Dott. A. Mango di Casalgerardo

NOBILIARIO DI SICILIA

da Trucco a Tuzzolino

 

Trucco.

Originaria di Genova. Un Pietro fu senatore in Palermo nell’anno 1761, deputato della deputazione della carne in detta città, ecc. e, a 24 marzo 1767, tenne dal Protonotaro del Regno parere favorevole per la chiesta concessione di un titolo di marchese.

Arma: ?

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Truglio.

Un Giustino possedette, nel principio del secolo XVIII, il feudo Cutumino soprano, nel quale gli succedette il fratello dottor Melchiorre, che ne ottenne investitura a 28 febbraio 1717.

Arma: ?

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Truscelli o Truxello.

Un Guglielmo, da Noto, possedette il feudo Guffora o Gulfora, che vendette ad Enrico Ventimiglia nel 1370; un Brizio, da Noto, possedette, come figlio di Giovanni, metà del feudo di Misilini, di cui ottenne conferma e nuova investitura a 5 luglio 1453; un altro Guglielmo possedette sotto re Giovanni il feudo Aulivella.

Arma: ?

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Tuccari.

Godette nobiltà in Messina. Un Pompeo del fu Leonardo è iscritto alla mastra nobile del Mollica (lista V, anno 1591); un Giovanni fu senatore in Messina negli anni 1623-24, 1629-30, 1636-37 e tale carica tennero un Francesco negli anni 1651-52, 1656-57 e 1661-62; un Alberto nell’anno 1669-70; un Ignazio nel 1718-19; un Francesco Stanislao negli anni 1748-49, 1756-57; un Giovanni fu proconservatore in Castiglione nel 1758; un Pompeo, dottore in leggi, del fu Francesco Stanislao è iscritto nella mastra nobile di Messina del 1798-1807.

Arma: d’azzurro a quattro pali d’oro, il terzo accostato da dieci coronette all’antica dello stesso, all’aquila spiegata di nero attraversante sopra il primo palo e una mezzaruota del secondo movente dall’ultimo.

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Tugnini.

Illustrata da un Pietro, che fu giudice della corte pretoriana di Palermo nel 1797 e del tribunale del Concistoro nell’anno 1811-12.

Arma: ?

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Tulumello.

Un sacerdote Nicolò Tulumello acquistò nel 1796 onze 157,14,2,3 di censo feudale sulla terra di Gibellina, di cui ottenne investitura a 7 giugno 1809 Luigi Tulumello come tutore di Giuseppe Saverio Tulumello. Questa famiglia vanta anche diritto al titolo di barone di Galassi, per il matrimonio di Caterina Stratigò con Nicolò Tulumello.

Arma: ?

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Tumscitz.

Un Tommaso, dottore in leggi, con privilegio dato a 15 luglio 1766, ottenne infeudazione del territorio di Poggio dell’Ipso, fu giudice civile di Augusta nell’anno 1774-75 ed è annotato nella mastra nobile di detta città; un Francesco fu senatore nobile di Augusta nel 1812-13; un Tommaso (di Francesco, di Tommaso), con decreto ministeriale del 18 settembre 1901, ottenne riconoscimento del titolo di barone del Poggio dell’Ipso.

Arma: d’azzurro, a tre gigli d’oro, male ordinati.

 

 

 

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Turano.

Un Serafino Turano e Landolina, con privilegio dato a 17 marzo 1668, ottenne concessione del titolo di barone di Cambelli e Catamaggi; un Girolamo acquistò la baronia di Suttafari, di cui ottenne investitura a 26 giugno 1798.

Arma: ?

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Turriano.

Nobile famiglia di Messina. Un Orazio fu senatore in detta città negli anni 1752-53, 1754-55, 1758-59, 1775-76, console nobile della Seta nel 1769-70 e, con lettere patrimoniali del 30 agosto 1765, ottenne di poter commutare il titolo di barone di Santa Maria di Spataro in quello di barone della Torre; un Letterio del fu Salvatore è annotato nella mastra nobile di Messina del 1798-1807.

Arma: d’azzurro, alla torre d’oro trattenuta da due leoni contrarampanti e coronati e sormontata da tre gigli ordinati nel capo; il tutto dello stesso.

 

 

 

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Turricella o Torricelli (vedi).

 

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Turrisi.

Un Mauro Turrisi e Piraino ottenne, a 29 dicembre 1803, investitura del titolo di barone di Gorgio e Bonvicino, titolo con il quale troviamo iscritto nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e titolate della regione siciliana il signor Mauro Turrisi (di Nicolò, di Mauro), già deputato al parlamento nazionale e senatore del regno, morto nel 1912; un Vincenzo Turrisi e Piraino acquistò il feudo di San Giorgio dell’Ogliastro, di cui ottenne investitura a 14 ottobre 1805 ed il feudo Palminteri, di cui ottenne investitura a 10 dicembre 1812. Con Regie Lettere Patenti del 16 novembre 1902, il signor Mauro Turrisi Grifeo (di Antonino, di Mauro) ottenne, per successione alle famiglie  Gravina  e  Grifeo,  riconoscimento  dei  titoli  di  principe  di Palagonia, principe di Lercara, duca di Alcara, marchese di Francofonte, marchese di Delia, marchese di Bifara, marchese di Antella, barone di Calatabiano, barone di San Fratello; barone di Fiumefreddo, San Basile e Lanza, barone di Stellaini, metà di Favarotta, Cadera e metà di Misilini, principe di Partanna, duca di Ciminna, duca di Floridia.

Arma: partito: al primo di Turrisi, che è d’azzurro alla torre quadra d’oro, di due palchi, fondata sopra un ristretto di terreno al naturale, sostenuta da due leoni d’oro, linguati di rosso contrarampanti; accompagnati in capo da tre stelle [6] d’argento male ordinate; al secondo di Grifeo, che è troncato, sopra d’oro al grifone di nero passante; sotto d’oro a tre bande d’azzurro.

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Turtureti o Tortoreti (vedi).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tusa.

Un Francesco, da Piazza, con privilegio dato a 19 novembre 1640, ottenne concessione del titolo di barone delli Gruppazzi.

Arma: ?

 

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Tutino.

Un dottor Ascanio tenne la carica di proconservatore in Militello Val di Noto nell’anno 1681; carica tenuta dal figlio di lui Marcantonio, che, con privilegio dato a 26 ottobre 1711, ottenne concessione del titolo di barone della Chiusa di Magnino.

Arma: ?

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Tuzzolino.

Il Minutolo dice che questa famiglia godette nobiltà in Palermo e passò all’ordine di Malta come quarto di altra famiglia.

Arma: d’oro, al piede di lino fiorito al naturale.

 

 

 

 

 

 

 

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