Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Scandurra a Schifano

clicca per ingrandire

Scandurra di Siracusa.

Si vuole che sia originaria dalla Spagna; godette nobiltà in Siracusa e pare che si sia divisa in due rami, quello dei baroni di Sant’Elia e della Pira e quello dei baroni di Salsetta e Montagna, che aggiunse al cognome Scandurra il cognome d’Epiro per successione a quest’ultima famiglia. Un Vincenzo, da Siracusa, con privilegio dato a 24 luglio 1767 ottenne il titolo di barone di Sant’Elia e, a 1 settembre dello stesso anno, ottenne infeudazione del territorio della Pira; un Ludovico fu senatore nobile in Siracusa nel 1788-89; un Corrado, barone di Sant’Elia, ecc. fu patrizio in detta città nel 1808-9 e senatore nobile nell’anno 1811-12; un Giuseppe (di Vincenzo, di Corrado predetto) è annotato nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili della regione siciliana con i titoli di barone di Sant’Elia e barone della Pira. Nello stesso elenco sono annotati, con il titolo di nobile dei baroni di Salsetta e Montagna, i signori Francesco Enrico, Gaetano e Paolina Scandurra di Gaetano, di Francesco, come discendenti da Giacomo de Epiro, investito della baronia di Salsetta e Montagna a 20 settembre 1768.

Arma: partito: nel 1° d’oro, a due leoni affrontati, impugnanti quello di destra una spada insanguinata e quello di sinistra una rotella insanguinata, incrociata ad una alabarda, il tutto di nero, sormontati da tre stelle d’azzurro, ordinate in fascia nel capo; nel 2° d’oro, alla banda d’azzurro (ramo di Siracusa).

D’azzurro, a due leoni affrontati contra-rampanti ad una spada d’argento, manicata d’oro, la punta all’ingiù, accompagnata nel capo da tre stelle d’argento, ordinate in fascia (ramo Scandurra d’Epiro).

indice

 

Scannavino.

Nobile famiglia di Siracusa, della quale notiamo un Ludovico, che fu senatore in detta città nell’anno 1400-401; un Francesco, che tenne la carica di giurato negli anni 1400-401, 1403-4, 1406-7, 1410-11, ecc.; carica tenuta da un Pietro nell’anno 1403-4; da un Giacomo nell’anno 1411-12; da un Bartolomeo negli anni 1416-17, 1417-18 e 1424-25, ecc.; da un Federico negli anni 1422-23, 1430-31, 1433-34, da un Stefano negli anni 1445-46, 1456-57, 1459-60. Un Sebastiano e un Mario Scannavino e Candido furono giurati nobili in Siracusa, il primo negli anni 1707-8, 1716-17, 1726-27 e 1731-32; il secondo negli anni 1713-14, 1725-26, 1728-29, 1739-40, 1749-50.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Scarella.

Il Galluppi la vuole originaria di Liguria e dice che fu decorata della baronia di Parnasso. Un Guglielmo fu giudice straticoziale di Messina nel 1574-75, fu ascritto alla mastra nobile del Mollica (lista I, anno 1587) e, insieme con il fratello Emanuele, con privilegio dato a 25 agosto 1575 esecutoriato a 21 gennaio 1576, ottenne la concessione del titolo di nobile col Don.

Arma: di rosso, al leone d’argento, sbarrato d’oro.

 

 

 

indice

 

Scarfellito.

Nobile famiglia Catanese. Un Pietro fu senatore in Catania negli anni 1542-43, 1548-49, 1551-52, 1552-53, 1559-60; un Vincenzo tenne la stessa carica in detta città negli anni 1590-91, 1594-95, 1597-98, 1600-601, 1605-6; un Giovanni, notato nella mastra nobile di Catania del 16 gennaio 1696 tra i regi cavalieri, fu senatore in detta città negli anni 1699-700, 1707-8.

Arma: ?

indice

 

Scarlata o Sgarlata.

Di questa famiglia notiamo: un Pietro, che, a 20 luglio 1634, ottenne investitura della baronia di Nanfizia; un dottor Scipione, che, con privilegio dato a 30 settembre 1639, ottenne concessione del titolo di barone di Santo Stefano; un Giuseppe, che, con privilegio dato a 19 aprile 1653 esecutoriato a 11 maggio 1657, ottenne la concessione del titolo di marchese di Chiosi.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Scarroza, Scarrozza o Scatozza (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Scasso.

Di questa famiglia notiamo un Onofrio, che tenne importani uffici nel tribunale del Real Patrimonio nel 1743.

Arma: d’azzurro, alla torre d’oro, sormontata da un’aquila dello stesso, uscente dalla sommità fiammeggiante di rosso, accompagnata nel canton destro del capo da una luna rivoltata d’argento e nel canton sinistro da un sole figurato di rosso.

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Scatozza.

Nobile famiglia di Noto. Un Orlando fu castellano del castello vecchio della detta città nel 1500; un Nicolò a 16 febbraro 1506 ottenne investitura del feudo Machechi (Maeggi) in Siracusa; un Giuseppe possedette il feudo Carcicera nel principio del secolo XVII.

Arma: diviso: d’oro e di nero, al leone dell’uno nell’altro.

 

 

 

 

 

indice

 

Scavone o Scabone.

Illustrata da un Giovanni, che fu giudice straticoziale di Messina negli anni 1661-62, 1664-65, delle appellazioni nel 1663-64, del tribunale del Concistoro nel 1673-74 e della gran corte del Regno negli anni 1669-70, 1677-78-79.

Arma: ?

indice

 

Scavuzzo.

Godette nobiltà in Palermo. Notiamo un Giacomo barone di Favara o Menelao nel principio del secolo XVI; un Luigi, barone di Cefalà, senatore di Palermo nel 1582-83 e governatore del Monte di Pietà nella stessa città negli anni 1579-80 e 1580-81; un Giacomo, barone di Cefalà, senatore di Palermo nell’anno 1631-32.

Arma: ?

indice

 

Sceberras o Scebarras.

Si vuole che sia originaria di Malta. Un Antonino, per la moglie Girolama Trigona e Starrabba, ottenne a 12 dicembre 1795 investitura della baronia della Montagna di Marzo, fu capitano di giustizia in Piazza negli anni 1798-99, 1801-2, 1812-13.

Arma: ?

indice

clicca per ingrandire

Scheglia.

Il Galluppi dice che godette nobiltà in Messina nei secoli XV e XVI. Un Eliseo fu cavaliere dell’ordine di Malta nel 1585.

Arma: di rosso, alla sbarra cucita di nero.

 

 

 

 

 

 

 

indice

clicca per ingrandire

Schiattini o Schittini (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

indice

 

Schifano.

Godette nobiltà in Caltagirone, Lentini, ecc. Possedette i feudi Alfano, Carrubba, San Cosmano, Fiumetorto e Racalxacca, ecc. Un dottor Michele fu giurato in Caltagirone nel 1634-35, e, con privilegio dato a 22 maggio 1638, ottenne la concessione del titolo di barone di San Marco; un Filippo, con privilegio dato nello stesso giorno, ottenne il titolo di barone di Bugagiario e forse fu egli stesso quel Filippo Giacomo Schifano, barone di San Marco, che tenne le cariche di senatore in Caltagirone negli anni 1660-61, 1663-64, 1668-69 e di patrizio negli anni 1666-67, 1671-72, ecc.

Arma: ?

indice