Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Protopapa a Pullicino

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Protopapa.

Nobile famiglia di Catania, della quale, tra gli altri, notiamo un Bernardo o Bertrando, che tenne la carica di senatore in detta città negli anni 1415-16, 1427, 1428, 1430-31, 1433-34 e quella di patrizio nel 1436-37; un Melchiorre, che fu senatore di Catania negli anni 1451-52, 1459-60; un Tomeo, che tenne la stessa carica negli anni 1464, 1465 e 1472-73.

Arma: di rosso, al castello d’argento, sormontato da due croci papali poste in decusse.

 

 

 

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Provenzale.

Un Francesco, dottore in leggi, fu sindacatore in Castrogiovanni e Calascibetta, giudice della Gran Corte Criminale nel 1556; un Erasmo, con privilegio del 22 aprile 1577, ottenne il titolo di regio cavaliere e fu senatore in Catania nell’anno 1581-82, capitano di giustizia nel 1582-83, patrizio nel 1589-90; un Nicolò, da Nicosia, con privilegio del 5 luglio 1768, ottenne il titolo di barone di Altaluna e Bellarosa e fu capitano di giustizia di Nicosia nel 1794-95; un barone Michele tenne in detta città la stessa carica nell’anno 1797-98; un Antonino fu senatore di Nicosia nell’anno 1799-800.

Arma: ?

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Provenzano.

Godette nobiltà in Mazzara, Trapani e Monte San Giuliano; possedette i feudi di Balata e Rifalsafi, Condoverno, Cuddia, ecc. Un Bartolomeo fu giurato in Mazzara nel 1420; un Nicolò fu capitano di giustizia in Trapani nel 1532-33 e senatore della stessa città negli anni 1535-36, 1542-43; un Pietro-Paolo, barone di Condoverno, con privilegio dato a 22 dicembre 1564 esecutoriato a 23 marzo 1565, ottenne la concessione del titolo di nobile col Don e fu senatore in Trapani nel 1565-66; un Marcello, barone di Cuddia, ecc. tenne la stessa carica negli anni 1586-87, 1592-93, 1600-601, 1604-605, 1609-10, 1617-18; un Benedetto fu senatore di Trapani nel 1615-16; un Alberto fu patrizio di Monte San Giuliano nel 1745-46.

Arma: d’azzurro, al monte di tre cime d’oro, movente dalla punta, sormontato da un braccio vestito di rosso impugnante un ramo di giglio di tre pezzi d’argento.

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Proximi o Prosimi (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Proximone, Proscimone o Prescimone.

Di questa famiglia notiamo un Giuseppe, dottore in leggi, che fu giudice della Regia Udienza di Messina nel 1708 e 1711 e maestro razionale sopranumerario del tribunale del Real Patrimonio nel 1731 e un Ignazio, che fu giudice della corte pretoriana in Palermo nel 1752-53.

Arma: di verde, alla fascia d’oro.

 

 

 

 

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Puccetti.

Nobile famiglia di Lentini. Un Federico tenne la carica di giurato nobile in detta città nel 1787-88, carica tenuta negli anni 1793-94, 1803-4 da un Luigi, che fu anche senatore nobile in detta città nel 1806-7.

Arma: ?

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Pucci o Puccio.

Si vuole che sia originaria di Firenze, la troviamo in Caltagirone, Castrogiovanni, Petralia, ecc. Un Antonio fu giurato di Caltagirone nel 1526-27; un Giovan Francesco fu proconservatore in Petralia Soprana nel 1681; un Egidio acquistò da Giuseppe Grimaldi il feudo chiamato Terre della Chiesa, sul quale, con privilegio del 15 marzo 1681 ottenne il titolo di barone, egli stesso acquistò dal duca di Montalto il feudo di Gibiso, del quale ottenne investitura a 30 giugno 1680; un Giuseppe, con privilegio del 12 marzo 1692 ottenne il titolo di barone di S. Giuliano e Ferraro; un Domenico, a 16 settembre 1722, ottenne infeudazione del territorio di Monaco Soprano; un Francesco-Leone, a 14 agosto 1722, ottenne infeudazione della tenuta di San Giuliano e Ferraro e fu capitano di giustizia in Termini nel 1742-43; un Pietro, nel nome maritale di Antonina Figlia, a 11 agosto 1726 ottenne investitura del feudo di Benisichi; un Vincenzo Pucci e Seriepepoli fu giudice pretoriano di Palermo negli anni 1795 e 1804; un Domenico Puccio e Fardella fu giurato nobile in Castrogiovanni nel 1799-800; un Antonio a 4 gennaio 1812 ottenne investitura di Benisichi, ed oggi, con il titolo di barone di Benisichi, è iscritto nello elenco definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana il signor Gandolfo Pucci, di Antonino, di Gandolfo. Con decreto ministeriale del 12 ottobre 1899 il signor Giuseppe Antonio Pucci (di Francesco, di Giuseppe) nato in Catania il 15 dicembre 1843, ottenne riconoscimento dei titoli di barone di San Giuliano e signore delle Terre della Chiesa.

Arma: partito: al primo d’oro, alla testa di moro al naturale; al secondo di rosso, al pozzo movente dalla partizione sormontato da una stella di otto raggi, sinistrato da un leone coronato che vi attinge; il tutto d’oro.

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Pugiades, Pujades, Impugiades o Baiada.

Originaria di Spagna, godette nobiltà in Messina nel secolo XV, in Palermo, in Randazzo, ecc.

Un Luca fu capitano di giustizia in Naro nel 1403; un Matteo fu vice portulano in Girgenti nel 1423; un Guglielmo fu conservatore e presidente del Regno di Sicilia nel 1475; un Matteo acquistò il feudo di Burraiti del quale ottenne investitura a 16 marzo 1484; un Pietro possedette onze 40 sopra le secrezie della terra di Randazzo, di cui ottenne investitura a 21 maggio 1488 e forse egli stesso fu senatore in Palermo negli anni 1524-25, 1534-35, 1541-42, 1544-45; un Matteo, da Girgenti, acquistò il feudo Condoverno grande, del quale ottenne investitura a 8 dicembre 1507; un Guglielmo fu tesoriere generale e deputato del Regno negli anni 1576, 1579.

Arma: di rosso, al monticello al naturale, movente dalla punta, sormontato nel capo da un giglio d’argento.

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Puglisi.

Troviamo questa famiglia in Messina e in Palermo. Un Cajolo (?) fu senatore in Palermo nel 1627-28; un Girolamo fu giudice della corte straticoziale in Messina nel 1496-97 e delle appellazioni nel 1498-99; una Francesca possedette il feudo Cartolaro nel principio del secolo XVIII; un Pietro Puglisi e Piccione è annotato, non sappiamo con quale diritto, nel ruolo dei donativi dell’anno 1806 con il titolo di marchese di Giardinelli.

Arma: ?

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Puglu  vedi Buglio.

 

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Pujades o Pugiades (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

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Puleio o Pulejo.

Godette nobiltà in Messina, trovando annotato nella mastra nobile del Mollica un Giovan Simone e un Giuseppe. Troviamo pure detta famiglia in Santa Lucia, dove un Tommaso tenne la carica di proconservatore nel 1726.

Arma: d’azzurro, al leone d’oro, impugnante con le zampe anteriori un ramo di puleggio di verde, fiorito di rosso.

 

 

 

 

 

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Pulici o Purci (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pullicino o Pollicino (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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