnagione, criniti di nero, cinti d’edera di verde.

Divisa: GARDEZ LA FOY.

 

 

 

 

 

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Pozzo (del).  – Si vuole originaria del Piemonte, godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al XVIII, in Caltagirone, ecc.; passò all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia nel 1639. Un Gugliotta fu giudice capitaniale di Castroreale sotto re Federico; un Simone fu vescovo di Catania e ribelle a re Martino; un Filippo possedette il feudo di Gurafi, del quale ottenne conferma a 4 novembre 1396; un Andrea fu giurato in Caltagirone negli anni 1404-1405, 1409-10-11; un Giovanni fu capitano di giustizia in detta città nel 1449-50 e detta carica tenne un Matteo nel 1543-44; un Filippo fu senatore in Messina negli anni 1552-53, 1564-65; un Giacomo tenne la stessa carica, in detta città, nell’anno 1558-59; un Francesco fu arcimandrita del Santissimo Salvatore della lingua del Faro di Messina; un Pietro e un Stefano sono ascritti alla mastra nobile del Mollica; un Giovanni fu senatore in Messina nel 1631-32 e forse egli stesso fu quel Giovanni insignito, con privilegio dato a 30 marzo esecutoriato a 18 ottobre 1639, del titolo di marchese e, con privilegio dato a 5 novembre 1649 esecutoriato a 18 maggio 1650, del titolo di principe del Parco e fu fondatore in Messina di  una commenda nell’ordine di Malta; un Matteo fu senatore in Palermo nel 1663-64; un Giovan Raimondo, principe del Parco, ecc. fu commendatore dell’ordine di Malta e poi vescovo d’Este e morì nel 1694.

Arma: d’oro, al collo di pozzo rosso, attorniato da due dragoni di verde contrarampanti e affrontati con le code annodate e passate in decusse.

Cimiero: un orso nascente al naturale impugnante, con la destra, una spada alta dello stesso.

Divisa: IURA IN ARMIS REGNARE VIDEBIS.

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Prades.

Originaria della real casa d’Aragona, portata in Sicilia da un Giaime, che tenne le più importanti cariche, tra cui quelle di gran contestabile, regio luogotenente in Palermo nel 1396, grande ammiraglio del regno nel 1398, ecc..

Arma: inquartato: in decusse, nel 1° e 4° d’oro a quattro pali di rosso; nel 2° e 3° d’azzurro, seminato di gigli d’oro.

 

 

 

 

 

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Prado (de).

Di questa famiglia notiamo un Pietro capitano di giustizia in Palermo negli anni 1564-65, 1570-71, 1578-79; un Benedetto senatore in Palermo negli anni 1616 e 1617-18; un Lorenzo, che tenne la stessa carica nell’anno 1620-21; un Diego, che ottenne infeudazione del feudo Trifiletti nel 1658.

Arma: di verde, al leone di nero.

 

 

 

 

 

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Predovich vedi Belli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Prescimone o Proximone (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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