Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Presti a Protonotaro

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Presti (Lo).

Troviamo questa famiglia in Salemi ed in Palermo. Un Enrico fu giurato di Salemi nel 1402-403; un Antonio tenne la stessa carica negli anni  1413, 1420 e 1432-33; un Pietro possedette la gabella dei molini di Castrogiovanni, che diede in dote alla propria figlia Tuzia moglie a Giovanni de Raya, la quale ne ottenne investitura a 14 novembre 1467; un Giovan Pietro fu giurato in Salemi nel 1508; un Antonio fu consigliere della nobile compagnia della Pace in Palermo nel 1585; un Luigi acquistò nel 1688 la baronia di Fontana degli Angeli.

Arma: d’oro, a due bande di verde.

 

 

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Previtale.

Godette nobiltà in Messina dal secolo XIII al XV e possedette, secondo il Galluppi, il feudo Foresta. Un Perrello fu senatore in Messina nel 1302; un altro Perrello tenne la stessa carica in detta città nel 1473-74.

Arma: ?

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Procopi o Procopio (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Primo.

Al dir del Galluppi questa famiglia è originaria dalla Bosnia e godette nobiltà in Messina dal secolo XII al XVII.

Arma: d’azzurro, all’ombra di sole d’oro, tramontante nel mare, movente dalla punta.

 

 

 

 

 

 

 

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Princi o Prinzi.

Troviamo questa famiglia in Siracusa, Messina, Trapani, Un Pietro fu giurato di Siracusa negli anni 1401-2, 1426-27; un Giovanni tenne la stessa carica negli anni 1402-3, 1407-8, 1410-11, 1414-15, 1427-28, 1434-35, 1442-43; un Mazziotta negli anni 1432-33, 1440-41; un Antonio negli anni 1443-44, 1448-49; un Francesco nel 1462-63; un messer Mantuano è iscritto nella mastra nobile del Mollica (lista III, anno 1599); un Antonino acquistò, nel 1740, la salina feudale di Calaci o l’avvocato fiscale (indi chiamata Alfano e infine Salina della Corte).

Arma: d’azzurro, al leone d’oro rampante contro la colonna d’argento, cimata dall’aquila spiegata dello stesso.

 

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Principato.

Troviamo questa famiglia in Palermo e in Messina. Nella prima città notiamo un Luca con la carica di pretore nel 1385-86; nella seconda un Giovan Battista del fu Antonio iscritto nella mastra nobile dell’anno 1798-1807.

Arma: d’azzurro, alla fascia d’argento bordata di rosso, accompagnata nel capo da un angelo alato al naturale, e nella punta da un braccio destro armato dello stesso, impugnante una picca di nero.

 

 

 

 

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Prinzi o Princi (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Priulla.

Un Nicolò fu barone del Casale, titolo che venne incorporato dalla deputazione del Regno per debiti di donativi e concesso, sotto la denominazione di S. Simone, a 3 settembre 1791 a Pellegrino Ragusa.

Arma: ?

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Procida.

Si vuole originaria di Salerno, nobile in Messina nel secolo XIII. Illustrata da quel Giovanni, che fu tanta parte nei Vespri Siciliani, fu signore di Aliis e Pomario (1275) di Palma e Lutxen (1277), ecc. e che, a 31 gennaio 1284, venne nominato Gran Cancelliere del Regno di Sicilia. Un Corrado a 14 maggio 1343 ottenne conferma del feudo Cutò; un Olfo ottenne da re Federico il Semplice concessione dell’isola di Lipari. Non sappiamo se siano discendenti da costoro quel Giovan Nicolò, che fu giudice della Gran Corte del Regno negli anni 1567-68, 1571-72-73; quel Benedetto, da Palermo, che a 23 gennaio 1767 ottenne il titolo di barone di S. Giuseppe e quel Giuseppe, che fu giudice pretoriano in Palermo nell’anno 1767-68 e del tribunale del Concistoro negli anni 1781-82-83.

