Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Schillaci a Scolari

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Schillaci o Squillace (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Schininà.

Un Francesco acquistò il titolo di marchese di Sant’Elia, del quale ottenne investitura a 21 ottobre 1741 e lo trasmise al figlio Vincenzo, che fu padre di Francesco, investito del detto titolo a 8 febbraro 1786; un Mario Schininà e Lapis acquistò le baronie di San Filippo di Ragusa e del Monte, delle quali ottenne investitura a 24 gennaio 1802 e a 20 ottobre 1805. Con decreto ministeriale del 25 aprile 1899 i titoli di marchese di Sant’Elia, barone di San Filippo di Ragusa, barone del Monte, venivano riconosciuti in persona di Giuseppe Schininà (di Mario, di Giuseppe), senatore del regno, ecc.

Arma: d’azzurro, alla cometa posta in palo, sormontata da un giglio, il tutto d’oro.

 

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Schittini.

Originaria di Genova, passò in Sicilia nel principio del secolo XVII e godette nobiltà in Palermo. Un Nicolò, con privilegio dato a 11 aprile esecutoriato a 31 agosto 1649, ottenne la concessione del titolo di duca di Vizzini; un Giovan Battista, figlio del precedente, con privilegio dato a 11 luglio 1656 esecutoriato a 23 marzo 1657, ottenne la concessione del titolo di marchese di  Sant’Elia e acquistò la baronia di Ferla; un Angelo Maria fu senatore in Palermo negli anni 1736-37, 1742-43.

Arma: d’azzurro, a tre decussi d’oro, allineati in fascia, accompagnati da sei stelle d’oro, poste tre nel capo e tre nella punta.

 

 

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Sciabarras o Sceberras (vedi).

 

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Sciacca o Xacca.

Di questa famiglia notiamo un Giacomo de Sacca, milite, che possedette nel principio del secolo XIV l’ufficio di portunalotto di Girgenti; un Antonio de Xacca, il quale possedette il feudo di S. Giuliano in Noto, che perdette per essersi ribellato ai Martini; un Giuseppe, che fu giudice pretoriano di Palermo negli anni 1682-83-84, del Concistoro nel 1686, della gran Corte nel 1689; un Crisostomo, che fu giurato in Patti nell’anno 1798-99 e acquistò il feudo Vigliatore, di cui venne investito Emanuele Sciacca e Baratta a 14 luglio 1805; un barone dottor Gaetano che fu proconservatore in Patti negli anni 1801, 1811; un Domenico, che fu deputato al Parlamento Nazionale, ecc.

Arma: d’azzurro, alla campagna d’argento, caricata di tre stelle di otto raggi di rosso ordinate in fascia; al pino nodrito nella campagna, sostennte un’aquila rivoltata, sostenuto a sinistra ed al tronco da un leoncino; il tutto d’argento.

Alias: d’azzurro, alla colonnetta d’argento, movente dalla punta, accompagnata nel capo da tre stelle d’oro.

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Sciarrino.

Un Rosario, dottore in leggi, ottenne a 22 giugno 1791 e a 22 giugno 1804 investitura della baronia di Verbumcaudo.

Arma: ?

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Scibecca o Xibecca.

Di questa famiglia notiamo un Antonino, che fu giudice della corte pretoriana in Palermo negli anni 1566-67, 1571-72, 1572-73 e della gran  corte del regno nell’anno 1574-75; un Giuseppe, che fu giudice pretoriano in detta città nel 1654-55 e della gran corte del regno nel 1662-63; un Bartolomeo, che fu senatore in Palermo nell’anno 1668-69.

Arma: ?

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Scibilia o Sibilla (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Scichili o Scicli.

Con privilegio dato a 22 maggio 1638 un Giuseppe de Xichili, da Castrogiovanni, ottenne il titolo di barone; a 11 febbraro 1797 Alessandro e Giovanni Scicli e Bertolo, fratelli, ottennero attestato di nobiltà dal senato di Palermo.

Arma: ?

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Scimonelli.

Illustrata da un Ignazio, che fu giudice pretoriano di Palermo nell’anno 1796, del tribunale del Concistoro nell’anno 1801-2, della Gran Corte del Regno nel 1812, ecc.

Arma: ?

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Sciortino o Sortino (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Scirotta o Xirotta.

Si vuole che sia originaria d’Ancona; godette nobiltà in Palermo. Un Cosmo fu senatore di Palermo negli anni 1527-28, 1535-36, 1539-40, 1544-45 e 1549-50; un Girolamo tenne la stessa carica in detta città negli anni 1541-42, 1547-48 e 1550-51; un Rutilio fu giudice pretoriano di Palermo negli anni 1579-80, 1586-87, del Concistoro nel 1584-85, della gran corte civile negli anni 1583-84-85, maestro razionale giurisperito del tribunale del real Patrimonio nell’anno 1594, presidente del Concistoro nel 1607 e presidente del real Patrimonio nel 1610; un Antonio fu giudice pretoriano di Palermo negli anni 1608-9, 1613-14, del Concistoro negli anni 1619-20, 1625-26, 1641-42, della gran corte del regno negli anni 1637-38-39, 1643-44-45; un Francesco fu senatore di Palermo negli anni 1616-17-18, 1622-23, 1627-28, 1632-33, capitano di giustizia nell’anno 1618-19, maestro razionale di cappa corta del real Patrimonio, ecc., e, con privilegio dato a 14 marzo esecutoriato a 11 giugno 1636, ottenne la concessione del titolo  di marchese di Sant’Elisabetta; un secondo Rutilio, marchese di Santa Elisabetta, fu deputato del regno, cavaliere dell’ordine di Alcantara, maestro notaro alla regia cancelleria, e, con privilegio  dato a 10 ottobre 1641 esecutoriato a 18 marzo 1642, ottenne la concessione del titolo di principe di Montevago; un dottor Giovanni fu senatore di Caltagirone negli anni 1689-90, 1691-92, 1699-700.

Arma: d’azzurro, alla banda sormontata da una volpe passante, accompagnata da tre stelle, posta una nel canton sinistro del capo, e due in banda nel canton destro della puna; il tutto d’oro.

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Sclafani.

Si vuole originaria dell’Alemagna, passata in Lombardia e poi in Sicilia sotto i Normanni. È degno di nota un Matteo, primo conte d’Adernò al dir del Pirri nell’anno 1303, barone di Ciminna, Sclafani, Chiusa, Centorbi, Santa Margherita, Melinventre, Cavalera, ecc. ecc., fondatore di quello splendido palazzo dove poi ebbe sede l’ospedale grande di Palermo (oggi caserma militare), della chiesa di S. Agostino, ecc., capitano di giustizia di Palermo nel 1333-34, maestro razionale, ecc. ecc., con il quale pare si sia estinta, in Sicilia, questa potente famiglia.

Arma: partito di nero e d’argento, con due grù dell’uno nell’altro.

 

 

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Scolari o Scolaro.

Si vuole originaria di Firenze; godette nobiltà in Messina nei secoli XV e XVI. Un Chicco (Francesco?) fu castellano di Rametta nel 1403; un Nicolò fu senatore in Messina negli anni 1416-17, 1449-50; un Francesco Maria è annotato nella mastra nobile del Mollica (lista XVI, anno 1602).

Arma: bandato d’argento e d’azzurro.

 

 

 

 

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