Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Saliceti a Sammito

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Saliceti vedi Saletti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Salimpepe o Sallimpipi.

Nobile famiglia messinese, che possedette le baronie del Ponte di Girgenti e i diritti censuali sulla secrezia di Messina. Un Pietro fu giurato in Messina nel 1231; un Nicolò fu giudice straticoziale in detta città nel 1314; un notar Leonardo fu, sotto re Federico, statuto per curiam super negotio subventionis nella terra di Randazzo.

Arma: ?

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Salomone o Salamone (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Salonia.

Troviamo questa famiglia in Noto, Siracusa, Messina; possedette i feudi Bonfallura, Metà di Pantano, Muxia, Prato o Santamino, Renda, ecc. Un Bartolomeo fu giurato in Siracusa nel 1441-42; un Antonio ebbe dato in pegno della Regia Corte il porto o caricatore di Vizzini nel 1441 e fu anche nominato uno dei portulanotti di detto porto; un Calcerando fu giurato in Noto nel 1488; un Girolamo tenne la stessa carica in Siracusa negli anni 1504-5, 1513-14, 1528-29, 1537-38; un Giuseppe a 11 giugno 1572 è nominato Regio Luogotenente nell’uffico del maestro secreto del Regno; un Diego fu giurato in Siracusa nel 1631-32 e, con privilegio dato a 31 ottobre 1650, ottenne il titolo di barone; un Giuseppe Salonia e Montalto, con privilegio dato a 31 ottobre 1650, ottenne la concessione del titolo di barone di Nalbona, fu capitano di giustizia in Siracusa nel 1651 e giurato nobile negli anni 1657-58, 1670-71; un Francesco tenne la stessa carica in detta città negli anni 1690-91, 1696-97, 1702-3, 1705-6, 1707-8 e 1712-13; un Mario la tenne negli anni 1703-4, 1706-7, 1709-10, e fu senatore nel 1710-11; un Giuseppe, barone di Bonfallura, fu giurato in Piazza nel 1705-6; un Giuseppe tenne la stessa carica in Licata nel 1743-44 e fu patrizio nel 1745-46; un Corrado la tenne in Noto nel 1743-44 e fu patrizio nel 1745-46; un Giuseppe fu giurato nobile in Siracusa negli anni 1745-46, 1751-52, 1755-56; un  barone Alessio, da Scicli, chiese nell’anno 1767 la concessione di un titolo di marchese; un Emanuele Salonia e Manenti fu giurato nobile in Noto nel 1787-88, capitano di giustizia nel 1797-98 e senatore nell’anno 1798-99; un Giovanni tenne la stessa carica in Siracusa nel 1790-91.

Arma: d’azzurro, alla torre d’oro aperta del campo merlata di tre pezzi, piantata sopra una campagna di verde.

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Salvaggio o Selvaggio (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Salvago.

Pare che sia originaria di Genova, godette nobiltà in Messina e Palermo. Un Benedetto fu giudice straticoziale in Messina nel 1666-67; un Giacomo Nicolò fu procuratore fiscale della Gran Corte nell’anno 1684, giudice pretoriano di Palermo negli anni 1685-86, 1687-88, giudice della Gran Corte Criminale nel 1698-99.

Arma: d’oro, alla rotella (o scudo parma) di nero, caricata dal leone d’argento, con la coda forcata.

 

 

 

 

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Salvarezzo.

Si vuole che sia originaria di Genova e che sia stata portata in Messina da un Pantaleo ai tempi di re Alfonso. Un Giovanni è annotato nella mastra nobile del Mollica (lista VIII, anno 1594).

Arma: troncato d’argento e di rosso, al leone coronato dell’uno nell’altro.

 

 

 

 

 

 

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Salvo.

Si vuole che sia originaria di Toscana, passata prima in Napoli e poi in Sicilia, dove godette nobiltà in Messina nei secoli XIII e XIV e in Palermo. Un Pietro Salvo e Ferreri nel 1499 ottenne investitura del feudo di mezzo Catuso; un Egidio Salvo e Castiglia, di Messina, con privilegio dato in Madrid a 23 aprile 1573 esecutoriato in Palermo a 1 novembre dello stesso anno, ottenne per sè e suoi la concessione del titolo di regio cavaliere e dello stemma gentilizio; un Vincenzo Salvo e Levante a 30 aprile 1798 ottenne attestato di nobiltà dal Senato di Palermo, fu segretario della legazione del re delle Due Sicilie presso Sua Maestà l’imperatore d’Austria e, con privilegio dato a 10 agosto esecutoriato a 31 agosto 1814, ottenne la concessione del titolo di marchese di Pietraganzili. Nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana sono annotati, con i titoli di nobile dei marchesi di Pietraganzili e cavaliere, i signori Francesco (†) e Rosario Salvo e Sciarrino (di Giuseppe, di Vincenzo primo marchese di Pietraganzili) con i loro figli ed il signor Giuseppe Salvo e Magliano (di Giovanni, di Giuseppe, di Vincenzo primo marchese di Pietrangazili) con la sorella Adele.

Arma: d’azzurro, al leone coronato d’oro, tenente con le zampe nel davanti una crocetta di nero, sormontata da una stella d’argento.

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Salvo di Castroreale.

Non sappiamo se abbia nulla di comune con la precedente. Notiamo un Melchiorre, che, con privilegio del 1 giugno 1790, ottenne il titolo di barone di Santa Croce di Roccaforte; e un barone dottor Antonino, che fu giudice di Castroreale nel 1805-6. Nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana si trova notato, con il titolo di barone di Santa Croce di Roccaforte, il signor Melchiorre Salvo (di Antonino, di Melchiorre).

Arma: ?

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Sammaniati o Samminiati (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sammartino o San Martino (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sambito o Sammito (vedi).

 

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Samminiati o Sammaniati.

Si vuole originaria dalla Catalogna. Un Bindo de domino Bindo de Santo Minato, milite, ottenne con privilegio dato a 5 giugno 1339 il feudo Racalmallina; un Pietro, milite, possedette il feudo Callari nel 1394; un Calcerando ottenne da re Martino a 9 maggio 1396 la terra di Palagonia; un Mariano fu barone di Tripi, Bambina, Casalotto e Sant’Andrea nel principio del secolo XVII; un Giovanni fu giudice della Gran Corte del Regno nel 1625; un Simone fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1716-17 e senatore della stessa città nel 1732-33.

Arma: d’argento, a tre bande di rosso ritirate dal capo, ed un palo dello stesso soprastante sul tutto.

 

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Sammito o Sambito.

Un Lorenzo, dottore in leggi, come marito di Orazia Pellegrino, ottenne a 3 aprile 1787 investitura del feudo Torrevecchia o S. Silvestro.

Arma: ?

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