Arma: d’azzurro, alla torre merlata di quattro pezzi d’oro, aperta e finestrata del campo, sormontata da un leone leopardito dello stesso, tenente con le zampe una bandiera di rosso svolazzante a destra e la campagna dello stesso, caricata da uno squadro d’oro, accostato da due rotelle dello stesso.

Alias: bandato d’oro e d’azzurro, al capo del primo.

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Procopi o Procopio.

Si vuole originaria di Scio, godette nobiltà in Messina dal secolo XV al XVIII. Un Fabrizio è annotato nella mastra nobile del Mollica (lista XIV, anno 1600); un Giuseppe tenne la carica di maestro razionale nel 1743; un Sebastiano fu giudice pretoriano in Palermo nel 1790-91.

Arma: d’azzurro, a due albicocchi sradicati d’oro, fogliati di verde, ordinati in fascia. Lo scudo accollato all’aquila spiegata e coronata di nero.

 

 

 

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Proscimone o Prescimone (vedi).

 

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Prosimi o Proximi.

Godette nobiltà in Messina dal secolo XV al XVIII. Un  Leonardo acquistò da potere di Girolamo Moncada, nella prima metà del secolo XVI, il feudo Graniti o Mangiavacche; un Giovannello, un Giovan Battista, un Vincenzo di Giovan Battista, un Mario ed un messer  Francesco Maria sono annotati nella mastra nobile del Mollica; un Antonio fu giudice della corte straticoziale di Messina negli anni 1655-56, 1657-58 e giudice della Gran Corte del Regno negli anni 1673-74-75.

Arma: di rosso, a tre sbarre d’oro, sostenuta ciascuna da una scimmia dello stesso.

 

 

 

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Proto.

Si vuole che sia originaria da Amalfi; godette nobiltà in Messina, Patti, Milazzo, ecc. Possedette il titolo di marchese di Catena, quello di barone di Arbore, il feudo Vigliatore, ecc. Un notar Vinicio fu giudice in Patti negli anni 1400, 1404; un Antonio fu proconservatore in Patti nel 1620; un Biagio fu arcivescovo di Messina e confrate del grande ospedale di detta città nel 1627; un barone Biagio fu proconservatore in Patti nel 1683; un Francesco Proto e de Alarcan fu capitano di giustizia in Milazzo nel 1705-6; un Domenico nel 1713 fu vice portulano di Milazzo; un Antonino Proto e Mustaccio fu tesoriere in Milazzo nel 1717; un Ugo Francesca Maria da Milazzo, con privilegio esecutoriato a 14 agosto 1726, ottenne il titolo di barone dell’Arbore; un Paolo fu capitano di giustizia in Milazzo nel 1744-45; un Giuseppe a 10 settembre 1764 fu proposto tra i nobili da far parte della mastra di Milazzo; un Francesco Maria Proto e Patti acquistò il titolo di marchese della Catena, del quale ottenne investitura a 2 giugno 1784 e fu capitano di giustizia in Milazzo nel 1797-98.

Nella mastra nobile di Messina del 1798-1807 troviamo annotato un Paolo marchese di Santa Dorotea del fu Francesco Maria e un Francesco Maria figlio di detto Paolo.

Arma: d’azzurro, col capo di Proteo di carnagione, barbato e crinito di nero, uscente dal mare al naturale movente dalla punta.

Alias: di nero a tre fasce ondate d’argento, al capo d’oro, caricato da una testa umana di carnagione, crinita e barbata di nero, movente dalla partizione.

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Protonotaro.

Nobile famiglia di Messina. Un Nicolò possedette i feudi Sularia e Vigna del Re; un Oliverio, figlio del precedente, barone di Vigna del Re, possedette sotto i Martini il feudo di Cutumino e fu fondatore del monastero della Santissima Ascensione in Messina; un Giovanni possedeva nel 1400 il grano chiamato di Bordonaro del porto di Sciacca.

Arma: ?

 

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